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La Peste

9 luglio, 2008 - 11:31 di  
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Pensavamo di averla debellata. Pensavamo di essere vaccinati. Pensavamo che una cosa del genere non l’avremmo vissuta mai più. Invece lei era lì, nascosta non so dove, magari nel cuore malato di qualcuno che non era mai riuscito a guarire.





Ora c’è in giro la Peste e la Peste è una brutta malattia. Invisibile, subdola, traditrice. La Peste, quella di cui leggi sui giornali tutti i giorni, quella che sembra colpire sempre e solo gli altri, ora può colpire anche te. Anche te che pensavi di vivere in un paese civile e pulito. Anche te che credevi di essere protetto dalla tua legge, dalla tua costituzione.

Ora la Peste si allarga a macchia d’olio anche perché qualcuno di noi, qualcuno che è nato nel nostro stesso paese e che parla la nostra stessa lingua, pensa che la Peste arricchisca, selezioni, purifichi. Quindi la propaga, la diffonde, la sostiene.

Stamattina la Peste ha colpito vicino, molto vicino, anche se ancora non posso dirvi dove e come. Questo mi dice che l’infezione si allarga, che la malattia non è altrove, ma entra nella carne viva di tutti. Nella mia, nella vostra e la corrompe.

La Peste sta cambiando le nostre vite prima di prendersele. La Peste esiste, è reale e non serve far finta di niente. Anche se tu non ti interessi di lei, anche se pensi che sia problema di un altro, stai attento a quello che dici, stai attento a quello che pensi, stai attento a chi stringi la mano. Potresti già avere la Peste e non saperlo.

Attenzione
Questo che avete appena letto è frutto di pura fantasia. Non ha riferimenti a fatti e persone reali. La Peste di cui si parla è una metafora e non si riferisce all’infezione batterica causata dal batterio Yersinia pestis.

La Peste è sentirsi costretto ad aggiungere questa nota.

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Comments

66 Risposte a “La Peste”
  1. Sara scrive:

    Ok, credo d’aver capito…Ma forse no.

  2. Neottolemo scrive:

    La nota si antepone al testo, sennò finisci al lazzaretto.

  3. Angelika scrive:

    Macchè, io non ho capito niente!

    • Ma no dai.
      Vuol dire che quando hai bisogno di specificare che quello che scrivi è fantasia o metafora, vuol dire che chi legge e lo crede vero è malato e con lui tutti noi.
      A quanto pare la mia prosa non è comprensibile come la tua.

      • Angelika scrive:

        Eh no, caro MC, io la tua prosa la invidio molto! In realtà non ho spiegato ciò che non avevo capito: ossia, avevo capito che la peste è l’impossibilità di dire certe cose anche se sotto forma di scherzo, ma credevo ti riferissi a qualche altro fatto che nel frattempo era accaduto. Infatti, lette le tue parole mi sono messa alla furiosa ricerca di qualche notizia che poteva essermi sfuggita. Non trovandone (di nuove ed eclatanti), mi sono tenuta la capoccia fra le mani per qualche minuto a riflettere. Poi le incombenze della giornata mi hanno distolta…

  4. Sara scrive:

    Stamattina il sito della Guzzanti non si carica…Coincidenza?

  5. Emanuele scrive:

    tante tantissime coincidenze.
    quando la probabilità va farsi benedire…

  6. Basta, è ora di finirla con la cultura del politically correct, della tutela preventiva, dei disclaimer (noti anche come “menetirofuori”, o più formalmente come “esclusione di responsabilità”, “limitazione di garanzia” et similia,per carità, capisco i rischi corsi dalle aziende, ma c’è proprio bisogno di esplicitarlo e per giunta con non meno di cinquanta righe?) delle precisazioni che anche l’ultimo degli uomini deve aggiungere a qualunque cosa faccia (anche io, si veda il mio sito) per motivi legali, politici. Viviamo in un mondo dove ogni essere umano ha il timore (bhè, non proprio tutti, dai, io ormai sì) di dire quel che deve dire, perchè uno dei due miliardi dei suoi simili potrebbe sentirsi offeso (e questo potrebbe derivare da una grande sensibilità come da una notevole coda di paglia). La cosa, nata col nobile obiettivo di far rispettare le regole e di creare un clima che escludesse attacchi gratuiti e volgari, è diventata, dalla salutare disinfezione che era, una vera e propria sterilizzazione dei rapporti e del discorso…

    • lupoalburnino scrive:

      Io non ho capito! Spero in spiegazioni successive.
      Per Marco Bastianello:
      ho fatto il maestro nelle scuole elementari e quando vedo un errore ripetuto più volte mi viene voglia di correggerlo. Ti chiedo scusa, tante scuse, però fammi la cortesia di scrivere “beh” e non “bhe” come fai abitualmente. Ancora scuse, scuse, scuse… Se avessi potuto ti avrei telefonato per dirtelo in un orecchio…
      Ma potevo farmi i fatti miei?

  7. simona_rm scrive:

    Ecco, ci mancava quest’altra bella notizia oggi….

  8. Emanuele scrive:

    suvvia, un pò di allegria, 2 anni fa abbiamo vinto i mondiali, festeggiamo l’anniversario. Facciamo un trenino!

  9. SKA scrive:

    Anche io ho capito benissimo il riferimento. Concordo in pieno con il Comandante, ma allo stesso tempo non so che fare. Si può fare qualcosa?

  10. Kastigamatti scrive:

    Ma secondo me state proprio fuori di boccia…
    Questo conferma che voialtri sinistri non solo non avete più nulla altro da dire, ma avete completamente perso la favella (come se uno di sx avesse un cervello EHEHHEHEHE!!!)

  11. Una Fiaba.

    C’erano una volta un Paese, non molto lontano dall’Italia, dove la vita scorreva piatta e lo Stato pensava a tutto. La gente credeva di essere felice ma lo era solo perche’ non sapeva che esisteva l’infelicita’. Nessuno glielo aveva insegnato.

    Era cosi’ che viveva la gente in quel Paese: sempre felice ove sorridere era obbligatorio, perche’ se non si sorrideva c’era chi chiedeva spiegazioni, e se non si sapeva spiegare il perche’ erano guai.

    La bandiera di quel Paese era azzurra e sopra era raffigurato un ometto che rideva a 32.000 denti.

    L’obbligo era che tutti dovessero assomigliare a lui.

    In questo Paese viveva una ragazza, che aveva spesso cambi di umore ai quali non sapeva dare spiegazione alcuna, e per questo motivo gia’ non era vista di buon occhio. A scuola era obbligata, se scriveva qualcosa che non fosse felice, a motivare, e quando le capitava di scherzare e di usare l’ironia era sempre un grande problema, perche’ doveva specificare che si trattava di uno scherzo. Cosi’ alla fine nessuno rideva delle sue battute.
    Ma anche se nessuno rideva, in quel Paese era comunque obbligatorio essere felici e sorridere come l’ometto sulla bandiera.

    Fu cosi’ che la ragazza, accusata di essere pazza, fuggi’ lontano, in un luogo in cui le battute potevano essere fatte senza che si dovesse specificare che erano battute, e senza che si dovesse sempre e comunque ridere.

    Visse bene in quel luogo, ma duro’ poco perche’ alla fine anche li’ arrivarono le medicine e la gente inizio’ a “rinsavire”, e la ragazza si ritrovo’ ancora in una situazione in cui ad ogni battuta doveva essere aggiunta la postilla: “e’ una battuta!”.
    Anche alla bandiera, che era un tricolore,venne aggiunto un ometto che rideva a 32.000 denti. Pero’ con meno capelli! :-)

  12. Francesca scrive:

    Comandante, io non ci sono arrivata (dove e come) ma sono certa che ce lo dirai quando potrai.
    Bella e triste però l’ultima frase in cui specifichi che non è vero che c’è la peste.
    Da’ l’idea pratica di come siamo messi.

    Bella e amara anche la storiella di Chiara.
    In un paese in cui sei costretto a specificare e dare motivazioni persino quando ti senti infelice o felice, che paese è?

    • Non e’ una storiella. Quel paese esisteva fino a poco tempo fa…

      Comunque adesso e’ tutto cambiato. Si e’ evoluto. Laddove c’era poca liberta’ e disagio per tutta la popolazione, adesso c’e’ zero liberta’ e disagio per tutta la popolazione meno l’1% di mafiosi :-)

      Insomma, un passettino per volta, no?

      Il modello viene esportato con successo laddove esiste un popolo ormai ridotto alla frutta. Si chiama post-comunismo modello “eltsin-putin”.

      E’ all’avanguardia. Risolve radicalmente il problema della sovrappopolazione e della disoccupazione.

      • Francesca scrive:

        sì, l’avevo capito che era riferita al’ex urss.
        Al post-comunismo “eltsin-putin” ci aggiungerei anche Gorbaciov che ne ha cominciato il cammino…ci hanno guadagnato soprattutto l’informazione e la libertà di stampa, no?
        Bello questo tipo di democrazia!Chissà se si è accordato con il suo amico Cav. per importalo qui da noi?!

    • Speriamo di non saperlo mai. Grazie Francesca, il tuo apprezzamento vale molto per me.

  13. cristiana scrive:

    Per quanto mi riguarda,la peste l’ho ben identificata,ma nel mio blog la chiamo “virus

    Cristiana

  14. Finazio scrive:

    Secondo me hai fatto male ad aggiungere in coda il disclaimer. Magari DAgo prendeva tutto per oro colato ed espatriava in Perù per non correre il rischio di essere contagiato.

  15. Finazio scrive:

    Cristiana, anche tu qui? Mio dio, questo sta diventando un postaccio… Ovviamente scherzo, ti voglio bene!

  16. pacatoegentile scrive:

    Solo perche’ sono paranoico non vuol dire che quelli non mi stiano controllando :-)

    CN: io di solito vado di banane e di cioccolato e poi sto un po’ meglio :-(

  17. Niko Ghedini scrive:

    appestati sarete voi!
    segue querela

    :mrgreen:

  18. SKA scrive:

    E’ così che funziona l’indignazione in internet. Una faccina, un buffetto e di nuovo con la testa sotto la sabbia.

    • Francesca scrive:

      a chi ti riferisci, scusa?
      non mi pare che qui sappiamo fare solo questo ma ogni tanto bisogna anche saper sdrammatizzare.. ciao

  19. anna scrive:

    1.Appestato : chi ha contratto la peste
    2.appedistato: chi nonostante la peste ricopre alti incarichi
    3.apperesistito: (molto raro) chi nonostante si trovi in mezzo agli appestati non contrae la peste
    4.appe plebestato: plebeo con la peste, compiaciuto d’esserlo, nella speranza di salire nella scala sociale
    5.appestudiato: appestato con titoli di studio conseguiti con i sacrifici della famiglia che s’appesta per non deludere le aspettative dei suoi
    6.appemiserostato: appestato che non ha altra scelta, caduto in miseria
    7.appeprotestato: come sopra, in più protestato
    8.appestatoclericale: appestato del mondo religioso
    9.appeschedina: appestato per fare 13 alla schedina
    10.appe statocivile: chi ha contratto la peste col matrimonio
    11.appeprostituto: chi ha contratto la peste immoralmente
    12.appetarato: appestato per tara ereditaria
    13.appestupefacente: appestato schiavo della droga
    14.appestatoconfuso: appestato per confusione mentale
    15.appefamoso: appestato per diventare famoso
    16.appeformosa: appestata grazie alle curve o per farsele.
    17.Oh! happy gay: appestato che gode a prenderlo in quel posto
    18.apped’altro stato: appestato straniero come per esempio i sostenitori di Mugabe a cui magari diamo aiuto come rifugiati politici
    19.appe sciuccaren: (dall’arabo sciuccaren = grazie) appestato arabo o d’altre razze a cui si son date licenze commerciali per far fallire quelli scomodi del posto.
    20.Appeleghista: appestato che si sente sano solo perchè di razza ariana
    ciao a tutti gli appequintostato (che vengono dopo il quarto stato, che nonostante tutto non si sono appestati)

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