La scuola non è tutelata. Tutti le stanno addosso…
22 settembre, 2008 - 13:00 di lupoalburnino
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Questo è un articolo serio. Voglio vedere chi lo contesta. Se non ha argomenti condivisibili è bene che stia zitto, altrimenti mi arrabbio sul serio… Ogni giorno esce un trafiletto sulla scuola sempre della ministra Gelmini o di qualche suo estimatore che desta in me stupore e rabbia. Ci si è messo anche l’ex ministro Berlinguer a darle ragione come se lui non avesse fatto nulla per infierire si di essa come i suoi predecessori e i suoi successori: tutti con ricette belle e pronte per cambiarla, in meglio dicono, pur essendone fuori da secoli o non conoscendola affatto.

Vi ricordate il famoso concorsone di Berlinguer? Qual era lo scopo? Non me lo ricordo neppure… Ah, si: verificare la professionalità dei docenti e retribuirli di conseguenza. Era una prova scritta e l’avrebbe superata come al solito il più furbo, avendo saputo copiare l’argomento assegnato. Era talmente “stupido” (il concorsone s’intende) che vi fu un’opposizione talmente forte da creare un dissenso corale, organizzato anche dai sindacati vicini alle sue posizioni politiche e da tutti i docenti. Si può essere più ciechi di così? Ma dove vive questa gente? Su di un altro pianeta e guarda alla nostra scuola con un cannocchiale. Vede i particolari, ma non ha una visione globale dell’istituzione scolastica che con determinazione e competenza fa il suo lavoro e il suo dovere. E’ come visitare un bosco e dire che un albero sta invecchiando, mentre tutt’intorno nascono nuovi e vigorosi virgulti.
Adesso la Gelmini, dopo aver preparato il decreto legge sul docente unico, ha annunciato e sta preparando un altro decreto per l’accorciamento dell’orario scolastico nelle scuole superiori perché, sostiene, non è la quantità delle ore d’insegnamento a migliorare la scuola, ma la qualità. E che vuol dire? Chiedo a voi i lumi necessari per capire. Perché allora nelle fabbriche si chiede un orario più lungo e più flessibile? Io quando porto la mia macchina al lavaggio a mano non dico agli addetti: “Fate presto!” Ma che la puliscano e la lavino in tutte le sue parti, anche le più nascoste. Occorre più tempo, è vero, ma l’auto esce dal lavaggio più pulita e più lucente.

Sono esempi al limite del paradosso? Può darsi, ma l’idea è proprio questa: mettere in rilievo i paradossi degli altri, i quali non fanno altro che esprimersi per paradossi solo per dire stupidate e “meravigliare” con le loro uscite “paraintelligenti” i tanti gonzi che stanno lì ad ascoltarli a bocca aperta. Pare che la ministra sia un’amante delle classifiche; prima ha suddiviso gli insegnanti in buoni e cattivi, naturalmente buoni quelli del nord e cattivi quelli del sud, ora suddivide le materie in importanti e meno importanti o addirittura trascurabili. Qual è il criterio? Ho l’impressione fondata che si nutra di luoghi comuni, definendo l’italiano una materia importante, il che mi sembra talmente evidente da non spenderci nemmeno una parola per definirla un’incompetente di quattro cotte, e meno importante. Che cosa? La storia dell’arte, l’educazione fisica, la musica, ecc.? Posso permettermi di cambiare nome alla ministra? Invece di miss Gelmini, miss Ghigliottina? Perché da tutto questo deriva solo un ulteriore taglio alle classi e ai docenti. Eh che! A 33 anni, gentile com’è, si mette a fare la boscaiola?
Non si fa altro che denigrare la scuola, sempre per sentito dire, anche dagli analfabeti patentati solo perché i ministri o la ministra, presi dal sacro fuoco delle riforme, si consentono di dire quello che non hanno il diritto di dire, soprattutto per la loro ignoranza. Si butta continuamente fango su di essa e sui docenti senza sapere che vi operano fior fiori di insegnanti che hanno sostenuto concorsi, corsi di perfezionamento, master e anni e anni di lavoro sul campo. Certo che vi sono alcune difficoltà. Anche nelle migliori famiglie esistono le difficoltà vuoi economiche, vuoi psicologiche, vuoi di rapporti tra marito, moglie e figli. Anche nelle aziende ci sono le difficoltà. L’Alitalia è un luminosissimo esempio, determinato in buona parte proprio da questo governo. Che si fa? Si dichiara il fallimento? Si arriva alla bancarotta? Il buon senso suggerisce di mettere in atto tutti gli strumenti per evitare crisi e crolli irreversibili, altrimenti non si né un buon amministratore, né buoni genitori, né un buon ministro. Da un recente rapporto dell’ISTAT risulta che gli insegnanti di ruolo, ossia con contratto a tempo indeterminato negli ultimi anni sono diminuiti di oltre cinquantamila unità, mentre quelli a tempo determinato sono aumentati di circa settantamila. E non è vero che le classi sono formate da pochi alunni, anzi in questi ultimi tempi sono aumentate di numero, molte rasentano le trenta unità non in difetto, ma in eccesso. Solo nei piccoli centri c’è qualche acriticità in fatto di numeri. E che si fa? Le classi, anche se con pochi alunni, si sopprimono, creando più analfabetismo di quanto già non ve ne sia? Dov’è la ministra delle pari opportunità? Fa la “peripatetica” (nessuno si offenda se do della peripatetica alla ministra Carfagna. Socrate chiamava la “sua scuola peripatetica” perché l’insegnamento avveniva passeggiando, appunto) lungo le strade d’Italia per contare le prostitute che esercitano il mestiere più antico del mondo? Sapete quante classi si formerebbero? E non sarebbe neppure una cattiva idea!

Un docente ascoltato per radio stamattina diceva: “Ma ci lascino lavorare in pace! Non è possibile che chiunque arrivi al ministero dell’istruzione sia animato dal sacro fuoco del cambiamento credendo di far bene. E’ solo distruzione. Nient’altro!” Termino con le stesse parole, aggiungendo solo una piccolissima osservazione: la scuola è anche pane per tanti lavoratori! E’ una vergogna?
La scuola non è tutelata. Tutti le stanno addosso… è di

Diminuzione dei docenti, taglio alla spesa, diminuzione dell’orario scolastico…
L’intento è talmente evidente che chi lo respinge come “paranoia da comunisti” o è in cattiva fede oppure ha subito sulla propria pelle il declino dell’istruzione in Italia.
Questi vogliono demolire l’istruzione pubblica ed anche se li votate i vostri figli verranno lo stesso addestrati per lustrare le scarpe dei loro rampolli!
Siamo in un Paese di servi in attesa delle briciole dei padroni o di cittadini?
Sono stato molto enfatico, ma la situazione è talmente surreale da farmi rimanere a bocca aperta di fronte all’ottusità dei più.
Già, a volte anche io mi lascio andare alla retorica.
Soprattutto quando l’indignazione è oltre i livelli di guardia.
Bell’articolo, conclusione più che giusta.
Qualche giorno fa, dopo aver letto un articolo MC sempre sulla scuola sono finita a pensare quante riforme ho subito dall’asilo in poi.
Per primo pensiero mi sono risposta: almeno 3, a quanto ricordo, per secondo pensiero ho invece riflettuto su come ho “giudicato” involontariamente le riforme scolastiche: delle cose che si subiscono, quindi negative.
Già, perchè gli unici a subire davvero le riforme sono gli insegnanti bravi e gli studenti non-fancazzisti, sono gli unici a risentire dei tagli o dei disordini del ministero (l’anno che ho dato la maturità il ministero ci ha comunicato a gennaio che avremo dato il nuovo esame, noi eravamo nel panico-a 5 mesi dall’esame- e gli insegnanti non sapevano cosa fare! sono riusciti a capire che tipo di prove dovevano darci non prima di maggio…)
Grazie a questo meccanismo stupido di riforme su riforme abbiamo un sistema scolastico che non funziona e che produce tanti laureati e diplomati privi di conoscenze effettive e senza alcuno spazio nel mondo del lavoro.
Un sistema dove gli insegnanti volenterosi rischiano le minacce dei colleghi (purtroppo cosa che è capitata al nostro responsabile del progetto qualità) e gli insegnanti incompetenti e lavativi sono radicati alle loro sedie senza possibilità di denuncia (la procedura per chiedere la rimozione di un insegnante è complessa e difficile ed anche se andasse a buon fine il docente verrebbe solo spostato. Siamo quindi pieni di gente che non lavora ma che recepisce uno stipendio e tiene occupato un posto di lavoro che in molti meriterebbero di più)
Un riforma sarebbe necessaria per porre rimedio ai danni fatti da tutte le altre riforme!
a me sembra che l’obiettivo sia …ragiungere l’america, e cioè scuola pubblica senza fondi (e quindi di serie b comunque nonostante tutti i volenterosi che resisteranno in nome di ideali nei quali crederanno soltanto loro…sempre come negli horror di serie b con un sopravvissuto umano e tutti ormai trasformati in zombies) e scuole professionali / aziendali / confessionali, per ricchi…dove magari non ti formi come persona, ma hai il megatitolo di studio che rende anche un perfetto imbecille titolato a fare il presidente del mondo (un es. a caso, per l’unico che non avesse capito, diciamo G.W. Bush?).
Più gli ovvi traffici sottobanco tra forze politiche che segano la scuola pubblica e i potentati economici e religiosi che commossi ringraziano (sempre più o meno sottobanco).
Ma, costituzione alla mano, recuperare l’ICI della chiesa cattolica per evitare i tagli alla scuola pubblica? ah già, l’ICI è stata abolita…
Non voglio essere “classista” all’incontrario, ma devo dire che conosco molti figli di papà strapieni di soldi che da soli non saprebbero fare un’equazione(ma magari hanno mercedes e 50€ al giorno…), noi cosiddetti “figli di famiglie minori” non sempre siamo dei fenomeni a scuola(anzi, di asini ne vantiamo moltissimi) ma almeno non veniamo coperti dal papi ad ogni inadempienza.
Prima o poi per noi “normali” c’è una selezione naturale che spinge gli “zuccotti” a fermarsi e quelli bravi a continuare, mentre spesso i figli di papà anche quando dimostrano lacune culturali immense vengono mandati all’università (magari con l’aiuto della Cepu…).
Questo metodo crea tanti laureati incapaci, magari ricchi e potenti, ma incapaci.
quindi sei d’accordo con me…la citazione di gwbush è l’epitome di quanto da te detto.
E qui stanno quasi tutti i problemi: ai megavertici arrivano figli di papà imbottiti di petroldollari anche se senza cervello. L’altra metà del problema è che dalle masse emergono poi quelli davvero bravi (se non mi confondo, sia la Rice che Cheney non avevano famiglie ricchissime dietro e si sono fatti perchè super intelligenti), peccato che -per motivi che mi sfuggono- di questi emergano solo quelli privi di qualsiasi scrupolo (e probabilmente anche di qualsiasi sentimento umano)…
magari, se avessimo scuole che formano, col tempo queste persone ben scolarizzate formerebbero famiglie che crescono individui che si trasformano in ottimi insegnanti e fantastici genitori e l’accoppiata virtuosa scuola / famiglia creerebbe cittadini nel senso più pieno del termine e governanti attenti ai bisogni delle società a loro affidate … e tutti vissero felici e contenti …
dormito male stanotte…
secondo me la scuola in Italia rovina il campo del lavoro con questa “moda” del “tutti laureati”: sono sempre meno le facoltà a numero chiuso, quindi qualunque imbecille può entrare, e poi grazie a scuole come la Cepu o inghippi strani (tipo fare l’esame per avvocati a Catania…) in tanti arrivano alla fine!
questi “tanti” ovviamente hanno i soldi (con quello che costa la Cepu…) e i calci in culo per trovare lavoro.
Quelli bravi ma squattrinati finiscono da McDonald’s a fare panini o in Cepu a fare la fame insegnando ai figli dei ricchi.
prima ha suddiviso gli insegnanti in buoni e cattivi, naturalmente buoni quelli del nord e cattivi quelli del sud, ora suddivide le materie in importanti e meno importanti o addirittura trascurabili. Qual è il criterio?
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Quello necessario a suddividere l’Italia in due classi: un’elite dall’istruzione privata e costosa, perpetuante quella che esiste già ed è andata definendosi sempre meglio negli ultimi dieci anni a causa della diversa (e più iniqua) distribuzione della ricchezza (nessuno ne parla più… possibile? Eppurei l fenomeno si è ancora accresciuto: diminuiscono i consumi alimentari ma crescono quelli di lusso… secondo voi che vorrà mai dire?
DD), e una vasta classe “operaia” semianalfabeta (funzionale e di ritorno), poco interessata ai temi della cittadinanza, poco informata, molto ignorante.
LO STANNO FACENDO.
E io ho una paura fottuta *__*
Tra l’altro, una riflessione: pensate a come sia possibile valutare un insegnante.
Quale criterio con pretese di oggettività sarà possibile adottare? In un processo elaborato e dialogico come l’insegnamento?
L’aderenza al programma ministeriale, con la verifica degli step raggiunti dalle classi di responsabilità dell’insegnante?
Qui si sta rischiando che i “bravi” insegnanti vengano scelti fra coloro che seguono in modo più pedissequo le indicazioni ministeriali. Non sarà la fine dell’insegnamento come socializzazione, ma di certo un brutto colpo. La strada mi sembra quella di trasformare la scuola in un dispenser di saperi tecnici e un riproduttore di consenso…
Oppure guardando alla “produttività”, così di punto in bianco ci troveremo classi di fenomeni con tutti 10…
quoto
i programmi ministeriali ormai sono poco più di un’indicazione
è quasi impossibile trovare degli indicatori oggettivi
In Italia si parla sempre della quantità bassa di diplomati e laureati, poco del loro livello
a parte che Sfornarne di più per farli lavorare nei call center è comunque inutile.
Il test pisa è comunque oggettivo.
A me risulta che nelle scuole inglesi, si usano dei test a livello nazionale
Se superassimo in Italia il modo italico di fare gli esami (quest’anno mi sono vergognato, ma ero l’unico e tant’è), i test sarebbero un indicatore perfetto del livello di conoscenza
Se è per questo la materia più importante (se fosse fatta come si deve, ovviamente!) è “Educazione fisica”
l’insegnante è facile da valutare…prendi i suoi studenti e vedi se hanno imparato qualcosa (certo il materiale umano che gira sembra difficile da edurre in qualsiasi cosa che non sia velinologia e storiadelcalcioapplicataatutto…) quindi forse si rischia di malgiudicare qualche insegnante in sè bravo; però non mi sembra dubitabile che la misura della bravura di un insegnante sia data proprio da quest’indice, facile da rilevare peraltro.
Il problema è che si giudicheranno su tutt’altro e qualche commissione ministeriale valuterà a tavolino la bravura a leccare il culo dei candidati, le conoscenze nel sindacato e, per le più avvenenti, la capacità di soddisfare il ministro o qualche suo plenipotenziario…con i risultati facili da immaginarsi.
Misurare la professionalità degli insegnanti non sarebbe difficile in sè, il punto sarà capire che garanzie di serietà diano gli esaminatori e le metodologie applicate; se la meritocrazia è quella applicata dove lavoro (azienda privata, gestita con criteri pubblici), campa cavallo…
è quello che vorrebbe fare la gelmini
test invalsi per capire i deficit e per capire se il prof insegni o meno
c’è un metodo per valutare gli insegnanti ed è il metodo che vogliono togliere alle elementari: il lavoro di equipe ovvero la plurivocità nella didattica, che ha fatto diventare le elementari la migliore istituzione scolastica in italia e tra le migliori nel mondo. non c’è alle medie e non c’è alle superiori e soprattutto non c’è negli atenei
ogni insegnante fa da solo senza rendere conto se collabora con altri insegnanti è una sua iniziativa
i prof si incontrano 4-5 volte con cdc e 2 volte per gli scrutini
ergo minore organizzazione della didattica, minor circolazione e condivisione.
alle primarie ci sno 2 ore di programmazione a settimana, se non ti sta bene cosa fanno i colleghi non fai di testa tua ma ti devi adeguare, due ore in cui la didattica e il metodo vengono organizzati per funzionare sugli alunni, con il cnfronto diretto tra insegnanti SUGLI alunni e PER gli alunni
iniziamo a valutare partendo dalla condivisione e dalla adeguamento.
è anche facile: ci sono 15 anni e più di ottimo lavoro fatto dalle primarie
Mia madre è maestra elementare, quindi comprendo e condivido.
sull’eccellenza della scuola elementare continuo a leggere ma non ne so nulla di preciso; quello che hai scritto è molto interessante e mi farò un dovere di approfondirlo.
Solo una domanda però: mi sembra di capire che tu parli di metodi didattici, no? Alla fine la valutazione dell’efficacia delle strategie scelte dal corpo docente da cosa passa? A un profano come me sembra logico pensare che si debba poi andare a valutare come i bambini hanno risposto, o mi sfugge qualcosa? (nel caso, se ne hai voglia, spiegamelo per favore).
mia madre maestra elementare ha salutato la sua ultima quinta
)
un genitore le ha detto: grazie maestra perchè ai miei figli hai trasmesso la voglia di scuola
questo per spiegarti che non basta avere una classe di alunni eccellenti
tanto è vero che nelle superiori troviamo classi con ragazzi molto bravi ma dove classismo, scarso rispetto dell’insegnante, latitanza non dimostrano affatto voglia di imparare (eppure con i test la sfanghi, ma la sfanghi anche nelle ‘qualificazioni’ per medicina grazie ai nostri atenei)
come del resto troviamo insegnanti che farciscono gli alunni di nozioni con il metodo utilizzato nelle università per preparare gli esami: il risultato è scontato, sono bravi ma appena fuori dal seminato non sanno cosa dire nè cosa fare
la verifica non è un metodo per valutare l’eccellenza di una classe
la verifica serve all’insegnante per comprendere il raggiungimento di un obiettivo: faccio la verifica dei verbi trovo che con i tempi ci siamo ma non ci siamo con le persone nè con la differenza tra attivo e passivo. devo fare qualcosa che non è il rispiegare la nozione ma è smontare la nozione fino ad arrivare a far comprendere il concetto di attivo e passivo ma non come nozione di grammatica come modo della lingua (e ce ne vuole perchè nessuno nasce imparato
lo stesso possiamo dire della tanto maledetta matematica: le nozioni di logica si perdono nel passaggio elementari medie. Troviamo bambini che con la pluridisciplinarità del modulo intersecano le materie trovando linfa e scambio di nozioni. passano alle medie e il nozionismo travestito da specializzazione della materia fa perdere quel poco di logica che è ormai diventato pane quotidiano nei licei scientifici. Ora ti puoi immaginare che impoverimento con la maestra/o unica. Finiremo con il tornare a valutare gli studenti per le nozioni che gli ficcano in testa e non per l’intellettualità (che è analisi e critica) raggiunta. Io sono figlia della m.unica. ho visto cosa fanno i bambini di mia madre. in confronto noi facevamo tre volte meno e usavamo meno l’intelletto.
anche per forza: tre teste condividono, programmano, trovano soluzioni. Una testa è limitata. e il discorso si può allargare alle medie e alle superiori: il prof è unico per materia e non è prevista condivisione (lavora su più classi e con il no ruolo è già tanto se finisce un anno scolastico). poi arriviamo alle università dove c’è il barone unico. le elementari rappresentano una anomalia nel sistema scuola. meglio un branco di pecore che fanno tutte in coro beeee piuttosto che alunni curiosi.
dimentico poi l’impossibilità alla valutazione quando la classe è varia:
su 20 alunni (anche 25) 5-6 possono essere quelli classificati (sic!) come difficili.
2 da maestra di sostegno ma i genitori non vogliono
ci può essere il portatore di handicap
la compresenza poteva aiutare. mo non ci sarà più.
dove staranno? fuori con la bidella come capita già con m. non tanto professionali. di certo 1 fa poco
attendo con ansia la maestra unica all’asilo… non oso immaginare
Vi ricordo un bellissimo articolo Merlo su Repubblica di venerdì scorso
Professore, meridionale, eroe.
già è pane per tanti lavoratori ma abbiamo la cgil che è impegnata con i piloti a 100 e passa mila euro l’anno. non c’è tempo per la classe sfigata degli insegnanti.
e via l’ennesima riforma. tra tutte ste riforme mai è andata migliorando la didattica: l’hanno masterizzata con il ssis ma poi… aggiornamento o no il miraculo lo fa l’insegnante con quel poco che ha. In compenso ha sempre tanto lavoro. perchè i ragazzi sono di carne e ossa non numeri. Ma come per la sindrome savant così il ministero conta, conta, conta e… taglia. non si preoccupa dei paradossi proprio come nella sindrome descritta: il savant sa calcolare cifre stellari con la mente ma non sa vestirsi da solo. Il ministero sa contare ma non arriva mai al pratico. ieri una mia amica ha fatto una battuta: ‘tra un po’ la gelmini ne metterà uno per corridoio (insegnante) che farà lezione passeggiando’
e chi non capisce? pace. sono numeri del resto.
nel decreto non si parla del numero di alunni per classe nè dei portatori di handicap. i numeri, quelli che servono, no… non ci sono mai.
così i decreti sono certezze da non contestare. potate le variabili chi può dire cosa succederà?
Lupo stenterai a crederci, sono COMPLETAMENTE d’accordo con te!
Il problema della scuola è che l’insegnamento è poco oggettivabile, ad esempio non so se i nostri professori che c’hanno fatto imparare molto senza libri fossero ben visti, ma sono tra quelli che c’hanno insegnato di più. In più i diretti interessati vanno dai 6 ai 18 anni, per cui non si possono “difendere”.
Io ricordo tante riforme della scuola da quando l’ho cominciata, mai una positiva. Anzi si, quella della commissione interna agli esami di maturità, ma noi potevamo esserne felici perchè avevamo prof più o meno seri e imparziali, ma in altre sezioni hanno regalato voti e sono stati poco professionali.
Sara, non dipende dal fatto che ho minacciato di arrabbiarmi se qualcuno non condivido. A Parte gli scherzi sono anch’io del vostro parere. Qui veramente si vuole distruggere la scuola pubblica come in America dove il privato aleggia, non solo nella scuola ma anche nella sanità. Illary Clinton non è riuscita a prevalere contro le lobby private, nonostante fosse la moglie del presidente degli USA.
Per quanto riguarda la valutazione dei docenti non è facile. Lo dice uno che nella scuola ci ha lavorato a lungo.
Un esempio: se un modulo, un pool di maestri, nel mio campo nuoto più a mio agio, trova una classe già ben organizzata, il suo lavoro diventa più facile e, quindi, anche la valutazione è più semplice. Se invece la classe parte da quattro e alla fine dell’anno arriva appena appena alla sufficienza si è portati a pensare che quel modulo abbia lavorato poco. Non funziona così. Si parte dalla preparazione della classe, per cui può darsi che i docenti della appena appena sufficienza abbiano lavorato di più e meglio. E’ più complicato di quanto sembra.
Il Gobb, chiedi a tua madre!
Poi risponderò un pò a tutti. Sono tornato da Roma per un fatto grave e sono un pò stanco.
Un caro saluto a tutti.
Vorrei, en passant, consigliarvi di leggere un articolo sulla Gemini di Edmondo Berselli sull’Espresso di oggi. Io l’ho letto durante il viaggio di ritorno sul treno: interessante.
Oltre ad essere pane per i lavoratori è anche il “forno” in cui dovrebbero crearsi i ns.futuri lavoratori (in tutti i campi).
A queste condizioni potrebbero fare lezione sulle puntate del Grande Fratello e sarebbe lo stesso!
Meno ore, meno insegnanti e meno materie perchè Lei, La Superdonna Gelmini sa’ quali sono le materie obbligatorie e le opzionabili.
Se avesse voluto risparmiare soldi poteva eliminare del tutto l’ora di religione, ci avremmo risparmiato davvero tutti e comunque c’è sempre un’alternativa: il catechismo.
Invece se elimini la musica, il disegno, l’educazione fisica…come fa’ un bambino ad approcciarsi a qualcosa e a capire se la ama o meno.
E’ la morte dell’istruzione, era già cominciata ed ora le hanno fatto allungare il passo.
“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci).
Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.
Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: (1) ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. (2) Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. (3) Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico! Quest’ultimo è il metodo più pericoloso. È la fase più pericolosa di tutta l’operazione [...]. Questo dunque è il punto, è il punto più pericoloso del metodo. Denaro di tutti i cittadini, di tutti i contribuenti, di tutti i credenti nelle diverse religioni, di tutti gli appartenenti ai diversi partiti, che invece viene destinato ad alimentare le scuole di una sola religione, di una sola setta, di un solo partito”
Dal discorso di Piero Calamandrei al III congresso dell’associazione a difesa della scuola nazionale dell’ 11 febbraio 1950
Secondo me riassume quello che sta succedendo alla scuola pubblica in Italia
Ottimo ed attualissimo contributo.
Fa pensare che la gente in 60 anni non solo non sia progredita, ma addirittura si sia involuta a tal punto da non poter capire la realtà circostante.
PRECISAMENTE.
Mioddio…
proporrei di fare volantini autoprodotti, con le parole di Calamandrei e distribuirli a tappeto.
Ottima proposta, raccolta.
La scuola, pubblica o privata che sia “deve” creare conoscenza. Questa è l’unica ragione d’esistere di un luogo chiamato scuola. Non ce n’è altri di motivi. Non serve a dar da mangiare agli insegnanti i quali in assenza di “scuola” farebbero altro. Non serve a tener fuori dalle palle giovincelli grandi e piccoli per sei o sette ore al giorno per far fare la carriera al papà e alla mamma. E non serve a creare trampolini di “rilancio” per le ministre di dio ripescate per la miglior gloria dell’Unto.
La scuola, pubblica o privata che sia, può solo essere il luogo in cui la curiosità è sovrana, in cui la ricerca è regina, in cui l’intelletto abbia di che nutrirsi.
Molte cose dette sono condivisibili, certo. Ma…
Ma si vuole continuare a ricostruire la parte alta della casa mentre le fondamenta sono marce.
La scuola è la parte alta della casa. Le fondamenta sono quel lugo infernale e malefico che è la famiglia.
Nei pressi di casa mia c’è un collegio aperto. E’ un luogo abitato da cattolici praticanti, possiede spazi per contenere tutti i gradi di istruzione dalla materna al liceo. E’ il luogo in cui si allevano le generazioni di nuovo conio nate nell’area più ricca e preziosa della società cittadina.
Si paga una retta da capogiro per la sola frequenza ed è escluso ogni altro orpello. Ma tanto nessuno dei genitori (genitrici per lo più) che accompagni il proprio pargolo (anche se ha diciott’anni) con il proprio super SUV o con il proprio Hammer (già proprio quello), parcheggiando sui piedi dei morti di fame che girano ogni tanto nei paragi, ha un viso che faccia capire che la scuola è necessaria per quelle cose che fanno bene al cervello e allo spirito.
Quei genitori allevano arpie, sanguisughe, futuri bancarottieri, affaristi in fasce ma già praticanti esperti, adepti di classe notarile, vicari di dio e del suo protetto a futura memoria. I più sfigati saranno armaioli, venditori di case a prezzi da strozzo e mobilieri di lusso a rimpinguar le fila di quelli che vanno in pensione.
Quella scuola, ambìta quanto mai, è ciò che in realtà si prepara per il futuro.
C’è una combriccola di simpatici adolescenti che posteggia ogni mezzo semovente sotto le mie finestre tutti i pomeriggi, tranne i giorni di pioggia e la settimana di ferragosto, autoradio a volume da pista da decollo, pallone tra le auto e contro le pareti delle case, spinelli dall’inconfodibile aroma, pantaloni sottopalle per i “lui” e mostrachiappe per le “lei”.
Eccoli, mi dico. Ho fatto bene a lasciare l’insegnamento. Mi avrebbero ucciso di notte e avrebbero dato le mie carni in pasto ai loro dobermann dal pelo setoso.
Se nelle famiglie di catanta genìa non c’è un briciolo d’intelletto da curare ma solo affari da gestire e petulanti chiacchiere salottiere da nutrire perché mai ci si deve affannare a salvare ciò che è a vista ormai putrescente.
Bravi insegnanti? Buoni lavoratori? Ottimi studenti? Diligenti e intelligenti direttori didattici? Laboratori in buono stato? Aule dignitose? Libri ben fatti? Emozioni in cattedra e intorno ad essa?
Forse.
Lasciatemi il mio assoluto pessimismo.
Almeno non me ne dovrò rammaricare.
Gunnar
Ecco, anche secondo me questo è il vero punto.
La scuola, pubblica o privata che sia “deve” creare conoscenza. Questa è l’unica ragione d’esistere di un luogo chiamato scuola. Non ce n’è altri di motivi. Non serve a dar da mangiare agli insegnanti i quali in assenza di “scuola” farebbero altro. Non serve a tener fuori dalle palle giovincelli grandi e piccoli per sei o sette ore al giorno per far fare la carriera al papà e alla mamma. E non serve a creare trampolini di “rilancio” per le ministre di dio ripescate per la miglior gloria dell’Unto.
La scuola, pubblica o privata che sia può solo essere il luogo in cui la curiosità è sovrana, in cui la ricerca è regina, in cui l’intelletto si nutre.
Molte cose dette sono condivisibili.
Ma si vuole continuare a costruire la parte alta della casa mentre le fondamenta sono marce.
La scuola è la parte alta della casa. Le fondamenta sono quel lugo infernale e malefico che è la famiglia.
Nei pressi di casa mia c’è un collegio aperto. E’ un luogo abitato da cattolici praticanti, possiede spazi per contenere tutti i gradi di istruzione dalla materna al liceo. E’ il luogo in cui si allevano le generazioni di nuovo conio nate nell’area più ricca e preziosa della società cittadina.
Si paga una retta da capogiro per la sola frequenza ed è escluso ogni altro orpello. Ma tanto nessuno dei genitori (genitrici per lo più) che accompagni il proprio pargolo (anche se ha diciott’anni) con il proprio super SUV o con il proprio Hammer (già proprio quello), parcheggiando sui piedi dei morti di fame che girano ogni tanto nei paragi, ha un viso che faccia capire che la scuola è necessaria per quelle cose che fanno bene al cervello e allo spirito.
Quei genitori allevano arpie, sanguisughe, futuri bancarottieri, affaristi in fasce ma già praticanti esperti, adepti di classe notarile, vicari di dio e del suo protetto a futura memoria. I più sfigati saranno armaioli, venditori di case a prezzi da strozzo e mobilieri di lusso a rimpinguar le fila di quelli che vanno in pensione.
Quella scuola, ambìta quanto mai, è ciò che in realtà si prepara per il futuro.
C’è una combriccola di simpatici adolescenti che posteggia ogni mezzo semovente sotto le mie finestre tutti i pomeriggi, tranne i giorni di pioggia e la settimana di ferragosto, autoradio a volume da pista da decollo, pallone tra le auto e contro le pareti delle case, spinelli dall’inconfodibile aroma, pantaloni sottopalle per i “lui” e mostrachiappe per le “lei”.
Eccoli, mi dico. Ho fatto bene a lasciare l’insegnamento. Mi avrebbero ucciso di notte e avrebbero dato le mie carni in pasto ai loro dobermann dal pelo setoso.
Se nelle famiglie di catanta genìa non c’è un briciolo d’intelletto da curare ma solo affari da gestire e petulanti chiacchiere salottiere da nutrire perché mai ci si deve affannare a salvare ciò che è a vista ormai putrescente.
Bravi insegnanti? Buoni lavoratori? Ottimi studenti? Diligenti e intelligenti direttori didattici? Laboratori in buono stato? Aule dignitose? Libri ben fatti? Emozioni in cattedra e intorno ad essa?
Forse.
Lasciatemi il mio assoluto pessimismo.
Almeno non me ne dovrò rammaricare.
Gunnar
Caro Gunnar, è vero che queste scuole sembrano meglio organizzate e forse sfornano giovani preparati, ma nessuno sa che il più delle volte sono frequentate da coloro che se lo possono permettere, ma che moltissimi provengono dalle scuole pubbliche in cui sono stati “bocciati”.
E poi non credo che le migliori menti provengano da queste scuole. I più grandi scienziato sono usciti ed escono, almeno in Italia, dalle scuole pubbliche.
Vi siete accorti, amici, che la vicenda Alitalia ha oscurato completamente il problema scuola? Che sia una manovra? Che anche ai mass media faccia piacere così? Sono preoccupato!
Assoluto pessimismo condiviso.
La scuola deve creare conoscenza.
Se ne parlava pochi giorni fa. Gli analfabeti funzionali di ritorno. La “cultura generale” (ne esiste forse un’altra?) che cala sempre più. Anni di scuola che lasciano tracce via via più deboli nelle memorie degli studenti.
Disaffezione e assoluta ignoranza per le materie scientifiche con fuga e crollo delle iscrizioni. Ovvio: circondati dall’irrazionale fin da piccoli e con insegnanti sempre più disillusi!!!
Mio suocero recitava Dante a memoria, io ricordo ancora delle poesie e faccio “La settimana enigmistica” senza fatica!!! Le mie figlie? Meglio non indagare nonostante siano più che brave.
Un mio amico 40enne ha recentemente passato i test di ammissione ad Architettura arrivando terzo e primo rispettivamente!!! E non ha studiato apposta presentandosi contando solo sulla sua cultura generale, memoria ed intelligenza. E si meravigliava del risultato ottenuto rispetto agli sbarbatelli freschi di diploma e studi!!! Ma quale meraviglia!
Conato…
Ah beh! Ma allora…
Abbattiamo le scuole perchè tanto non conta DOVE fai scuola ma COME; anche se stai in mezzo ad un campo.
E mandiamo a casa tutti i docenti perchè tanto la differenza la fanno la voglia, la capacità e l’intelligenza dei ragazzi.
E bruciamo anche i libri che il nozionismo non serve a niente e solo l’esperienza è maestra di vita.
Su RaiUno Vespa & Gelmini contro gli insegnanti provano a mistificare i fatti ed a fare bassa demagogia sullo spreco ma le controparti li zittiscono con i dati.
Pietosa la presenza di bambini in grembiule tra il pubblico (come li terranno svegli?), sempre più bassa propaganda da regime sudamericano.
Vespa consiglia ad una maestra che dice che non serve far alzare in piedi gli alunni per avere rispetto di fare diversamente perchè il rispetto dell’autorità è importante: «vedrà che si troverà bene signora».
Ogni tanto dovrebbe provare ad alzarsi in piedi anche lui.
D’altronde Vespa è quello che “cuce le puntate” addosso agli esponenti di destra…
Si aggiungono:
il prete simpaticone sempre presente in qualsiasi salotto televisivo, l’equilibrato e mai offensivo Feltri ed il presidente dell’autoreferenziale MOIGE (quattro gatti legati a doppio filo alla destra che si arrogano il diritto di rappresentare i genitori).
E` arrivato il momento di spegnere la TV, ne va della mia digestione.
Iniquo i regimi sudamwricani potrebbero offendersi, arrivati a questo punto!
Spegni la tv dello strisciante, mi fa venire il vomito solo a vederlo.
Io l’ho fatto da tempo, gli unici pezzi che vedo sono quelli incollati dai mitici di Blob…
Caro Iniquo, e se Vespa leggesse MC secondo te cambierebbe atteggiamento e assumerebbe un portamento a schiena ritta?
Non credo nei miracoli.
Ma la Gelmini non aveva protestato dicendo che facendo intervenire i bambini durante una protesta dei docenti in una scuola romana era una strumentalizzazione? Se fosse coerente avrebbe dovuto dire a Vespa di allontanare i bambini dallo studio.
E’ sempre la stessa cosa: quello che fa bene a lei o a loro è bene che si faccia. Il contrario diventa strumentalizzazione. Eppure la maggioranza degli italiani non vede, non sente, non parla. Fa come le scimmie!
“Ma la Gelmini non aveva protestato dicendo che facendo intervenire i bambini durante una protesta dei docenti in una scuola romana era una strumentalizzazione? Se fosse coerente avrebbe dovuto dire a Vespa di allontanare i bambini dallo studio.”
BRAVO LUPO!!!!!! BRAVO BRAVO BRAVO!!!
B U F F O N I. Abbiamo giullari al posto di ministri.
B. il suo superiore docet.
Comunisti e strumentalizzatori…il peggio del peggio!
Non so quale materie -questo governo- ha deciso di falciare via dalle scuole superiori.
So che per le scuole medie è stato deciso l’assassinio di EDUCAZIONE TECNICA. I professori di ruolo, confluiranno nella graduatoria di quelli in ….. MATEMATICA!
Che devo dire? Avrebbe mai potuto una “riforma” dell’istruzione disgustare perfino un geometra?
ho tentato di seguire qualche minuto della trasmissione dell’insetto (door to door)…..non ce l’ho fatta! Ma non credo di essermi persa qualcosa, mi sono risparmiata pruriti gastrici.
a me la gastrite me la fa venire solo pensando che i miei soldi del canone finiscono pure a lui! Meglio non pensarci va’….tanto il suo posto sarà sempre lì. Basta fare click e farlo diventare uno scherma vuoto, quello che è.
Il concorso a cattedre (quando si faceva) per la cattedra di MATEMATICA E SCIENZE per la scuola media era il più difficile in assoluto di tutti, superiori comprese! Vi figurate un ex DIPLOMATO o DIPLOMATA al Professionale negli anni 70 che ha insegnato Educazione Tecnica passare a matematica e scienze?
Ma anche fosse un Architetto!!
Meno male che non ho visto neanche facendo zapping l’osceno di PaP.
E se tagliassero Educazione Fisica i docenti in ruolo dove li fanno confluire? Direttamente alla cattedra di fisiologia di medicina? Tranquilli, educazione fisica non la toglieranno, potrebbero sempre nascere delle Vezzali che si farebbero (s)toccare volentieri dal cavaliere!!!
“vi figurate……”
è troppo! Non saranno mai all’altezza.
No. Non ce la faccio.
L’ho già scritto in un altro commento.
la commissione cultura della camera ha già licenziato il decreto legge sulla scuola. La Gelmini all’opposizione che chiedeva più tempo per discutere ha replicato: “Non si può discutere se voi occupate le piazze”. A significare, come per l’Alitalia, che o si fa come diciamo noi o si fa come diciamo noi.
Tutti sapete che il governo ha predisposto un altro decreto legge per altri 500 soldati per affrontare la sicurezza in Campania. Il disegno, a mio avviso, è chiaro, non è un sospetto. Un pò di soltati al sud, un pò di soldati al nord, un pò di soldati di qua, un pò di soldati di là e viene dichiarata l’emergenza italiana per la sicurezza. E’ facile poi militarizzare tutta l’Iatlia e proclamare la dittatuta dolce.
Vedremo la maggioranza degli italiani ballare e cantare felici di essere stati accontentati.
Non c’è altro dietro l’angolo!
vedo nel futuro quello che vedi tu. Ci chiamano “allarmisti”.
Oggi ho provato a parlare con mia sorella sul problema “riforma” gelmini, sua figlia frequenta la 4a elem. Sono rimasta basita. Delusa ed offesa.

Le ho detto:
- se non vi piace la riforma, sul maestro unico, perchè non protestate? Organizzate comitati, unitevi con le maestre, fate qualcosa
mi ha risposto:
- ma, anche fosse che tornano alla maestra unica, sarà nel 2009, Aurora non ci rientra. I problemi della scuola sono altri, tutto questo casino sul maestro unico è solo pubblicità.
(se ci fossero ancora dubbi: mia sorella ha votato PDL)
sai cosa ha la gelmini? una difesa mediatica ad oltranza. mi stupisce molto questo fatto. pare sia la crocerossina dell’istruzione con la flebo giusta per salvare la baracca. ho sentito giornalisti prendere le parti del maestro unico in can-can bipartisan. non ci dobbiamo dimenticare che la gelmini ha preso quello che altri hanno detto: cita sempre il libro bianco di prodi e la riforma fioroni. Ergo mi viene da pensare che l’attacco alla scuola sia bipartisan.
il discorso che fa tua sorella è il classico discorso dell’italiano medio (ammè che me frega?)
io ad esempio non ho figlio ma mi tira il culo un bel po’ pensare che mio figlio possa avere il maestro/a unico/a. Io son stata fortunata con la m. unic. ma… per dire mia cugina ha fatto 5 anni di elementari terrore con righelloni rotti sulle mani e sberle che ti spiaccicavano la fronte sul banco. saremo allarmisti e si dirà che oggi come oggi cose di questo tipo non possono succedere ma… se non sono botte tocca avere culo cmq: se ti capita la maestra buchi… e sapendo da quali università escono i nostri laureati… brrrr
i tre maestri avevano la possibilità di far crescere anche l’ultimo arrivato. oggi l’ultimo arrivato sarà gettato in classe. con alle spalle un piccolo tirocinio. ma forse la mariastella avrà pensanto a forme di volontariato travestite da stage (tanto l’insegnamento è una missione). del resto prima di arrivare in classe dovrà scalare graduatorie pari all’everest. a quel punto la mariastella ha promesso di trovare nuove professioni per gli insegnanti (guide turistiche). la sciura brambilla si rimbocchi le maniche.
“il discorso che fa tua sorella è il classico discorso dell’italiano medio (ammè che me frega?)”
Esatto. Me ne vergogno ma è così. Voglio bene a mia sorella, ma la trovo imbarazzante!! Possibile che quando si presenta un problema, non lo si affronti mai, a meno che non ci tocchino il portafogli!
“Che ci stiamo a preoccupare di queste scemenze, tanto c’è di peggio”
Avrei voluto vedere se avessero raddoppiato la quota mensile per la mensa o chiesto soldi per qualche attività. Allora SI! Le mamme come mia sorella sarebbero scese in Campidoglio, avrebbero rovesciato Marco Aurelio con tutto il cavallo.
Che tristezza.
anche sull’educazione fisica bisognerebbe aprire una parentesi
in altri stati l’educazione motoria è sotto il ministero della pubblica istruzione o dello sport o della sanità
ma negli altri stati a scuola si fa sport (soprattutto per motivi sociali)
in italia no
grande paradosso anche qui: non è presente l’insegnante di ed fisica alle elementari (cosa stranissima) è presente fino alla 5 superiore nelle secondarie di primo e secondo grado
anche qui lo stato è ambiguo: dovrebbe favorire la pratica sportiva perchè fa bene (perchè lo sport non è solo campioni o solo, come è costume in italia, calcio) per tutta la durata della scuola dell’obbligo. Non tutte le famiglie infatti si possono permettere un’attività sportiva e non tutti i comuni hanno le strutture (spesso e volentieri c’è solo la palestra della scuola in tutto il comune… se c’è). Invece lo stato fa fare sport all’associazionismo e risparmia. Ma tanto. un po’ come sbatte i tossicodipendenti nelle comunità a gestione di enti cattolici, cooperative ecc. Zero competenza nella cura però… un grande risparmio. E ti dicono anche che funzionano perchè dentro la comunità sei pulito. fuori vai al centro di dipendenza per il metadone che ha in cura migliaia di tossici mentre la comunità nè cura 10-15. I centri di dipendenza vengono tagliati.
la stessa cosa succede nello sport: è preferibile far entrare società sportive (il calcio la fa da padrone) con gente che non sa cosa significa l’educazione motoria ma che poi ti riempie la locale scuola calcio (e sappiate che le scuole calcio sono una delle cause principali dell’abbandono dell’attività sportiva in età giovanile, dato che su 200 se scelgono 11 e il resto a casa senza avere una logica di aggregazione) piuttosto che far lavorare personale qualificato. Salvo poi avere una sfilza di pubblicazioni sulla traumatologia nello sport giovanile (la preparazione atletica non è che ti cade dal cielo). La gelmini vuole l’insegnante alle elementari non so con quali soldi però lo vuole. ad oggi l’unico progetto di educazione motoria lo organizza il coni in collaborazione con i comuni. con molta probabilità o rafforzeranno questo progetto oppure faranno passare questo progetto come ed. fisica nelle scuole elementari (lacune finanziarie comprese). Terranno però l’insegnante di ed fisica alle medie. E alle superiori dove è COMPLETAMENTE INUTILE! sappiamo che si fa lezione nel biennio ma nel triennio liceale sono a sedere o giustificati o malati o non si presentano alle lezioni o l’ora di ed fisica è usata per il recupero di interrogazioni. Ad oggi poi non dimentichiamo che ed fisica musica non sono state comprese nel concorsone. hanno aperto anche lì una ssis
Alle medie sono presenti due materie che vengono unificate al liceo scientifico: ed tecnica ed ed. artistica. In altri stati dopo la sesta è presente un triennio che oltre a farti finire il ciclo dell’obbligo orienta verso l’ultimo biennio di specializzazione: artistico, tecnico, scientifico ecc. anche qui l’istituzione non ha mai avuto le idee chiare in merito tanto è che la scuola media non è mai stata orientativa: a discrezione degli insegnanti partiva il consiglione sulla futura scuola superiore.
capitolo portatori di handicap: l’handicap in classe è una anomalia italiana non presente in tutta europa. esistono apposite classi con bambini con handicap che non sono sotto il ministero istruzione ma sotto la sanità. ora ritengo (anche per esperienza diretta) che l’handicap serva tantissimo ai normodotati e che nella scuola elementare possa essere importante anche per il bambino disabile. alle medie però non mi piace sapere che l’insegnante di sostegno scende dalle 24 ore delle elementari alle 18 e può decidere l’orario che vuole (anche entrare tutti i giorni alla seconda ora) spalmando le ore su più casi: 2 ore con un bambino 2 ore con un’altro e via dicendo. E c’è sempre bisogno di un’assistente di solito messa dal comune che diventa la figura di riferimento (dovrebbe essere la prof di sostegno del ministero dato che è pagata per quello). A queste figure si aggiunge una assistente aggiuntiva presa dalle cooperative (sigh!) con non si sa quale qualifica (l’anno scorso mia madre aveva come assistente una tipa che aveva avuto a scuola come alunna, dislessica che scriveva ‘havevano’ e arrivava con 3 quarti d’ora di ritardo, pagata 7 euro l’ora che si diceva laureata in scienze della formazione). Il risultato? bambini anche con disabilità gravi che passano in classe un po’ di tempo (soli senza fare nulla) e due ore con uno e con l’altro e nulla fanno. Capita che stiano fuori con la bidella perchè in classe si agitano e piangono. non è modo. i presidi dovrebbero imporsi sull’orario ma non lo fanno (ogni prof sta a sè). l’ultimo caso che ho visto mi ha fatto rabbrividire. il preside che va dal padre del disabile e dice ‘lei si dovrà preoccupare del futuro di suo figlio’. la risposta del padre: ‘se non fosse scuola dell’obbligo mi sarei preoccupato in maniera diversa così da dare a mio figlio la possibilità di sopravvivere quando noi lo saremo’. preside e vice zitti muti con figura di cacca incorporata. Forse in questo caso la sanità DOVREBBE fare qualcosa (e non la mettiamo sul moralismo delle pari opportunità perchè un bambino disabile sbattuto fuori dalla classe perchè disturba e piange e solo un bambino che non ha assistenza e la dovrebbe avere perchè la disabilità non è eroismo ma debolezza da tutelare). sappiamo cosa fa lo stato con i disabili. non aspettiamoci niente dall’istruzione.
sai, non sono sicura sull’assenza dell’ed.fisica alle elementari. Ho 2 nipoti ed entrambi hanno fatto 2 h di ginnastica settimanale, sia motoria individuale che giochi di squadra, ma forse era una scelta della lora scuola.
se ha avuto il docento di ed fisica o era con il progetto giocosport del coni, o era con il comune che aveva preso a progetto un consulente di ed motoria, o era la scuola che aveva preso un docente di ed fisica (uno per tutta la scuola!!!) o ha avuto una maestra che gli faceva fare ed fisica. ci sono maestre che non la sanno fare, che si presentano in palestra con i tacchi, perchè non la ritengono importante (centra nulla con la riforma centra con la scarsa professionalità di certe persone che non sono tutte le persone). addirittura in alcuni casi scatta la punizione: avete fatto casino non vi porto in palestra (un po’ come non vi faccio fare l’intervallo)
rientra nella scarso valore culturale in cui è stata affossata l’ed fisica (di questo bisogna ringraziare gli alti scranni delle facoltà di scienze motorie).
L’educazione fisica è prevista anche nella scuola elementare, ma non il docente di ed. fis. Non c’è un orario preciso: un’ora e qualche volta due raramente a discrezione del modulo. Viene assegnata di solito al più giovane o a chi ne ha più voglia quando c’è la palestra. Questo è un errore del passato remoto da me sempre sottolineato. Prima ci pensava il maestro unico, faceva uscire i bambini fuori dall’aula e li faceva correre un pò nel cortile della scuola se c’era, altrimenti un pò tra i bamchi se il solito docente conosceva qualche esercizio fatto a scuola a sua volta.
Si è sempre detto che che nella scuola elementare i bambibi da 6 a 11 anni non hanno bisogno di ed. fis.: si muovono da soli!
Ora qualche scuola affida gli alunni a qualche docente di ed. fis. esterno pagandolo con il fondo d’istituto. Bazzecole!
Sapete poi come va a finire. O i bambini frequentano qualche palestra con i soldi di mamma e papà o restano davanti alla TV o il PC o bighellonano nella strada sotto casa.
Con il maestro unico il fenomeno diventa ancora più grave.
Non c’è da meravigliarsi. Se il disegno è quello di sostituire gradualmente la scuola pubblica con quella privata non c’è problema. Nelle scuole private, quelle che conosco io, l’ed. fis. è solo sulla carta, mancando palestre e con i docenti non retribuiti. Se ci sono i soldi subentrano gli istituti che accolgono bambini e studenti danarosi, l’elite d’Italia. Forse ci sarà anche il bonus, cui credo poco con questi chiari di luna…
L’affossamento della scuola pubblica è cominciato. Sono solo meravigliato che nessuno fa presente questi problemi ai nostri governanti. Si dice che sono problemi piccolissimi che non rientrano in un progetto educativo e didattico ben motivato e a lunga scadenza. Cosa volete che sia l’educazione fidica? E’ una disciplinetta di cui si può fare a meno… Però, quando si vincono le medaglie alle Olimpiadi o ai campionati mondiali di atletica gòi italiani esultano. Che nazione e che patriottismo!
Questi signori, compresa la Gelmini, capiscono tutto loro e se ti permetti di contraddirli è propaganda o strumentalizzazione.
In altra parte ho scritto: “Non c’è partita!” Con gli italiani che in un sondaggio di SKY hanno subito manifestato il loro consenso con l’81% all’impiego dei soldati contro la criminalità organizzata cosa ci si può aspettare?
concordo in pieno
Vogliamo parlare di tutti quegli studenti (la mia seconda figlia compresa) che per 5 anni hanno fatto le due ore di ginnastica in classe per mancanza della palestra? Ed a cui fanno comprare…il libro di educazione fisica!!! Il libro!!!!!!!!!!! :-/
Esilarante Vauro l’altra sera ad Annozero: tolgono le mignotte dalle strade per far posto agli insegnanti ed il personale Alitalia in esubero…
altro punto che non ho compreso della mariastella gelma è l’edilizia scolastica
se ne deve occupare il ministero dell’istruzione?
non dovrebbero essere comuni prov. regioni? sarebbe ora? dato che lo devono fare e non l’hanno mai fatto?
Voglio condividere con voi questo interessante punto di vista di Piero Calamandrei… ai posteri l’ardua sentenza…
“Facciamo l’ipotesi che ci sia al potere un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione. Non vuole fare la marcia su Roma ma vuol istituire una larvata dittatura… Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. Allora il partito dominante comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. E comincia a favorire le scuole private.
(Piero Calamandrei. Discorso al III congresso dell’associazione a difesa della scuola nazionale a Roma l’11 febbraio 1950. (da La Striscia Rossa su l’Unità da Internazionale)”
Mi sembra che stia avvenendo proprio questo.
Come si spiega il fatto, per es. che la scuola elementare è la quarta o quinta nel mondo in quanto a qualità, mentre la Gelmini vuole modificarla sostanzialmente?
La Gelmini è stata a Scampia a visitare un istituto che funziona benissimo in una realtà difficilissima. L’ha detto lei stessa. Perchè vuole tagliare ore e insegnanti? E’ illogico! Ma è funzionale al disegno che questo governo si prefigge.
Mi domando: “Come mai la gente non coglie queste palesi contraddizioni?”
OT: posso chiederti perchè babalù?
Nessun mistero le ragioni sono due e conseguenti: mi piace in generale la storia del mondo e un giorno, in cui non mi sentivo bene, facendo zapping su internet (uno sport simpatico se hai qualche ora da perdere) ho scoperto che il santo protettore degli infermi è anche associato al 17 dicembre (giorno in cui, 30 anni fa, quasi, ho visto la luce…no non nel senso di illuminazione bensì di nascita
)
“Babalu Aye è il Dio dell’infermità, della malattia della pelle. E’ il padre del mondo, un Santo miracoloso. La sua festa è il 17 dicembre. Il suo colore è il viola (io sono di Firenze…), il giorno è il venerdì per altri può essere il mercoledì. Usa le stampelle e ha due cani. Si sincretizza con San Lazzaro.”
…tutto qui…e dici poco? ehehe
Allora ci ho beccato.
E’ anche il mio protettore (anche se in realtà non sono sua figlia…ma questa è un’altra storia).
La santeria è il primo culto a Cuba (il mio compagno è cubano).
Là ci credono davvero tutti (anche quando dicono che non è vero), è incredibile come si sia mischiata al cristianesimo.
Io non sono particolarmente religiosa, anzi, ma questa è ben diversa da una qualsiasi religione (in verità non lo è proprio), non si adora nessuno, i santi sono “deboli” come le persone e hanno gli stessi gusti delle persone.
Però ti correggo non è il padre del mondo, che è Olòfin che corrisponde a Dio.
I cani sono i suoi compagni di vita che premurosamente gli leccano le ferite e le piaghe.
Ho letto un sacco di libri al riguardo (in spagnolo perchè in italiano non li ho trovati) e sono capitate alcune cose che mi hanno fatto avvicinare a Babalù Ayè e a tutta la storia della santeria.
vorrei vedere se ci fossero dei test quelli che fa la gelmini per i bambini diquinta