La Sofisticazione dei Buoni Sentimenti 2


Il signor Soumayla Sacko è stato ucciso in circostanze che appaiono sempre più controverse. Sembrerebbe che stesse appropriandosi impropriamente di materiale in una discarica per cercare di allestire un alloggio di fortuna. Uno dei disdicevoli comportamenti indotti da una vita di povertà e privazione. Seguono commenti di circostanza sui massimi sistemi dai quali mi astengo perché non sono un ipocrita e mi sono rotto le scatole di sembrare più bello di quello che sono. Sembrerebbe anche che la discarica nella quale è avvenuto il fatto contenga materiale contaminato. Può essere. Non sarebbe strano visto che è una realtà nota da anni. Della cosa, induttivamente, sono edotti i vari reparti di oncologia delle regioni del sud del nostro paese in attesa che anche quelli del centro e del nord prendano atto dolorosamente del fenomeno.
Una delle poche cose che appare certa è che sembra che il colpo che ha ucciso il signor Sacko sia stato tirato da 60 metri di distanza. Dal punto di vista puramente tecnico, è una cosa balisticamente ragionevole se si è utilizzata un’arma lunga. Anche un tiratore scarso come me fa centro 8 volte su 10 a quella distanza con un’arma in appoggio e un’ottica appena decente.
Già diventa più difficile con un’arma brandeggiata, cioè appoggiata solo sulla spalla, ma siamo ancora nell’ambito della piena normalità. Senza ottica, ma con buone mire metalliche azzerate sulla distanza in questione, a 60 metri ci sono difficoltà, ma se uno ha la vista buona non ci sono problemi. Chiaramente parliamo di un’arma lunga a canna rigata, quella che fa avvitare la palla su se stessa in modo che sia più stabile nel suo volo verso il bersaglio. Dalle cronache si evince, invece, che sia stata usato un fucile calibro 12, probabilmente un semiautomatico visto che sono stati esplosi quattro colpi in rapida successione il che escluderebbe doppiette, sovrapposti o fucili a pompa, ma non si può escludere per certo.
La caratteristica dei calibro 12 è quella di avere la canna liscia perché l’utilizzo naturale è con munizione spezzata (a pallini o pallettoni). A sessanta metri di distanza però è quasi impossibile uccidere un uomo con munizione spezzata la cui rosata sarebbe troppo ampia per fare danni letali. Infatti, si dice che sia stata utilizzata munizione a palla (detta anche slug o asciutta), quindi un unico grosso proiettile che essendo espulso da una canna liscia non ruota ed è implicitamente meno preciso. Ora, escludendo l’ipotesi che il tiratore sia un un olimpionico del tiro a segno, si può tristemente osservare che la sfortuna del signor Sacko non sia limitata a farlo nascere nero in un paese del terzo mondo. Spazio per un minuto di cupe riflessioni sull’ingiustizia del mondo e per nobili propositi sul destino dell’8 per mille. Fine, proseguiamo.

Chiudendo il pippone balistico che avrà annoiato il 90% di chi legge questa nota ed indignato il 100% di quelli che pensano che parlare di armi sia sconcio, veniamo al cuore di questo superfluo ed inutile intervento. Ora ci occuperemo di disinformazione per cui passate alla relativa pagina del sussidiario dove ci sono anche le immagini da colorare. Matite colorate, niente pastelli a cera o pennarelli se no le mamme si incazzano che vi sporcate le maniche. E piano col temperamatite se no vi cecate gli occhi.
Provando a fare la semplice ricerca “Soumaila Sacko lupara” nel noto motore di ricerca di cui non faccio il nome perché mi è diventato massimamente antipatico, si scoprono 231 risultati nei quali si afferma che l’assassinio è avvenuto con un colpo di “lupara”. L’immagine che illustra il post è solo indicativa. A parlare di lupara sono stati in tanti e si capisce perché. Il termine lupara è evocativo di criminalità organizzata meridionale. Ai più colti sarà venuta in in mente una versione in salsa razzista di Portella della Ginestra con conseguente attacco ai fascisti e ai razzisti che ora governano il nostro sfortunato paese.

Per chi non lo sapesse, una “lupara” è un fucile calibro 12 a cui sono state segate le canne per occultarlo. Letale alla brevissima distanza è praticamente inutile oltre i 10-15 metri sia usato a munizione spezzata che a palla (allargamento della rosata non strozzata per i pallini, mancanza di precisione ed energia per la palla). Anche se con pochi dati a disposizione, mi sento di affermare con discreta sicurezza basata sulle mie competenze scientifiche, balistiche e militari che la lupara, in questa faccenda, non c’entra un beneamato cazzo.

Come non c’entreranno, probabilmente, nemmeno i motivi sindacali e quelli razziali, ma questo non ho elementi per fare affermazioni nette, mi baso solo su una mia personale esperienza che mi porta a pensare ad un’azione balorda di qualche fanatico o, peggio, a questioni legate ai rifiuti contaminati.

Chiudo, e questa volta veramente, ribadendo che l’abuso propagandistico della lotta al razzismo e del sostegno all’immigrazione clandestina per fini politici o affaristici è un atto criminale che ha traghettato centinaia di migliaia di persone per bene sulla sponda dell’incredulità, dell’indifferenza e dell’astio. Cause nobili meritano un sostegno all’altezza. L’abuso dei buoni sentimenti li svaluta e li rende ridicoli estraendo la pietra nera che, ciascuno di noi, consapevolmente o meno, tiene nascosta nel cuore.


2 commenti su “La Sofisticazione dei Buoni Sentimenti

  • Antonello Puggioni

    Io non domando a che razza appartenga un uomo, basta che sia un essere umano; in natura non c’è qualcosa di peggio. (Mark Twain)

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