La tragedia di un uomo ridicolo 284


L’altra volta l’abbiamo dovuto riprendere perché dopo la figura di merda passata alla storia aveva fatto finta di niente. Ora, che vuole fare lo spiritoso e reagire alla presa per il culo dell’Economist, viene da dire che forse faceva meglio a ignorarli perché con quel gelato in mano, la faccia di cazzo col sorriso falso, la giacchetta con le spalle strette da agente immobiliare e un paese che gli soccombe tragicamente tra le mani, onestamente e senza acrimonia, appare un uomo ridicolo.

imageDapprima vennero le partite iva, quelli che evadere è giusto, i profeti della mela al sapore di fica archiviati con un tratto di penna dalla BCE, loro, le loro puttane e le otto milioni di baionette. Poi ci furono i professori, i professionals che passavano tanto tempo a dirci che eravamo delle merde mammone e fancazziste che non gliene rimaneva a sufficienza per pensare ai grandi provvedimenti per il risanamento del paese. La faccia contrita della fornero che piange dopo aver ciulato cinque anni di contributi a tutto il paese ed aver elevato al rango di color che son sospesi migliaia di esodati è la rappresentazione plastica della decadenza scientifica e tecnologica di un paese che non sa più nemmeno fare un provvedimento amministrativo. Poi ci fu la pausa, dopo tanto correre ci voleva la faccia rassicurante e fancazzista di un burocrate raccomandato il cui unico atto notevole è stato la cruenta giubilazione con la quale è stato archiviato.

Ora è il tempo del Manuel Fantoni di Borotalco. Quello è venuto raccontandoci di quando era imbarcato su un cargo battente bandiera liberiana e tutti, o almeno il 40% di quelli che sono andati a votare, si sono seduti ad ascoltarlo con la bocca aperta.
Dopo mesi di promesse a vuoto, scadenze dilatate con gestione sfacciatamente relativistica del tempo, palle a mitraglietta, dichiarazioni, contraddizioni, mancette elargite con gli stessi quattrini di quelli che le ricevevano, ministre culute di rappresentanza e ministri ricoglioniti di circostanza, la falla nella paratia è diventata così ampia che l’acqua è arrivata alla gola e non basterà certo Draghi a sgottare.

Con Manuel Fantoni va a fanculo quell’italia laicamente bigotta di buonisti ipocriti ottimisti da quattrocento lire limone e crema senza panna che lentamente ho imparato a disprezzare. Gente che non puoi parlare di immigrazione se no sei un razzista, che devi dire per forza presidenta se no sei un maschilista, che l’omicidio di una donna si deve chiamare femminicidio, che non puoi avere dubbi sull’adozione omosessuale se no sei un omofobo, che Saviano è infallibile come il Papa, quegli italiani di lotta e di governo che con il loro carattere da zeppole fritte mangiate tre ore dopo hanno affogato nella loro merda untuosa quello che restava di un paese alla deriva.

Ora, dopo che si sarà squagliato il gelato di Manuel cosa ci aspetta? Forse un giro con quelli delle scie chimiche e dei chip sotto la pelle, giusto per dire che le abbiamo provate tutte, poi, finalmente, verrà il nostro turno. Dopo i fanatici della fica e dell’evasione fiscale, dopo i chierici con la bandierina rossa, dopo i complottisti sarà la volta di quelli che si sono talmente scassati il cazzo che vogliono andare a votare con una mazza da baseball. Io l’ho comprata stamattina da Longoni. 19.90 vi danno pure la palletta. Quella datela ai bambini che ci giocano, attenzione che è pesante. La mazza, invece, va vicino al comodino che, se abbiamo culo, prima di arrivare alla pensione, qualche battuta la riusciamo a fare.


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