La Supplenza
25 maggio, 2007 di mc
Archiviato in Il Bello della Politica

Una volta ho sentito in radio un dato interessante. In Italia l”Azienda Politica” darebbe lavoro a 400.000 addetti. Un numero a prima vista impressionante. Non credo che nel nostro paese ci sia un’altra azienda che paghi tanto personale. Il gruppo Ferrovie dello Stato aveva 97.599 dipendenti nel 2005, il gruppo FIAT 75.571 nel 2006 (pdf), il gruppo Telecom 84.191 attualmente. Non posso fornirvi un link analogo per i numeri dell’”Azienda Politica”, sembra non esserci un prospetto ufficiale. Oltre che a fidarci della mia memoria possiamo ragionare e pensare che il numero comprende gli altissimi dirigenti (segretari di partito, presidenti, ecc.), apparati di partito su tutto il territorio, strutture parlamentari nazionali, regionali e provinciali, sindaci, assessori, consiglieri, comunità montane (365 in Italia per quasi un miliardo di euro all’anno), sindacati, patronati e chi più ne ha più ne metta. 400.000 non mi sembra un numero che viene da Marte.
Un’azienda si valuta dai risultati. Per esempio il Nord-Est italiano, con la sua vivace imprenditoria, realizza un prodotto interno lordo pari o superiore a quello della Grecia giustificando ampiamente il numero dei sui addetti (pdf).
Quali sono i risultati reali dell’”Azienda Politica”? Se guardiamo ai risultati in termini di infrastrutture, sviluppo, riforme economiche, progressi sociali, gestione del territorio e programmazione, la mia opinione è che siano praticamente nulli.
Da anni la cattedra della Politica di questo paese è vuota. La classe politica, quella che avrebbe dovuto guidare e programmare il progresso sociale ed industriale di questo paese si è trasformata in una vorace entità parassita.
Una cosa del genere è già successa una quindicina di anni fa. Allora fu la magistratura che con il tintinnio delle manette, mise fine ad un andazzo che grazie al suo massimo ispiratore era diventato sistema.
Quei tempi sono lontani. L’andazzo è ridiventato sistema al punto che Craxi è candidato ad entrare nel pantheon del partito democratico.
Ora, quando la cattedra è di nuovo palesemente vuota, si affacciano nuovi candidati alla supplenza. Montezemolo, che già da tempo faceva fatica a nascondere le sue ambizioni, dopo i cinque mondiali vinti con la Ferrari e il successo imprenditoriale alla FIAT (in rigoroso ordine di popolarità del risultato), si presenta alla cassa per riscuotere.
In fin dei conti niente di nuovo. Sull’onda dei successi mediatici c’è stato già un altro imprenditore che si è dato alla politica e le camere sono presiedute da due ex sindacalisti.
In assenza di politica, l’industria e il capitalismo italiano, per quanto impresentabile, si avviano a prendere ufficialmente in carico la supplenza di questa cattedra vacante.
Non so se sia un bene per il mio paese. So solo che a pochi giorni dal 2 Giugno, a 61 anni dalla fondazione di questa repubblica, mi sarei aspettato di più.
Fra la supplenza di confindustria e quella in passamontagna preferisco senz’altro la prima. Ma è una scelta di fronte alla quale avrei preferito non trovarmi.
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Bella la foto di Cordero con lo zio.
D’accordissimo!!!
E’ il solito girotondo di poltrone e incarichi (nepotismo: è poi dicono che la famiglia è in crisi!!!).
Sarkozy (che molti paragonano a Berlusconi o per meglio dire che egli stesso paragona a sè !?!?) ha ridotto il numero di ministri. Da noi si moltiplicano per dare un posto a tutti!!!
E poi quali sono precisamente le competenze sul territorio di Comune, Provincia e Regione?
A Napoli, per l’immondizia, chi è il responsabile?
La politica in Italia è un gioco di scatole cinesi che paranoicamente rimanda sempre burocraticamente ad altro. Il potere così si diluisce e un “antagonista” non ha più il nemico diretto con cui “combattere” ma solo una “struttura” psicologicamente ossessiva che attraverso meccanismi di transfert annulla la propria esistenza reale.
E i nostri pochi soldi servono a questo circo…
sai, sto seguendo il corso di politica economica all’università.
E’ interessante. Per esempio dice che la crescita (in crescita) del PIL registrata negli ultimi due anni in italia è dovuta solo e soltanto all’aumento dell’occupazione.
Solo e soltanto vuol dire che è grazie a riforme istituzionali (il precariato, sì, si parla di quello) che il pil è cresciuto. Se passa l’aumento dell’età pensionabile il PIL crescerà ancora un pò nei prossimi tre-quattro anni.
Poi signori e signore, vi conviene indossare i giubotti di salvataggio perchè affonderemo.
Il capitalismo italiano non funziona. Non è capitalismo.
I distretti industriali sono falliti e non abbiamo una alternativa economica.
Avessimo una classe politica con le palle (e servono grandi grandi) forse la nave non affonderebbe.
Ma non l’abbiamo (mai avuta).
Il tizio dal lungo nome, al potere, non farebbe nulla di più di quanto hanno finora fatto gli altri tizi. Forse riuscirebbe a regalare qualche altro anno di vita.
Si va avanti per espedienti. L’italia somiglia sempre più alla famiglia italiana: non arriva a fine mese.
Mentecritica si espresse in altre forme, in un’altra vita, in tempi non sospetti.
Quotone per tusaichi
Hai presente quando pensi ad una cosa ma non riesci a spiegarla?
Ecco, era un pezzo che cercavo una frase per esprimere questo.
Grazie tusaichi!
Grazie MC: un articolo denso, storicamente ineccepibile, che mi ha ricordato i “fasti” di DFC. La ricorrenza del 2 giugno mi rattrista e vi dico perchè: è come ricordare un bimbo vivace e promettente che oggi è diventato un adolescente inetto che tira solo a campare, si inventa scuse per giustificare la sua inettitudine e nasconde a sé stesso la realtà delle cose. Forse ha ragione tusaichi. Cominciamo a familiarizzarci con i giubbotti di salvataggio. Temo anche io verrà il momento di indossarli.