L’Abbronzatura e la Pallida Sinistra: Come Costruire una Baracca su di una Miniera d’Oro
7 novembre, 2008 di Luigi De Benedictis
Archiviato in Cronache Italiane
Ho letto da più parti le aspre critiche al saluto del Presidente del Consiglio al neo Presidente Obama. Sono di sinistra, non ho votato Berlusconi, e lo considero l’espressione vivente dell’ignoranza umana di fronte alla realtà più profonda dell’esistenza, l’esatto contrario di quello che egli vorrebbe incarnare:un uomo pienamente realizzato.
Allo stesso modo però mi rendo conto che una lettura totalmente e sempre negativa del personaggio non fa che provocare in me un sentimento di fastidio.

E’ evidente che non c’è offensività nelle sue parole verso il nuovo leader Americano.
Impugnare la verità, fare di ogni affermazione un’arma da ritorcere contro, ahimè denunziano pochezza di contenuti, e bassa statura: sono le stesse armi che usa il borderline grave, lasciamole a lui.
La sinistra dovrebbe preoccuparsi di ritrovare il contatto con la realtà, trovare strade nuove, indicare alternative concrete ad un mondo illusorio che grazie a Dio si sta sgretolando inesorabilmente.
Questo continuo punzecchiarsi, ribattere frecciata su frecciata, palesano apertamente la crisi di contenuti del governo dell’opposizione e dei propri leader. Questi scollati dalla realtà, inetti egoisti, leader dei propri ridicoli interessi, stanno litigando per restaurare una baracca, e non vedono la miniera d’oro sulla quale stanno edificando questo obbrobrio.

L’Italia, i suoi tesori, la sua vocazione alla bellezza, la sua centralità in tutto ciò che di affascinante e meraviglioso ha l’esistenza. Musei come magazzini, tesori che ammuffiscono nelle cantine, una ferrovia che ancora oggi nel 2000, transita sulle spiagge dell’Adriatico tagliando in due i paesi, migliaia di licei ed università e nessuna scuola di valorizzazione dell’eccellenza agro turistico alimentare (tranne Slow food), tradizioni millenarie di artigianato artistico super specializzato, lasciato morire e perdersi nel nulla, a causa di politiche demagogiche: milioni di posti di lavoro che aspettano solo di diventare operativi.
E’ assurdo vedere i nostri giovani senza speranza, morire nei call center, schiavizzati da un precariato cieco e privo di senso.
CI AVETE ROTTO IL CAZZO!!
DOBBIAMO SCENDERE IN PIAZZA CON I BASTONI?
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Lo stesso giorno gli anni scorsi
2008


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Quoto quasi tutto, rottura di cazzo compreso.
Solo il fatto dei bastoni mi lascia perplesso. A parte che sono convinto che molti farebbero la rivoluzione a chiacchiere, ma se si trattasse veramente di menare le mani rimarrebbero tutti a casa in malattia, i bastoni non servono a niente contro i carri armati e le pallottole.
La rivoluzione consiste nel non votare più per questa gente delegittimandola completamente.
Non voto, non voto, non voto, non voto.
Nessuno deve poter dire che rappresenta gli italiani se non lo fa veramente. Delegittimare.
Votare solo per chi fa cose che ci piacciono, non per chi ci sembra meno peggio degli altri.
Per il resto nulla da dire. Anche a me la polemica sull’abbronzatura è parsa un po’ strumentale anche se il termine usato da un capo di stato suona inopportuno.
Mi fa piacere che ci siano altri, come me, che sono disgustati dal livello del dibattito politico italiano.
Lui ha detto quello, lui è cattivo, lui mi ha fatto il dispettuccio, lui è basso, lei fa i pompini, lui non viene al lavoro, lei si fa trombare, lei è figlia di un prete, lui va con i travestiti, lui usa l’ambulanza come taxi, lui è grasso, lui si tinge i capelli.
Sembra il liceo, altro che la classe politica di una nazione europea.
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Chiara di Notte - Klára reply on 7 novembre, 2008 16:51:
Ma sono proprio loro, DFC, che si pongono sul piano mediatico come dei saltimbanchi, dei clown, dei nani e delle ballerine.
E’ il loro modo di fare. Sono un “circo”.
Come si fa a controbattere a dei clown che fra l’altro non si rendono neppure conto di essere ridicoli?
Sono le loro parole, DFC, che sono ridicole,
Sono le loro facce che sono ridicole, ma li vedi?
Attirano il becero sarcasmo, questo e’ vero, ma l’altra pulsione sarebbe quella di sommergerli di sputi.
Ed in internet e’ un po’ difficile farlo senza pulire continuamente lo schermo.
In internet viaggiano le parole, non le pallottole, non i cavalletti, non i bastoni. Nel web solo quelle si possono usare.
C’e’ chi sa utilizzarle come stiletti affilati, c’e’ chi e’ abile a farlo, ma c’e’ anche chi non lo e’ e, grossolanamente, lancia dei pietroni.
L’importante e’ pero’ il sentimento di rabbia che accomuna le persone che hanno affinita’ elettive.
DFC, la rabbia non e’ un sentimento negativo. Essa e’ il motore che poi porta anche (come dici tu) a trasferire lo “sputo virtuale” nel reale… sulla scheda elettorale, oppure direttamente in faccia al politico pusillanime, fetido e disonesto.
Ce ne vorrebbe piu’ di rabbia. Senza di essa e’ solo “rassegnazione”.
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Fully reply on 7 novembre, 2008 16:52:
parole sante
come quelle dell’articolo, del resto
(a parte i bastoni, che piacciono poco anche a me)
sul “non-voto” come rimedio ho sempre le solite remore: fino a che la massa critica dei “delegittimanti” non aumenterà in modo significativo, non votare significherà delegare la scelta ad altri.
quindi il punto resta sempre lo stesso (a mio parere): come aumentare questa massa critica?
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3eowulf reply on 7 novembre, 2008 17:32:
Credo ci siano due problemi in merito al non-voto (ed io sono un astenuto):
- non votare è una delegittimazione più morale che altro e questo in se ne limita l’efficacia
- non votare è un’alternativa estremamente drastica, ed in genere la popolazione preferisce soluzioni più moderate essendo disposta a votare il “meno peggio”
Penso che la soluzione potrebbe essere la costituzione di un partito, che possa rappresentare una reale alternativa e portare istanze di rinnovamento, svincolato dalla classe dirigente attuale.
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Oris reply on 7 novembre, 2008 19:07:
Il meno-peggismo è la rappresentazione migliore per definire cosa non va in italia, in nome di questa “filosofia” si evade, si parcheggia in terza fila, si butta la carta per terra, tanto lo fanno tutti, perchè il meno peggismo significa a parere mio:
“so tutti ladri, ma questi un po meno”.
Chi non vota si ferma al
“so tutti ladri, non ci sto”
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3eowulf reply on 7 novembre, 2008 19:17:
Sarà quindi il caso di recuperare i
“so tutti ladri, ma questi un po meno”.
ed unirli ai
“so tutti ladri, non ci sto”
in un unico gruppo di
“questi non sono ladri”.
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Oris reply on 7 novembre, 2008 19:20:
Già—- ma la vedo molto dura.
Non credo che riusciremo a avere questa unità di intenti in breve tempo, c’è ancora troppo squadrismo becero e poco pragmatismo.
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fabio reply on 7 novembre, 2008 17:59:
Sul non voto gia’ ci siamo confrontati con Oris e DFC. Non sono d’accordo con loro per lo stesso motivo di Fully: si abbandona una posizione di presidio..e poi sarebbero cazzi… Per il basso livello del dibattito politico sono d’accordo, ma alzarlo di colpo potrebbe portare danno a l’artefice che non verrebbe compreso dalle masse. (sono 14 anni che si parla di stronzate…molti sono ormai abituati). Anche io sono sicuro che Berlusca non voleva sottolineare la peculiarita’ razziale di Obama, pero’ la figura di merda l’abbiamo fatta tutti….basta dare un’occhiata ai giornali esteri
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/gaffe-berlusconi/4.html
Un abbraccio a tutti
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Oris reply on 7 novembre, 2008 19:05:
io ne faccio solo una questione di matematica applicata, per adesso non votare o votare ha lo stesso effetto: vincono i non pensanti criticamente, il parco buoi, lo zoccolo duro. (per i prevenuti: si intende dire che essendo più alto il numero di coloro che sono schierati per “tradizione” in un unico verso, il resto dei votanti ha una influenza molto marginale).
Quindi credo che il non voto sia la vera protesta: “non con il mio voto (avallo)!”
La vera democrazia si avrebbe forse con il quorum anche per le elezioni.
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mattions reply on 7 novembre, 2008 18:01:
Berlusconi dovrebbe essere messo dentro per circonvenzione d’incapace.
Il non votare questa gente è sacrosanto. Creare un’alternativa che sia possibile votare è sacrosanto.
In America hanno votato per un cambiamento, non sono stati a casa a dire nessuno mi piace. In America hanno avuto la possibilità di cambiare, ma l’hanno anche guadagnata.
Io credo che arriverà anche in Italia.
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Oris reply on 7 novembre, 2008 18:45:
NOn voto NOn voto…. ma scusa, tu chi sei?
Credevo di essere l’unico a avere questa tesi qui…
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simona_rm reply on 7 novembre, 2008 22:54:
no, sembrano le medie (inferiori), al liceo i toni sono più alti.
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pacatoegentile reply on 8 novembre, 2008 13:19:
concordo: basta votare queste persone.
basta seguire le loro inutili diatribe in televisione o sul web.
La parola ora e’ ignorarli, tutti.
Tizio dice X alla tv. spengo la tv.
Tizio dice Y sul sito, salto la notizia.
E’ vero che esistono gli “irriducibili” coloro che al voto continuano a votarli ma e’ vero anche che se la gente inizia a non votare ( mi raccomando scheda nulla, ne’ scheda bianca ne’ evitare il voto) quando il voto di protesta arrivera’ al 10-15% vedrai che salteranno fuori le alternative.
Finche’ pero’ si aspettano che siano gli altri [elettori] a fare il primo passo non cambiera’ nulla.
E’ questa la rivoluzione, non bisogna essere coordinati o creare un movimento, basta semplicemente pensare con la propria testa, smettere di permettere ai sondaggi di influenzarci.
Ti piace Rifondazione? vota rifondazione non “voto PD xche’ hanno i numeri per sconfiggere berlusconi”, a che cosa ha portato questo ?
a RC, Socialisti fuori dal parlamento, radicali che si affannano per trovare spazio nel PD.
E’ questa la vera rivoluzione coi bastoni (matite in questo caso)
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francy68 reply on 8 novembre, 2008 13:31:
mah prima di tutto vorrei dire che sono totalmente in disaccordo con chi ritiene utile non votare…sì la delegittimazione è una bella cosa, ma già la storia dovrebbe insegnare (mi riferisco ai deputati sull’Aventino) che i delinquenti più che sentirsi delegittimati ringraziano e ne fanno più di prima.
Quindi votate gente.
Quanto al Berluska, l’autore dell’articolo ha ragione sul fastidio degli atteggiamenti antiberlusconiani a tutti i costi…ma insomma quella frase gronda razzismo.
Non c’è nulla di goliardico o di divertente e non è colpa mia se il Berluska è quel che è…quella frase è razzista e fa schifo.
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Non per dire, ma la caratura della politica italiana si ritrova (o forse deriva da li) in quasi tutti i livelli sociali in Italia (e ovviamente tutti a dire “nooo, lo fanno solo quelli la …” ). E poi, gli italiani oramai dovrebbero sapere che quello che dice Berlusconi ha credibilità zero, quindi criticarlo per delle sue affermazioni non vale a nulla, anche se è vero che all’estero fa fare figuracce immonde dovremmo aver capito che lui non impara mai.
E poi, basta con questa storia della valorizzazione dell’eccellenza agro turistico alimentare, è solo un modo per ricavarsi nicchie (nanoscopiche ed inesistenti) sul mercato e per evitare la concorrenza.
Ma che si investa (o si smetta di investire, perchè fare vie di mezzo come quelle fatte fino ad oggi francamente fa abbastanza schifo) in modo serio, per cercare di combattere la concorrenza dei paesi emergenti con la tecnica e l’innovazione, non con espedienti temporanei.
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Chiara di Notte - Klára reply on 7 novembre, 2008 17:29:
http://www.corriere.it/esteri/08_novembre_07/obama_telefonate_84f12d74-acd4-11dd-8da9-00144f02aabc.shtml
Solo questo link… gia’ dice molto su come vengono considerati gli italici dai presidenti “seri”.
Al “circo” non resta altro che farsi una bella turnee a Mosca, insieme agli orsi e ai loro domatori, rinnovando l’amicizia di lunga data e parlando di metodi efficaci su come zittire i giornalisti onesti.
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icy reply on 7 novembre, 2008 18:28:
Nulla di nuovo
(fortuna che hai virgolettato il seri, Obama non ha fatto ancora nulla e tra un paio di settimane lo fanno salvatore dell’universo, dategli tempo a sto ragazzotto). Comunque non confonderei cose del genere con le valutazioni economiche e industriali dell’Italia. Fortunatamente per ora c’è abbastanza considerazione all’estero (ovviamente per le imprese italiane che vanno all’estero e portano innovazione e tecnologia, non chi va per esempio in Romania per la manodopera).
La politica italiana fa ridere, ma per fortuna gli interlocutori non italiani non le danno troppo peso (come giusto) e raramente fanno l’italico errore di accorpare politici e popolo in un unica classe di modo di fare (pecunia non olet diceva gente che la sapeva lunga).
Guarda cosa pensano i cinesi invece
http://yibuyibu.blogspot.com/2008/10/berlusconi-visto-dalla-cina.html
Per le gite a Mosca … ma dici che Berlusconi abbia dato a Putin consigli anche su quello? :O
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Chiara di Notte - Klára reply on 7 novembre, 2008 19:42:
Caro Icy, non c’e’ proprio nulla da confondere. Il segno del cambiamento Obama, lo vuol mettere anche “tagliando” o comunque “rallentando” i rapporti con chi ne ha avuti di troppo stretti col suo predecessore del quale non ha alcun problema a dichiarare come una delle cause principali dello sfacelo in cui si trovano oggi l’America ed il mondo.
E’ ovvio che quelli che fino a ieri si baciavano con la lingua in bocca con Bush oggi abbiano dei problemi ad ammetterlo e tentano di riparare alle loro figure di cacca “ridicolizzando” un po’ il nuovo presidente americano oppure facendo illazioni pericolose su eventuali gradimenti che Al Quaeda potrebbe avere nei suoi confronti.
Forse non ci si rende conto che quelle affermazioni sono gravi. Gravi soprattutto perche’ non sono state sanzionate dal premier che, anzi, ha rincarato la dose aggiungendovi becere battute da avanspettacolo.
Per quanto riguarda i rapporti fra Putin ed il cavalier silvio berlusconi questi sono noti, com’e’ nota la loro identita’ d’opinioni riguardo alla liberta’ di stampa ed ai metodi da utilizzare per togliere di mezzo giornalisti che “scrivono troppo”.
La china autoritaria verso la quale l’Italia si stava avviando, e che sarebbe proseguita se avesse vinto McCain, ha trovato un punto d’arresto. Fortunatamente. Adesso sara’ piu’ difficile per certe forze naziste convincere la gente che c’e’ bisogno del coprifuoco per “cambiare” e migliorare il mondo.
Fra l’altro ho letto che il Regno Unito ha annunciato il ritiro dall’Iraq entro la meta’ del 2009 e questo mi pare gia’ un effetto positivo del nuovo vento di fiducia che sta spirando.
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Neottolemo reply on 7 novembre, 2008 19:59:
“Il segno del cambiamento Obama, lo vuol mettere anche “tagliando” o comunque “rallentando” i rapporti con chi ne ha avuti di troppo stretti col suo predecessore del quale non ha alcun problema a dichiarare come una delle cause principali dello sfacelo in cui si trovano oggi l’America ed il mondo.”
Su questo mi trovo in disaccordo. In Italia abbiamo visto Obama come il salvatore del mondo. Credo a torto. Segnali di distensione nella politica estera ci sono, ma io li ho colti come avvertimenti di un presidente che prima di agire vuol dare una possibilità. Ho già scritto altrove che per Obama i nemici rimangono gli stessi di Bush: in medioriente Afghanistan e Iran (ricordo che Obama prevede il rafforzamento delle truppe in Afghanistan ed ha inoltre ribadito il no al nucleare iraniano). L’Iraq è un paese ormai dotato del suo governo e in corso di smilitarizzazione, il ritiro delle truppe è stato si annunciato, ma l’enunciato dovrà vedersela con la realtà delle cose, cioè l’effettiva governabilità del paese.
Obama è un evento quasi esclusivamente per l’America. Come hanno fatto suoi predecessori in periodi di difficoltà tornerà verso l’isolazionismo e proverà a sanare l’economia. Questo toccherà ovviamente anche il resto del mondo per l’assioma “se va bene l’America vanno bene tutti”.
Insomma, pensiamo a noi che all’America ci pensa Obama.
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Chiara di Notte - Klára reply on 7 novembre, 2008 20:15:
Per carita’… non mi offendo ne’ mi deprimo per questo. Fatto sta che ancora tutto si basa sulle supposizioni. Nessuna certezza. Da parte di entrambi.
Il tempo dira’ chi di noi aveva instintivamente azzeccato.
Ma c’e’ un fattore che non va sottovalutato ed e’ la positivita’ che viene innescata dalla “speranza”.
Il meccanismo puo’ essere messo in moto ed autoalimentarsi in un circolo virtuoso.
Personalmente “sento” intorno a me un’aria nuova. La sensazione e’ piacevole e per il momento mi basta.
Poi vedremo.
Comunque per le Europee, l’effetto Obama si fara’ sentire.
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Neottolemo reply on 7 novembre, 2008 20:46:
“Su questo mi trovo in disaccordo”
Era solo un incipit
Comunque per quel che sembra Obama è orientato a mantenere Gates come segretario alla difesa. Comunque sono “voci”.
Ma il punto era, e me lo sono dimenticato lungo la strada nel precedente commento, che Obama voglia tagliare con l’operato di Bush principalmente in casa sua (e ci mancherebbe). L’Italia che ci sia Berlusconi, Veltroni, Prodi o Sbirulino si trova in una posizione strategica invidiabile. Sarebbe sciocco troncare i rapporti con il nostro paese solo perchè abbiamo uno basso con un pessimo umorismo a capo del governo.
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icy reply on 7 novembre, 2008 20:12:
Come hai scritto bene tu, Obama vuole mettere questo segno di cambiamento, ma mi pare un po’ prematuro dare come assodato queste sue promesse. Vediamo tra tre mesi cosa ha fatto e poi ne riparliamo, ok?
Nella frase che hai citato io intendevo dire che gli interessi economici non sono valutati molto spesso in funzione delle figuracce che ci fa fare il capo di governo di turno (altrimenti saremmo un paese del 4º mondo).
Il fatto che non abbia chiamato Berlusconi forse è semplicemente dovuto al fatto che l’Italia negli US e in politica estera pesa un nulla, ha contattato le persone che gli servono di più.
Quanto alla “gita” a Mosca, io ho fatto una battuta
Conosco bene il Putin-pensiera sulle “libertà” dell’informazione (mentre quello di Berlusconi è affine a quello di chiunque, se può trarre giovamento, quindi irrilevante), io volevo essere ironico e non sarcastico 
Ps1: Il Regno Unito discute sul ritiro dall’Iraq da molto tempo, non corriamo a fare associazioni di questo genere che fanno molto PD.
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Chiara di Notte - Klára reply on 7 novembre, 2008 20:22:
Mi pare che L’italia sia un partner importante, militarmente parlando, nell’occupazione dell’Afghanistan. E L’Afghanistan (l’ha detto a chiare lettere Obama) e’ il vero focolaio, insieme al Pakistan, del terrorismo. Non lo vedo come un fatto “irrilevante” che l’Italia sia stata piazzata in “seconda” fila.
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icy reply on 7 novembre, 2008 20:45:
Peccato che tu mi abbia citato esattamente dopo il forse
Comunque non è un concorso a premi, la seconda fila dell’Italia è un dato di fatto che si presta a molteplici interpretazioni. Allora dovremmo anche dire che non ha chiamato la Cina (che detiene quasi il 50% dei dollari circolanti nel mondo) o la Russia (e quindi dovremmo pensare che non gli frega nulla della Georgia?).
Possiamo passare le ore a collezionare motivazioni per cui Obama non ha chiamato il primo ministro italiano, ma solo il tempo ci farà capire il perché.
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davide reply on 7 novembre, 2008 21:08:
Distinta Chiara,
“”Mi pare che L’italia sia un partner importante, militarmente parlando, nell’occupazione dell’Afghanistan. E L’Afghanistan (l’ha detto a chiare lettere Obama) e’ il vero focolaio, insieme al Pakistan, del terrorismo. Non lo vedo come un fatto “irrilevante” che l’Italia sia stata piazzata in “seconda” fila.”"
Forse hai seguito male la campagna elettorale di Obama, perchè sull’Afganistan ha chiesto agli europei di inviare più soldati a sostegno delle forze americane.
Sono convinto che Berlusconi manderà più soldati in Afganistan mettendo così al muro la sinistra italiana che ha sostenuto Obama: come faranno a dir di no alla richiesta di Obama?
In cambio Berlusconi chiederà ad Obama di fargli visita in qualche sua villa di lusso (ne ha in tutto il mondo), per poter farsi fotografare al fianco di Obama.
Se non l’hai capito Chiara a Berlusconi non gli frega niente delle idee politiche (destra o sinistra per lui sono uguali), perchè lui gode a stare vicino ai potenti del mondo: è il suo modo di raggiungere l’orgasmo.
Voglio vedere le facce dei sinistroidi italiani quando fra qualche mese Obama e signora saranno ospiti in qualche villa o panfilo del Berlusca.
Ciao
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Fully reply on 7 novembre, 2008 22:06:
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davide reply on 7 novembre, 2008 22:22:
Caro amico Fully,
Obama si trova un’eredità disastrosa da gestire (Bush gli ha lasciato un mare di debiti) e mandare nuovi soldati in Afganistan costa molti soldi.
Berlusca ha tutto l’interesse a mandare soldati in Afganistan, perchè così riesce a mettere in difficoltà la sinistra: come può la sinistra dire no ad una richiesta di Obama dopo le lodi che gli ha fatto?
In cambio Berlusconi chiederà ad Obama di venire a fargli visita nella sua mega villa in Sardegna. Berlusconi andrà in super erezione dalla gioia di stare vicino all’uomo più potente del mondo, mentre Obama si farà una bella vacanza gratis a spese di Berlusconi: non dimentichiamoci che la Sardegna è bellissima e Obama ama il mare.
ciao
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Fully reply on 7 novembre, 2008 22:29:
appunto
ripeto. c’è del vero(simile) in ciò che dici
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Chiara di Notte - Klára reply on 8 novembre, 2008 13:46:
Credo che sia abbastanza intelligente per non cadere in queste trappole da pisquani.
La Sardegna sara’ anche bella ma in confronto alla Hawaii e’ niente; non credo che a Obama manchi il mare.
In un momento di grave difficolta’ economica per tutti, onestamente non ce lo vedo Obama in “pompa magna” andare a far visita ad un uomo dichiaratamente leccaculo di Bush, che Obama ritiene responsabile del disastro economico, sociale e morale del suo Paese.
diabolicomarco reply on 8 novembre, 2008 14:24:
Silviuccio ha ben imparato la lezione del suo venerabile maestro Licio Gelli che, per esempio, durante la guerra stava sia con i fascisti che con i partigiani.
Altro che USA, è l’Italia il Paese dove tutto è possibile!
La tua analisi è inquietante ma molto verosimile. Speriamo che gli scagnozzi di Silvio non leggano MenteCritica!
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Sicuramente “l’abbronzato” era più in tono ironico che in tono offensivo.
Se lo dicessi ad un mio amico nero fuori al bar davanti ad una birra sicuramente non si offenderebbe.
Chissà se lo dicessi al primo presidente americano nero della storia cosa…..UHM…. :S
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fabio reply on 7 novembre, 2008 18:00:
Chissa se Obama gli avesse detto “NANO” come si sarebbe incazzato Eh EH EH !
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Neanche secondo me è razzista quello che ha detto il nostro dispensatore di carinerie. Ma un cavolo di capo di stato o di governo o quel che è non può permetersi il lusso di fare battute del genere in pubblico, cavoli! Ma possibile che non possiamo stare mai tranquilli? Non è possibile, non è veramente accettabile che si legittimino le battute da bar, basta!
! No, a parte gli scherzi tra un pò serve una rivoluzione veramente, non basterà più non andare a votare! Io vorrei possedere una mazza coi colori della bandiera italiana…Dite che se vado in piazza navona per la prossima manifestazione ne recupero una? ; D
E prima di lui Gasparri, e dopo di lui l’altra affermazione “non pensavo ci fossero così tanti imbecilli”, anzi “non pensavamo”, lui è uno e (pa)drino.
E’ impossibile non parlarne, mi fa ridere la sinistra che si aggrappa a questi specchi pronti a rompersi per sopravvivere, ma non si può non parlare e non indignarsi per questa cosa.
Basta, io mi sono stufata, perchè poi nei paesi esteri prendono in giro noi, lui va con l’aereo privato, al massimo lo fischiano ma da noi tanto i tg lo tagliano, basta! Il prossimo che lo giustifica lo mando affan quel paese (esiste un paese che si chiama culo?). E basta, la prossima volta non voto neanch’io, cosa combatto col mio voticino contro tutti gli altri?
Sui bastoni boh non è che mi entusiasmino, preferisco i denari e le spade
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icy reply on 7 novembre, 2008 18:48:
Un milione di euro si fa anche con monete da un centesimo
Il voto del singolo conta sempre, è un voto in più, la differenza tra 50% e 51% .
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Premettendo che non faccio un discorso “politicamente schierato”, devo confessare che non sono tanto convinto come voi del fatto che le parole di Berlusconi fossero dette in buona fede. Cioè sicuramente non erano mosse da cattiveria o malizia (oltre a non essere così decisive nella vita del nostro paese da dover per forza essere oggetto di uno scontro “politico” alquanto umiliante), ma sono comunque sintomo di un’intelligenza media e di un livello di comprensione della realtà che si ferma al colore della pelle, all’istinto sessuale, alla battuta da villaggio vacanze……e per me questo è grave!..
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Quoto tutto (era ovvio lo dico da secoli qui dentro).
Inoltre cercare lo scontro con il b. sul suo terreno equivale a un suicidio, ma in fondo forse la sinistra non vuole governare, visti i precedenti preferisce che le figuracce facendo qualcosa le faccia la destra.
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Neottolemo reply on 7 novembre, 2008 18:53:
Non sono cose carine da dire Oris… Ma in questa situazione non biasimerei nessuno che la pensasse così. Governare ora vuol dire suicidarsi.
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Oris reply on 7 novembre, 2008 19:01:
Beh, devo ammettere che ce l’ho molto più con la sinistra che con la destra, la seconda non ha mai nascosto le proprie intenzioni la prima si erge a moralizzatrice e portatrice di progresso e poi…. si sa come va.
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Neottolemo reply on 7 novembre, 2008 21:10:
Ovviamente la mia prima frase era ironica
In questo caso le mie restano opinioni strettamente personali e campate in aria.
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Oris reply on 7 novembre, 2008 21:47:
same for mine.
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fabio reply on 8 novembre, 2008 14:38:
Allora bene! Buon suicidio al governo…(ha voluto la bicicletta?)
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quello che mi stupisce è che la sinistra non si sia minimamente schierata (oddio pare proprio che non se ne sia accorta… non so… bo…) sulle dichiarazioni russe
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Segnalo che tra gli snobbati da Obama c’è anche zapatero, tanto per cronaca.
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Chiara di Notte - Klára reply on 7 novembre, 2008 19:26:
Stati Uniti, Giappone, Germania, Regno Unito, Francia, Italia e Canada.
Mi pare siano questi i paesi del G7.
E mi pare che l’unico fra questi escluso sia proprio l’Italia.
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Oris reply on 7 novembre, 2008 19:29:
10:50 Obama telefona a nove leader mondiali, ma non a Berlusconi
Il presidente eletto degli Stati Uniti, Barack Obama, ha telefonato a nove leader mondiali che lo avevano chiamato per congratularsi per il risultato del voto del 4 novembre. Obama, secondo fonti della transizione, ha chiamato per ringraziarli il presidente francese Nicolas Sarkozy, il messicano Felipe Calderon, il sudcoreano Lee Myung-bak e i premier australiano Kevin Rudd, canadese Harper, israeliano Ehud Olmert, giapponese Taro Aso, britannico Gordon Brown e la cancelliera tedesca Angela Merkel.
Non c’entra il g7
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Chiara di Notte - Klára reply on 7 novembre, 2008 19:47:
Hai troncato l’articolo proprio dove ne parla:
Non sono io a dirlo ma Il Corriere Della Sera.
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Oris reply on 7 novembre, 2008 20:47:
Perchè è una associazione del corriere, quella di sopra è una velina
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Chiara di Notte - Klára reply on 7 novembre, 2008 20:51:
Beh, e’ un’associazione che faccio anche io. Si vede che ho preso i brutti vizi che hanno i giornalisti
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Oris reply on 7 novembre, 2008 20:53:
eh sì, sono associazioni di parte, io tendo a nn farle
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Chiara di Notte - Klára reply on 7 novembre, 2008 21:05:
Mi pare che tu giudichi un po’ troppe cose “di parte”. Forse non tutte lo sono e forse puo’ essere considerato “di parte” il tuo criticare associazioni che giudichi, secondo un’opinione del tutto personale, “di parte”.
Io invece tendo a fare associazioni, perche’ e’ su tali basi che si sviluppa la mia riflessione, e non mi pongo il problema che siano di parte o no. Si vede che abbiamo due percorsi logici che viaggiano su binari diversi.
Per darti un esempio di come sono fatta (dato che entriamo nel presentare il nostro personale), posso tranquillamente non condannare tout court l’intervento russo in Georgia pur detestando la leadership di Mosca e ti posso assicurare che allo stesso modo giudicherei positive altre cose che fossero in contrasto con certe mie idee purche’ fossero davvero positive.
Comunque il fatto essenziale e’ che l’Italia, sia come membro del G7, sia come alleata coinvolta in una guerra, e’ stata ritenuta degna solo della “seconda fila”, e questo mi pare un qualcosa su cui riflettere.
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Oris reply on 7 novembre, 2008 21:45:
sono cose non provabili mi chiedo alloa come mai non sia stato piegato su he criterio sono stati scelti gli altri 3 fuori dal g 7 (6?) inoltre si va verso il g20
Poi sono opinioni, io cerco di nn mettere le pulci nell’orecchio, sono mezzucci che lascio alla stampa anche perchè non devo convincere nessuno ne tanto meno convincere me stesso di essere nel giusto.
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davide reply on 7 novembre, 2008 21:08:
Distinta Chiara,
“”Mi pare che L’italia sia un partner importante, militarmente parlando, nell’occupazione dell’Afghanistan. E L’Afghanistan (l’ha detto a chiare lettere Obama) e’ il vero focolaio, insieme al Pakistan, del terrorismo. Non lo vedo come un fatto “irrilevante” che l’Italia sia stata piazzata in “seconda” fila.””
Forse hai seguito male la campagna elettorale di Obama, perchè sull’Afganistan ha chiesto agli europei di inviare più soldati a sostegno delle forze americane.
Sono convinto che Berlusconi manderà più soldati in Afganistan mettendo così al muro la sinistra italiana che ha sostenuto Obama: come faranno a dir di no alla richiesta di Obama?
In cambio Berlusconi chiederà ad Obama di fargli visita in qualche sua villa di lusso (ne ha in tutto il mondo), per poter farsi fotografare al fianco di Obama.
Se non l’hai capito Chiara a Berlusconi non gli frega niente delle idee politiche (destra o sinistra per lui sono uguali), perchè lui gode a stare vicino ai potenti del mondo: è il suo modo di raggiungere l’orgasmo.
Voglio vedere le facce dei sinistroidi italiani quando fra qualche mese Obama e signora saranno ospiti in qualche villa o panfilo del Berlusca.
Ciao
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Neottolemo reply on 7 novembre, 2008 21:14:
Ma tu sempre e solo a Chiara ti rivolgi?
“Se non l’hai capito Chiara a Berlusconi non gli frega niente delle idee politiche (destra o sinistra per lui sono uguali), perchè lui gode a stare vicino ai potenti del mondo: è il suo modo di raggiungere l’orgasmo.”
Per me questo è vangelo.
“Voglio vedere le facce dei sinistroidi italiani quando fra qualche mese Obama e signora saranno ospiti in qualche villa o panfilo del Berlusca.”
Letto Lexi eh?
Concordo (e se poi non è così?) sommessamente.
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davide reply on 7 novembre, 2008 21:35:
Caro amico Neottolemo,
“”Ma tu sempre e solo a Chiara ti rivolgi?”"
Perchè sei geloso? Scherzo nè.
ciao
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Chiara di Notte - Klára reply on 7 novembre, 2008 21:15:
E da cosa trai queste fantastiche previsioni?
Non credo che le tue siano “certezze”.
In me almeno, da sognatrice qual io sono, esiste la “speranza” che Obama si riveli esattamente come lo immagino. E la speranza riguarda un qualcosa di “positivo”, un mondo forse migliore. Un sogno.
Anche in te esiste la “speranza” che le tue previsioni si avverino cosi’ quelli che tu chiami “sinistroidi” rosicheranno?
Bel sogno.
Dai degli ottimi spunti di riflessione. Solo che le risposte che dovrei darti le tengo per me.
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davide reply on 7 novembre, 2008 21:32:
Distinta Chiara,
Ti riporto qui sotto un articolo relativo ad Obama l’Afganista e l’Europa.
Voglio solo farti una domanda: se Berlusconi accoglie l’invito di Obama e manda più soldati in Afganistan tu sei d’accordo o contraria?
ciao
“”Afghanistan/ Sequi: Obama chiedera’ di piu’ ai paesi europei
“La Ue dà già molto, possiamo offrire dei modelli da seguire”
postato 1 giorno fa da APCOM
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Roma, 6 nov. (Apcom) - La promessa di Barack Obama di aumentare l’impegno in Afghanistan dimostra che “gli Stati Uniti hanno capito che questo paese deve diventare esportatore di sicurezza” e sicuramente il neo presidente chiederà ai paesi europei di fare di più in Afghanistan. E’ quanto prevede l’ambasciatore Ettore Sequi, da due mesi rappresentante speciale dell’Unione europea in Afghanistan, che oggi in un’audizione alla Commissione Esteri del Senato ha esposto problemi e sfide che dovrà affrontare il paese dei talebani.
Ma l’Europa è pronta a fare di più? Per Sequi l’Europa fa già molto, “ha già contribuito per circa un terzo di tutti gli aiuti internazionali”. Ciò che può fare in più “è offrire certi modelli come la Comunità europea del carbone e dell’acciaio, in cui interessi confliggenti sono diventati interessi comuni a vantaggio di un interesse regionale”, ha spiegato l’ambasciatore. Per quanto riguarda l’Italia, può cambiare regole d’ingaggio, ma Sequi, in quanto rappresentante europeo, preferisce non sbilanciarsi sulle politiche nazionali , e loda comunque l’impegno italiano. “Penso che l’Italia - ha detto - faccia già molto”.
L’obiettivo da perseguire, secondo Sequi è l’afganizzazione del paese, che va dalla sicurezza alla giustizia. “Questa sarà la vera vittoria per noi e per gli afgani”. “”
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Chiara di Notte - Klára reply on 7 novembre, 2008 21:47:
Sono contraria ad ogni guerra, ma fra i due (Iraq e Afghanistan) ritengo sia sempre stato il secondo quello pericoloso.
Obama si ritirera’ dall’Iraq e cerchera’ una via diplomatica con l’Iran (il contrario di cio’ che avrebbe fatto la coppia McCain-Palin) per impegnarsi di piu’ in quello che lui ritiene il vero focolaio del terrorismo integralista. Il Pakistan e l’Afghanistan. Non ho mai detto che Obama e’ come Gandhi.
Solo che almeno l’operazione in Afghanistan ha un senso mentre quella in Iraq era solo un pretesto “strategico”.
In Afghanistan ed in Pakistan non ci sono i pozzi di petrolio tanto cari all’amico Bush.
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davide reply on 7 novembre, 2008 22:03:
Distinta Chiara,
sono d’accordo con quanto hai detto.
Però ritirarsi dall’Irak non è così semplice, perchè c’è il rischio che il vuoto di potere scateni una guerra fra sciti e sunniti che potrebbe infiammare (ti ricordo che lì ci sono l’80% delle riserve mondiali di petrolio) tutto il Medio oriente, mettendo l’Iran scita contro gli stati sunniti.
C’è anche il rischio che la Turchia invada il Kurdistan irakeno. Se la guerra in Kurdistan andasse male per la Turchia (i kurdi sono uno dei popoli più combattivi del mondo) c’è il rischio che l’unico stato laico della zona, la Turchia, cada nelle mani dei fondamentalisti islamici con conseguenze catastrofiche.
Come vedi l’eredità che si trova a gestire Obama fa paura.
Ciao
Sulla questione del non-voto mi avete quasi convinto. Tuttavia, tranne che per gli abruzzesi, non ci sono elezioni. Quindi che si fa? I bastoni non piacciono nemmeno a me. Come non mi piace stare qui a rivangare ogni volta sulle figure di merda che fa Berlusconi. Quelle che ha fatto finora sono talmente tante che oramai una di più o una di meno non vedo proprio che differenza faccia.
Già lo sputtanamento di Gasparri ha un po’ più di spessore. Però, anche lì, possibile che il PD non abbia trovato modo migliore di spendere tutti i soldi che sono serviti per ricoprire Roma con tutti quei manifesti? E comunque è finita in “bufera“, come al solito.
E io pago…
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Beh, io non sono d’accordo con l’articolo. Berlusconi per troppo tempo offende gli italiani e ci mette in difficoltà all’estero: Kapò, corna, corte , ecc.
Una domanda con premessa: appena Berlusconi ha detto “giovane, bello e abbronzato” i giornali americani prima e quelli stranieri poi hanno sollevato un sacco di critiche e di proteste. Se i partiti dell’opposizione non avessero reagito come giustamente hanno fatto come sarebbero stati giudicati?
In un contesto così degradato gli italiani si possono permettere di far finta di niente? Forse Berlusconi non voleva offendere Obama, ma si dà il caso che Obama sia il primo presidente di colore degli USA.
Davvero allora Berlusconi non aveva l’intenzione di sottolineare questo aspetto dopo aver dichiarato che Bush è stato il più grande presidente americano e che passerà alla storia?
Voi sapete che non sono d’accordo con molti di voi su come valutate il ruolo del PD. Ma se stesse sempre zitto sarebbe meglio? Qualcuno ha scritto che gli italiani sanno tutto di Berlusconi e non ne hanno una grande opinione. Ne siete davvero convinti? Se gli italiani non fossero “appecoronati” da lui avrebbe tutto il consenso che ha? Rinnovato continuamente! Di giornalisti “appecoronati” dalla sinistra io ne vedo pochi, ma tutti, appecoronati o no, sono stati zitti. A chi sono appecoronati allora?
Bene ha fatto l’opposizione a contestare le parole di Berlusconi. Avrebbero scritto qualcosa i giornali italiani se Veltroni, Di Pietro ed altri non si fossero fatti sentire? E’ vero che si sono “presi” anche l’epiteto di imbecilli e coglioni, ma stare zitti sarebbe stato imperdonabile.
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Oris reply on 7 novembre, 2008 19:36:
Hanno atto bene a criticare, meno a buttarla in caciara.
Nei media il b. li straccia quanto vuole.
Lo stile invece gli manca, ad esempio.
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Tritumbani reply on 7 novembre, 2008 20:25:
La mia prima reazione è stata un sorriso ed un “ti pareva”
poi le reazioni sui siti web all’estero vedi New York Times mi hanno confermato che la politica internazionale non è la politica italiana, noi ci siamo abituati, ma evidentemente all’estero no e la figura che ci facciamo non è molto bella.
D’ora in poi l’Italia sarà pizza mandolini e Berlusconi
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simona_rm reply on 7 novembre, 2008 23:05:
e mafia. Non dimenticare: mafia.
)
(…..o era sottinteso in quel “berlusconi”?
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non so se la ‘battuta’ nasconda o no un pregiudizio del premier, però quanto meno era inopportuna, tuttavia continuare a parlarne non fa bene all’Italia… in ogni caso…. molto peggio l’uscita di Gasparri…
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E’ una battuta, è un’offesa, è ironia, è una caduta di stile…
E si continua a parlare di lui. Che è esattamente quello che vuole. Lui e i suoi schiavi le studiano a tavolino queste uscite, è tutto scientifico; si lancia un sasso nello stagno, così tutti si mettono a guardare i cerchi e non si accorgono che chi ha lanciato il sasso li sta fregando.
Ma i media e la sinistra non sono, o non vogliono essere, abbastanza svegli da capire questa cosa e di affrontarla per quello che è.
Un articolo sul tema di Gennaro Carotenuto.
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Oris reply on 7 novembre, 2008 22:48:
Thnx, questo è il messaggio che dovrebbe passare: ignoramolo e costruiamo, così sarà sicuramente sconfitto.
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Chiara di Notte - Klára reply on 8 novembre, 2008 1:12:
Credo che gli italiani lo ignorerebbero volentieri. Purtroppo e’ lui che non li ignora e li coinvolge nelle sue stronzate.
Leggi qui se non lo hai gia’ letto:
http://www.corriere.it/politica/08_novembre_07/berlusconi_reporter_usa_db1c40d6-acec-11dd-8da9-00144f02aabc.shtml
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simona_rm reply on 7 novembre, 2008 23:15:
in effetti è vero, più si parla di lui (bene o male), più il suo mito cresce. La gente che lo ammira, in questo modo può vittimizzarlo e crederlo un perseguitato!
Il problema è, che ci dovrebbe essere gente in grado di controbbattere le stupidaggini che dice, in modo adeguato e non c’è!
(CP ha scritto una cosa interessante sul suo blog, ma non la linco, magari comparirà qui)
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Invece preferiscono rincorrere il padrone scodinzolando. Come si fa a votare per questa gente?
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Caro il BuonPeppe, credo che non lo abbia fatto prima, non sei tenuto a farlo mai.
Io sono sempre del parere che se il PD e gli altri non fossero intervenuti avrebbero affto ancora di più il gioco di Berlusconi. Non credo neppure che le sue boutade siano preparate a tavolino perchè poi l’attenzione di tutti si concentri su di lui. Credo invece che sia un un uomo presuntuoso, prepotente e arrogante e che tutti si debbano piegare al suo volere. E se non vengono accettate le “sue battute” si è contro di lui, per cui non lesina offese e nervosismo. Anche un giornalista americano gli ha chiesto il motivo della sua battuta e per poco non lo ha mandato a quel paese.
Qualcuno ha detto che siamo messi male all’estero. Dobbiamo continuare a permettere a quest’uomo di dire e fare quello che vuole?
Sarà pure una tattica, che gli fa bene in patria. Tanto gli italiani accettano tutto di quest’uomo! Forse un giono se ne accorgeranno. Intanto cosa si fa?
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Se venisse ignorato sarebbe meglio. Certo! Ma da chi? Dai quattro gatti, forse un pò di più di quattro, ma la maggioranza degli italiani dove guarda? La Gelmini ha predisposto un nuovo dl sull’università perchè le manifestazioni di studenti, docenti e genitori non finiscono. Ma ha chiamato qualcuno al tavolo della trattativa? Se questa non è arroganza, mi dite voi cos’è? Cosa deve fare l’opposizione? Stare zitta per non alimentare il vittimismo di Berlusconi?
Indicate vie più concrete. Non votare non porta a nulla. Chi non vota, gioca a suo favore. Se è questa la strategia onestamente io non la condivido.
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bellissimo articolo, grazie.
Se l’onda anomala esaurirà la sua forza senza aver travolto tutto, senza aver cambiato almeno qualcosa, noi precari di oggi avremo finalmente qualcosa di cui sentirci motivatamente in colpa.
Forse ne avevamo bisogno. Forse il motivato vittimismo dovuto alle mancate occasioni, alle lauree sprecate nei call center, forse ci aveva stancato. Forse ci serviva qualcosa per sentirci coglioni sul serio.
I giovani studenti sono in piazza, occupano le facoltà, combattono oggi per il loro futuro. Sono tanti, non tantissimi. Dove sono (siamo) noi 3-4 milioni di giovani precari? non dobbiamo combattere anche noi per il nostro futuro? non è OGGI il giorno migliore per scendere in piazza con gli studenti? Sono forse quei 400 euro al mese che prendiamo nei call center un “qualcosa da perdere che gli studenti non hanno”?
Ripeto, se l’onda si placa sconfitta, avremo perso più noi che loro.
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Sono in perfetta sintonia con te, ugasoft. Nel contempo mi domando: cosa stanno facendo i sindacati per voi, precari dei call center, ed altri precari della scuola e del P.I.? Nessuno che riesca ad organizzarvi? So che voi avete rifiutato, appena assunti a tempo determinato, di iscrivervi ad un qualsiasi sindacato per non essere etichettati. Non so se avete fatto bene. Io sono molto critico nei riguardi dei sindacati, anche per mia esperienza personale, ma non sono d’accordo con coloro che predicano la loro fine o vogliono limitare il loro ruolo.
Fosse solo per un motivo. Solo essi riescono a portare in piazza e per le strade d’Italia e del mondo lavoratori e disoccupati a protestare sontro le ingiustizie e a favore dei più deboli. La protesta degli studenti si placherà prima o poi: devono pure studiare. I sindacati sono sempre lì proprio per questo.
Approfittatene!
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in altro luogo mi ero posto il problema se non si corresse il pericolo di una nuova stagione di piombo (da vedere se poi è realmente un pericolo..) ed ero giunto alla conclusione che non è fattibile, non ci sono lpalle a sufficienza. quindi ci teniamo il circo con tutti i vari saltimbanchi. questo per quanto riguarda il fatto dei bastoni.
per quanto riguarda il voto…non votare equivale a mettersi a 90° e cospargersi il culo di vaselina aspettando il primo che passa, votare …serve a scegliere “chi” sarà il primo che passa.IMHO.
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Oris reply on 9 novembre, 2008 17:40:
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Io sto coi bastoni, se mancano le palle. Le matite se la cantano e se la suonano, intanto i poveri mangiano roba scadente, si curano sempre di meno, di qui a poco ritorneranno analfabeti, vivranno di meno.
Qualcuno per favore mi può dire se, a memoria d’uomo, si sia mai verificata una rivoluzione senza bastoni a parte quella di Gandhi? Da Spartaco in poi le botte ci sono sempre scappate e qualche volta anche il sacrificio umano.
Nessuno auspica la violenza, tutti vorremmo un rivolgimento delle cose, possibilmente pacifico. Come possa avvenire tutto questo non lo sappiamo. Non certamente per opera e virtù dello spirito santo. Intanto che ce la raccontiamo, questi continuano il teatrino e i più tirano le cuoia. Stiamo attenti. Se porti il popolo alla fame, se lo schianti nella barbarie più profonda dell’indigenza e del bisogno non so se i bastoni, quali strumenti utilizzabili per difendere la propria sopravvivenza di fronte alla negazione di diritti fondamentali come il mangiare, l’essere curati e istruiti, non so se continueranno a rimanere contenuti e trattenuti dentro i simboli di quegli istinti giustamente disciplinati da secoli di civiltà e di convivenza pacifica (almeno sulla carta e nelle intenzioni). La storia è maestra di vita. Più che noi altri “sanguigni” a trarre qualche insegnamento da essa dovrebbe tutta la masnada di coloro che affollano i palazzi, se saggia, esperta e sufficientemente istruita.
Pare che quella “rivoluzionaria” invenzione dello Stato moderno, con tanto di speculazioni filosofico-politiche che ne costituiscono i fondamenti, con tutto l’apparato delle sue leggi, alternativa allo “stato di natura” selvaggio e privo di garanzie, sia entrata fortemente in crisi in alcune zone, Italia compresa. Ho sempre pensato questo: lo Stato…lo Stato… a che cavolo servono tutti quegli ultrastipendiati se non a preoccuparsi del nostro ben-essere, del bene di tutti? E allora mi viene spontaneo ri-chiedermi se il mancato soddisfacimento dei bisogni primari e la demolizione dei servizi, elementi che “giustificano l’esistenza stessa dello Stato” non rischino di coincidere pericolosamente con un “ritorno allo stato di natura”, anarchia, rivoluzione, chiamatela come volete.
…e poi sappiamo, inoltre, che le armi bianche non sono mai tramontate nell’immaginario di certa politica, piacciono di più ai nostri governanti che a noi, con esse spesso si ritrovano a giocare, le mettono nelle mani degli infiltrati di turno, cercando di placare ogni forma di dissenso delle solite testecalde (che è sempre meglio delle stragi di Stato, almeno trattasi di coercizione palese, pubblicamente vituperabile e si spera condannabile, per quanto ancora molte sono le testecalde che giacciono senza giustizia ). Come dire? Salta più a loro il ghiribizzo del pugno di ferro. Lo Stato leviatanico, mostruoso, assoluto e castigamatti che distribuisce randellate a destra e manca ci vuole ogni tanto.
A noi le leggi e il dibattito intorno alle leggi ci piacciono sicuramente più della rivoluzione. Certo è che, ogni volta che lo spettro è aleggiato, non si è trattato di una volontà di rivolgimento deliberata ma di una possibile deriva scaturita dall’ingiustizia dilagante, dalla prevaricazione, dal divario incommensurabile tra ricchezza e povertà, sempre in agguato quando queste bestie scambiano la cosa pubblica per il salotto di casa loro, calpestando il diritto sacrosanto alla vita di tutti e varando leggi antidemocratiche. Perché il diritto alla vita è solo ed esclusivamente questo: dal momento che si è nati , poter vivere degnamente la propria vita. E nessuno ti può privare di ciò. Nessuno. Historia docet.
Oggi le povere rivoluzioni, anzi i rigurgiti, devono fare i conti con quella specie di pentotal che i maghi della politica sanno diabolicamente iniettare nelle nostre vene. La rivoluzione auspicabile è quella delle urne, è chiaro. Ma le urne non ce la fanno più a contenere tutta quella carta straccia da quando i pifferai magici le hanno intasate di consensi facili e plebiscitari, dopo aver saputo abilmente mandare a puttane il cervello degli italiani.
Non allarmiamoci però se qualcuno dà in escandescenza. Il più “euforico” tra noi è quotidianamente alle prese con la sua lotta personale contro il Leviatano. Alterna momenti di follia distruttiva a momenti di rassegnazione, in cui non ha che da ritrovare la pace con il tutto. Non ce la farà mai ad organizzarsi a dovere. L’azione dei sedativi ben somministrati, il teatrino, le barzellette, la paura, la guerra delle matite, le lucciole per le lanterne sono mille volte più potenti.
Ad malora
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