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La Pena di Morte – Le Ultime Ore di Kenneth

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skull4.gifParlare di morte è difficile, e non so perché mi sono imbarcato in questo argomento. La morte può essere vista da molti punti di vista, non la vivono tutti allo stesso modo. C’è chi dalla morte ne trae una liberazione, chi invece la rifugge in ogni modo. Resta il fatto che la morte è l’avvenimento più estremo che ci lega alla vita.

Ci sono persone che alla morte sono sfuggiti per un soffio, chi per fortuna e chi combattendo. Ci sono altri che la morte l’hanno vista in faccia e seguita negli affetti più cari, l’hanno vista farsi strada giorno per giorno, prendere a calci in culo le energie e la vitalità, prendendosi il posto che le spettava nella persona, quel posto che avrebbe dovuto prendere chissà quanti anni più tardi, non di certo in gioventù.

Io credo che queste persone cambino prospettiva sulla morte. Forse non tutti, ma io si.

Ci sono altre persone invece, a cui la morte arriva una sera per uno scippo finito male, magari accompagnata da un guidatore troppo ubriaco, o forse per qualche medico distratto. Ci sono fin troppi modi. E forse è questo il peggior modo di sperimentare la morte.

Oggi ho visto una pubblicità, una pubblicità conto la pena di morte. Questa mi informa che all’ONU l’Italia sosterrà una moratoria contro l’uccisione dei detenuti. Ed è questo che mi ha portato a pensare riguardo la morte e scriverne qualcosa.

In Italia la pena di morte è stata abolita da tempo (ed ora abbiamo fatto di più, abbiamo abolito la certezza della pena), ed ora ci siamo a quanto pare preposti di esportare questo sano modello a chi ancora pensa che uccidere una persona sia una pena necessaria in casi estremi. Di solito i casi estremi sono quelli di cui il telegiornale parla ogni giorno, con cui si nutre l’odio del pubblico; sono quei casi a cui poi fai assuefazione e ne vuoi sempre di più, sempre più pazzi omicidi su cui riversare le proprie paure e frustrazioni. Ma ora non voglio parlare del circo dei freak e del fieno dato alle pecore. Ora si parla della pena di morte.

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E’ giusta o meno la pena di morte? Posso dire con una certa dose di sicurezza che la pena di morte è una cosa sbagliata, anche se si confà pienamente all’uomo.Contrariamente, il concetto di estrema punizione non è contemplato minimamente dagli animali. Le bestie (ci piace chiamare così perché non hanno la macchina), uccidono raramente i propri simili. Di solito a farne le spese sono i cuccioli che potrebbero costituire un futuro problema al capobranco. Questo comportamento comune agli animali è comune anche all’uomo, su qualcosa siamo simili.

Ma ad ogni modo l’uomo è bestia evoluta, e conosce la vendetta, perché di questo si parla; una moderna applicazione della legge del taglione. Come ho detto, c’è una componente moderna, che è la tecnologia, poi invece c’è la componente puramente umana, che è lo spettacolo e l’intimidazione. Da che uomo è uomo, e soprattutto da che uomo è sociale, le pene più violente sono sempre state uno spettacolo per le folle, vuoi per intimidazione, vuoi per godere delle disgrazie altrui, si va tutti davanti la forca a vedere il cadavere di turno.

Questo succedeva a Roma (si portavano anche i bambini in piazza per “educarli” a non delinquere e nel momento dell’esecuzione i genitori assestavano un sonoro ceffone ai pargoli), e succede tutt’ora con il folto pubblico schierato davanti la sedia elettrica in Texas.

Ma il condannato a morte come la prende? Di certo sarà distrutto dalla notizia, ne sarà svuotato, ed è forse questo il momento peggiore di tutti, ben peggiore del momento dell’esecuzione.

Ma la pena di morte non è solo morte, non è solo pena, è anche liberazione. E’ forse il modo più sicuro e veloce per uscire dal carcere.

Non molto tempo fa un gruppo di ergastolani ha scritto al Presidente Napolitano chiedendo per loro la pena di morte; il carcere non lo sopportavano più. Questo discorso potrebbe essere spinto alle estreme e sfociare in qualcosa simile alla diatriba sull’eutanasia. C’è molta differenza? Stiamo sempre parlando di gente che soffre, che è costretta in condizioni che poco hanno a che vedere con la natura umana. Se queste condizioni sono dettate dalla malattia o dalla giustizia che differenza c’è? Che poi si sa che la giustizia è malata. Io che sono contro la pena di morte, posso essere visto come un sadico aguzzino che vuol vedere soffrire la gente fino a far desiderare loro la morte? E se decidessimo di essere anche contro l’ergastolo, sarebbe l’ennesima sconfitta delle vittime?

Purtroppo sono solo riuscito a pormi dei quesiti senza trovare le risposte.

C’è infine un altro aspetto molto importante: non sappiamo portare in vita i morti. Questo fatto è complementare con l’incertezza dei giudizi. Ci sono state e ci sono molte persone detenute per crimini che non hanno commesso. A volte questi detenuti riescono ad avere giustizia per la seconda volta e, tante scuse, vengono rimessi in libertà. Di contro i giudici continuano a fare i giudici e Tortora non presenta più

Nota di MC: Oggi è il giorno dell’esecuzione di Kenneth Foster.

Edit: Fortunatamente questa sera avremo un morto in meno. La pena di morte per Foster è stata commutata in ergastolo.

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