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La Scienza Senza Saggezza Renderà l’Uomo Inutile

6 maggio, 2007 - 9:00 di  
Archiviato in Border Zone, La diversa Opinione




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einstein.gifAvanzata ormai nel Ventunesimo secolo, parte della scienza moderna ha sentito finalmente il dovere di riflettere sulle implicazioni filosofiche e morali derivanti dagli spaventosi sviluppi sull’ibridazione umano-animale ( embrioni costituiti al 99,9 per cento da geni umani e per lo 0,1 per cento da geni animali), l’ultima sfida che la tecnoscienza ha portato alla razza umana. Numerosi esperti del settore si sono dissociati dalla pericolosa asserzione della “neutralità” della scienza, dalla sua pretesa di una totale libertà, dal paradiso degli utilitaristi, da una scienza votata al piacere massimizzato e al dolore sconfitto che controlla la riproduzione e rimuove l’elemento destino dalla vita umana. Aristotele diceva che tutti gli uomini tendono naturalmente verso uno stato di maggiore conoscenza. Siamo cioè nati per sfidare i segreti della natura, e tuttavia siamo stati messi in guardia dalla conoscenza.



La Bibbia si apre con l’avvertimento, dettato da Dio, sul frutto che garantisce la conoscenza del bene e del male, e chi non riconosce i limiti morali alla conoscenza scientifica non ha compreso il primo capitolo della Genesi. Con quali conseguenze? Tutte le domande morali in questa area erano state presagite da Mary Shelley in “Frankenstein”, testo sul delirio di onnipotenza dell’uomo. Il dottor Faust di Marlowe perde l’anima in una corsa forsennata verso la gnosi assoluta. E il Faust di Goethe assaporando ogni esperienza resta indifferente a tutte nel suo onnivorismo.
Chi si arroga il diritto di fabbricare la vita, di interferire col suo disegno, cerca di modificare un processo naturale di milioni e milioni di anni di adattamento. Il patrimonio genetico insegna a sacrificarci per i nostri figli e mai il contrario; a giudicare il corpo umano e l’anima umana come “qualcosa a parte” dal resto della natura, da maneggiare con devozione e rispetto e da non ridurre a oggetto di curiosità ed esperimento. Ci insegna che l’essere umano è unico irripetibile non un clone o un prodotto. Sono pensieri semireligiosi, ma sono i distillati nella nostra storia evolutiva, residui di milioni di anni di sofferenza attraverso cui l’umanità è giunta fino all’attuale posizione di dominio. Metterli in dubbio equivale a mettere in dubbio ciò che siamo. E il rischio eugenetico è questo, la ridefinizione del genere umano e il calcolo costi – benefici scisso definitivamente dalla morale. E’ la perdita della pietas e la convinzione che gli esseri umani sono oggetti da modellare secondo volontà. Lo scopo è rendere l’uomo superfluo. Una lesbica ha dato alla luce il bambino di suo fratello attraverso il vitro, un Istituto di ricerca in Virginia fabbrica embrioni al solo scopo di cannibalizzarne le cellule per gli esperimenti e stando alla scoperta degli scienziati australiani per cui gli ovuli possono essere fecondati senza sperma, c’è la prospettiva di femmine geneticamente create senza padri. Nel passato la scienza e la medicina erano circondate da un senso del decoro, ciò che poteva essere fatto compatibilmente con la dignità. La religione aiutava le persone a comprendere la morte e ad accettarla. Prepararsi alla morte era più importante che migliorare senza fine le possibilità di sopravvivere. Abbiamo perso queste attitudini salutari. Gli scienziati possono brindare alla vittoria finale sulla nostra mortalità. Ma una scienza che si fonda sulla banalità del male è cattiva scienza. Una scienza che esalta l ’assoluta neutralità per negare la ragione è cattiva scienza.

di Liborio Butera

Nota di MC: Non credo sia necessario comprendere il primo capitolo della Genesi per riconoscere dei limiti morali nella scienza. Pensare che esista solo la morale derivata dalle religioni abramiche è riduttivo nei confronti di chi esercita la ricerca scientifica riferendosi a guide di comportamento diverse e non necessariamente religiose. Cercare di attribuire il monopolio della ragione alla religione, magari ad una in particolare, è, a mio parere, un errore processivo. La ragione richiede meccanismi di giustificazione delle affermazioni e processi induttivi di comprensione sovente in completa contraddizione con il concetto tradizionale di religione dove la fede elimina ogni dubbio. Continuare a contrapporre la ricerca scientifica alla morale religiosa è tipico pensiero dicotomico. A mio parere, come ho già scritto in passato, nella ricerca scientifica c’è spesso una componente religiosa anche se poco convenzionale. Fred Hoyle affermava: “Ho sempre trovato strano che, benche’ la maggior parte degli scienziati dica di volerla evitare, in realta’ la religione domina i loro pensieri ancor piu’ di quelli dei preti“.

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Comments

28 Risposte a “La Scienza Senza Saggezza Renderà l’Uomo Inutile”
  1. daniela tuscano scrive:

    Condivido del tutto la precisazione di MC, del resto le posizioni di Liborio Butera mi sono note. Siamo ovviamente tutti d’accordo circa la necessità, per gli scienziati e non solo, di darsi un codice etico. Ma tale codice non può calare dall’alto, e men che meno rifarsi a un dettato religioso: in esso devono riconoscersi tutti, credenti e non credenti. Altrimenti finisce per prevalere una visione confessionale dell’esistenza i cui risultati ci sono universalmente noti e contro cui si è lottato (Butera pare rimpiangere, in qualche passaggio, i “bei tempi andati”; ma io, questa fantomatica età dell’oro, non l’ho mai vista).

    Un altro punto del suo articolo mi disturba parecchio.

    Come esempio delle aberrazioni della scienza priva di morale, egli ha citato una “lesbica” che “ha dato alla luce il figlio di suo fratello”: secondo me, non a caso.

    Non era infatti necessario sottolineare le tendenze sessuali di quella persona. Era sufficiente dire “Una DONNA [sostantivo, non aggettivo] : l’atto sarebbe stato comunque aberrante.

    Mettendo in luce l’omosessualità, l’autore intende invece suscitare nei lettori un surplus d’orrore. Già, sembra suggerire, cosa ci si può aspettare da una “lesbica”, se non un totale disprezzo della morale? Le “lesbiche”, e gli omosessuali in genere, si sa, sono individui del tutto immorali; verrebbe da dire, naturalmente immorali, se non fosse che, per questi signori, gli omosessuali sono pure… contro natura.

    Forse occorrerebbe ricordargli che la bomba atomica è stata inventata da un “eterosessuale”, che Himmler, il pianificatore “scientifico” di Auschwitz, era eterosessuale, che l’”eterosessuale” Stalin ha spedito nei Gulag migliaia di innocenti con precisione industriale, e altrettante migliaia di spagnoli sono stati garrotati dall’eterissimo Franco. Il quale, poi, riceveva devotamente la Santa Comunione.

    L’”eterosessuale” James Watson, premio Nobel per la fisica, nel 1997 propose testualmente l’aborto per tutti i feti portatori del fantomatico – e inesistente – “gene dell’omosessualità”, meritandosi le lodi dell’”eterosessuale” card. Maggiolini, al quale, tutto preso dal suo furore antigay, sfuggì che approvare quelle parole significava ammettere quella verità che proprio lui, e i cristianisti, si ostinano a negare: che, cioè, l’omosessualità esiste in natura.

    Sarebbe interessante conoscere il parere di Liborio Butera in merito all’”eticità” di Watson (su quella di Maggiolini, sorvolo…).

    In realtà, al mondo esistono individui rispettosi della morale, sia eterosessuali, sia omosessuali (lesbiche); e altri che non lo sono, sia eterosessuali, sia omosessuali (lesbiche).

    Poi si trovano i moralisti, per cui la Natura è una sola, ordinata, gelida e marmorea. E a questo feticcio s’inchinano deferenti. Costringendo, però, gli altri a imitarli. No.

  2. Emanuele scrive:

    Non sono, sostanzialmente, d’accordo con quanto detto.
    Premetto che comunque le mie sono opinioni.

    Sono pensieri semireligiosi, ma sono i distillati nella nostra storia evolutiva, residui di milioni di anni di sofferenza attraverso cui l’umanità è giunta fino all’attuale posizione di dominio

    Esatto, sono pensieri semireligiosi quindi legati se vuoi a una morale. E siccome la morale non è una ma ognuno ha la sua (la morale è la voce di altri uomini nell’uomo,diceva un tale) si va inevitabilmente ad abbracciare il valore che ognuno da alla vita. Un embrione per me ad esempio è un mucchietto di cellule indifferenziate. E’ vivo? beh dipende da cosa intendi per vita. Anche uno spermatozoo se guardi è vivo, forse è anche più intelligente di un embrione, ma vedo che ne sprechiamo miliardi ogni giorno anche se il fine è la procreazione.
    Concordo quando dici che l’uomo mette mano a milioni e milioni di anni di evoluzione,ma personalmente non ci vedo nulla di male. Dipende sempre a che valore si da alla vita.
    Non credo affatto che la religione prepari alla morte,o forse non lo fa più come un tempo. Conosco molti non credenti e sono molto meglio preparati alla morte dei cattolici che al contrario non voglio più morire. Ma sono solo osservazioni e ci sono casi diversi da ogni parte, in ogni cultura e in ogni generazione.
    Per chiudere non credo affatto che l’uomo domini la natura, o almeno non ancora. Nel momento in cui lo farà nella sua interezza si sarà sostituita (o coesisterà pari) a dio, qui magari sei d’accordo anche tu.

  3. roberto scrive:

    è cambiata l'aspettativa delle persone nei confronti della scienza.

    "Prepararsi alla morte era più importante che migliorare senza fine le possibilità di sopravvivere. Abbiamo perso queste attitudini salutari."

    chi lo spiega a chi non crede nella vita ultraterrena che è giusto così?

  4. Vortexmind scrive:

    Non mi sorprende che la Bibbia si apra con un monito riguardo il sapere.

    Chi si arroga il diritto di fabbricare la vita, di interferire col suo disegno, cerca di modificare un processo naturale di milioni e milioni di anni di adattamento.

    Questa è la solita diatriba … che cosa è naturale e che cosa non lo è? Noi stessi facciamo parte della natura delle cose, siamo quindi "naturali". Ciò che siamo in grado di fare è quindi altrettanto naturale, in quanto conseguente da noi.

    Il patrimonio genetico insegna a sacrificarci per i nostri figli e mai il contrario; a giudicare il corpo umano e l’anima umana come “qualcosa a parte” dal resto della natura, da maneggiare con devozione e rispetto e da non ridurre a oggetto di curiosità ed esperimento.

    Questa poi mi sembra abbastanza ingenua come affermazione … senza andare a cercare mad doctors che si inventano orribili chimere in laboratorio, ci sono espressioni quotidiane che mostrano quanto l'uomo sia "devoto e rispettoso" rispetto al corpo umano: gente che si ammazza per 50 centesimi al bar o per una spintonata in metrò, stupri di bambini, indifferenza totale per chi è in difficoltà … suppongo che anche questo faccia parte del nostro patrimonio genetico.

    E’ la perdita della pietas e la convinzione che gli esseri umani sono oggetti da modellare secondo volontà. Lo scopo è rendere l’uomo superfluo.

    L'uomo superfluo? Semmai è proprio il contrario, è l'uomo che chiede di conoscere più a fondo se stesso e i propri meccanismi (biologici) per poter migliorare la qualità di vita. Allora perchè non buttiamo tutta la medicina? Un trapianto non è forse andare "contro natura"? E una trasfusione?

    Prepararsi alla morte era più importante che migliorare senza fine le possibilità di sopravvivere

    Questa la potrebbe benissimo pronunciare un kamikaze palestinese.

    Insomma, qui secondo me stiamo rasentando le solite questioni: tanto per fare un esempio, parte dell'energia che alimenta gli apparati del mio/vostro PC (per non parlare di tutta l'infrastruttura di rete) arriva sicuramente da centrali nucleari, impianti funzionanti su un principio che in altri contesti ha polverizzato decine di migliaia di persone in una frazione di secondo. Allora cosa facciamo? Buttiamo tutto via?

    La tecnologia grazie allaquale il Papa può pronunciare in mondovisione le proprie storielle la domenica (per la gioia dei suoi fedeli) è servita / serve tuttora a dittatori per fare propaganda o per mandare in onda un'esecuzione capitale, così come in altri contesti è usata per trasmettere film porno o i comizi di Borghezio :) E'anche servita, però, a trasmettere le immagini di piazza Tienanmen …

    Insomma: buttarsi contro certe pratiche scientifiche come cavalli con il paraocchi è alquanto ipocrita.

  5. gerardo scrive:

    vorrei presentare alcune note ai lettori:

    L'articolo proposto è un punto di partenza di una discussione molto più ampia e coplessa in cui la ricerca finale è qualcosa di "etico".

    L'etica di per se è qualcosa di assolutamente personale , quello che è etico per una persona può non esserlo assolutamente per un'altra e qui sorge il problema del comportamento etico o meno , in questo caso degli scienzati.

    Purtroppo l'etica è filosofia e come ogni cosa in filosofia si può dire tutto e il contrario di tutto.

    Partendo da questo presupposto è quasi impossibile mettere in accordo l'opinione anche solo di due persone , figuriamoci di migliaia.

    Il rumore in qualunque discussione è amplificato enormemente dal concetto di "etica" e quindi affermo senza timore di smentite che decisioni su un argomento tanto complesso dovrebbero essere prese utilizzando come maggiore fonte di ispirazione il buon senso (come quasi tutte le cose IMHO).

    Dei e semidei non dovrebbero nemmeno entrarci in una discussione di persone di buon senso figuriamoci se poi deve decidere come combinare il nostro DNA o quello dei nostri figli.

  6. liborio scrive:

    signora Tuscano: sta facendo un processo alle intenzioni, ho usato il termine lesbica non per riportare una notizia oggettiva e non per offendere l'interessata. Il suo è un mero processo alle intenzioni. Pertanto tutto il suo discorso finalizzato a dimostrare che tanti eterosessuali famosi nella storia sono dei cattivoni, cade automaticamente. Da Lei non prendo nessuna lezione di morale.

    Emanuele: il ragionamento che hai appena fatto è un esempio di relativismo moderno. Come fai a dire che non esiste una morale oggettiva cioè universalmente riconosciuta da tutti gli uomini. Se come dici tu è giusto che esista una morale soggettiva che può circolare liberamente senza limiti e freni, allora io potrei dire che secondo la mia morale soggettiva è atto morale per esempio uccidere, o violentare qualcuno, o seviziare un bambino e così via.

    Vortex: e checc'azzecca in questo articolo non si voleva affondare la scienza o rinnegare le sue conquiste semmai si stava criticando la deriva della scienza che non si pone nessun limite. Eppure mi sembrava che l'articolo fosse chiaro…

  7. MenteCritica scrive:

    L’argomento è complesso e di difficile elaborazione. Sarei felice se la discussione si mantenesse negli standard MC che prevedono contrasto tra le opinioni e concordia tra chi le propone.

  8. daniela tuscano scrive:

    signora Tuscano: sta facendo un processo alle intenzioni, ho usato il termine lesbica non per riportare una notizia oggettiva e non per offendere l’interessata

    .

    Il Suo lapsus freudiano (o diffida anche della psicoanalisi, come la Chiesa fino ad anni recentissimi?…) è la più clamorosa smentita a queste affermazioni, egregio sig. Butera.

    E resta il fatto, incontrovertibile, che sottolineare il lesbismo di quella donna era inutile ai fini del tema trattato. Quindi, perché insistervi? Sarà lecito saperlo, oppure no?

    tutto il suo discorso finalizzato a dimostrare che tanti eterosessuali famosi nella storia sono dei cattivoni, cade automaticamente

    Veramente a me è parso fosse Lei che volesse dimostrare la “cattiveria” degli omosessuali. Se non era quello il suo intento, me ne scuso. Ha in parte ragione quando mi accusa di aver intentato un processo alle intenzioni: in effetti, conoscendo le Sue idee in proposito, forse mi sono dimostrata un po’ prevenuta.

    Del resto neppure Lei, quanto ad abbagli, scherza: ma quando mai il mio discorso sarebbe finalizzato a dimostrare che tanti eterosessuali sono cattivoni? Se lo affermassi non solo direi un’idiozia, ma sarei pure autolesionista perché si dà il caso che eterosessuale lo sia anch’io.

    Da Lei non prendo nessuna lezione di morale

    .

    In realtà chi sta dando lezioni di morale, qui, è soltanto Lei, come hanno rilevato anche altri interventi (che non abbia risposto a nessuno dei miei quesiti, a parte prendersela per l’omosessualità, a questo punto non importa). E poiché il contrario di relativismo è assolutismo, tenga presente che neppure noi siamo disposti a prendere da Lei alcun tipo di lezioni.

    P.S. per MC: ho chiuso, lo assicuro. Ma mi piace la sincerità.

  9. John Diamond scrive:

    Questo utente utilizza account diversi in funzione dei post. Pesate la sua opinione anche in funzione di questo comportamento.

    avere paura della scienza è il primo segnale di fondamentalismo.

  10. John Diamond scrive:

    Questo utente utilizza account diversi in funzione dei post. Pesate la sua opinione anche in funzione di questo comportamento.

    aggiungo che considerazioni morali non possono fermare la ricerca medica, in quanto non si può per una considerazione etica permettere che persone vivano l'inferno dell'Alzahimer.

    a chi si oppone alla ricerca, mi domando se lo facessero comunque se avessero un genitore in quelle condizioni, o un fratello.

  11. liborio scrive:

    Signora Tuscano per Lei riportare per intero un titolo di un articolo di giornale significa offendere le lesbiche, o voler far credere che nel pezzo scritto lo volessi fare. Sbagliato! Di lesbiche ne conosco diverse, ebbene sì, ho molte amiche lesbiche e non lo dicono con orgoglio senza nascondersi e non sono certamente le vittime che Lei con la sua analisi del testo vorrebbe dipingere, anzi.

    Professoressa Tuscano si ricordi che non è in classe e non ha davanti i suoi studenti, quì, in rete e in particolare su MC si discute in maniera libera e costruttiva. Non pensi di venire a dare i voti di un'analisi del testo agitando il suo registro a mo' di clava, non sono un suo studente discolo che per forza deve sposare la sua linea, mi dia pure un 2, lo faccia per me sarà un trofeo da esporre.

    Vogliano scusarmi gli altri, ma dovevo difendermi da un commento che non aveva nulla di costruttivo.

  12. John Diamond scrive:

    Questo utente utilizza account diversi in funzione dei post. Pesate la sua opinione anche in funzione di questo comportamento.

    ritengo sterile la polemica sulle lesbiche o sul sesso.

    il concetto chiaramente espresso nell'articolo è che la scienza deve essere limitata dall'etica.

    io non sono d'accordo.

    la scienza non deve avere limiti, in quanto la scienza ci ha dato la MEDICINA, e limitare la scienza significa non trovare cure per persone che soffrono, in base a degli ideali.

    Una persona che ha quegli ideali rifiuterà la cura ottenuta sulle staminali embrionali.

    Una persona che non ha quegli ideali si farà curare.

    Non si può curare qualcuno per forza, si è liberi di rifiutare le cure.

    Si deve essere liberi di poterle avere però queste cure, senza che qualcuno, per una sua idea morale, possa vietare la ricerca.

  13. liborio scrive:

    ovviamente era: "lo dicono con orgoglio" e non "non lo dicono con orgoglio"

  14. Vortexmind scrive:

    liborio: il fatto è che molte, moltissime conquiste della scienza sono scaturite in modo "eticamente discutibile", basti pensare al fatto che storicamente i più grandi balzi tecnologici (certo scienza non è sinonimo di tecnologia ma vi sono molti punti in comune) sono avvenuti per motivi bellici.

    La scienza non può nè deve porsi limiti, perchè il suo scopo è proprio superarli :) Che poi ci sia un'enorme differenza tra un medico, che so, del San Raffaele, e il dottor Josef Mengele … penso che tutti siamo d'accordo.

  15. daniela tuscano scrive:

    @Bart: Insegno lettere. Ma non sono stata io a ricordarlo: non c’entra nulla con l’argomento in questione, è una faccenda mia privata che doveva restar tale. Se non è avvenuto, io non ne sono responsabile.

    Ribadisco quanto affermato a proposito di relativismo/assolutismo. Il primo non è affatto dogmatico, né esclude, a seconda di come lo si intende naturalmente, l’esistenza di una verità.

    Anche su questo avrei molto da dire, ma non qui. Ci sentiamo, dunque, in un’altra discussione. O al prossimo articolo (mio, tuo, di qualcun altro…). :-)

  16. daniela tuscano scrive:

    ebbene sì, ho molte amiche lesbiche e non lo dicono con orgoglio senza nascondersi e non sono certamente le vittime che Lei con la sua analisi del testo vorrebbe dipingere, anzi

    :-D :-D :-D :-D

    Professoressa Tuscano si ricordi che non è in classe e non ha davanti i suoi studenti, quì, in rete e in particolare su MC si discute in maniera libera e costruttiva. Non pensi di venire a dare i voti di un’analisi del testo agitando il suo registro a mo’ di clava, non sono un suo studente discolo che per forza deve sposare la sua linea, mi dia pure un 2, lo faccia per me sarà un trofeo da esporre.

    Vogliano scusarmi gli altri, ma dovevo difendermi da un commento che non aveva nulla di costruttivo

    Avevo già detto che sarei tornata sui commenti al mio articolo (o ad altri). Ma tenga presente che, se si sottopone uno scritto all'attenzione del pubblico, ognuno è libero di dire la sua. Comprendo che si sente in guerra, le Sue parole sono alquanto bellicose, ma avere idee diverse non significa essere dei nemici. Pertanto, se intende replicare, cerchi di non scendere sul piano dell'insulto personale. Intanto la lascio alle Sue disquisizioni "costruttive". E complimenti per lo stile.

  17. bart1 scrive:

    ricordo due cose con le quali pensavo di avervi ormai sfracassato i maroni, eppure….

    1) conforme al diritto naturale =/(diverso da) esiste in natura

    non conforme al diritto naturale (contro natura) =/ non esiste in natura

    2) il contrario di relativismo non è l'assolutismo, ma anzi l'assunto base del relativismo è dogmatico, ovvero l'affermazione che "non esiste la verità" non può essere affermata razionalmente.

    a partire dal riconoscimento di questo fatto (che non si può dire che non esiste la verità) è nata la filosofia, che è proprio la ricerca di questa verità.

    ora ci sono diverse correnti filosofiche tra loro diverse ecc ecc nessuna di esse ha nome assolutismo, che è invece una dottrina politica.

    per curiosità, daniela professoressa di che?

  18. liborio scrive:

    Certo, certo, ma visto che Lei le mie parole le ha travisate dando per un homofobico, cosa che peraltro non sono e critico aspramente chi lo è, urgeva una replica. Non accetto che chiunquesia mi metta in bocca delle aprole che non ho detto, che è cosa ben diversa dal criticare uno scritto. Lo stile è quello che è, e Lei come vedo non perde il vizio di giudicare.

    La questione per quanto mi riguarda è chiusa quì, non intendo più tediare gli altri amici di MC.

  19. gerardo scrive:

    >la scienza non deve avere limiti

    scusa se mi permetto ma è proprio il contrario , proprio la scienza che non ha limiti è la prima cosa che deve autoimporsi dei limiti.

    Questo non vuol dire che si deve imbavagliare, ma che deve fare le cose "cum granus salis"

    Concordo con te che ci sono moltissime malattie che devono trovare una cura , il problema non è il quando , prima o dopo , ma il come.

    So che è una distinzione strana, ma importante.

    Adesso ti faccio un esempio estremo per farmi comprendere meglio:

    Per trovare una malattia si utilizzano tutte le metodologie più moderne e si trova una cura, nel frattempo si è modificato il genoma di varie specie , come le cose che vedi nei film , nascono uomini rana……risultato hai curato la malattia ma hai creato una nuova specie.

    Come ti dicevo ho estremizzato e buttato li una sceneggiatura di serie b , ma tutto questo è per dirti che più è complesso un sistema maggiori sono le probabilità di impatti/effetti nella sua alterazione.

    Le scienze devono continuare ad essere libere ma devono avere etica (come ho già detto) , senza questo elemento per viene fuori solo un gran casino.

  20. liborio scrive:

    Gerardo, condivido la tua osservazione, in effetti nel post, come peraltro ho già avuto modo di dire, non condanno la scienza, ma piuttosto la scienza o se preferite la tecnoscienza che non si pone limiti.

  21. John Diamond scrive:

    Questo utente utilizza account diversi in funzione dei post. Pesate la sua opinione anche in funzione di questo comportamento.

    @ gerardo

    io non sono d’accordo con la tua posizione, e cerco di argomentarti perchè.

    Immaginati un vecchio che se la fa addosso nel letto, bloccato dall’Alzaimer e umiliato quotidianamente dalla vita (io morirei se qualcuno mi dovesse pulire le parti intime perchè da solo non ci riesco).
    Immagina quei bambini che nascono sordociechi o autistici.

    Se per evitare questo la scienza crea dei mostri durante gli esperimenti, come nei film di fantascienza che citi e che piacciono anche a me, a me il prezzo sta bene.
    Io ho fatto le scuole cattoliche, e per insegnarci che cosa voleva dire “il tuo prossimo”, ci portavano negli ospedali dove c’erano i casi limite, e ci insegnavano ad assistere i vecchi abbandonati ed i malati terminali.

    Quello che ho visto mi ha fatto capire che qualsiasi problema noi abbiamo, siamo comunque fortunati.

    Ma se la scienza può evitare così tanta sofferenza, ben venga l’assenza di limiti.

    Non pretendo di avere ragione, ma la sofferenza che ho visto mi ha portato a pensarla così.

    ciao.

  22. Vortexmind scrive:

    gerardo: la scienza non deve avere limiti nel senso che non si può limitare l'orizzonte della ricerca scientifica. Che poi all'uomo debbano essere imposti limiti è ovvio e speravo che l'esempio di Mengele (ma anche di tanti altri meno famosi) fosse chiarificatore: forse non avrà creato uomini rana, ma ha fatto anche peggio.

    La scienza, in quanto attività umana, è legata a doppia mandata all'etica posseduta dagli uomini che perseguono la ricerca scientifica.

  23. Tommaso Farina scrive:

    Bellissimo come sempre il tuo articolo Liborio. Lo condivido in gran parte.

  24. Tommaso Farina scrive:

    In ogni caso Alessandro Maggiolini (che, a margine, è una persona che sono orgoglioso di conoscere e che ha una profondità intellettuale che non è da tutti) non è cardinale ma vescovo emerito di Como. Mi pareva giusto sottolineare.

  25. daniela tuscano scrive:

    Non metto in discussione nulla. A maggior ragione, quelle frasi si commentano da sé.

  26. liborio scrive:

    processo all'intenzione, professoressa, processo all'intenzione, che si commenta da sè!

  27. tusaichi scrive:

    etica e religione mi sembrano due cose molto diverse.

    per il resto metto io due ai commenti precedenti.

  28. rokkok scrive:

    se io studio l'atomo e scopro che in esso cova una forza tremenda, non faccio alcun male, perché ho solo cercato di disvelare la natura che, come una vergine vergognosa e pudica, è gelosa e tiene ben stretta la sua chiave… ma, se questa forza tremenda è gestita e comandata da qualcuno in maniera apocalittica, per incutere terrore ed annichilire l'uomo, ecco come allora la questione cambia piano e va su quello morale, cioè "pratico": cosa fare di questa immensa ed inesauribile forza?… l'etica, nell'impresa scientifica, entra a posteriori, dopo che la natura ci ha permesso di conoscere qualcosa di sé, nell'applicazione pratica di questa conoscenza disvelata, non può entrarvi prima, perché bloccherebbe i liberi orizzonti della ricerca…

    ma, quando s'indaga sull'infinitamente piccolo e sull'infinitamente grande, la natura ci fa arrivare fino ad un certo punto, al di là del quale ci rimanda all'UOMO stesso, ch'è il limite proprio della natura, il punto di frontiera tra il naturale e il soprannaturale (ciò che sta al di là della natura)… pertanto la natura umana non può mai essere "inutile", quantunque navighi su di una rotta folle… :)

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