La Struggente Infatuazione Giornalistica Per Il #Papacool 19


Non so quale siero stiano iniettando ai giornalisti italiani da una settimana a questa parte, ma sono tutti letteralmente impazziti per il nuovo Papa Francesco. Davvero, stiamo raggiungendo livelli d’isteria à la Justin Bieber – capelli strappati, occhi a forma di cuore, misticismo galoppante, sguardi stregati e palpitazioni così intense da minacciare l’infarto.

Prendiamo lo strabiliante articolo (titolo: «IL RIVOLUZIONARIO») vergato da Concita De Gregorio stamattina su Repubblica. L’attacco è fulminante, da mettersi in ginocchio e pregare per l’avvento risolutore di Cthulhu:

L’uomo sulle cui spalle grava il compito di risanare la Chiesa porta la sua croce senza alcun affanno, al contrario sorride. Come ogni grande condottiero compare sul campo di battaglia da un luogo imprevisto, in un momento inatteso. […] Lo aspettano da destra, lui arriva da sinistra. Pensano che manchi ancora tempo, invece è adesso. Appare da un lato della basilica sugli schermi giganti come un punto bianco che rotola silenzioso: sembra una grande goccia di latte che scivola attraverso i corridoi lasciati vuoti dalle transenne. Occupa lo spazio come un liquido.

La «grande goccia di latte», continua la De Gregorio, ovviamente «sta in piedi sull’auto, non ha protezioni» (del resto è «un liquido»). È l’apoteosi della ggente.

La folla lo chiama per nome, Francesco, lui si volta e a ciascuno sorride, prende in braccio un bambino che piange, poi fa cenno al conducente di fermarsi, ha visto qualcosa, vuole scendere. C’è un uomo tenuto in braccio dalla sorella, un uomo disteso colpito da un male che gli rovescia indietro la testa, gli allarga la bocca. […] Francesco lo bacia sulla fronte, lo stringe in un abbraccio.

Non ci sono dubbi, signori: Bergoglio è esattamente «quello di cui c’era bisogno: un rivoluzionario. Lo è nel senso proprio del termine: colui che rovescia l’ordine delle cose».

Preghiamo.

Oggi, dice la Concita, non è il momento di parlare dei presunti rapporti con la junta di Videla o di altre storiacce. No, quelle son cose già scaraventate nel dimenticatoio. Oggi si festeggia, ci si raccoglie, ci si batte il petto, si spremono lacrime di gioia. Oggi «è il primo giorno di un tempo nuovo, un tempo che fuga ogni ombra»:

“Sursum corda”, dice Francesco nella liturgia. In alto i cuori. Ed è questo il rivolgimento, la rivoluzione più grande: il cuore, in alto. Il cuore prima. La Chiesa ha avuto l’anima di Giovanni Paolo II, la ragione di Benedetto XVI. Ora ha il cuore di Francesco, e il suo corpo che incarna l’umiltà e i gesti così simili a quelli di Papa Giovanni, il papa buono.

L’estasi è quasi compiuta. Manca solo un ultimo giro di rosario nella chiusura del pezzo:

Il Santo Padre rivolge un’ultima preghiera solitaria a San Francesco, colui a cui il Signore chiese: «Vai e ripara la mia casa». Il santo degli ultimi. Come questo Papa consapevole di un segreto che a pochi, nella storia, è riuscito di mostrare. Più si scende e più si sale. Più ci si spoglia e più si è ricchi. Più ci si fa uguali a chi non ha nulla e più grande sarà il potere di sconfiggere il gigante arroccato nel palazzo coi suoi ori. Scalzi, o con le scarpe sformate, è lo stesso.

Prendimi, o Signore.

Ad ogni modo, Papa Francesco non piace solo ai Grandi Editorialisti Contriti & Impegnati; piace da impazzire anche ai Giovani Giornalisti Ggiovani, che naturalmente hanno l’obbligo di esprimersi come i doppiatori di Beverly Hills 90210.

E ancora: Aldo Cazzullo – che già ci aveva deliziato con un totopapa completamente sballato – è rimasto impressionato dalla forza tranquilla di Bergoglio mostrata durante l’Angelus di domenica.

Francesco rinnova l’invito a pregare per lui. Ricorda di aver scelto il nome del patrono d’Italia, «il che rafforza il mio legame con questa terra dove sono le radici della mia famiglia. Non dimenticate questo: il Signore mai si stanca di perdonare; siamo noi che ci stanchiamo di chiedere perdono». La folla piange e ride, è commossa ma anche di buonumore. E lui, sorridendo: «Buona domenica e buon pranzo». Un carisma immediato che non ha bisogno di spiegazioni. Semplice. Straordinario.

Fantasmagorico. Ottundente. Tonitruante.

Nel frattempo, Papa Francesco ha già compiuto il suo primo miracolo: ha fatto funzionare per qualche ora il disastrato trasporto pubblico della Capitale:

Un miracolo a Roma: metro e bus funzionano. Mentre si svolgeva l’inaugurazione del pontificato di Francesco c’è anche chi non è andato oltretevere, per scelta o per impegni di lavoro, e si è goduto «una Roma che oggi funziona perfettamente». […] «È un sogno -dice Elisa- sono arrivata al lavoro in poco tempo, i tempi di attesa erano da capitale europea, praticamente arrivavano convogli uno dopo l’altro. Per non parlare dei varchi aperti perchè oggi la metro è gratis…ma questo non si può volere sempre. L’efficienza del servizio però sì. Grazie Francesco, anche questo è un miracolo».

Tuttavia, manca ancora qualcosa nel quadro generale dell’infatuazione: gli animali. Rimediamo subito con l’apposito lancio Ansa.

Tra i giornalisti e gli operatori dei media che hanno potuto stringere la mano a papa Francesco c’era anche un non vedente, Alessandro Forlani, della Rai, che si è avvicinato al Pontefice insieme al suo cane-guida. Bergoglio, sempre molto sorridente, ha salutato il giornalista e si è anche chinato ad accarezzare il cane.

Insomma, pochi cazzi: per la stampa italiana Bergoglio è praticamente già un santo. Semper fidelis, nei secoli dei secoli, amen.


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19 commenti su “La Struggente Infatuazione Giornalistica Per Il #Papacool

  • VIttorio Mori

    Splendido post, pensavo praticamente le stesse cose in questi giorni. Chissà, forse siamo tutti degli inguaribili romanticoni che ci portiamo dietro questo retaggio culturale della figura papale che deve essere “buona” nel senso umano del termine, una figura più materna che paterna – il che metterebbe in mostra il nostro ancestrale paganesimo , tutte le raffigurazioni di Madonne Nere, che sono venerate dalla cristianità come immagini di Maria vergine, sono in realtà raffigurazioni della Iside egiziana – tanto per fare un esempio. Oppure la casta giornalistica, vedendosi prossima al disfacimento in quanto casta (questi finanziamenti a pioggia all’editoria DEVONO finire), sta facendo pesantissime sleccatone-bidet al potente di turno. Poco cambia, alla fine: si devono creare dei personaggi per il popolo, in maniera simile agli eroi dell’universo Marvel: l’ultimo papa era antipatico, tedesco e bacchettone, quello precedente era il “capitan america” dei papi; questo invece è quello in versione zuccherosa e consolante per riavvicinare il popolo sofferente alla romana chiesa, con tanto di agiografie giornalistiche (la fidanzatina della su gioventù….tanto per ridare ancor di più “umanità” al personaggio). La chiesa aveva sbancato con Wojtyla, perché non ritentare?

  • rinnovamento

    Il fatto che sia un tifoso di calcio, mi fa pensare che perfetto non è.

  • fma

    La Stampa si deve nutrire ogni giorno che dio manda sulla terra. Che sia Bergoglio, Balotelli, o Beppe Grillo poco importa.
    Concita De Gregoria e Aldo Cazzullo sono due firme nazionalpop, per platee televisive. Chiamarli Grandi Editorialisti Contriti & Impegnati è far torto agli Editorialisti.

  • Chiara Luce

    Concita è un’ottima “penna”, ma non ha niente a che fare con il giornalismo, cioè con l’informazione utile ed essenziale scevra da onde emotive e suggestioni letterarie. A me questo papa non piace: lo dico “a pelle”, ma anche in base a quanto riferito da alcuni miei parenti residenti in Argentina. E la Fernández de Kirchner ? Si è genuflessa soltanto per motivi politici, tutto qui. Se manderà i Cardinali a lavorare, cioè a guadagnarsi il pane con il biblico sudore della fronte,FORSE potrò ricredermi.

  • Mo. Fi.

    a me queste cose mi lasciano indifferente, anzi mi viene da pensare ancora una volta quanto la gente sia stupida e ottusa e come basti una cosa nuova per dimenticare tutto il resto, bello o soprattutto brutto che sia.
    e poi ho visto le figurine del papa, e altre cose.
    NO commento diventerei volgare e ho già detto quello che penso della chiesa e di tutta la giostra che ci sta dietro, cmq bel pezzo!!…

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