La Scuola è Morta
3 marzo, 2009 - 9:00 di lupoalburnino
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Dopo “le esplosizioni estive” con lo sciopero, le manifestazioni in piazza, l’onda studentesca, oggi la scuola è morta, non ancora sotterrata, ma ci manca poco. Non ne parla più nessuno, e tornano a proposito, anzi a fagiolo, i versi di Ugo Foscolo dei “Sepolcri”: “Sol chi non ha eredità d’affetti, poca gioia ha dell’urna”. Si vede che l’eredità d’affetti lasciata dalla scuola è così grande che è potuta morire quasi in allegria. Rimane qualche sussulto, ma è poca cosa. Infatti, di essa è rimasto solo un aspetto, su cui la ministra, gli opinionisti, i pedagogisti, i sociologi, i filosofi, i genitori, i dirigenti scolastici, gli stessi docenti, ecc. discutono: il voto in condotta!

Giacché fa media, ha detto la ministra, come assegnarlo? E giù convegni, tavole rotonde, collegi dei docenti, consigli di circolo e d’istituto, incontro con i genitori in cui si analizzano i pro e i contro. Fa media e bisogna approfondire ogni aspetto, perdinci! Oggi il voto in condotta è la massima preoccupazione di tutti. Fa media!
Si, fa media il voto in condotta, ha detto la ministra, e tutti ad escogitare i criteri per impartirlo nella misura più appropriata. Guai a non assegnarlo: è diventato il toccasana per una valutazione complessiva delle capacità intellettive degli alunni e degli studenti e per le conoscenze acquisite da essi. Il metodo, l’organizzazione, la didattica sono mezzi e strumenti arcaici per valutare seriamente i discenti.
Giustamente chi ha comportamenti non conformi alla scuola non può considerarsi un buon cittadino italiano e il voto in condotta gli dà l’imprimatur: devi emigrare o entri in un manicomio. No, il manicomio no. Non si chiama più così. Adesso è detto “Centro di salute mentale”. Insomma, è il posto in cui si diventa pazzi se già non lo si è. Quindi, il voto in condotta è diventato la strada maestra per “registrare” l’andamento di un sistema scolastico ormai defunto.
Durante le vacanze natalizie ho incontrato alcune colleghe di scuola elementare che insegnano al nord. Mi hanno detto: “Ma perché siete così preoccupati al sud per la riforma della scuola primaria. Non ne vediamo la ragione. Noi al nord non lo siamo per niente”.
“E vi credo”, risposi. “Al nord il tempo pieno è rimasto com’era. Al sud i moduli sono pressoché scomparsi e gli esuberi si fanno sentire”.

Il brutto in tutta questa “sporca faccenda” è che nessuno si è accorto che la riforma della scuola ha colpito ancora una volta il sud. Ora che i nodi sono venuti al pettine perché con i genitori le riunioni non danno i risultati sperati, non sapendo neppure essi cosa fare, forse si sta capendo quanto dura sia stata e sia la batosta per la scuola del sud. Non c’è da sperare neppure nell’onda che sembra essersi calmata. Nei sindacati più che mai. Mentre i politici di destra, di sinistra e di centro non si ricordano neppure se nel sud esiste una scuola.
Una strada c’è: pregare per la buon’anima della scuola che più morta di così non potrebbe essere!
La Scuola è Morta è di

Voto in condotta.
Mi pare di capire che non si doveva fare: perché?
Nord e Sud.
Se ho capito bene, la riforma il Nord lo fa ridere e il Sud lo fa piangere: la solita riforma razzista?
Proprio così, caro f.m.a. Non so dove vivi, ma il sud come in tante altre cose, viene colpito anche nella scuola. L’ho scritto nel post. Al nord esiste il tempo pieno e nessuno può modificarlo, quindi nessuna preoccupazione di posti e esuberi. Nel sud il tempo pieno è raro e giù tagli a non finire e preoccupazioni per docenti e genitori. Quando ho parlato di voto in condotta ti devo confessare che non ho alcun pregiudizio contro di esso. Solo che si è priligegiato quell’aspetto. trascurando tutto il resto, la didattica in primis e i posti di lavoro poi.
Tu credo sia un attento lettore. Le ultime notizie fornite dal Ministero della P.I.: i genitori della scuola primaria, elementare, hanno scelto per i loro figli solo il 3% il maestro unico e non solo al sud. La ministra cosa farà? Li ascolterà? Ha detto che nonostante le 27, 30 o 40 ore rimarrà il maestro unico. Come dovrà dividersi questo povero maestro, se deve fare solo 24 ore di sevizio, che poi non è scritto da nessuna parte che siano d’insegnamento?
Proprio così, caro f.m.a. Non so dove vivi, ma il sud come in tante altre cose, viene colpito anche nella scuola. L’ho scritto nel post. Al nord esiste il tempo pieno e nessuno può modificarlo, quindi nessuna preoccupazione di posti e esuberi. Nel sud il tempo pieno è raro e giù tagli a non finire e preoccupazioni per docenti e genitori. Quando ho parlato di voto in condotta ti devo confessare che non ho alcun pregiudizio contro di esso. Solo che si è priligegiato quell’aspetto. trascurando tutto il resto, la didattica in primis e i posti di lavoro poi.
Tu credo sia un attento lettore. Le ultime notizie fornite dal Ministero della P.I.: i genitori della scuola primaria, elementare, hanno scelto per i loro figli solo il 3% il maestro unico e non solo al sud. La ministra cosa farà? Li ascolterà? Ha detto che nonostante le 27, 30 o 40 ore rimarrà il maestro unico. Come dovrà dividersi questo povero maestro, se deve fare solo 24 ore di sevizio, che poi non è scritto da nessuna parte che siano d’insegnamento?
Il voto in condotta, se ho capito bene, non ti dispiace.
Dunque lo diamo per buono.
Mentre mi pare di capire che al Nord prima della riforma ci fosse il tempo pieno e al Sud no: merito di Maria Teresa?
Ma perchè non riconoscere le difficoltà del sud? Se potessi dirlo: da secoli il sud è stato considerato una riserva prima di grano e di risorse umane come manovalanza, adesso come serbatoio di voti. Per il tempo pieno occorrono strutture e mentalità. Le strutture mancano come tutti sanno. Dove mangiano i bambini? Per terra? Maria Teresa o santa Teresa non ne ha alcuna colpa, s’intende. Ne ha una adesso grandissima: non conosce l’Italia e la sua storia e per un ministro della P.I. è grave.
La Maria Teresa cui alludevo era l’imperatrice d’Austria.
La domanda era ruvida, ma ogni tanto bisogna farsi pure le domande scomode, altrimenti non si va da nessuna parte
Vuoi dirmi che i comuni del sud non hanno le risorse per mettere su una refezione per i bambini?
O non è piuttosto che preferiscono spendere i loro introiti (magri) per creare qualche posto di lavoro fasullo da elargire ai clientes?
Che il sud sia pieno di mafia, camorra, ‘ndrangheta e via dicendo purtroppo è vero. Però, è vero anche un’altra cosa: le risorse se le pappano come sempre le regioni del nord anche quelle destinate al sud. Vedremo con il federalismo fiscale. Davvero le strutture non ci sono. Là dove esistono la mensa è assicurata.
1)“Sol chi non ha eredità d’affetti, poca gioia ha dell’urna”.
2)Giustamente chi ha comportamenti non conformi alla scuola non può considerarsi un buon cittadino
per 1) l’eredità d’affetti che aleggia ancora oggi sulla scuola Italiana(e non solo) è quanto fagocitato dal fatidico ’68 e anni seguenti! Avevo 18anni e considerando la classe dirigente uscita da quel periodo mi augurto sempre di capitare il meno possibile sotto le grinfie di avvocati, medici, giudici, insegnanti ecc. …. insomma professionisti e dirigenti vomitati da quel tipo di rivoluzione!
per 2) Ho amici professori (convinti rifondaroli comunisti) che hanno visto positivamente l’introduzione del voto in condotta!
Ascoltando le loro quotidiane esperienze d’insegnanti raccontano che si trovano mooooolto in difficoltà con le nuove generazioni.
Educazione inesistente, valori a picco ecc.ecc. …… la colpa di questo stato di cose e comunque sempre dei genitori che non sanno cosa significhi l’educazione ed il vivere civile.
Chiudo riconoscendo che fortunatamente non tutti sono così e questo mi rende ottimista per il futuro.
agu
Caro agu, leggi la mia rispota precedente a f.m.a. Il voto in condotta è solo un pretesta per parlare di scuola. Ma non capisco la tua idiosincrasia verso la scuola.
Caro lupoalburnino,
è vero, rimpiango un certo modo di istruire/educare la giovani generazioni, con questo non intendo affermare che ieri era tutto giusto ed oggi il contrario.
Ho letto con piacere quanto scritto da Vincenzo Cucinotta, ma per vedere i frutti di quanto sperato si dovranno sacrificare ancora quante speranze giovanili!
E come fare per educare quei genitori che non hanno nessun senso civico e condividono con i filgi il culto del tutto presto e subito?
Ricordo che per raggiungere il diploma ho frequentato dal 1970 al 1975 le scuole serali, ho studiato 6 anni in quanto la mia specializzazione richiedeva una tale diluizione dell’insegnamento, dalle 18:30 alle 22:30 compresi i sabati pomeriggio.
Dopo il lavoro ….. frequentare e studiare, credimi è stato pesante, e mi sono diplomato già sposato e con la prima figlia in arrivo.
Poi, quando la prima figlia, in terza elementare, è stata costretta a cambiare scuola per il trasferimento della famiglia, si ritrova in una classe a tempo pieno “sperimentale” dove, per farla breve, a raggiunto la licenza elementare conoscendo storicamente solo i Camuni!!!!
Lasciamo perdere poi la preparazione sulle altre materie!
Alle medie ho dovuto studiare con Lei insegnadole come applicarsi!
Ripeto c’è ancora molto di buono nella scuola, ma quanti danni sono stati fatta da tutti ….. indistintamente!
Ho comunque la soddisfazione di vedere due figli, una di 32 l’altro di 30, cresciuti, nonostante tutto le difficoltà e tentazioni del mondo esterno,sani …. come si sul dire riferendoci non solo alla salute corporale.
Scusa il pippone, sono e resto comunque ottimista per il futuro in quanto ci sono ancora molte persone di buona volontà,
By By agu
Ed io dico: ricominciamo dalla scuola!
Se le famiglie, con queste mamme distratte dalle cure parentali per correre a vedere l’ultimo reality, da cui apprendono che debbono comportarsi in modo più villano, non sono in grado di offrire un modello educativo minimamente decente, non rimane che difendere la scuola, farla diventare la casamatta della resistenza al degrado generale della nostra nazione. Se sarà necessario, organizando gli insegnanti e formandoli al culto dell’interesse collettivo.
Voto in condotta che fa media poco importa. Dei dati recentemente comunicati la cosa che deve (veramente è un paio di decenni che dovrebbe!!!) dar da pensare è che la lingua straniera ha superato la matematica come “bestia nera” della maggioranza degli studenti. Purtroppo è ancora una volta “questione di manico”. Sia la prima che la seconda (e le scienze in genere) sono insegnate malissimo!
Altro che morte…è cronica agonia con accanimento terapeutico!
Caro Giacomo, io fatto l’insegnante elementare unico e di modulo e per un bel periodo il sindacalista della cisl sempre nella scuola. Conosco bene la scuola elementare, meno bene gli altri ordini. Per cui quando si parla di scuola bisogna distinguere tra i vari segmenti. Sulla scuola primaria, elementare, i giudizi a livello mondiale sono più che lusinghieri. Quindi, teniamoci stretto questo segmento perchè funziona bene, poi si pensi agli altri. Che cosa è successo con la riforma Gelmini? Si è distrutta la scuola elementare, poi vediamo cosa si potrà fare per gli altri settori. Glielo permetteranno? Ci si è dimenticati dell’onda? In quegli ordini di scuola funziona bene.
Per quanto riguarda l’inglese: la scuola primaria fornisce gli elementi di base, non certamente la conoscenza perfetta della seconda lingua, che dovrebbe essere studiata con più impegno e professionalità negli altri ordini di scuola. La Gelmini ha pensato a questo? Credo proprio di no, perchè, e scusatemi la presunzione, di scuola non capisce nulla.
Con questi presupposti cosa vuoi che sia il voto in condotta? Quisquilie, pinzillacchere, diceva Totò. Purtroppo!
Nulla da eccepire infatti sulla scuola elementare. Le mie due figlie, entrambe a tempo pieno (a cavallo tra il 1993 ed 2000) hanno usufruito di maestre eccezionali e di insegnamenti fenomenali che hanno lasciato un’impronta positiva negli anni a seguire. Ho ammirato moltissimo sia la didattica che il metodo in generale, nonostante il carico di ben 40 ore settimanali che ogni bambino accettava comunque di buon grado!
PS) concedimi però di dire che, ancorché di base, è triste constatare che dopo un triennio di inglese alle elementari nessuna delle due sapeva mettere insieme una minima frasetta del tipo “the book is red”
E la cosa, ahimé, è valsa anche per i nipoti che hanno addirittura fatto ben 5 anni di inglese alle elementari.
Non si tratta di Sud o Nord. Anche se è vero che le differenze si vedono e si sentono e sono penalizzanti per il Sud. Ma la questione, ritengo, sia ben diversa. La questione è che la scuola non appartiene alla “cultura” appartiene all’esercizio del mantenimento delle classi. Intese come segmenti di tipo socioeconomico. Insomma le classi sociali di innominabile memoria marxista. Nessuno ha il coraggio o la voglia di ripetere le balsfeme parole. Ma esse esistono e vivono una nuova giovinezza imperuituramente nell’indifferenza di tutti. Le “classi sociali” sono in corrispondenza conle “classi” di reddito oggi e non di censo. Ma esistono. Eccome se esistono! E un governo iperclassista come quello nostrano che altro può fare se non evidenziare al massimo grado il divario sociale che si determina tra le classi e a volte dentro le classi.
Si è detto e ripetuto infinite volte: lo smantellamento graduale e subdolo della scuola pubblica (a tutto vantaggio delle scuole private) vuol dire sostanzialmente far rientrare la cultura egemone delle classi ricche dalla finestra quando per un decennio si era tentato di sbatterla fuori dalla porta.
E’ una semplice questione di rappresaglia artatamente concepita per ripristinare un sistema che, per un momento storico, sembrava perduto.
l’unica cosa di buono oltre al voto in condotta di sta riforma è la reintroduzione dell’educazione civica…..a mio modo di vedere…..non mi soffermo sul discorso strutture ed altro essendo nel profondo Nord……
Mi sembra che nessuno di voi abbia colto un aspetto della riforma scolastica Gelmini. La riforma riguarda solo la scuola elementare e solo marginalmente, come il voto in condotta, gli altri ordini di scuola. Voglio ripetere che sono stato maestro unico e di modulo. Non mi dilungo sulla bontà dell’organizzazione modulare. A me era stata affidata una delle tre aree, quella antropologica, in cui insegnavo storia, geografia e studi sociali. Mi domando e vi domando. Secodo voi cosa significa studi sociali e cosa insegnavo? Non vi sembra che vi sia una strana strumentalizzazione che stravolge la sostanza delle cose? Gli studi sociali riguardavano l’educazione civica, l’educazione stradale, la costituzione (naturalmente nella scuola elemenatare gli articoli più significativi), anche l’educazione sessuale per certi versi nelle classi apicali. Cosa propone oggi la ministra? Costituzione e… Non è solo una denominazione diversa, ma intende la stessa cosa come scuola primaria al posto di scuola elementare. E’ un tranello e gli italiani ci stanno cadendo.
Caro Gunnar, puoi aver ragione. La politica ha sfaccettature diverse ed anche la cultura. Non desidero addentrarmi in un campo così delicato, ma anche ostico. Pongo il problema sul piano pratico e noto che tra nord e sud ci sono, permanogno e si accentuano discrepanze incredibili. Che poi, sotto sotto, ci sia la guerra di cui parli posso essere d’accordo, ma mi interssa poco. A me interessa il tema della giustizia sociale e la distribuzione equa delle risorse economiche e umane. La lotta tra ricchi e poveri è sempre esistita anche prima di Marx. Potremmo farne a meno e creare una società più giusta? Non solo Marx voleva una società più giusta. Anche Cristo. Sarebbe il caso di metterci mano.
Io, come ho già detto, sono contro l’accanimento terapeutico.