La Siria e la Menzogna 38


E’ evidente che la situazione siriana non è quella che le tre grandi potenze USA; Francia e Gran Bretagna ci raccontano nonostante l’immediato allineamento di gran parte degli organi di informazione.
Non ho elementi per stabile se la famosa “linea rossa” tracciata da Obama sia stata attraversata o meno con l’utilizzo delle armi chimiche da parte dell’esercito lealista agli ordini d Asad. C’è personale specificatamente addestrato sul terreno per accertare questo fatto, anche se l’esperienza insegna che dopo cinque giorni di cannoneggiamenti della zona sarà complesso ricostruire la vicenda incriminata.


Le prove fotografiche dei fatti hanno un valore relativo e si ascrivono alla categoria della provetta mostrata da Colin Powell per giustificare l’azione militare contro l’Iraq o alle famose fosse comuni in Libia da noi clamorosamente smascherate (informazione utilizzata poi da Giovanardi che, evidentemente, legge mentecritica). D’altra parte, anche la recente storia europea dimostra che in certe contingenze lo sterminio di massa è una soluzione considerata accettabile a prescindere dall’etnia e dalla fede religiosa dell’esecutore. Nel confronto tra feroci parti contrapposte, l’obiettivo è vincere, non perseguire fumosi quanto inconsistenti fini morali. La vita propria e quella dei propri cari è una e vale sempre di più di quella di qualsiasi altro. Quindi non solo non escludo che siano state utilizzate armi chimiche, ma rilancio affermando che le armi convenzionali utilizzate fino ad ora, se è lecito definire convenzionale il lancio di un missile contro abitazioni, hanno provocato perdite di gran lunga superiori a quelle mostrate dalla stampa per l’ipotetico utilizzo di armi chimiche.

La mia impressione è che l’azione militare programmata, compatibile con il dispiegamento di mezzi nel quadro operativo, non abbia nessun obiettivo strategico, ma sia una pura azione dimostrativa. Non si dimentichi che fra le parti attualmente contrapposte l’occidente non può identificare nessun “buono” da sostenere. Da una parte c’è un’odiosa e pluriennale dittatura avversa agli interessi occidentali, dall’altra un’azione eversiva di natura essenzialmente terroristica (secondo l’idea geopolitica che questa parte di mondo ha tracciato). Quindi un eventuale utilizzo di aviazione, artiglieria di marina e sistemi radioguidati di attacco (i famosi droni) può avere il valore di uno schiaffo, ma non rappresenta un’operazione militarmente decisiva.

L’unica azione risolutiva per la popolazione, la vera vittima di questa situazione, sarebbe una fase di indebolimento delle parti in causa con missioni di bombardamento e lancio di missili, seguita da un’invasione terrestre. Operazione gigantesca, enormemente costosa in termini di perdite e di mezzi da attivare, che rischierebbe di innescare una complessa reazione a catena nella regione con esiti imprevedibili anche a livello planetario visto il coinvolgimento di interessi russi nella vicenda.

L’evoluzione prevedibile è che dopo questa sorta di tardiva e limitata affermazione di virilità, l’occidente farà di tutto per riportare la questione siriana nelle retrovie dell’informazione per cercare di guidare diplomaticamente la fine del conflitto (quando una delle parti si sarà sufficientemente indebolita) cercando di imbrigliare il vincitore ai punti con l’ausilio della Russia. Se questo comporterà la morte di altri 10.000 bambini, la cosa avrà un’importanza relativa perché, come ci insegna il nostro esperto di disinformazione, l’intensità degli eventi di cui non si ha personale contezza è modulabile a seconda delle esigenze da parte di chi detiene il controllo dell’informazione.

Credo, anzi, spero, che siano queste le considerazioni che abbiano spinto la nostra diplomazia a dissociarsi, in maniera così netta, da un’azione inutile che va considerata una sorta di rappresentazione pirotecnica molto spettacolare, ma poco effettiva. Scelta che condivido pienamente sia dal punto di vista militare che politico.

Conclusa questa noiosa analisi, lascio la parola all’inevitabile pioggia di demagogia che travolgerà, come sempre accade, il mondo dei social network dove tutti dicono quello che pensano gli altri vogliano sentire con il disperato anelito di darsi reciprocamente ragione. Ci attende la condivisione di decine di foto toccanti, un’overdose di ipocrisia politicamente corretta e tanta bambagia.

Il mondo, indifferente a tanta stolidaggine, continua a ruotare secondo le leggi universali che ne regolano il moto e l’evoluzione.
Pace alle povere anime di chi ci lascerà la pelle.
Amen

edit delle ore 20:49. Aggiungo l’interessante video segnalato da ‏@DanteCasora che ci offre un interessante visuale sulla controparte di Asad.
Attenzione è impressionante.
link al video


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