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La Tortura, il Problema e il Metodo Estivill

19 marzo, 2009 di diabolicomarco  
Archiviato in Il Futuro è nei Giovani, latest



Premessa

Rinchiudi una persona in una stanza, una persona provata nel corpo e nello spirito. Offrile una stanza buia e un letto non troppo comodo, la stanchezza farà il resto.Quando le membra cominciano a sprofondare e i grovigli della mente a sbrigliarsi allora tu comincia urla con quanto fiato hai in corpo. Entra nella cella e costringi la tua vittima ad alzarsi e a camminare stringendo tra le mani un fardello delicato come il cristallo e pesante come il piombo. Cantando una ninna-nanna.

Dopo qualche minuto armati di falsa misericordia e concedi la facoltà di deporre il fardello, ma solo a patto che l’intera operazione sia compiuta con la massima precisione ed accortezza. La stessa cura di un artificiere all’opera su una bomba innescata pronta ad esplodere alla prima mossa falsa. Silenzio.

Concedi qualche breve momento di tregua. Lascia che la tua vittima torni in punta di piedi verso il suo letto. Aspetta che sia sdraiato e che il respiro sia diventato nuovamente regolare e poi ricomincia.
Urla! In piedi! Passeggiare! Deporre con cura!

Progressivamente rendi le pause sempre più lunghe. Presto non sarà più necessario calcare troppo la mano ma basterà un sussulto, una vibrazione e il sonno sarà immediatamente turbato. Presto vedrai che il sonno avrà abbandonato definitamente quegli occhi vuoti, lucidi come una biglia di vetro. L’alba.

Insomnia
*
Pediatra: Questa bimba ha qualche problema in particolare?
Mamma: Dottore, la piccola dorme poco!
Pediatra: Hai dei problemi? Vi sembra stanca, nervosa… provata?
Mamma e Papà, in coro: Beh, no.
Pediatra: Allora non è un suo problema, ma un problema vostro.

*

In più di una occasione mi è stato proposto questo libro. Come per i fumatori e gli indignati anche per i genitori in crisi da sonno esiste un rimedio facile, veloce e moderno. Il manuale in questione è Fate la nanna  di E. Estivill e  S. de Béjar il cui sottotitolo recita “il semplice metodo che vi insegna a risolvere per sempre l’insonnia del vostro bambino“.

In due parole: metti tuo figlio nel suo letto ogni giorno alla stessa ora, l’ora giusta. Un’ora che va bene per tutti i bambini, di tutte le età, di tutte le nazioni e continenti. Lui piangerà disperato ma tu non farti fregare, i bambini sono furbi, fai attenzione. Anche se si dispererà fino a vomitare o svenire tu lascialo li. Intervieni, ma senza prenderlo in braccio, seguendo una tabella che indica esattamente dopo quanti minuti devi entrare nella stanza e dopo quanti minuti devi uscire. Vedrai che nel giro di qualche giorno si addormenterà tranquillo e tu potrai goderti la notte. Per questi signori avere un bambino insonne significa che il demone in questione non dorme un numero di ore per te genitore insufficiente.

Ho letto alcuni forum, sul web. Ci sono mamme che scrivono (i grassetti sono miei) :

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La dubbiosa

Ciao, c’è qualcuna di voi che ha usato il metodo Estivill?Vi faccio questa domanda perché l’ho usato con il mio primo figlio e mi sono trovata bene..ma lui piangeva 1 ora max un’ora e mezza prima di cedere. Arianna invece, ha nove mesi e da tre notti urla almeno 2ore e mezza se non tre.

Il figlio prima di cedere (alla disperazione dell’abbandono) piangeva solo per un’ora e mezza (una intera partita di calcio!), invece la figlia per tre ore. Questo non le ha fatto capire che questo metodo non funziona, però almeno il dubbio c’è.

Tolleranza zero

Io sono convinta che essere genitore significa anche insegnare a nostro figlio/a che c’è un limite alle cose e questo limite purtroppo a volte va trasmesso passando attraverso ai pianti (ora che è piccola o a sacrifici quando sarà più grande). Solo così si impara a dare valore alle cose, non certo dando sempre tutto indiscriminatamente.

Giustissimo. E’ sicuramente un bene per un bambino sapere che il mondo è una merda e che non ci si può fidare di nessuno, nemmeno dei propri genitori. Questi giovani d’oggi, a 6 mesi già vogliono tutto e subito.

Ordine e disciplina

A tutte le mamme scettiche: se avete letto il libro ma non lo mettete in pratica ESATTAMENTE com’è scritto, il metodo non funziona; se non ce la fate perché siete tanto sensibili al pianto del vostro bimbo, fatelo fare al papà o con il suo aiuto. Io ho applicato il metodo quando la mia bimba aveva solo 2 mesi. Ci è voluto ben 1 mese di pianti (suoi e miei), ma dopo la mettevamo a nanna senza nessun metodo: la adagiamo nel lettino e si addormenta da sola…e chi la sente più fino alla mattina seguente!!!! Se avete idea dell’importanza che ha dormire tutta la notte (voi e il bambino) vi consiglio vivamente il metodo anche se è un po’ duro. La prima regola quando lo si vuole applicare è: non mollare mai!!! I bambini sono furbi….

In questo commento sta il succo del discorso. Il metodo funziona per tutti, se con tuo figlio non funziona è colpa tua. Oppure è colpa di tuo figlio che a 2 mesi (due mesi, sessanta giorni di vita) è FURBO. Voi avete idea dell’importanza del sonno? Volete “non sentire più” vostro figlio fino al mattino seguente? Non mollate mai.

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Il metodo Estivill è una cagata pazzesca

E’ proprio da stroncare. L’ho letto quando mia figlia aveva pochi mesi e mi sono voluta documentare un po’ di più sull’argomento. Ho evinto che questo metodo non ha nulla di scientifico e che semplicemente insegna ai bebè o bambini, a “rassegnarsi”. Così si dimentica che siamo dei mammiferi, e che abbiamo bisogno del contatto, anche e soprattutto fisico, con la mamma, in primis, ed anche con il babbo, naturalmente. Per fortuna ci sono anche autori (pediatri, antropoligi, etologi, etc.) che sostengono che questo metodo è tutt’altro che raccomandabile! Alla faccia dell’”attachment parenting”.

Opinione che condivido. Qualcuno dirà che forse, semplicemente, mi manca il coraggio. Sarà così, guardando queste scene mi viene la pelle d’oca, non avrei mai il coraggio di fare una cosa del genere.

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Comments

21 Risposte a “La Tortura, il Problema e il Metodo Estivill”
  1. mapomo scrive:

    Mi sono categoricamente rifiutato di seguire questo metodo inumano.
    Io e mia moglie non abbiamo dormito decentemente (ovvero più di tre/quattro ore di fila a notte) per un anno e mezzo. Abbiamo patito, bestemmiato e ci siamo arrabbiati spesso con lui (chi non l’ha vissuto non può capire, ve l’assicuro), salvo poi sentirci in colpa nei suoi confronti… ma rifarei tutto tale e quale. Quando al mattino ci alzavamo più stanchi di prima e col mal di schiena perché alla fine lo accoglievamo nel lettone pur di non doverci più alzare, bastava un suo sorriso a rimetterci in carreggiata.
    Per convincersi a gettare “FATE la nanna” di Estivill nella raccolta carta, consiglio la lettura di un altro libro: “FACCIAMO la nanna”, di Grazia Honegger Fresco, una critica seria e competente a questo orribile metodo. Non fa i “miracoli” promessi da Estivill: ti spiega solo che con tuo figlio devi vedertela tu, che sei tu che devi fare uno sforzo per comprenderlo, perché ogni bambino è diverso e ha esigenze diverse. Sembra banale, ma evidentemente non lo è.

    • Completamente d’accordo.
      Certi sistemi sono agghiaccianti.
      fare i genitori è anche uno sforzo fisico.
      Non volerlo accettare è un grave errore.

      Grazie a marco per essere tornato a MC

    • diabolicomarco scrive:

      embra banale, ma evidentemente non lo è.

      puoi dirlo forte.
      almeno 4 persone diverse, che non si conoscono tra di loro, mi hanno consigliato questo libro quando – come dicevo giustamente tu – dopo l’ennesima notte d’inferno mi aggiravo come uno spettro. Allora vedendomi in quello stato mi dicevano:”che cosa hai fatto?”. Io rispondevo che mia figlia non mi aveva fatto dormire quella notte e loro BAM! eccoli pronti con il libro. Un approccio simile ai Testimoni di Geova quando ti allungano la Torre di guardia…

  2. Oris scrive:

    Io ho passato quella fase, non mi è pesato molto (nel senso che quello ch efai per i figli è una cosa naturale, non che sia leggero) e ho seguito il mio istinto.

    Se sapevo che dovevo leggere il manuale “come esser genitori” ero un padre migliore.

    Mi scuso con mio figlio e con l’umanità.

    • diabolicomarco scrive:

      Ci sono anche genitori fortunati il cui figlio si addormenta senza fare storie. O almeno così mi dicono.
      Ci sono genitori i cui figli dormono 12 ore a notte senza sosta. O almeno così mi dicono. In qualche caso ho avuto il sospetto che fossero “drogati” ma non ho le prove. E comunque questa è un’altra storia.

      Non credo che esistano manuali da leggere e seguire alla lettera, però è vero anche che un po’ di cultura pedagogica non guasta, secondo me.

  3. fma scrive:

    I miei bisnonni erano mezzadri e sicuramente non avevano letto Estivill, analfabeti com’erano, tuttavia applicavano il suo stesso metodo ogni qualvolta avevano l’impressione che il neonato facesse il “furbo” (l’occhio clinico era una necessità in famiglie che avevano mediamente dai sei agli otto figli), o Estivill ha ripreso il loro, che era di lasciar piangere i bambini che in quel modo, dicevano, avrebbero fatto gli occhi belli.
    Non credo sia una crudeltà educare il proprio figlio, e non credo neppure che l’educazione debba cominciare da una certa età in poi.
    Usando il buon senso, s’intende. Che é perfino meglio dei manuali, come dice Oris.

    • diabolicomarco scrive:

      Non si può certo paragonare la realtà dei tuoi bisnonni (parliamo dell’ottocento, giusto?) a quella di oggi.
      Quello che a me sembra assurdo è proprio il fatto che dei genitori “moderni” (colti, laureati, informati) applichino un medoto così anacronistico, solo perché il più “semplice”.
      Io penso che l’educazione debba cominciare da subito, ma bisogna rendersi conto dei limiti del proprio figlio. Un bambino di 2 mesi o meno può essere “furbo”? O “viziato”?

      • fma scrive:

        Mah!
        Sono piuttosto scettico sul fatto che una laurea possa servire quando si tratta di decidere se nel rapporto tra genitori figli sia meglio concedere, o negare.
        Sono anche convinto che la scelta tra il concedere e il negare, mutatis mutandis, sia difficile oggi come lo era all’epoca dei miei bisnonni.
        Credo che dovrebbe essere valutata in termini di efficacia, piuttosto che di “umanità”.
        Già il fatto che si pensi di dover escludere una delle due possibilità in ossequio a qualche modello pedagogico (la pedagogia secondo me non è una scienza) mi lascia perplesso.
        Mi ricorda le maniglie basse nelle porte, che andavano di moda quand’era di moda la Montessori.

        • diabolicoMarco scrive:

          L’approccio nei confronti dei bambini è cambiato parecchio rispetto al tempo dei tuoi bisnonni. Consideriamo per esempio che i diritti dei bambini sono stati sanciti dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia solo nel 1989 e ratificati dall’Italia nel 1991, praticamente l’altro ieri.
          Quindi se quando parli di “efficacia” intendi “efficacia del ruolo educativo del genitore” siamo d’accordo.
          I “testimoni di Estivill” con cui ho parlato per “efficacia” intendevano ben altro come avrai ben capito.

          • fma scrive:

            Non intendevo certamente negare ai fanciulli
            “salute, scuola,
            uguaglianza, protezione”,
            come recita la Convenzione.

    • Oris scrive:

      Non si tratta di dire che bisogna sta attaccati ar pupo e fare tutto quello che crediamo lui voglia, si tratta di andare di istinto, quella cosa che tutti gli animali hanno…

  4. ilBuonPeppe scrive:

    Sono d’accordo con fma.
    Io non ho letto alcun libro in merito (che esistesse Estivill l’ho scoperto solo oggi), ma sono convinto che le esagerazioni siano sempre sbagliate, in qualunque direzione vadano.
    E da quello che leggo ho la netta sensazione che se da un lato c’è la pretesa di “lasciarli piangere e basta”, dall’altro c’è quella del “povero cocco di mamma” a qualunque costo.
    Come per tutte le situazioni, ci vuole un po’ di buon senso. Con i figli ci vuole tanto affetto, tanta pazienza e tanti sacrifici, il tutto senza lamentarsi che nessuno ci ha ordinato di metterli al mondo. Ma bisogna stare attenti a non esagerare, perchè “quanno ce vo’ ce vo’”; e questo vale a qualsiasi età, perchè a tutte le età imparano qualcosa.
    Crescere un figlio non è come mangiare in un fast food: non esistono ricette valide per tutti.

    • Oris scrive:

      Aggiungerei per fortuna.

      certi libri a parere mio non sono cultura pedagogica, ma opinioni, teorie pericolosamente diffuse senza disclaimer come si fa per gli antibiotici: può nuocere gravemente alla salute sarebbe d’obbligo a parere mio.

      Ma in un mondo dove tutti vogliono certezze veloci e a buon mercato è normale che prosperi chi ne vende.

      Senza contare che assomiglia pericolosamente alal scelta più facile: piangi? Cazzi tua, ti passerà.

      • diabolicomarco scrive:

        Ho dimenticato di sottolineare che esiste una “collana” di libri dello stesso autore che comprendono anche “Si mangia! Metodo Estivill per insegnare a mangiare” (sic) e “Racconti da leggere prima di andare a dormire”.
        Tutto in fretta e a buon mercato.

    • diabolicomarco scrive:

      Non so se si è capito ma anche io sono d’accordo con quello che dite.
      Volevo solo attirare la vostra attenzione, ma soprattutto l’attenzione di un genitore che sta valutanto la possibilità di applicare questo metodo, alla assurdità dello stesso.
      La mancanza di sonno, prolungata e continuativa, porta ad degli squilibri mentali che sono temporanei. In quei momenti, visto che altra cifra del nostro tempo è la solitudine, si può pensare di adottare misure estreme e irrazionali.
      Cito da uno degli articoli che ho linkato alla fine del pezzo:

      Estivill elabora una tabella di rientri genitoriali nella camera, che vanno poi progressivamente scemando, finché il bambino, nel giro di una settimana, si abituerà a restare da solo.

      Promesse molto allettanti. Una sorta di “Contratto con i Genitori”.
      Chi conosce lo spagnolo si veda pure questa bella intervista
      http://www.youtube.com/watch?v=oMc4qPCQkQQ

  5. Oris scrive:

    Io mi ricordo solo il terrore che ho vissuto i primi giorni, per la fragilità dell’esserino che avevo davanti, il mio timore più grande era che sparisse, così come era apparso.

    Oggi è alto 1,80 cm, quasi 15 anni.

    Ci faceva alzare tre volte per notte, a ritmi regolari, ci alzavamo entrambi ma mi limitavo a assistere mia moglie, siamo stati fortunati, perchè non ci è pesato.

  6. anna m. caputano scrive:

    Mio figlio per fortuna è stato portato nel lettone per un semplice Gnè un attimo primo che la specchiera del comò si frantumasse nella sua culla! L’avessimo lasciato piangere sarebbe morto! Rabbrividisco al solo pensarci, l’istinto ha sempre ragione. Ricordo che ero talmente esaurita per il poco sonno, che quando smise il pasto di notte, non dormivo lo stesso, e comunque mi fate ridere a consigliare questo o quel libro. E chi ha il tempo di leggerli, con dei figli piccoli e senza balie o parentado che aiuta?

  7. enza scrive:

    Faccio parte di un gruppo di mamme, anche noi abbiamo commentato il libro “sotto esame” sul ns sito http://www.mammeamiche.com.
    Ci sono anche altri metodi, cha da mamma e da professionista, ritengo quantomeno seri, a differenza di questo!

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