È possibile esprimere il proprio sconcerto per come viene gestito il lavoro flessibile in Italia con duecentocinquanta parole? Sì è possibile.

La rapinosa modalità con la quale è applicata la legge Biagi è così sfacciata che ogni commento risulta superfluo.

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Quindi: 22 giorni lavorativi al mese, il sabato e la domenica magnanimamente concessi di riposo, 66 ore di lavoro, 150 euro. 2,27 euro l’ora.
Questo è schiavismo. Ma il numero più impressionante sono i 76 che hanno preso in considerazione l’offerta.
Ho già scritto che non ci sarà nessun Grillo a salvare questa nazione. I cittadini di questo paese sono soli e devono salvarsi da soli. La prima cosa da fare è vincere la rivoluzione con se stessi e convincersi che certe offerte non vanno accettate e che chi le accetta è un vigliacco.
Il bisogno? Una società civile deve avere delle regole rigorose che impediscano ad alcuni di trarre profitto dalla disperazione altrui. Queste regole segnano una sottile linea rossa oltre la quale la convivenza civile finisce ed inizia la legge della giungla.
Il primo dovere è sempre cercare la soluzione nell’ambito delle regole civili. Se umanamente non è possibile trovarla, vuol dire che la sottile linea rossa è stata valicata, la società ha accettato il rischio che questo comporta. Si è liberi di scegliere rispondendo solo al proprio codice morale.
Il tempo della delega è finito. In questa battaglia, volenti o nolenti, siamo tutti soldati e la legge è una sola: combattere o morire. A voi la scelta.

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io sono d’accordo con te sulla rivoluzione personale, sul cambiare atteggiamento, in poche parole impariamo a non farci mettere i piedi in testa, purtroppo però non tutti possono permetterselo, puoi rifiutare fino ad un certo punto dipende dalle condizioni in cui ci si trova sopratutto se da te dipendono altre persone, tuttavia qualcosa si deve fare non è accettabile fare lo schiavo per 150 euro al mese, vorrei sapere dai signori legislatori come cavolo è possibile campare con 150 ero, questo si chiama vivere sotto la soglia di povertà, si chiama sfruttare il bisogno della gente .

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Nino,
è per questo che siamo in guerra.
Il proprio bisogno non può essere una giustificazione per far crollare il mercato del lavoro.
Qui tutti dobbiamo mangiare, tutti dobbiamo vestirci, tutti abbiamo dei bambini. Però fino a quando ci sarà qualcuno disposto a fare una giornata di lavoro per un tozzo di pane, nessuno offrirà di più.
Bisogna capire che chi accetta offerte del genere tradisce anche tutti quelli che l’hanno rifiutata e continuano a stringere la cinghia.

Se tutti avessimo il fegato di dire NO, nessuno potrebbe più permettersi di fare offerte di questo tipo.
Questa castagna è in mezzo alle fiamme. Per toglierla dal fuoco bisogna scottarsi le dita. Non ci sono alternative. Chi dice il contrario, secondo me, mente.

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é vero, qualcosa deve accadere e se accadrà dovremmo essere tutti (è questo il mio principale dubbio) è evidente che la situazione disastrosa in cui si trova il mercato del lavoro non basta a fare emergere quel sentimento di rivolta che ci vorrebbe, allora io mi domando cosa ci vuole per catalizzare questo sentimento, cosa deve accadere affinché la gente si mobiliti.

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Nino,
non chiederti cosa ci vuole perché la gente si mobiliti. Inizia tu a mobilitarti nel tuo piccolo. Siamo senza comandanti e senza coordinazione. Ognuno è lasciato a se stesso e deve rispondere solo alla propria morale.

Chi fa scelte più facili è liberissimo di farlo, ci mancherebbe. Però io sono libero di disprezzarlo. Mi sono rotto le balle, tutti abbiamo i nostri problemi. Chi è malato, chi non riesce ad arrivare alla fine del mese, chi ha l’affitto. Alla fine funziona così. Se si può risolvere il problema senza dare fastidio lo si fa, altrimenti uno si regola in proprio.
Non si può pretendere di affamare le persone e pretendere che rimangano in riga come dei soldatini.

Il decadimento della società è il prezzo che gli affamatori pagano per quello che posseggono.

Tutto questo secondo la mia personalissima opinione.

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Si lo so alla fine ognuno deve prendere decisioni secondo la sua volontà, però vedi la gente secondo me ha la tendenza a rassegnarsi allo status quo, quindi a mio avviso deve accadere qualcosa un catalizzatore che inneschi queste persone a parlare con una sola voce, questo altre la rivoluzione personale in cui io mi trovo completamente d’accordo e che secondo me è la prima cosa essenziale, visto che non possiamo pensare di parlare con una sola voce se prima non chiariamo la nostra posizione.

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se aspettiamo che accada qualcosa siamo rovinati. Io penso che chi ha le redini in questo momento ha perso il controllo. Gli accadimenti dirompenti portano solo all’irrigidimento delle posizioni ed alla riduzione della libertà.

Io credo, che le cose richiederanno molto tempo per cambiare. Le soluzioni semplici e rapide sono una chimera.

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Credo anche io che ci vorrà molto tempo, e non basterà una soluzione alla grillo, la rivoluzione personale è giusta e necessaria e come dici tu è un progetto a lungo termine, anche se credo che la rivoluzione collettiva sia la naturale evoluzione di quella personale, la cosa essenziale secondo me è che la gente cominci a cambiare mentalità il resto credo verrà da se in quanto senza questa premessa non ci sarà nessun tipo di rivoluzione.

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Ecco come si passa dall’essere definiti qualunquisti a pericolosi terroristi brigatisti rivoluzionari del sacro ordine costiruito ;)

Parole come rivoluzione, guerra, azione potranno essere facilmente prese dal primo giornalista cane da guardia di turno e sbattuto sui giornali, per convalidare la tesi che in italai cova la minaccia brigatista.

Qui semplicemente vanno fatte rispettare le leggi, dato che nell’ultima finanziaria hanno tolto gli spazi per fare contratti del genere.

E inoltre non sarebbe male se questa società che ha fatto l’annuncio fosse sputtanata in mondovisione su internet. Vedete che magari ci ripensano.

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Fortunatamente i giornalisti e le loro interpretazioni fantasiose di quello che sentono o leggono non sono un problema mio né di MC con il suo gruppo di affezionati e preparati lettori.

In quanto al qualunquismo, è un’accusa che tocca a chiunque non ragioni secondo i filoni precostituiti, siano essi di governo, d’opposizione o di natura extra parlamentare.

A cosa ti riferisci quando dici che nell’ultima finanziaria hanno tolto spazio per contratti del genere? A me non risulta, ma sicuramente è un problema mio. Sarebbe gradito un riferimento.

Lo sputtanamento che auspichi per questa società sarebbe solo un’altra espressione di indignazione a telecomando. Io mi sarei leggermente rotto le balle di indignarmi e poi rimettermi in corretta posizione aziendale (per chi sa è inutile specificare l’angolo).
Ho già detto che se all’indignazione non corrisponde una reazione, si fanno solo vendere più giornali e guadagnare più soldi a greggio e iachetti con il loro programma per imbecilli.

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Un problema che non è stato preso in considerazione sono tutti quegli stranieri che si fanno pochissimi problemi ad accettare di essere pagati così poco… Noi possiamo anche essere indignati… Noi possiamo anche non accettare lavori del genere, forse potrebbero capirlo e farlo anche gli stranieri… Ma poi dobbiamo sperare che tutte le imprese non vadano all’estero. Il mondo globalizzato cista uccidendo. Credo sia un discorso più ampio.

Qui deve intervenire lo Stato. Il controllo ci deve essere. Non si può liberalizzare così selvaggiamente il salario o lo stipendio.

Non siamo come gli Stati Uniti, non ci siamo abituati. Noi siamo ancora un paese di contadini, ecco cosa siamo. Con tutto il rispetto per questa classe… Quella della vecchia guardia è logico. Oggi i contadini si sporcano meno degli impiegati

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VOLTaire,
quello che tu scrivi ci dimostra come il tanto decantato obbligo morale che ha il nostro paese di accogliere gli immigrati è solo un sistema per farsi la globalizzazione nello scantinato di casa.

Il vero obbligo è quello di creare delle condizioni di sviluppo per le quali l’emigrazione sia una scelta culturale e non un imperativo per la sopravvivenza.
Il resto sono palle. Ogni barcone che arriva a Lampedusa è un nuovo carico per i grandi prenditori italiani, che non meritano il prefisso im.
Dice che un italiano certi lavori non li vuole più fare e tocca prendere l’africano o l’ucraino. Sarebbe più corretto dire che l’italiano non li vuole fare alle condizioni imposte all’africano o all’ucraino.

Per quanto riguarda lo sfruttamento del lavoro all’estero, la mia posizione è solida. Loro esportano merci, noi esportiamo civiltà e diritto.

Non dovrebbe essere consentita l’importazione di merci senza una certificazione che ne attesti la produzione effettuata da personale retribuito ed assistito secondo condizioni minime di civiltà e correttezza.

Non si fa perché non conviene, non perché non è giusto.

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@tutti: un bell’articolo e bei commenti :) pienamente d’accordo con le opinioni di MC, anche se capisco la posizione di nino.

@phitio: hai ragione che le leggi ci sono e che andrebbero fatte rispettare, solo che se chi legifera non le rispetta, figuriamoci *chi li sostiene*, a buon intenditor… ;) non basta sputtanare la mini srl tal-dei-tali, perchè in un posto o l’altro oggi *funziona così*. se tutti (TUTTI) cominciassero a sputtanare, allora il discorso potrebbe cambiare.
purtroppo un altro problema è la paura di essere *presi nel portafoglio*, ti incastrano, e sanno che alla fine qualcuno accetta sempre perchè non può andare avanti.
o sei duro, puro e senza troppe responsabilità, oppure è davvero difficile.
Cerco, magari ottimisticamente, di vedere Grillo come un punto di partenza per qualcosa di più concreto. I VDAY smuovono le masse, e quest’ultime fanno massa-critica, o comunque pericolosa per l’establishment.
ben venga la *guerriglia informativa*, volantini ed adesivi che richiamino l’attenzione e generino, se non dissenso, almeno un po’ di dubbio.
la partecipazione attiva da parte di una massa è quasi utopica: chi oggi può permettersi del tempo libero se non ne ha? Il mio ufficio dista circa 20Km da casa (vivo in provincia), lavoro le mie 8h spaccate (più mezza di pausa) ma, nonostante tutto, passo una media di 12 ore fuori casa. la sera potrei avere il tempo di scrivere due righe da diffondere, non di partecipare ad un consiglio comunale.
dalle mie parti stanno tirando su la sezione di uno di quei partiti di sinistra *scissi*. ed hanno provato ad invitare alcuni miei amici che hanno prontamente rifiutato (per tutta una serie di motivi comprensibili). io odio le *cupole* e quindi me ne terrei distante quanto i miei amici. poi ho pensato: se dentro quel partito sono in pochi e aderiamo con un gruppo di 50-60 persone *critiche*, FORSE è possibile smuovere qualcosa, almeno un po’ di dibattito. si tratta di sfruttare la *logica delle tessere*, inaugurata dalla vecchia DC e spolverata dai DS, per tentare di sovvertire le conseguenze negative di quella logica malata. non so se sia una buona strada, la sto ancora meditando, anche se un paio di amici alla quale ho esposto l’idea l’hanno considerata valutabile.
voi cosa ne pensate di una strategia simile? o comunque, quale pensate sia una strada di *attivazione collettiva* percorribile?

ciao a tutti,
tek

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Ciao Tek,
grazie. Giovedì mando il tuo, salvo fuori programma :-)
Qui nessuno sa quale sia la strada giusta. Siamo ancora a bisticciarci su quanto sia sbagliata questa, il che non è consolante.

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Immagino che phitio si riferisca all’ultima finanziaria, dove si parla dei contratti a progetto. Si dice che si possono fare, ma non rinnovare per più di TRE anni. Cioè, tre anni flessibili e poi secondo loro il tuo datore è “costretto” ad assumerti a tempo indeterminato… Perchè infondo tre anni di vita non sono niente… ah, peccato che valga solo per il pubblico impiego.

Vorrei mettere un link a convalidare quanto dico, ma ricordo solo un articolo di giornale e google non aiuta.

Sì, bisogna convenire che non accettare di lavorare per un tozzo di pane è l’unica soluzione. Io poi propongo anche di bruciare le sedi delle aziende che propongono questi tipi di contratti.
Perchè ad un certo punto uno si rompe i coglioni. No?

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@tusaichi: spero non ci vengano a cercare, ma ti quoto… E quoto tutti…

A fuoco le aziende approfittatrici!!! Speriamo non mi prendano alla lettera… ( Qua per davvero arrivano i Mib e ci sparaflesciano ).

@teknux: Sei un figo… Creare un partito o comunque prenderne possesso… @zz… Questo si che vuol dire scendere in campo… Altro che chiacchiere… Mi auguro che tu abbia fortuna… Non per te, ma per l’Italia.
Servirebbe gente che fa andare avanti sto paese, non indietro, ci vorrebbe una rivoluzione positiva. Credo che il nostro paese sia sfruttato al 60% - Forse anche meno… 40? Abbiamo delle possibilità enormi, siamo Italiani diavolo abbiamo una creatività ed una forza che ci invidiano in molti. Siamo il meglio eppure ci perdiamo uin c@zzate e Mafia…

Ma Vaff… Ecco adesso mi si son contorte le budella… Vado…

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grazie DFC/MC, sto rimuginando altro materiale, sono lento :P

più che una *strada giusta*, difficile da stabilire a tavolino, chiedevo qualche parere, giusto per fare brainstorming ;) ho tirato fuori un paio di idee, ma non è detto che mi sia sfuggito qualcosa che invece potrebbe saltare agli occhi di qualcun’altro.

quanto ai *bisticci*, per un motivo o l’altro non mancheranno mai. personalmente mi guardo le spalle più da quei *vetusti radical-chic* che, memori della loro comoda illusione 68ina, continuano a giocare con le regole del sistema (ormai sono stati assorbiti) e a ribellarsi a bacchetta, perchè anche all’epoca sono stati trascinati da coloro che le idee concrete le avevano sul serio.

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Tek
secondo me, cambiare il sistema dall’interno non si può.
I sistemi nascono, i sistemi finiscono. Non cambiano.
Ripeto che bisogna prima essere sicuri di aver educato se stessi ad un nuovo modo di vedere la politica e la vita.
Solidarietà, sviluppo, giustizia, devono ridiventare cose concrete prima di tutto nel nostro cuore. Dopodiché potremmo aiutare gli altri a raggiungere lo stesso stato, nel pieno rispetto delle loro opinioni.

La nostra generazione è persa. Ha solo la possibilità di sacrificarsi per fare in modo che quella successiva sia lievemente migliore. Come sempre per ricostruire è necessario molto più tempo di quello che è servito per distruggere.
Noi lasceremo questo paese, se tutto va bene, esattamente com’è. L’unica possibilità che abbiamo è di non lasciarlo peggio di come è adesso.

E questo, forse lo senti anche tu, sarebbe comunque un modo per ricominciare.

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a proposito di “speriamo non ci vengano a cercare” e “MiB”, sto pensando anche a questo da un bel po’ di mesi. negli ultimi giorni ho cominciato a muovere i primi passi in questa direzione. non dico altro solo perchè potrei rimangiarmi le parole e fino a quando non ho almeno una briciola per le mani evito di parlare a vuoto ;)
ne riparleremo presto.

comunque: da mettere a fuoco c’è molto :D

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@MC: grazie del tuo parere. sono pienamente d’accordo che non si può cambiare dall’interno, altro che Lenin ;) pensavo solo alle possibilità che potrebbero esserci *occupando* un pezzo di sistema come si fa con uno stabile o una fabbrica. di sicuro non lo cambi perchè ti ammazzano prima (metaforicamente, spero), ma un piede dentro potrebbe aiutare a sputtanarli per bene. non so, è in stato embrionale questa idea.

di valori saldi ne ho, e sono disposto a rimetterci le penne, tanto se da 30enne devo vivere piegato, meglio morire combattendo che speranzoso, ingobbito e col sedere dolorante.
nel 1986, la Elettronica S.p.a. (produttrice di sistemi da guerra elettronica al pari di contraves, mbda, etc) venne denunciata da 6 (sei) dipendenti su 700 (settecento) per traffico illegale d’armi con il Sud Africa. per farlo c’è voluto tempo e sacrificio (avevano tutti famiglia), oltre all’apporto di giornalisti critici e di altri attori dell’area pacifista come Zanotelli. quei 6 hanno rischiato la vita, qualcuno di loro si è ritrovato con i freni rotti dell’automobile, e dovevano riunirsi di nascosto, allacciare contatti con più persone possibili. alla fine scattò la denuncia pubblicata su tutti i giornali. ci fu la cassa integrazione per un bel po’ di persone (forse per rappresaglia). i 6 hanno preteso una cifra molto più alta per andarsene visto che erano diventati intoccabili sotto ogni aspetto. gli altri, che si sono rifiutati di aderire alla denuncia, più per la paura di non poter mantenere la famiglia, si sono dovuti accontentare zitti zitti e senza diritti di replica.
questo è un riassunto del prossimo articolo che vi invierò, se vi piace ;)

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Mi piace. Va benissimo.
Mi raccomando i riferimenti. Ai nostri lettori piace approfondire e, secondo me, fornire i link giusti è un atto di elegante cortesia.
Sei in gamba Tek.

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grazie MC (lo sai che i complimenti detti da te mi commuovono, dai :P)

non so se riesco a trovare riferimenti digitali. La fonte ufficiale è uno di quei 6, mio padre. lui dovrebbe avere i ritagli di giornale ben conservati.

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Ok. Il sangue non è acqua.
Se ci sono i ritagli, un paio di scan sarebbero graditi. ;-)

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