L’abbaglio della non-democrazia di Grillo 25


A mio avviso,la retorica sulla non-democrazia di Grillo sta, di giorno in giorno, diventando più noiosa e, cosa molto grave, rischia di far perdere di vista i veri intenti del M5S che non sono quelli di estenuarsi in guerre intestine e di frammentarsi, e frantumarsi, in mille fazioni, ognuna con il loro piccolo leader di turno che sbandiera la legittimità del suo punto di vista. Di storie di partiti che hanno perso la loro compattezza, la visione e il mantenimento della loro iniziale linea politica per via di inopportuni ed “interessati” giochi di ruolo, all’interno degli stessi, che hanno portato al disgregamento e, quindi, al non raggiungimento degli obiettivi che si erano preposti, sono piene le pagine della nostra storia politica.

Per ovviare a questo problema, ossia per far si che il “suo” Movimento non assomigli minimamente ai partiti che, da non so più da quanto tempo, tutto quello che riescono a realizzare è solo la difesa dei propri profitti a discapito dei diritti della gente, Grillo ha posto dei paletti individuabili negli articoli del “suo” non-statuto all’interno del quale possiamo leggere, all’art.4, che è dato alla rete internet il ruolo decisionale in merito a qualunque questione che riguardi il Movimento e che, all’art.5, la partecipazione al Movimento durerà sino alla cancellazione dell’utente, o per volontà dello stesso o per mancanza o perdita dei requisiti d’ammissione.

Questo modo di gestire il Movimento non mi sembra affatto antidemocratico e Grillo stesso, nonostante il suo sbraitare, non fa altro che esprimere legittimamente il suo punto di vista che comunque passa al vaglio della rete; del resto, perché dovrebbe essere legittima l’espressione del punto di vista di un dissidente all’interno del Movimento e non il suo ?
E’ ovvio che non sia Grillo a dover prendere decisioni definitive ma focalizzare l’attenzione sul suo discutibile, focoso ed autoritario comportamento fa solo perdere di vista il vero punto della questione: cambiare radicalmente l’assetto politico del Paese, senza se e senza ma, prima che il metodo per farlo sia VERAMENTE ANTIDEMOCRATICO.

Grillo incarna ogni cittadino stanco di essere sopraffatto, privato dei suoi diritti, derubato, raggirato, deluso, impotente contro un Sistema politico che tiene ben oleati i suoi meccanismi mafiosi che rinforza, rinnova e maschera grazie al carattere facilmente corruttibile di gran parte dei partecipanti al banchetto politico.
Grillo urla come urlerebbe chiunque vedesse il suo futuro morto prima di nascere, o come chiunque lo stesse ancora aspettando da una vita fatta di precariato e disperazione dove non può trovare collocazione nessuna diplomazia.
E’ proprio dalla rabbia e dalla protesta che nasce il M5S che, di per sé, è la PROPOSTA !

Il programma del Movimento è zeppo di proposte realizzabili ma scomode, proposte che si scontrano con interessi milionari, proposte che non hanno bisogno di nessuna retorica o tirata pseudo filosofica circa la democrazia o meno del Movimento, proposte che hanno bisogno, invece, di un fronte compatto che, come un bulldozer, le spinga sino alla loro realizzazione. Se qualcosa non quadra, nel Movimento, è all’interno di questo che andrebbe discusso, all’interno della rete e non, per smanie di protagonismo o improvvisa sete di potere, demolendo l’operato e le scelte del Movimento stesso davanti a telecamere e microfoni per avere visibilità e fare notizia, atteggiamento questo per niente costruttivo ( come invece è il dibattito in rete) e lesivo della compattezza del Movimento, compattezza che serve a perseguire gli obiettivi che potrebbero aiutare la gente a ricominciare a sperare in un Paese migliore.

Che ben venga, quindi, l’ira funesta di Grillo se si abbatte su chi, anziché lavorare per il Paese, come da impegno preso, inizia a lavorare per sé e per i propri tornaconti perpetuando uno stile politico così tanto … italiano !

Di Alessandro Marino

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25 commenti su “L’abbaglio della non-democrazia di Grillo

  • Alberto Schiariti

    Ciao Alessandro. Mi chiedo come si possa affermare con onestà intellettuale “…Grillo stesso, nonostante il suo sbraitare, non fa altro che esprimere legittimamente il suo punto di vista che comunque passa al vaglio della rete…”.

    Questa affermazione è semplicemente falsa. Il punto di vista Grillo non è neanche lontanamente paragonabile a quello del semplice elettore del Movimento in quanto a peso. La regola 1 vale 1 è un mero slogan che sbatte violentemente contro le tuonate che provengono dal blog del comico genovese ogni giorno. Praticamente ogni persona che è stata cacciata dal Movimento è stata cacciata dopo un ordine di Grillo. Per non parlare poi della linea politica, praticamente imposta dal blog stesso, in barba a tutte le belle promesse fatte qualche mese fa.

    Come si può quindi chiamare retorica la critica alla non democrazia del Movimento? Io trovo che sia più retorico nascondere perennemente questo problema e cacciare fuori le persone che osano alzare un mignolo contro Grillo.

    • Alessandro Marino

      E rieccoci con retorica e sofismi.Grillo urla, Grillo minaccia, Grillo fa il dittatore, l’uno vale uno ha pesi diversi…..ma vogliamo o no che qualcuno cambi questo maledetto Paese di “legittimi” ladri e puttanieri ? E come vogliamo farlo, con la bacchetta magica di Harry Potter ?

  • AdrianoVincenzo

    in occidente, e quindi in Italia, l’unica risposta effettiva data alla sfida occupazionale del nuovo millennio è stata la precarizzazione, spesso sottopagata

    Grillo urla pure troppo poco di fronte a questa ingiusta divisione del paese tra garantiti e non garantiti

  • fma

    … focalizzare l’attenzione sul suo discutibile, focoso ed autoritario comportamento fa solo perdere di vista il vero punto della questione: cambiare radicalmente l’assetto politico del Paese, senza se e senza ma, prima che il metodo per farlo sia VERAMENTE ANTIDEMOCRATICO.

    Che tradotto suona così: il comportamento di Grillo sarà pure autoritario ma se serve a cambiare l’assetto politico del Paese prima che qualcuno ce lo imponga in modo autoritario, allora ben venga Grillo.
    E che vantaggio c’è se l’autoritario è Grillo, invece di un altro?

  • ilBuonPeppe

    Quante chiacchiere inutili…
    Quello che il movimento deve fare è molto semplice:
    – abbiamo proposto questo provvedimento
    – il provvedimento utilizza questi strumenti
    – le conseguenze saranno queste
    – i costi sono questi e si coprono in questo modo
    – l’iter è questo ed ha avuto questo svolgimento
    Se faranno questo, giorno per giorno, in maniera dettagliata, in modo che chiunque possa prenderne visione, allora meriteranno il rispetto di tutti.
    Fino ad ora non ho visto niente del genere.

  • Adriana

    Inoltre, mai dico mai un discorso serio e univoco sull’economia e sul lavoro, due aspetti del medesimo problema; e invece attacchi a raffica contro il settore pubblico come causa della crisi (ci crede sul serio o mente volutamente?) secondo una diagnosi errata (volutamente??), che odorano tanto di aspirazione alla privatizzazione generale. Gli ideali di Monti e dei montiani di tutti i colori.
    Sostenitori assai intelligenti e onesti dei 5Stelle, che ho modo di contattare tramite altri blog, rispondono al massimo rimandando all’acqua pubblica, ma senza mai un pronunciamento di intenti e di proposte e di analisi, soprattutto, ripeto, nell’ambito dell’economia e del lavoro, in cui a pieno titolo rientrano il concetto, e la pratica, di pubblico e di privato nella varie sfere della comunità statale, cioè della vita dei cittadini. Silenzio, per me, del tutto eloquente.

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