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La Questione Morale

18 dicembre, 2008 - 10:37 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Il Bello della Politica




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In questi giorni desta grande sconcerto la vicenda giudiziaria che vede coinvolta la giunta comunale di Napoli e i politici locali e nazionali ad essa collegati. Parte il dibattito sulla questione morale che vede alcuni pretendere che non sia la magistratura a giudicare la politica, altri chiedere che la questione venga affrontata il prima possibile ed alcuni, ancora, gioiosamente increduli di poter ribaltare su altri faccende che, fino ad oggi, erano di loro esclusiva pertinenza.




Delle volte mi sento un vero e proprio marziano. A quanto pare, fino a ieri, ero rimasto l’unico in Italia a pensare che, senza alcuna distinzione di simbolo e latitudine, la politica formasse un torbido groviglio di interessi con il mondo degli affari e quello della criminalità organizzata.

Probabilmente tutti sono convinti che la corruzione sistematica del sistema politico sia stata cancellata dalla tempesta di Mani Pulite e che ora, da Lampedusa a Bolzano, il paese sia governato da candide verginelle fra le quali si nascondono rarissimi casi di cattivi corrotti.

Mi spiace. Questa non è la mia percezione. Per quello che ho potuto vedere personalmente ci sono poche differenze fra l’Italia di oggi e quella che negli anni 90 si apprestava ad essere scossa dalla tempesta di tangentopoli.
Forse l’unica diversità risiede nel fatto che, allora, la corruzione era governata da una vera e propria centrale. Una sorta di marketing multi livello sulla cui cima svettava lui Bettino Craxi, il grande mariuolo, non a caso oggi beatificato al ruolo padre della patria con il sostegno degli uni e degli altri.

Questo consentì, allora, di archiviare la questione come il tentativo centralista, quasi statalista, di garantire al partito, anzi ai partiti, una sorta di finanziamento parallelo a quello ufficiale. Una sorta di tassa, con tanto di percentuale, che la politica pretendeva dalla società civile per garantire la gestione del sistema.

Oggi, invece, in piena ottica liberista, tutti agiscono con grande autonomia gestendo le risorse che gli sono affidate con capacità imprenditoriale e consistenti profitti personali. I partiti, quelle evanescenti associazioni idealistiche che dovrebbero coagularsi intorno ad un progetto di evoluzione civile, hanno come unici obiettivi il perpetuarsi della situazione e la protezione degli interessi degli associati. Una definizione che, in passato, ha portato me e Doxaliber ad associarli a vere e proprie cosche mafiose.

E ora che succederà? Avremo una nuova tangentopoli?

Secondo me no. L’Italia di oggi è molto diversa da quella del 1992. La nuova legge elettorale ci ha condotti ad un regime di partitocrazia dove il parlamento è disegnato dai segretari di partito. Il lavoro precario e la degenerazione dei sindacati hanno creato un tessuto produttivo corpuscolare, privo di qualsiasi capacità aggregativa e, di conseguenza, incapace di rappresentare una minaccia seria per chi gestisce il potere. L’imprenditoria si è fatta politica annullando ogni distanza e gestendo direttamente i propri interessi senza servirsi di intermediari.

La magistratura, originariamente cura allopatica della politica, si è trasformata in un rimedio omeopatico assumendo gli stessi atteggiamenti e le stesse propensioni di chi dovrebbe controllare e giudicare offrendo il fianco a nuove disposizioni costituzionali che ne segneranno la definitiva omogenizzazione al sistema abolendone il ruolo di controllo.

La verità, cari lettori di MC, è che nel nostro paese non esiste opposizione a nessun livello. Un saggio ed antico proverbio dice: “Chi maneggia il miele delle api poi si leccherà le dita”. Una forma di degenerazione corruttiva è inevitabile in ogni organizzazione umana, qualsiasi sia il modello politico adottato. Il vero problema è quando, da deformazione periferica, la corruzione si evolve in degradazione collettiva passando da anomalia di sistema a sistema puro e semplice.
In questi casi la storia insegna che non esistono soluzioni semplici ed indolori. Ma questo, credo, lo abbiamo capito tutti da tempo.

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Comments

45 Risposte a “La Questione Morale”
  1. Neottolemo scrive:

    Amen

    I do agree

  2. Tangentopoli non è mai finita.

  3. IN ITALIA I SOLDI DEVONO SOTTOMETTERE LA GIUSTIZIA
    Ormai troppe indagini si avvicinano pericolosamente a livelli alti del sistema.
    I vertici dell’imprenditoria,della politica e delle mafie sono cinti d’assedio da zelanti magistrati.
    Le spartizioni del sistema dei soldi e dei suoi servitori sono troppo evidenziate,e il meccanismo rischia di saltare.
    Si deve sottomettere la giustizia,in modo bypartisan.
    E’ giunto il momento che anche il centrosinistra dia una mano in quest’operazione,il sistema dei soldi lo richiede.
    E se lo richiede il sistema dei soldi,che è quello supremo che in Italia come altrove è quello che comanda gli altri sottosistemi,si farà.
    Perchè la giustizia deve nuocere di meno ai profitti e ai capitali.

  4. ilBuonPeppe scrive:

    In questi casi la storia insegna che non esistono soluzioni semplici ed indolori. Ma questo, credo, lo abbiamo capito tutti da tempo.

    Sono totalmente d’accordo.
    Il guaio è che per arrivare a cercare una soluzione bisogna prima individuare il problema. E qui c’è ancora un sacco di gente che semplicemente non si accorge (o rifiuta di accorgersi) che un problema esiste.
    Dobbiamo andare molto, ma molto più giù prima di poter risalire.

    • un anonimo scrive:

      @ilBuonPeppe,
      purtroppo ti devo dar ragione. Una mia cara amica mi disse una volta: “a volte bisogna scendere di piu’ ed arrivare a toccare il fondo, solo cosi’ si puo’ tornare a galla … dandosi una spinta.”

    • @ilBuonPeppe,
      Sono convinto che molti non vedono il problema. Anzi la maggioranza non lo vede assolutamente.
      Siccome siamo in democrazia, il problema non esiste.

  5. Framaulo scrive:

    Completamente d’accordo, ma non ho mai sentito di nessun parlamentare, consigliere, candidato o simili dell’IDV che sia stato condannato, nè tantomeno inquisito o indagato.

    Questo per definizione, per direttiva, per accordo programmatico. Appena rubi, esci dal partito. Se hai rubato, non ci entri proprio. Al contrario, non ho mai sentito Veltroni (né tantomeno altri) dire “il primo che ruba lo sbatto fuori a calci”. Veltroni si limita a piagnucolare sulla “questione morale” quando perde decine di punti alle elezioni regionali. Ma il nocciolo della questione non lo vuole affrontare. Forse perchè sa che il PD ne verrebbe decimato. La stessa cosa per Casini. Di Berlusconi poi, è inutile parlarne.

    Allora si può essere più o meno d’accordo con il metodo dipietrista di fare opposizione, ma non si può negare che IDV sia l’unico partito pulito di cui disponiamo. Ci sarà un motivo per cui nessun partito voleva Orlando a capo della Vigilanza Rai, e nessun partito voleva Costantini alla Regione Abruzzo.

    • @Framaulo,
      questo non è stato sufficiente per tenere lontano gente come Sergio de Gregorio

      • Framaulo scrive:

        @dellefragilicose, De Gregorio, come la Rossi Gasparrini. Sono le solite pecore nere, però ora non ci sono più. E’ chiaro che nessun partito è il “partito dei santi” o il “partito senza macchia e senza peccato”. Però all’interno di IDV chi si macchia viene espulso, oppure se ne va spontaneamente perchè capisce di non avere futuro.

        Tra l’altro, alla fine il principale punto forte di IDV è proprio questo. Per cui non conviene a nessuno dei dipietristi avere guai con la giustizia, minerebbe alla base tutto il castello.

        Al contrario, altri partiti mi sembra che raccattino tutti gli inquisiti, i pregiudicati e i prescritti del Paese, in maniera programmatica. Più uno ha guai con la giustizia, più se ne va con Berlusconi. Che ha detto Del Turco? Che si vuole candidare alle Europee con il PDL. E infatti solo un Pidiellino come Baccini poteva rispondere che “Del Turco è una persona seria”.

      • Framaulo scrive:

        @dellefragilicose, vedi:

        http://tg24.sky.it/tg24/politica/2008/12/19/Giunta_Camera_niente_domiciliari_per_Margiotta.html

        Sarebbe bello contare quante volte si vota “bipartisan con l’eccezione dell’IDV”.

  6. Il Grillo Parlante scrive:

    “non ho mai sentito di nessun parlamentare, consigliere, candidato o simili dell’IDV che sia stato condannato, nè tantomeno inquisito o indagato.”

    Leoluca Orlando è stato condannato nel 2005 per diffamazione aggravata.

    Solo per essere pignoli. So bene che qui si parla di ben altri reati (anche se io, pur essendo un sostenitore IdV, Orlando alla Vigilanza Rai non ce lo avrei messo perché troppo di parte).

  7. Carlo Fronteddu scrive:

    La soluzione è statalizzare la mafia ed esportarla all’estero, ogni cittadino italiano ne farà parte e così conquisteremo il mondo! ah ah ah ah ah ah ahh(risata diabolica)

  8. Monica scrive:

    .. e così sia.

  9. lastrega scrive:

    leoluca orlando dava del mafioso a falcone… bah…
    “Nel 1996 viene indagato per corruzione aggravata durante l’esercizio delle sue funzioni di Sindaco di Palermo. Il pentito Tullio Cannella fornisce uno scenario inquietante affermando che nel 1986 il Comune di Palermo, dopo una tangente di 200 milioni di lire, acquistò degli appartamenti di un certo Giuseppe Bonanno, un prestanome di Gaspare Finocchio (imprenditore) che era invece in odore di mafia. Destinatari della tangente, secondo il pentito erano il Sindaco Leoluca Orlando e l’assessore Vincenzo Inzerillo, che all’epoca dei fatti era in carcere da 16 mesi per mafia. Orlando nega ogni responsabilità.”

    sono bravi tutti a rifarsi una verginità

  10. luciano bubbola scrive:

    A casa (anzi in galera!) i politici corrotti di destra e di sinistra: We can mandarli in carcere!
    Veltroni va’ in Africa, come avevi detto tempo fa in TV nella trasmissione ‘Le invasioni barbariche’: almeno salvi la faccia!
    Luciano Bubbola

  11. F.Maria Arouet scrive:

    Io penso che non sia la Magistratura la medicina giusta per curare i mali della Politica, se la cura dev’essere utile all’Organismo Sociale.

    Perché i casi sono due:

    a) Le indagini sono giustificate dai fatti, come spesso é accaduto.
    E allora sarà pure una bella soddisfazione poter dare del ladro a questo e a quello, ma é pur sempre di una soddisfazione magra, perché a quel punto la frittata é già stata fatta e nessuno ci potrà più risarcire del costo delle uova. Non solo. L’intervento a cose fatte é la dimostrazione che il sistema é sprovvisto di un qualsiasi apparato di controllo efficace (l’opposizione), in grado di fermarlo prima che vada a sbattere. Ma, a questo punto, se non esiste un apparato di controllo efficace, c’é non solo il rischio ma la quasi certezza che il fatto si ripeterà. Sarà solo una questione di tempo, ad libitum del politico di turno. Come storia insegna.

    b) Le indagini non sono giustificate dai fatti, come talora é accaduto. Ma in questo caso nasce il sospetto che ci si trovi davanti a una guerra per bande, in cui la magistratura mette il suo arsenale al servizio di questo e di quello. Quando addirittura non lavori in proprio, secondo l’estro e l’ambizione di questo o di quel Pubblico Ministero in cerca di gloria.

    La Politica deve avere in sé i propri controlli.

    Tutte le volte che nasce uno scandalo io mi chiedo: ma dove cazzo era l’Opposizione, cosa stava facendo?

    • fully scrive:

      @F.Maria Arouet,
      l’opposizione (di qualunque colore, ahimé) è sempre stata seduta allo stesso banchetto

    • @F.Maria Arouet,
      infatti il problema è l’assenza di opposizione come scrivo chiaramente.
      comunque la metafora medica ha fini esclusivamente letterari.

      la magistratura, ovviamente, non è la medicina della politica. La giustizia, in generale, dovrebbe essere il sistema con il quale la società cura le inevitabili degenerazioni del suo tessuto.

      malattie che anche il sistema più autogovernato, per definizione, non può evitare.
      E’ evidente che migliore è il sistema, minore è il peso della giustizia sul sistema stesso.
      Possiamo farci un’idea della qualità del nostro sistema misurando il peso che ha assunto la magistratura in Italia.

  12. simona_rm scrive:

    No, non avremo un’altra tangentopoli. Purtroppo. Queste operazioni giudiziarie verso i vari politici di più regioni, hanno un’inquetante concomitanza con le dichiarazioni perentorie di berlusconi, per “riformare” la giustizia e togliere più potere possibile ai magistrati (perchè il chiodo fisso di berlusconi è quello, non prendiamoci in giro). Ho una visione mia di questi accadimenti, con la quale non vi tedierò.

    Non siamo destinati ad avere un’altra tangentopoli, perchè non solo, la questione morale non è più un problema per la maggior parte dei cittadini, ma -come giustamente dice l’articolo- la corruzione è divenuta IL sistema.
    Non riesco però, ad avere quel filo di ottimismo che c’è nell’articolo. Non vedo soluzioni. Forse sto guardando dalla parte sbagliata.

    • @simona_rm,
      una soluzione esiste sempre. purtroppo.

      il purtroppo si riferisce al costo della stessa che non sempre si assolve con sacrifici finanziari, ma che può essere pagato anche con violenza e sangue.

  13. Oris scrive:

    Alla fine i fatti vi porteranno tutti da me: “andate e divertitevi, io vi aspetto qui” (scrittura che appare su na lapide nel grossetano)
    :mrgreen:

    Comunque è un bene, almeno la sinistra si leva quella spocchiosità odiosa e ipocrita che me la faceva schifare più della destra.

    Berlusconi si sa cos’è e chi è, e manco si sforza di snasconderlo.

    Questi altri sono peggio, per me pure più potenti e radicati, e fanno le santarelline.

  14. Ormai solo una seria sinistra anticapitalista ci può salvare,ciao.

  15. paca scrive:

    Supponiamo che tangentopoli sia stata solo una farsa per fare un ricambio dei corrotti, eliminare le “prime file” e permettere ai “giovani” politici di passare avanti e prendere le redini del gioco.
    Inoltre, come tutti i casi,gli scoop, le notizione populiste e demagogiche c’era bisogno del capro espiatorio, la figura alla quale additare tutte le colpe , acne e calvizia comprese.
    Sono daccordo con Oris tra i due mali posso sinceramente dire che almeno il PDL e’ trasparente e cristallino, mentre ora vediamo come il tanto decantato “nuovo” altro non sia che acqua riscaldata fatta passare per “consomme d’alta cucina”.
    Quello di cui c’e’ bisogno e’ del vero “nuovo” purtroppo al momento si vedono solo dei “finteggi” e beppe grillo e’ uno di questi; magari se alle prossime elezioni l’italiano uscira’ dal circolo vizioso del “o cavolo o metto la croce su PD o su PDL” la percentuale di non votanti/astenuti potrebbe far si che nascano delle VERE nuove forze.
    uhm.. troppi ” :-(

  16. simona_rm scrive:

    ha da veni’ Baffone!
    ….meravigliosa!
    (Questa è di DM, is it?)

    • diabolicoMarco scrive:

      @simona_rm,
      no dear, io sono solo un mero operaio per di più sfruttato e precario. ;)
      “ha da venì baffone” (con foto di babbonatale) è di Doxaliber.
      Mentre quella di oggi con Veltroni che chiede in prestito un paio di palle all’alberodinatale è di Dellefragilicose. :mrgreen:

  17. Ma tutta ‘sta cosa a proposito del figlio di Di Pietro e di cio’ che sta intorno, a me sa un po’ di “montatura”.

    Sara’ che sono sospettosa di carattere? :roll:

  18. Il Grillo Parlante scrive:

    Ecco qui gli indagati/condannati dell’IdV:
    http://www.pensierolibero.eu/tgeu/index.php?op=new&id=364

    E’ il momento di prendere atto che in politica non esistono santoni. Certo, alcuni sono molto più sporchi di altri…

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