La solita sbobba


Dopo che i tre minorenni autori dello stupro di Rimini si sono consegnati, la prima cosa che hanno fatto è vendere il loro complice alla polizia ben consci che la loro posizione, già garantita dalla minore età, ne sarebbe uscita ulteriormente fortificata dalla delazione.
Si tratta di un atto cinico, progettato a tavolino, evidentemente telecomandato da una precedente consulenza legale che ha pilotato tutta l’operazione.

Ne esce fuori il solito squallido quadro vile della criminalità che agli scrittori e sceneggiatori piace romanzare, ma che è solo dominata dalla ricerca dell’utile, dalla violenza e dalla necessità di scamparla ad ogni costo vendendosi anche la madre se è necessario.
L’unico aspetto umano di questa vicenda è quello che riguarda le vittime. Gli aggressori, qualsiasi cosa abbiano fatto dopo, hanno rinunciato alla comprensione umana nel momento stesso in cui hanno messo in atto una violenza reiterata ben due volte in quella disgraziata notte di Rimini.

E’ questo che dovrebbe raccontarci la stampa invece di comminarci le solite pagine di catechismo fatte di poliziotte buone e carine che catturano i cattivi e di poveri pargoli plagiati intellettualmente (e qui la linea di difesa è già scritta).

Un paese che invece di pubblicare giornali continua ogni giorno a cercare di spacciarci il libro “Cuore” di Edmondo de Amicis è un paese ridicolo dove al posto di Indro Montanelli o Enzo Biagi giganteggia Barbara D’Urso con tutta la carovana zuccherosa e lacrimosa dei suoi guitti miserabili.