La vera guerra 68


Io ho piazzato la M60. Numero 3 è di guardia alla porta. Numero 7 è di vedetta sul tetto al riparo di un parapetto sbrecciato che non da l’idea di essere molto resistente.

Numero 1 esce cautamente dalla stanza come se non si fidasse della nostra capacità di coprirlo. Siamo una squadra di recupero composta da volontari che non si conoscono e messa insieme in fretta e furia. Per questo ciascuno di noi porta sul braccio una fascia con il numero in modo che gli altri lo possano chiamare anche se non ne ricordano il nome. Numero 1 è l’unico a non essere un mahal, comanda la squadra e, anche se lo conosco da poco, capisco che è sconvolto.

 

brokendoll

“E’ andato, è andato, lo hanno fatto a pezzi.” dice come se fosse tra sé e sé. “Abbiamo trovato anche le foto della moglie e dei bambini. Qualcuno ci ha pisciato sopra”.

Ora esce anche numero 8. 2 e 3 sono dentro a riempire la sacca da cadavere. Numero 8 mi chiede a bassa voce: “Secondo te sulle foto ci hanno pisciato prima o dopo averlo ammazzato?”. Io non lo so e non lo voglio sapere. Ho ancora le braccia che mi tremano per i dieci minuti di fuoco continuo con il quale ho martellato la strada. Ho sparato alla cieca su tutto quello che si muoveva. Alla fine abbiamo trovato sei o sette di loro a terra. Non so quanti siano miei.

La strada è deserta. le case sono abbandonate da tempo. Porte e finestre sono sbarrate. Il vento spazza la polvere che mi secca la gola nonostante il fazzoletto con il quale mi copro la bocca. Alla fine 2 e 3 portano faticosamente il sacco fuori e lo poggiano a terra. Ad un cenno del capo, numero 5 si attacca alla radio e chiama gli elicotteri che devono portarci via da lì. La missione è andata male. Abbiamo solo un sacco pieno di roba da riportare indietro. Niente a che fare con la persona la cui foto abbiamo guardato a lungo ieri.

Un gemito attrae l’attenzione di numero 8. Dietro la carcassa di una macchina si vedono spuntare le gambe di uno di loro. Uno dei piedi è nudo e si muove leggermente. Mentre numero 1 lo guarda, numero 8 tira fuori il coltello, si china dietro la macchina e con un movimento rapido mette fine al la questione. Chissà se questo lo ha aiutato a chiudere la storia di quando hanno pisciato sulle foto. Io soffoco un conato. Gli altri li odio con tutto me stesso, non potrebbe essere altrimenti, ma certe cose non riesco ancora a sopportarle. Mi scuote la voce di numero 7 che dice: “Mitragliere, ore due”.

Giro la M60 leggermente verso destra e inquadro tre figure che si avvicinano. Sto per tirare la prima raffica quando mi accorgo che stanno avanzando lentamente ed allo scoperto. Con un’occhiata mi assicuro che i miei siano tutti al riparo. Attendo.

continua qui


68 commenti su “La vera guerra

I commenti sono chiusi.