La Truffa della Luna Piena e i «Seals»
6 dicembre, 2007 di Vincenzo A. Romano
Archiviato in Strange Days
Leggendo l’articolo di Laura Costantini, voglio entrare in un argomento che volutamente avevo trascurato. In una non so quale notte insonne guardavo RAI2, rete che non apprezzo per i pettegolezzi cattivi e la bassa qualità delle trasmissioni e dei “raccogliticci” spacciati per giornalisti mentre in gran parte – seppur iscritti all’albo - rispondono al referente politico piuttosto che al buon mestiere.
Ebbene credo fosse una ripetizione, ne fanno 5 o 6 nella giornata, di un arrivo, se non dell’ Arrivo degli squinternati narcisisti su quell’isola che dicono essere nello Yucatan (grazie a Laura per l’informazione). Mi sono trattenuto per un istintivo senso di losco o truffa a guardare lo svolgimento della faccenda, come subodorassi un trucco, una porcata, un inganno per telespettatori poco accorti.
Avendo sottomano tutta una serie di telecomandi adatti all’uso ed un nastro nella “macchina” (ne tengo sempre uno pronto per registrare eventuali fatti d’interesse) ho immediatamente premuto il “REC” ed ho seguito le immagini. Per chi segue, o ha seguito, o seguirà questi programmi, suggerisco di tralasciare gridolini, parolacce, insultini (che sono tutti in “regia” come gli applausi nella trasmissione di Fazio: Albanese e Littizzetto esclusi) e di concentrarsi sulle immagini. La Costantini ha beccato una luna fasulla, io – per supporto mi sono riguardato la registrazione - penso che su quell’elicottero non ci fossero i narcisisti, ma i “seals” o quantomeno, viste le innumeri fiction sulle forze di polizia, i Lagunari del battaglione san Marco. Oppure, considerato il fatto che sul quel tipo di elicottero non ci vanno più di dodici persone e che dovevano essere imbarcati i cineoperatori, che ci fossero due elicotteri. Uno per gli stuntmen (o Seals o Lagunari) ed uno per i fregnoni. La convinzione della truffa (riguardo a spettatori che davvero saranno rimasti convinti che Margioglio abbia l’abilità di un aerosoccorritore di piloti precipitati) sta nella differenza fra l’essere e l’agire.

Nell’elicottero che chiameremo «A» vedevi personaggi terrorizzati (immagino taluni lo fossero davvero) che urlavano, taluno piangeva, si auto commiseravano (sempre con gridolini da regia televisiva) erano bagnati in viso (probabilmente a causa di qualche secchio d’acqua visto che l’elicottero stava ad una quota di trenta o quaranta metri) insomma smaniavano. Ad un grido della Ventura: «ragazziii, coraggio buttaaaatevi!» assistevi ad un fatti strano. La conigliera era diventata una savana, i conigli ruggivano ed una solerte telecamera (io penso sempre sull’elicottero A) distribuiva nell’etere immagini di ammaraggi favolosi. Quei piagnoni si tuffavano dall’elicottero? Si ma da un altro (quello B, naturalmente, dei seals o dei lagunari) e meglio di quanto vediamo nei film di Predator, Apocalipse now e via discorrendo. E’ un reality? Per me una truffa per telespettatori frustrati che si proiettano in quelli che sono sostituiti da quegli altri che fanno il lavoro di quegli altri. Fiction appunto. Solo che preferisco le “fictiones” di Borges.
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Caro Vincenzo,
credo di aver dato un’informazione sbagliata: la location dell’Isola dei Famosi era in Honduras, non nello Yucatan. Riguardo invece agli ammaraggi, non so se ci fossero i Lagunari, sta di fatto che io non mi sarei buttata da quell’elicottero per tutto l’oro del mondo. E se lo avessi fatto, probabilmente mi sarei fatta del serio male fisico ammarando in modo scomposto.
Laura
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Leggevo una nota interessante su Repubblica di qualche giorno fa. Pare che l’Isola dei Famosi sia finita. Non si può dire che sia stata un fallimento. Però, diversamente dal passato, ha smesso di invadere tutto gli altri programmi televisivi e gli articoli dei giornali.
In altre parole: forse i reality sono una malattia dalla quale la tv non potrà mai più guarire. Ma almeno questa malattia è stata cronicizzata.
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L’isola una truffa?????????
Ma nooooooooo!!!!!!!!!
Perdonatemi la brutalità, ma chi guarda certe trasmissioni merita questo ed altro.
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Laura ha corretto Yucatan (Messico) per Honduras, e tengo a sottolineare che il Yucatán è una penisola, non un’isola. Nello stremo NE si trova Cancún, città ben conosciuta dagli italiani.
Salutoni
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