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14 Luglio: la Presa di Saint-Victor

14 luglio, 2008 di Fully  
Archiviato in Leggere, Storia e Memoria



Nell’ormai lontano 2009 la Confederazione Italo-Padana non viveva certo un clima politico dei migliori e, nonostante sedesse tra le grandi potenze internazionali, si trovava al limite del collasso morale oltre che finanziario. Questa crisi costrinse “LeRoi” – questo il titolo deliberato la notte di Natale del 2008 dal Palais du MontCitoire in luogo di “premier”, ritenuto troppo dimesso – a convocare gli Stati Generali.

E’ così che il 5 maggio 2009, la Nobiltà, il Clero ed il Terzo Stato, rispettivamente rappresentati dal duca Luc de Montezemolò, dal cardinale Bagnasquieu e dal deputato Antoine de Pierre, vengono ricevuti a Corte nella prestigiosa residenza di caccia di Macherio.

LeRoi, pur mettendo in campo tutte le sue innegabili doti di esperto affabulatore, delude immediatamente le aspettative del Terzo Stato: quest’ultimo, abbandonato il tavolo come oggi farebbe un qualsiasi sindacalista, si costituisce dunque in Assemblea nazionale ri-costituente.

LeRoi sollecita l’odiato ministro dell’interno Maròn ad inviare squadre antisommossa miste a falsi black-blocks che tentano di sciogliere l’Assemblea. In reazione a questo tentativo, il 20 giugno 2009 i deputati del Terzo Stato si riuniscono nel loft lasciato libero dall’ormai dissolto Democratic’s Party. In quello che per una breve stagione era stato il quartier generale di Monsieur Veltronì i deputati giurano solennemente di non separarsi finchè la Costituzione della Confederazione non sarà ristabilita. A garanti del giuramento sono designati i deputati Bertinuit, LaMastail e LeDinì.

Per uno dei soliti capricci della stratega di Corte, Madame de Carfagnac (sì, stra-te-ga, con la “te” come Firenze), il 12 luglio LeRoi licenzia il suo Ministro delle finanze, Jules TroisMontes, che aveva saputo guadagnarsi la stima del Terzo Stato per aver colpito i privilegi fiscali della Nobiltà banchiera e petroliera. A Mediolanum, dove la Corte si era spostata alla fine del 2008 per curare più da vicino gli affari privati di Stato, la cacciata del Ministro determina inquietudine e forte irritazione nel popolo degli artigiani e dei commercianti.

Poi, di colpo, la situazione precipita. Si sparge la voce che LeRoi, infastidito dalla disobbedienza dei deputati del Terzo Stato, sia sul punto dal licenziarli tutti. “Andate tutti a laurà, testine!”: questo l’incipit dell’editto che sarebbe stato predisposto in segreto dal Ministro delle riforme Hubert duBossis e che viene fatto trapelare da un notissimo sito di gossip grazie ad un’intercettazione chiaramente fasulla ma presa acutamente per vera. Si rincorrono affannose smentite, ma ormai è tardi per correre ai ripari: nei giardini del Palazzo Reale si radunano spontaneamente migliaia di cittadini.

Uno sconosciuto oratore, tale Marc du Travail (nella foto), sale su uno sgabello e arringa la folla con parole di fuoco: “Cittadini, voi sapete che la nazione aveva chiesto che TroisMontes fosse risparmiato e l’hanno cacciato. Ora tentano di sciogliere il Parlamento… Dopo questa manovra, oseranno di tutto e magari proprio questa notte i battaglioni di LaRousse lasceranno le loro caserme per massacrarci tutti. Una sola cosa ci rimane: prendere le armi!… Alle armi! Alle armi, cittadini!”.

Il popolo, risvegliatosi dall’apatia e finalmente capace di vedere oltre l’illusoria affabulazione reale, si mobilita e prende d’assalto il carcere di Saint-Victor, liberando i prigionieri al grido di “indulto proletario!”.

Comincia così la rivolta contro il potere assoluto e l’impunità. La Storia ricorderà per sempre quella data: era il 14 luglio dell’anno di grazia 2009.

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Comments

30 Risposte a “14 Luglio: la Presa di Saint-Victor”
  1. F.Maria Arouet scrive:

    La presa della Pastiglia

  2. In effetti Marc un po’ ci somiglia a Robespierre. Basta immaginarlo con una parrucca incipriata in testa e con la cordicella della ghigliottina stretta tra le mani.

    Spero per lui che non faccia la stessa fine. E un po’ lo spero anche per noi. L’attacco alla Bastiglia ha, alla lunga, portato al Terrore e a Napoleone con tutto quel che ne è seguito.

    Meglio una serena e pacifica competizione di idee dove nessuno si fa male e si stancano solo i cervelli.
    Ovviamente se di cervelli ne sono rimasti. :mrgreen:

  3. carlo scrive:

    EH CN ma senza le rivoluzioni, non saremmo dove siamo oggi.Alla lunga il pensare troppo non porta a niente :)

    • tu dici?
      Non ne sono convinto.

      Quello che sarebbe potuto accadere senza la rivoluzione francese è pura speculazione.
      Non è detto che il mondo sarebbe stato peggiore. Però, ovviamente, è solo teoria e vale quello che vale. Nulla.

      • tritumbani scrive:

        Il pensiero è terribile, io ero convinto che la rivoluzione francesse fosse alla base della civiltà occidentale,
        insieme a Montesquieu, Tocqueville e alla costituzione americana.

        Che sarebbe successo se la marcia su Roma fosse stata fermata dall’esercito?

        Per la competizione di cervelli devono essere tutti d’accordo
        la democrazia è un gioco che si fa in due ecc..

        • “la democrazia è un gioco che si fa in due”

          Anche in piu’ di due. Come il sesso. :mrgreen:

          Peccato che oggi il tutto sia gestito da una banda di onanisti che si masturbano a colpi di voti di fiducia.

          • Anche in piu’ di due. Come il sesso.

            Me l’hanno detto che cose di queste accadono. Purtroppo non ne ho evidenze sperimentali. Vuol dire che, come ho fatto per la fisica quantistica, mi accontenterò di sapere che è possibile
            .
            .
            .
            Ovviamente scherzo. Per la fisica quantistica non devo fare alcun atto di fede. :mrgreen:

            • “Me l’hanno detto che cose di queste accadono. Purtroppo non ne ho evidenze sperimentali.”

              Ma che cavolo hai fatto a Budapest? :D

              • Evidentemente non le cose giuste.
                In ogni caso non sono mai stato molto smart su certe cose e quando ho a che fare con una signora, mi piace pensare che anche a lei faccia piacere.

                Questo mi taglia decisamente fuori da una serie di opzioni.

                • Un momento… mi tocca andare OT.

                  Che c’entra il fatto che le faccia piacere o no?

                  Ci sono casi in cui le fa piacere ed altri no. Da cosa derivi il piacere (poi) dipende da persona e persona. Si puo’ andare dal mero piacere fisico, al piacere economico, al piacere derivante dal potere, eccetera.

                  Ad esempio, alla Carfagna, sicuramente “qualcosa” in tutto l’accaduto le avra’ fatto piacere, altrimenti mica l’avrebbe fatto :-)

                  Nessuna persona e’ obbligata (se non schiavizzata) a fare alcunche’. Sia un lavoro, un’orgia, o semplicemente parlare al telefono, ma qui non si discuteva di questo.

                  Si discuteva del fatto che Carlo ha scritto che la democrazia si fa in due. E qui arriva la mia obiezione: la democrazia non si fa in due ma in piu’ di due (a meno che l’ambiente non sia un’isola con due soli sopravvissuti).
                  Una democrazia presuppone che vi siano piu’ partecipanti. Piu’ sono e meglio e’.
                  E’ per questo che chi si oppone ad essa dice che con la democrazia non si risolvono i problemi, e che il miglior sistema per risolvere i problemi (aggiungerei: i SUOI problemi) e’ la dittatura.

                  Guarda caso la stessa gente che afferma cio’ e’ anche quella che critica le orge… quelle degli altri, non le sue, ovviamente. :mrgreen:

                  Per quanto mi riguarda sono favorevole ad “un’oligarchia” orgiastica… :mrgreen:

                  Mi dispiace che in questo campo tu non sia molto smart. D’altronde anche io capisco poco di politica :-)

                  - fine OT -

        • Mah, era solo un esempio di pensiero laterale. Delle volte mettere in crisi una convinzione acquisita è un eccellente esercizio intellettuale.
          Spesso, comunque, è fine a se stesso. Non occorre indulgere in questa abitudine, può rivelarsi lesiva.

    • Neottolemo scrive:

      Potrei anche supporre che senza rivoluzione francese si sarebbe potuta evitare la seconda guerra mondiale. Chi può dirlo.

      Comunque concordo con il Comandante.

    • pacatoegentile scrive:

      Esistono anche rivoluzioni pacifiche eh :-)

  4. ilBuonPeppe scrive:

    Dire dove saremmo ora senza la rivoluzione francese è pura speculazione.
    Però possiamo dire con assoluta certezza dove siamo senza la rivoluzione italiana. Se c’è una differenza tra l’Italia e la Francia forse un motivo ci sarà.

    • Francesca scrive:

      Concordo a pieno.
      Meglio che rimanere a piangersi addosso, se pur parlando e discutendo.
      Che non fossero più civili due secoli fa’?

  5. alberto scrive:

    carino :)
    davvero!
    …anche se a dirla tutta “Bertinuit, LaMastail e LeDinì” che firmano come garanti per il ripristino della costituzione… se non è (sarà) un pro-forma allora la storia è destinata a ripetersi ogni duecento e rotti anni… ;)

  6. tritumbani scrive:

    bello stra-te-ga ho dovuto leggere due volte prima di capire, sempre se ho capito.

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