La Siria nel Mirino 56


Per la Siria si sta preparando la cura jugoslava o, se preferite, libica. Lo schema è collaudato e ormai ripetitivo. Si prende di mira un paese ricco di risorse minerarie (prima di tutto il petrolio) o importante per la sua posizione geostrategica o comunque inviso agli Usa perché da fedele e docile alleato ha iniziato a fare politica in modo autonomo e non più funzionale agli interessi americani. Un paese isolato politicamente e con un governo autoritario, fattore importante quest’ultimo per la successiva offensiva mediatica. Un paese che sia al tempo stesso in una situazione di forte crisi interna perché preda di crescenti contrapposizioni di carattere etnico e/o religioso e/o politico, favorite da un’identità nazionale debole o indebolitasi nel tempo e da una struttura sociale da sempre frammentata.

Si sceglie una delle fazioni in lotta perché più disponibile ad assumere posizioni filo occidentali – i “buoni” – e la si foraggia con denaro a fiumi, armi e consiglieri militari, favorendo in questo modo l’allargamento del conflitto e la sua trasformazione in conflitto armato. Con una massiccia campagna mediatica a livello mondiale si presentano i buoni antigovernativi come la parte democratica del paese che sta lottando per la libertà, mentre gli altri – i “cattivi” al governo, i terroristi – sono quelli che fanno strage di civili, preferibilmente bambini, e che usano armi chimiche proibite.

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Poi, quando la “coalizione dei volonterosi” costituitasi alla bisogna per la difesa dell’occidente e dei suoi non negoziabili valori, decide che è arrivato il momento giusto, cioè che l’opinione pubblica internazionale è cotta a dovere e l’Europa è zittita, si bombardano i cattivi. Si tratta, ovviamente, di bombardamenti umanitari realizzati con bombe intelligenti. Le vittime civili – di cui si parla solo quando non se ne può fare a meno – sono effetti collaterali colpa dei cattivi che usano i civili come scudi. L’Unione europea fa deboli e impotenti dichiarazioni a favore della soluzione politica del conflitto e piange lacrime di coccodrillo pensando ai profitti che arriveranno con la ricostruzione.

Dopo la fine della guerra, quando i buoni hanno vinto, la democrazia ha trionfato e agli antioccidentali sono stati tagliati gli artigli, tutto è come prima. Stessa negazione dei diritti civili, stessa mancanza di democrazia, stessa corruzione. Con una sola differenza: i nuovi governanti sono legati mani e piedi all’Occidente e possono finalmente entrare nel club internazionale dei super ricchi.
La popolazione siriana è la prossima vittima.


Informazioni su Bruno Carchedi

Mi chiamo Bruno Carchedi. Sono nato ad Alessandria, città piemontese un po’ ligure. Mi sono laureato in ingegneria e ho sempre lavorato in grandi aziende dell’informatica. Mi sono buttato a capofitto nelle grandi lotte operaie e democratiche degli anni '70. Ho sempre fatto il sindacalista di base. In quanto sindacalista non ho mai fatto carriera in azienda. In quanto di base non ho mai fatto carriera nel sindacato. Il risultato è che adesso ho una pensione di sopravvivenza, anche se mi ritengo abbastanza un privilegiato. Cosa farei se potessi tornare indietro? Esattamente quello che ho già fatto. Ho due grandi passioni. Il buon vino (degustato in modiche quantità) anche se costa parecchio e la musica, che invece è alla portata delle mie tasche. Mi piacciono le danze etniche e popolari, e la musica classica (tutta). Ah, dimenticavo. Credevo che la Lega Nord fosse la più grande disgrazia capitata dopo il fascismo ... ma poi è arrivato Monti. Arrivato su MenteCritica grazie a questa opportunità

56 commenti su “La Siria nel Mirino

  • bezzicante

    Io sto cercando di capire qualcosa della Siria e sono lieto di questo tuo intervento. Non mi tornano però alcune questioni:
    1) La Siria NON è mai stata alleata dell’Occidente, e anzi invisa a USA e Europa per essere fattore destabilizzante anti-sionista del quadrante; guarda caso, infatti, è supportata tuttora dalla Russia (e più tiepidamente dalla Cina);
    2) i “buoni” non sono i ribelli, con presenze jiadiste forti; non sto affatto dicendo che il buono sia Assad, intendimi. La situazione buoni/cattivi è in Siria complicata perché non è affatto “il popolo” contro “il regime”. Non ho la più pallida idea di quale intervento stiano pensando, ma non posso credere che siano così imbecilli.
    3) In ogni caso io mi chiedo: l’Occidente (e quindi anche noi, io e te nella piccola Italietta) cosa dovrebbe realmente fare ORA? Lasciamo stare quel che si doveva fare 50 anni fa, o anche solo 10. ORA: di fronte a ben più di 100.000 morti in poco di un anno? O ce ne infischiamo, e lasciamo cha alla fine qualcuno vinca (ma nessuno dica più nulla di “umanitario” o mi incazzo), oppure…? Oppure cosa? Mi piacerebbe un tuo parere, perché di fronte alle innumerevoli Sirie del pianeta non so cosa sia giusto fare.

  • Bodom_Hell

    leggo e sono diverse le cose che mi prudono. Innanzitutto @bezzicante centra un punto fondamentale del tuo intervento, cioè non c’è alcuna alleanza tra la Syria ed Occidente, non c’è stato alcun bombardamento ne “intelligente” ne stupido, per ora tutto è tutto interno quello che si sta creando. La situazione è davvero complessa, in tutto ciò c’è un elemento economico cruciale, che è il Canale di Suez, perchè dove pensate che siano state dispiegate le navi da guerra americane che minacciano l’intervento? Lì si snodano passaggi importanti per i traffici mondiali, leciti ed illeciti, perderne il controllo, equivarrebbe a perdere la longa manus che fa fluttuare prezzi e valori dei mercati economici internazionali. Detto ciò, c’è anche un riscontro controverso dall’interno della Syria, un mio amico fraterno è membro di una delle tante unità di crisi del WFP (World Food Program), e mi raccontava che, ovviamente, è intervenuto più di una volta in Syria per andare a sostegno della popolazione, in tutta risposta, alla sede romana del WFP a Parco De Medici, arrivano sistematicamente e via posta, come se fosse una raccomandata qualunque, lettere di minacce terroristiche sia da parte di gruppi estremisti islamici, che da parte di autorità goverantive Syriane, intente a dissuadere l’organizzazione ad intervenire, questo perchè loro aiutano anche “i cani di Israele”, quindi non sono i benvenuti. In merito al rapporto che tiene legate Russia e la Syria, avevo postato questo dettagliato aritcolo che vi rimetto qua http://shar.es/zeQ8m che vi consiglio di leggere, per approfondire, sono 30 pagine, ma insomma, vale la pena se l’argomento v’interessa. Restano cmq alcune domande, 1- perchè la Russia, se pur appoggi la Syria non è intervenuta per placare in qualche modo la strage di bambini e l’uso del gas? 2- perchè l’ONU ha aspettato il terzo attacco per andare a controllare? 3- chi è che sta combattendo chi? Qua non ci sono “fazioni” da foraggiare, non si troverebbe mai un filone così tanto US oriented da sovvertire l’imprinting religioso che impera da secoli in questi paesi, la verità unica e sola è che stanno morendo a centinaia, a migliaia, e noi, non siamo in grado di dare una risposta globale ad un problema nazionale. Attenzione, il “noi” non era inteso come noi italiani, perchè sfido ognuno di voi a contare quante volte qualcuno dei nostri politichetti del cazzo abbia rilasciato un’intervista sulla Syria in queste settimane, persino la Bonino si è lasciata semplicemente andare ad un laconico “è inaccettabile”, per commentare il terzo attacco con il nervino, direi fondamentale e risolutivo come intervento. Noi abbiamo da pensare a #B, venisse la guerra civile, la vedremmo tutti in diretta su rete4

  • Antonello Puggioni

    Mi consolo pensando che un giorno questo letamaio servirà a concimare un pianeta lontano.

  • Vaisarger

    Se posso aggiungere un aspetto al tuo scritto, Bruno, c’è anche da considerare la beffa finale: i Paesi “liberati”, nei quali è stata “esportata la democrazia”, a festa/guerra/distruzione finita si ritrovano in uno stato di caos, in mezzo a faide sociali/religiose condite con autobombe, e la serenità e la pace per la popolazione sono definitivamente perdute.
    Tra l’altro gli obiettivi dei bombaroli diventano proprio i civili inermi, e la storia ci sta evidenziando in questi ultimi tempi che neanche i bambini si salvano in quelle faide assetate di sangue.
    Facile immaginare che quella gente cominci ad aver nostalgia del regime non democratico originario, risultando così due grandi danni: il primo, fisico e di sangue ai danni di tante persone che soffriranno dolori inenarrabili, il secondo di principio perchè si discredita il concetto stesso della Democrazia, infangandola con azioni imperialiste che ne usano strumentalmente e ne deturpano l’idea stessa.

  • Pierangelo

    Mi sembra che molti elementi non siano in linea con la tua analisi: ad esempio la Siria non è un paese estrattore, quali risorse avrebbe? Secondo Assad non è mai stato amico dell’Occidente: mi ricordo che il padre faceva esplodfre cristiani, mussulmani e occidentali in Libano. Dovrebbe essere facile farne memoria. L’Unione europea non è sempre stata per il pacifismo assoluto e, mi pare, quando abbiamo bombardato la Serbia (a parte l’Italia) l’abbiamo fatto senza ipocrisia. E lo rifaremmo.

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