La Tortura, il Problema e il Metodo Estivill 34


Premessa

Rinchiudi una persona in una stanza, una persona provata nel corpo e nello spirito. Offrile una stanza buia e un letto non troppo comodo, la stanchezza farà il resto.Quando le membra cominciano a sprofondare e i grovigli della mente a sbrigliarsi allora tu comincia urla con quanto fiato hai in corpo. Entra nella cella e costringi la tua vittima ad alzarsi e a camminare stringendo tra le mani un fardello delicato come il cristallo e pesante come il piombo. Cantando una ninna-nanna.

Dopo qualche minuto armati di falsa misericordia e concedi la facoltà di deporre il fardello, ma solo a patto che l’intera operazione sia compiuta con la massima precisione ed accortezza. La stessa cura di un artificiere all’opera su una bomba innescata pronta ad esplodere alla prima mossa falsa. Silenzio.

Concedi qualche breve momento di tregua. Lascia che la tua vittima torni in punta di piedi verso il suo letto. Aspetta che sia sdraiato e che il respiro sia diventato nuovamente regolare e poi ricomincia.
Urla! In piedi! Passeggiare! Deporre con cura!

Progressivamente rendi le pause sempre più lunghe. Presto non sarà più necessario calcare troppo la mano ma basterà un sussulto, una vibrazione e il sonno sarà immediatamente turbato. Presto vedrai che il sonno avrà abbandonato definitamente quegli occhi vuoti, lucidi come una biglia di vetro. L’alba.

Insomnia
*
Pediatra: Questa bimba ha qualche problema in particolare?
Mamma: Dottore, la piccola dorme poco!
Pediatra: Hai dei problemi? Vi sembra stanca, nervosa… provata?
Mamma e Papà, in coro: Beh, no.
Pediatra: Allora non è un suo problema, ma un problema vostro.

*

In più di una occasione mi è stato proposto questo libro. Come per i fumatori e gli indignati anche per i genitori in crisi da sonno esiste un rimedio facile, veloce e moderno. Il manuale in questione è Fate la nanna  di E. Estivill e  S. de Béjar il cui sottotitolo recita “il semplice metodo che vi insegna a risolvere per sempre l’insonnia del vostro bambino“.

In due parole: metti tuo figlio nel suo letto ogni giorno alla stessa ora, l’ora giusta. Un’ora che va bene per tutti i bambini, di tutte le età, di tutte le nazioni e continenti. Lui piangerà disperato ma tu non farti fregare, i bambini sono furbi, fai attenzione. Anche se si dispererà fino a vomitare o svenire tu lascialo li. Intervieni, ma senza prenderlo in braccio, seguendo una tabella che indica esattamente dopo quanti minuti devi entrare nella stanza e dopo quanti minuti devi uscire. Vedrai che nel giro di qualche giorno si addormenterà tranquillo e tu potrai goderti la notte. Per questi signori avere un bambino insonne significa che il demone in questione non dorme un numero di ore per te genitore insufficiente.

Ho letto alcuni forum, sul web. Ci sono mamme che scrivono (i grassetti sono miei) :

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La dubbiosa

Ciao, c’è qualcuna di voi che ha usato il metodo Estivill?Vi faccio questa domanda perché l’ho usato con il mio primo figlio e mi sono trovata bene..ma lui piangeva 1 ora max un’ora e mezza prima di cedere. Arianna invece, ha nove mesi e da tre notti urla almeno 2ore e mezza se non tre.

Il figlio prima di cedere (alla disperazione dell’abbandono) piangeva solo per un’ora e mezza (una intera partita di calcio!), invece la figlia per tre ore. Questo non le ha fatto capire che questo metodo non funziona, però almeno il dubbio c’è.

Tolleranza zero

Io sono convinta che essere genitore significa anche insegnare a nostro figlio/a che c’è un limite alle cose e questo limite purtroppo a volte va trasmesso passando attraverso ai pianti (ora che è piccola o a sacrifici quando sarà più grande). Solo così si impara a dare valore alle cose, non certo dando sempre tutto indiscriminatamente.

Giustissimo. E’ sicuramente un bene per un bambino sapere che il mondo è una merda e che non ci si può fidare di nessuno, nemmeno dei propri genitori. Questi giovani d’oggi, a 6 mesi già vogliono tutto e subito.

Ordine e disciplina

A tutte le mamme scettiche: se avete letto il libro ma non lo mettete in pratica ESATTAMENTE com’è scritto, il metodo non funziona; se non ce la fate perché siete tanto sensibili al pianto del vostro bimbo, fatelo fare al papà o con il suo aiuto. Io ho applicato il metodo quando la mia bimba aveva solo 2 mesi. Ci è voluto ben 1 mese di pianti (suoi e miei), ma dopo la mettevamo a nanna senza nessun metodo: la adagiamo nel lettino e si addormenta da sola…e chi la sente più fino alla mattina seguente!!!! Se avete idea dell’importanza che ha dormire tutta la notte (voi e il bambino) vi consiglio vivamente il metodo anche se è un po’ duro. La prima regola quando lo si vuole applicare è: non mollare mai!!! I bambini sono furbi….

In questo commento sta il succo del discorso. Il metodo funziona per tutti, se con tuo figlio non funziona è colpa tua. Oppure è colpa di tuo figlio che a 2 mesi (due mesi, sessanta giorni di vita) è FURBO. Voi avete idea dell’importanza del sonno? Volete “non sentire più” vostro figlio fino al mattino seguente? Non mollate mai.

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Il metodo Estivill è una cagata pazzesca

E’ proprio da stroncare. L’ho letto quando mia figlia aveva pochi mesi e mi sono voluta documentare un po’ di più sull’argomento. Ho evinto che questo metodo non ha nulla di scientifico e che semplicemente insegna ai bebè o bambini, a “rassegnarsi”. Così si dimentica che siamo dei mammiferi, e che abbiamo bisogno del contatto, anche e soprattutto fisico, con la mamma, in primis, ed anche con il babbo, naturalmente. Per fortuna ci sono anche autori (pediatri, antropoligi, etologi, etc.) che sostengono che questo metodo è tutt’altro che raccomandabile! Alla faccia dell'”attachment parenting”.

Opinione che condivido. Qualcuno dirà che forse, semplicemente, mi manca il coraggio. Sarà così, guardando queste scene mi viene la pelle d’oca, non avrei mai il coraggio di fare una cosa del genere.

[youtube]http://youtu.be/i6_t100Nj2Y[/youtube]

 

N.d.R. Attenzione Genitori: recentemente, Estivil stesso in un intervista a El Paìs si esprime in maniera dubitativa sul suo metodo.

 

 

Di recente abbiamo pubblicato il libro ‘A dormire’, che costituisce un aggiornamento sulle conoscenze riguardanti il sonno infantile. In esso spieghiamo alcune regole per insegnare ai bambini a dormire correttamente conciliando l’allattamento al seno; infatti gli studi scientifici che abbiamo pubblicato sulla rivista spagnola di pediatria sono stati condotti in bambini allattati al seno a richiesta. Nel cervello dei bambini c’è un gruppo di cellule che è il nostro orologio biologico e che ci indica che dobbiamo dormire di notte e stare svegli durante il giorno. Come altre strutture del cervello infantile, questo orologio biologico alla nascita è immaturo. Pertanto i bambini dormono a tratti e, fino a sei mesi di età, non possono dormire di fila per tutta la notte.

Le regole spiegate in ‘ Fate la nanna’ valevano per i bambini a partire dai tre anni che soffrivano della cosiddetta insonnia infantile per abitudini scorrette’. Tali norme non possono essere applicate con i bambini più piccoli a causa dell’immaturità del loro orologio biologico. Occorre praticare altre routine, rispettando l’allattamento materno a richiesta per insegnare a questo orologio biologico a sincronizzarsi con l’ambiente e così raggiungere i sei mesi con un sonno notturno adeguato di circa undici ore e tre sonnellini durante il giorno: una dopo la prima colazione, una dopo pranzo e una dopo la merenda. Nel nostro libro ‘A dormire’ spieghiamo queste nuove conoscenze scientifiche e diamo le linee guida appropriate perché il bambino, seguendo l’allattamento a richiesta, possa arrivare a strutturare correttamente il suo sonno


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34 commenti su “La Tortura, il Problema e il Metodo Estivill

  • bezzicante

    Condivido.
    Aneddoto personale. Ho passati i 60, quindi un’era geologica fa, mia mamma – mi confessò tantissimi anni fa – seguì questo metodo, che all’epoca non si chiamava così, che lesse su altri libri, perché ciclicamente questi pseudo-scienziati ritornano. Io piangevo nella culla – mi raccontò – e lei per non sentirmi (perché le facevo pena) scappava lontano, tormentata dai rimorsi ma fedele “al metodo”. Quando me lo raccontò, evidentemente, voleva liberarsi di un senso di colpa… Chiunque abbia un po’ di testa può leggere testi SERI in cui si spiega l’importanza fondamentale del contatto corporeo col bimbo, della vicinanza degli adulti, dell’ascolto e del dialogo… Questo Estivil va assieme a quelli che dicono che il cancro si cura bevendo la pipì.

  • lucaspazio

    Terrificante. Pure dopo l’ennesima notte passata in piedi a far dormire bebé in braccio (come imia mamma faceva con me).
    Perché dare la vita se poi è solo un fardello da chiudere in gabbia?

  • serpiko

    Ciao Marco.
    Mai applicato, e sai perchè? Grazie al fatto che in casa c’è un professionista del settore che ha voluto non limitarsi allo studio universitario ma approfondire. Diversamente, per retaggio culturale, tradizione, stanchezza e soprattutto malconsiglio del pediatra, ci saremmo caduti anche noi.

    Stessa cosa si applica alla nutrizione.
    Trovami un libro che consigli di non consumare carne durante lo svezzamento, o un pediatra che si senta di seguirti in un’alimentazione scientificamente dimostrata come migliore in quella fascia d’età (ref: “The China Study” e lo studio del prof. Pinelli, validato da Periscope e ADA).
    Ci devi arrivare da solo e spesso in lotta con le istituzioni, che per tradizione e mancanza d’aggiornamento ti portano a cacciare in bocca a tuo figlio un bel cucchiaio di merda.

  • Django

    Nion siamo stati mai una coppia affiatata ma, con i nostri neonati abbiamo semplicemente fatto a metà, per istinto, i turni di corvee. Con poppate consolatorie che funzionavano a meraviglia, ovviamente non da parte mia. Io ninnavo.
    Forse abbiamo solo avuto fortuna forse si dovrebbe fare così, se viene naturale.
    Tanto poi ci siamo lasciati lo stesso.

  • Adriana

    Ma senza tanti studi, non si può capire che al mondo ci sono delle merde, dottori e genitori compresi?
    E’ l’allure dell’esperto che ci frega, come fosse incontestabile. Non escludo, inoltre, un quid, per alcuni moltissimo grande, di sete di esercizio di repressione e di crudeltà, ovviamente da applicarsi ad altri e non ai propri coglioni.
    Chissà perché, solo nel trattamento degli umani l’accettazione dell’esperto è acritica: appunto, non escludo un enorme quid di sete etc etc. Può darsi che nessuno sia esente da un quid, ma, appunto, ridurlo e non, invece, soddisfarlo e aumentarlo, è questione di sorveglianza di se stessi, in questo caso, salutarmente e doverosamente “contro” se stessi.
    Una delle molteplici facce dell’onestà, in fondo.
    Non dico che cosa dovrebbe secondo me fare una persona che si accorgesse di avere un enorme quid di ciò di cui sopra, e non lo dico solo per non scatenare la reazione isterica di tante anime belle, con e senza quid di qualsivoglia genere.
    Assoluto ed enorme schifo. Mi sono sfogata abbastanza.

    • Django

      Cara Adriana, sono d’accordo con te. Se vuoi ti ho lasciato una risposta nella discussione di giorni fa ( un italiano all’estero) . Mi farebbe piacere che tu la ricevessi per fugare un equivoco. Ciao

  • Tamara

    Il ruolo dei genitori è ascoltare, capire ed educare e soprattutto amare i propri figli.
    Il rapporto con loro si costruisce minuto dopo minuto, dal primo istante di vita e con pazienza e determinazione.
    Lasciare un figlio piangere per ore prima di dormire, non solo è crudele, ma è impensabile che qualcuno possa credere che sia educativo al sonno. Povere creature ….
    Questo metodo non lo conoscevo, ma fa il paio con chi sostiene che, qualora tra genitori non ci siano più i presupposti per stare insieme, questi “non debbano” separarsi per il bene dei figli. Invece io sostengo che “debbano” separarsi per il bene dei figli piuttosto che vivere e farli vivere in un clima di continua tensione e ripetuti scontri e incomprensioni. La tranquillità e la serenità dei bambini nei primi anni di vita in particolar modo è di fondamentale importanza per la loro formazione e crescita. Questo mio, è il punto di vista di una madre e non di un’esperta in pedagogia, quindi, come tale, confutabile.
    P.S.
    non ho avuto il coraggio di guardare il video di questo post

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