La Trappola Ideologica del Body Scanner 23


Mi è stato chiesto di scrivere una breve nota sul body scanner e sulla sua validità come strumento di prevenzione degli attentati terroristici.
Purtroppo, devo parzialmente deludere l’amministratore di questo sito perché non so se questi dispositivi siano dannosi o no per la salute. Dovrei informarmi a riguardo, ma non ho tempo. Ho poco da dire anche sulla privacy. E’ una questione di sensibilità personale e, su certe cose, è inutile dibattere. Ognuno continuerà a pensare ciò che crede. A dirla tutta, le immagini prodotte dalla macchina non mi sembrano particolarmente sensuali, ma anche questa rimane un’opinione personale.

Cercherò, invece, di rispondere alla domanda tecnica: il body scanner è utile per la prevenzione di azioni criminali?
Il discorso, purtroppo, è molto articolato. Cercherò di riassumerlo nel modo più semplice e veloce possibile.
Incominciamo così: quando la giornata è fredda, cosa fate per ripararvi? Mettete solo il cappello di lana e poi uscite in mutande?
Troppo criptico? Proviamo a spiegare.

Tutti quelli che hanno volato qualche volta sanno che l’accesso agli aeroporti non è presidiato. Poco prima dell’imbarco, ai cancelli di ispezione si creano lunghe file con centinaia di passeggeri ed i loro bagagli a mano. Fino a quel momento, nessuno è stato ancora controllato. In un’anonima “cabin luggage” può entrare una quantità di esplosivo in grado di uccidere centinaia di persone. E’ esattamente la tecnica utilizzata per l’attentato di Bologna dell’agosto 1980.

Gli aerei sono mezzi di trasporto, non armi di distruzione di massa. Se un’organizzazione criminale fosse seriamente intenzionata a effettuare una strage, non avrebbe nessuna necessità di imbarcarsi a bordo di un aereo. Basta un posto affollato. E’ ciò che è accaduto a Londra e a Madrid dove, come obiettivo, furono individuate stazioni della metropolitana e dei treni locali.
Se poi, per qualche misterioso motivo, fosse proprio necessario attaccare un mezzo di trasporto di massa, perché complicarsi la vita con un aereo?
Ci sono centinaia di traghetti che trasportano auto e passeggeri. I controlli all’imbarco sono molto blandi. In questo caso, un veicolo posto nella stiva potrebbe trasformarsi in una terribile minaccia per migliaia di passeggeri.

La realtà dei fatti è che una società come quella occidentale che basa il suo funzionamento sulla libera circolazione di persone e merci è per definizione indifesa ed indifendibile da attacchi terroristici che abbiano superato la fase di preparazione e siano entrati in quella operativa. Se un’organizzazione terroristica riesce a reperire uomini e mezzi e a portarli sull’obiettivo è come quando un calciatore sta per tirare un rigore. L’unica speranza è che sbagli a calciare, perché se tira bene il portiere non può fare nulla per parare il tiro.

L’estensione a tappeto dei controlli è una strategia perdente. E’ impossibile difendere un perimetro così vasto con difese statiche. Aeroporti, stazioni, porti, aerei, navi, autobus, treni, centri commerciali, supermercati, scuole, ospedali, chiese, stadi, piazze. Chi pensa di controllarle con telecamere, posti di blocco, porte allarmate o body scanner è, nella migliore delle ipotesi, un incompetente. Nella peggiore, vi mente. La tecnologia, per quanto sofisticata, non sarà mai sufficiente e se d’improvviso lo diventasse, le nostre vite ne sarebbero così stravolte da non potercene compiacere. Il terrorismo ci ha portati tutti in guerra, nessuno escluso. Ciascuno di noi è potenzialmente una vittima e, nello stesso tempo, grazie anche al chiasso inutile che si fa intorno a misure come i body scanner, non ha la minima preparazione mentale ed ideologica per affrontare il problema.

Le misure da adottare sono diverse. Politiche prima di tutto. Una maggiore integrazione culturale è una necessità ineludibile per ridurre l’ostilità di alcune popolazioni nei confronti dell’occidente. In questo senso occorrerà fare veramente molto per riparare all’enorme quantità di errori commessi in passato e per cercare di comprendere piuttosto che di sopraffare tecnologicamente ed economicamente a forza di bombe.
Poi viene il lavoro di intelligence. Un attacco consistente richiede uomini, mezzi, scambi di messaggi, riunioni, piani. E’ per forza di cose un’attività complessa che non può avvenire completamente all’oscuro di chi sorveglia certi canali.
Il problema è che spesso accade che diversi servizi di intelligence dispongono ciascuno di qualche tessera, ma nessuno ha un’idea del quadro totale. Se si vuole prevenire e stroncare gli attentati sul nascere è necessaria una collaborazione che vada aldilà della bandiera.
In questa direzione l’aiuto più forte viene, stranamente, dal terrorismo di matrice religiosa il cui errore strategico è stato di trasformare delle istanze politiche regionali in guerra di religione globale. Questo ha fatto in modo che servizi di intelligence divisi dalle politiche dei loro governi, si siano trovati a cooperare in quanto oggetto dell’attacco degli stessi nemici.

Un ultimo aiuto viene dalla vigilanza che ognuno di noi deve a se stesso ed ai suoi cari. La difesa personale è delegabile solo parzialmente. Ciascuno di noi deve essere in grado di badare a se ed alla propria famiglia evitando comportamenti imprudenti e pretendendo civilmente, ma fermamente, che le regole di sicurezza nei luoghi pubblici siano rigorosamente rispettate da tutti.

Tutto questo, ovviamente, non offre alcuna difesa dall’attacco di un uomo isolato che, chissà come, sia riuscito a procurarsi gli strumenti per minacciare centinaia di persone. Ma in questi casi, al fanatismo politico o religioso si aggiunge, spesso, la follia contro la quale nessuna difesa è umanamente possibile.


23 commenti su “La Trappola Ideologica del Body Scanner

  • fma

    Tutto molto verosimile.
    Bisognerebbe farsene una ragione, imparare a conviverci.
    Ma ci sarà sempre qualcuno che, a posteriori, ci spiegherà cosa si sarebbe dovuto fare e non s’è fatto.
    Bisogna imparare a convivere anche con questo.

  • angelo

    Grazie per il tuo lucido contributo. Ogni richiamo al senso di responsabilità individuale che sia diretto a risvegliare l’attenzione dei singoli e a fargli capire che delegare tutto agli altri, al “sistema” è non solo inutile ma pericoloso è importante per migliorare e difendere la società in cui viviamo e in cui, più o meno tutti, crediamo.
    Il distacco, il disinteresse, il “pensiero debole” sono tutte trappole in cui ci si rifugia credendo di essere al sicuro, ma non è così.
    Meglio sapere i pericoli che si corrono ed essere preparati ad affrontarli per ridurne, nei limiti del possibile l’impatto, come è pratica comune nelle società che si sentono assediate.
    E’ difficile, su questi temi, riuscire ad accedere a commenti tecnici di persone veramente informate, per cui questi tuoi interventi mi sembrano particolarmente preziosi.

  • anna m. caputano

    Oh, no! allora I BODY SCANNER servono solo a scoprire le tette finte! Ecco perchè non vado più in vacanza (buona scusa per non dire che sono senza soldi!)

  • fruttolofrullato

    segnalo errore

    Quarto paragrafo: “Se un’ organizzazione criminale FOSSE …….. non AVREBBE nessuna necessità”

    occhio al congiuntivo 😉

    • fma

      Se un’organizzazione SAREBBE… non AVESSE nessuna necessità?
      Se un’organizzazione AVREBBE… non FOSSE nessuna necessità?
      Se un’organizzazione AVESSE… non SAREBBE nessuna necessità?
      Quartum non datur.
      :mrgreen:

        • fma

          A dire il vero io ritengo perfettamente corretta la frase:

          Se un’organizzazione criminale fosse seriamente intenzionata a effettuare una strage, non avrebbe nessuna necessità di imbarcarsi a bordo di un aereo.

  • Gunnar

    Tutto vero e condivisibile ovviamente. Anzi direi tutto molto logico e pieno di buon senso. I meccanismi di difesa dal “pazzo col tritolo nel cappotto” non esistono. A meno di non sapere in anticipo chi sia, cosa porti addosso e quando deciderà di agire, non si può proprio fare nulla. Anche ad avere telecamere e sensori dappertutto non si può proprio intervenire “a-priori” ma solo dopo, quando c’ da raccogliere i cocci e spargere le polemiche.
    E tuttavia occorre fare una distinzione tra ciò che è sensato da ciò che pur essendo insensato è inevitabilmente rassicurante.
    Ferme restando le individuali possibilità di prevenzione e di attenzione tutti abbiamo in un modo o nell’altro la necessità di sentirci rassicurati. Di sentirci protetti. Di pensare che ci sia una possibilità di acciuffare il matto prima che esploda e ci faccia tirare un sospiro di sollievo liberatorio. E’ cultura “holliwoodiana” forse. Ma tanto catartica.
    E accettiamo di farci sorvegliare da telecamere in banca, all’uscita dei cessi (come a Copenhagen, a Dublino e a Stoccarda), oppure allo stadio, per chi ci va, o alle poste, nelle gioiellerie, negli “atelier” di moda, anche in talune salumerie di Milano hanno messo telecamere. Senza parlare di luoghi pubblici, uffici comunali, luoghi d’incontro, piazze e mercati e parcheggi di grandi dimensioni. Un’orgia di sorveglianti e un oceano di sorvegliati.
    E siamo sempre rintracciabili. Via cellulare, via carta di credito, via antitaccheggio nelle mutande appena comprate, via indicatore GPS ecc.
    Ma chi volete che si preoccupi del “body Guardone” agli aeroporti se non quelli che non sopportano le code neppure all’apertura dei saldi?
    Si guardi la cosa dal lato positivo: Quando tutti sapranno tutto di tutti non ci saranno più pettegolezzi da snocciolare nelle pause del caffè e forse si potrà trovare un argomento dignitoso di cui parlare.

    • kurt L'autore dell'articolo

      Tutti gli strumenti che scoraggiano la violenza sono certamente utili.
      Come ho scritto nel post, però, il body scanner è essenzialmente propaganda.

  • Stefania

    Vi consiglio di guardare questo video dove si cerca di fare un pò di chiarezza su cosa sono i body scanner e se ci sono rischi per la salute dei passeggeri.

  • PandaEstintoInPace

    Niente da aggiungere, ha già detto tutto kurt.
    Scrivo solo per segnalare l’apprezzamento 🙂

  • liebniz

    Argomento certamente interessante. Articolo condivisibile. A parer mio il body scanner, magari, può essere utile per chi ha in testa, non di far saltare in aria l’aereo, infatti per questo è più semplice usare i treni, ma è un deterrente per chi vuole usare gli aerei come dei missili, vedi 11 settembre…..poi potrei anche sbagliarmi, sono ignorante in materia.

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