Italia – La Quarta F: “Failure”
1 agosto, 2008 - 8:00 di CogitoergoVomito
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C’era una volta l’economia italiana. Ed insieme all’economia italiana era inevitabile non citare le “3 F” o meglio i tre mercati trainanti: FOOD, FASHION, FURNITURE: alimentari, abbigliamento, arredamento.
La nuova F è quella che ci rende decisamente meno orgogliosi del tanto osannato Made in Italy, ma è l’unica che riesce a descrivere in modo rapido e coerente la disastrosa : FAILURE. Failure come Fallimento, senza troppe perifrasi.

, presidente uscente di Federlegno, è un problema di innovazione, ma soprattutto di globalizzazione, perchè “globalizzazione vuol dire più consumatori, ma insieme maggiore competitività”, e per le industrie del mobile e dell’arredamento dover competere con un’azienda come l’ è un po’ come per l’Albinoleffe giocare con il Manchester United.
Gli Italiani, o meglio, i fautori del Made in Italy e i fans delle 3 F, dovrebbero iniziare a preoccuparsi del grande colosso svedese non solo per quanto riguarda l’arredamento (Furniture), ma anche per quanto riguarda i generi alimentari (Food).

Cosa ne sarà delle nostra amata sfogliatella alla napoletana, del caciucco alla livornese, dei cannoli siciliani, della mozzarella di bufala aversana, della polenta alla valdostana?
Provate ad entrare in uno dei qualsiasi megastore dell’IKEA, vi renderete subito conto dell’impero di , 79 anni e quarto uomo più ricco del mondo. Questo geniale vecchietto svedese, che vive dando , ha di sicuro il dono della lungimiranza. In un Paese come l’Italia con un potere d’acquisto ai minimi storici, una è una vera manna dal cielo, e se avete voglia di essere serviti e riveriti…. Prego! Accomodatevi pure al !
Quando la gente non avrà più bisogno dei design innovativi a poco prezzo, quando avrà le ragnatele nei portafogli, potrà dimenticarsi di tutto, tranne che di mangiare. Ed in tempi di crisi vige la legge del risparmio e la spunta sempre il miglior offerente.
L’IKEA ci sogna ma soprattutto ci immagina :

Una volta c’era la famiglia sempreverde del Mulino Bianco, oggi c’è quella tirchia ma serena dell’Ikea. Ecco perché l’Ikea, più che un’opportunità ed una risorsa per migliaia di nuovi lavoratori, è l’esempio più emblematico della quarta F, L’Italian Failure.
L’Italian failure passa per imprenditori italiani come Montezemolo e Della Valle che invece di riprendere ad investire nei mercati che per anni hanno trainato l’economia italiana, pensano a come L’Italian failure passa per le L’Italian failure passa per i famigerati , che non si capisce bene chi voglia redarguire. L’Italian failure passa per il mercato del falso, che fa .
L’Italian failure passa per chi ancora ignora, per chi non se ne intende, per chi non capisce, ma intanto….
…. si avvilisce!
Italia – La Quarta F: “Failure” è di

io ne aggiungerei un’altra. la F di Figa.
Continuando così va tutto a puttane.
lol
(per MC: non so se è solo un problema mio. Con firefox 3.0b5 se clicco su “rispondi a questo commento” la form che si apre copre il commento stesso. La cosa non succede se voglio rispondere ad un commento nei rettangoli in grigio.)
no.
è un problema del tema che utilizziamo.
ci stiamo lavorando, con tutta calma visto che l’incaricato è al mare in Sardegna, ma ci stiamo lavorando.
grazie
perché i miei commenti non escono?
Mi è piaciuta la descrizione del proprietario dell’IKEA, si adatta perfettamente al modo di pensare svedese tendente all’utilità collettiva pur con la valutazione delle qualità individuali.
Invece più si scende verso il Mediterraneo e l’oriente in generale più c’è la mania di esaltare la differenza fra chi ha (con fasti da 1000 e una notte) e chi non ha (il paria).
In buona sostanza quando vedremo gente ricca che ringrazia per una porta aperta, che non si esibisce in lussi sfrenati e molto altro ancora, allora potremo sperare in un cambio di direzione anche nelle politiche economiche.
eh, Ingvar Kamprad: trattasi di svedese, non italiano.
Quelli che hanno gli asili all’interno delle aziende per le mamme che così non devono diventare matte e pagare la baby-sitter.
Qui si montano la testa per molto meno del fatturato dell’ikea. Figuriamoci.
Chi dobbiamo ringraziare per tutte le esternalizzazioni all’est, Romania compresa (la stessa di cui poi non vogliamo i cittadini sul ns.territorio)?
La chiamano “globalizzazione” per mascherarla di cosa buona.
Invece, secondo me, ci ha rimesso il mondo intero, compreso i paesi in via di sviluppo in cui le politiche sul lavoro sono ancora quasi inesistenti.
Ingvar Kamprad maledetto nazista! Ciò che vorrebbe è una società massificata e sintonizzata sui vari Kullen Besta etc. Entrate in un negozio IKEA e osservate da principio a fine il “film” che danno sul televisorino alla bottega svedese(le parole svedese, svezia vengono pronunciate un milione di volte[?!]) e non sottovalutatelo. Sò che cosa è IKEA dietro la sua benemerita facciata, visto che ci lavoro. E’ un modello di successo perchè sfrutta su vari livelli le condizioni dei suoi produttori, spacciando per svedese ciò che svedese non è, solo le sedie IKEA vengono prodotte in Friuli. per farvi un idea.
L’Italia se si vuole continuare su questa linea(capitalistica per intenderci) ha bisogno di imprenditori e non di speculatori e manager che fanno brandelli di qualunque cosa gli capiti tra le mani.
davvero l’Ikea oltre che arredare ora insegna a mangiare sano spendendo poco? beh!!! sarebbe forte, un tentativo di alternatività?