La Repubblica dei Signor Nessuno


C’è molta ironia per gli avversari di Di Maio che si sono candidati alle primarie del M5S. Sui social e sui giornali rimbalzano i loro selfie sfuocati, i gattini che hanno postato su facebook, qualche uscita non proprio felice in occasione di questo o quell’evento.
Si parla apertamente di “candidati minori” come se appartenessero ad una specie diversa. Peccato che non siano di colore, cosa che probabilmente avrebbe evitato questa infelice dizione.
Non voglio discutere sulla scelta del M5S di tenere delle primarie con un esito scontato. Capisco che abbiano voluto aggirare una sorta di competizione interna anche per evitare che emergessero delle specifiche personalità. La cosa andava studiata meglio e presentata in maniera diversa, ma non è una questione che mi compete decidere.
Mi diverte questa generale ilarità sulle persone che hanno scelto di candidarsi come avversari di Di Maio. Sono persone che non fanno foto in posa negli studi fotografici, che qualche volta hanno scritto o detto cazzate in pubblico, che hanno un gattino, un’istruzione decente, figli, famiglia, un lavoro. Sono persone simili a me, a voi. Prendendole in giro, ridicolizzandole, si ridicolizza noi stessi e si stabilisce implicitamente che la politica sia un’attività elitaria, per gente speciale. Insomma, una sorta di democrazia dinastica per la quale siamo tutti uguali, ma per fare certe cose bisogna essere “del giro”.
Dovreste chiedervi quale studi specifici ha fatto Renzi, quali sono le università estere che ha frequentato, quali i circoli elitari a cui è stato ammesso. Per non parlare della ristretta élite di cui si è circondato al governo. Quale qualifiche aveva e ha la signora Boschi per scrivere una riforma costituzionale? In quale collegio superspecilistico si sono formati la signora Meloni o il signor Salvini? Da dove viene e chi è il signor Alfano?
Perché i signor nessuno che si oppongono a Di Maio sono più signor nessuno di Di Maio stesso e delle illustri figure che ho appena citato? La capacità discende dal numero di volte che si è apparsi in televisione? Dal colore degli occhi? Dalla capacità di gridare ad alta voce delle banalità?
Vedete, un tempo ho scritto che la nostra nazione non ama e non ha fiducia dei suoi stessi cittadini. La Chiesa, i Carabinieri, i Partiti, i Sindacati, ecc. regnano come pallidi signori medievali su una terra oscura, senza il barlume di una scintilla di luce. Morta nell’anima prima che nel lavoro e nella politica. In Italia si contesta il potere, ma se ne rimane asserviti, alternando baci e morsi alla mano del potente a seconda delle contingenze e senza rispetto, senza vergogna, rimanendo convinti che la furbizia e l’opportunità siano una sorta di valore primigenio rispetto al quale misurare tutte le cose.
Ecco. Chiudo con una citazione:
“Se io non sono per me, chi è per me? E se io sono solo per me stesso, cosa sono? E se non ora, quando? ”
Riflettiamoci.


Informazioni su Comandante Nebbia

Sono stato un uomo mediocre. Ho avuto mille paure segrete e le ho tenute nascoste sotto una coltre di ruvida violenza. Ho camminato a caso e qualche volta mi sono fermato quando non dovevo. Ho muti rimpianti, una rabbiosa rassegnazione e vivo di severi silenzi.
Ho amato i pigri pomeriggi d’estate, le stanze ombrose con gli scuri abbassati e i giorni cupi dell’inverno più freddo, quando il cielo grigio minacciava pioggia e i primi lampi squarciavano l’orizzonte.