La Paura delle Diversità
23 giugno, 2007 di Daniele Bausi
Archiviato in Democrazia e Diritti
Già da un po’ di tempo, anzi direi molto, che ci penso e non sempre sono riuscito a darmi una risposta che soddisfacesse del tutto la mia domanda.
Perché gli uomini hanno paura di tutto ciò che è diverso?
Quella più scontata è perché non conoscono la diversità in questione, allora perché non chiedere o informarsi?
Non intendo la diversità limitata solo all’omosessualità, ma ad un ampio spettro di diversità. Io ad esempio, negli ultimi tempi, mi sono avvicinato ad un altro tipo di diversità: la disabilità.
Fino ad allora ero testimone muto di una realtà che avevo preso a conoscenza ma senza mai chiedermi cosa ci fosse dietro. Li vedevo in carrozzina e mi dicevo….forse non mi dicevo niente.
Oggi mi sono avvicinato a questo mondo grazie anche ad un amica che fa volontariato in una struttura che li ospita e che è l’unità spinale di Careggi a Firenze. Prima ho conosciuto Cristiano, del quale ho scritto anche un post, poi sono stato dentro a questa struttura e li ho visti, ho parlato con loro, mi sono seduto accanto e mangiato con loro.
Ho scoperto una realtà diversa dalla mia e soprattutto la loro forza, la loro innocenza, il loro modo di essere amici.
Eppure fino a ieri camminavano con le loro gambe, ma dietro l’angolo, l’inaspettato a volte si cela, con rabbia, e schiaffa ragazzi di 15-20 anni su una sedia a ruote per sempre.
Allora cominci a vedere cose che prima non vedevi come il salire sugli autobus che sono sprovvisti di scivoli. Luoghi inaccessibili perché ci sono solo le scale o anche il semplice marciapiedi dove il bauletto di uno scooter invade il passaggio.
Ma altre diversità sono presenti nel nostro quotidiano. Ad esempio i ragazzi down.
Il loro mondo è sconosciuto a molti di noi, io per primo, ma l’amore incondizionato che ti offrono è grande. Quel modo di guardarti e di sorriderti non fanno intravedere il benché minimo accenno di cattiveria e ti abbracciano volentieri.
Ad un mercatino di oggetti fatti da loro, per avergli comprato un tappeto, non mi lasciavano più andar via. Mi abbracciavano, mi raccontavano le loro storie e molto altro. Mi sembrava di stare in un mondo di pace, d’amore, quello vero e non quello inflazionato dal troppe volte detto senza provarlo.

Nel reparto d’ospedale dove svolgo il mio servizio arrivano bambini da tutto il mondo. In questi due anni ne ho incontrati di romeni, iracheni, marocchini, israeliani, africani, cinesi, e le loro religioni sono ovviamente diverse, musulmani, buddisti, ebrei eppure le loro storie hanno avuto un passato di emarginazione perché magari vissuti qui sin da piccoli, sono stati integrati nella nostra società.
Il colore della pelle è ancora sinonimo di razzismo. Il credo religioso, anche.
Eppure dentro a quelle corsie differenze non ce ne sono. Tutti uguali, ed è sorprendente vedere il bambino bianco che spontaneamente va a giocare sul letto di quello nero. Ma perché ci deve sorprendere?
Un ragazzo barista che lavora qui vicino a dove lavoro io, mi ha raccontato gli anni difficili della scuola perché nero.
Dobbiamo imparare dai bambini lo stare insieme a chi è diverso da noi solo perché abbiamo paura di conoscere la sua storia?
Dovrebbe essere il contrario, caso mai, visto che gli adulti sono più maturi e saggi?
In questo modo, non ci sarebbe più diversità?
Purtroppo ancora oggi, questo muro non è stato abbattuto, si continua a temere chi è diverso da noi solo perché non si comporta in egual modo e non c’è volontà di capire il perché. Se ci offrissimo di più alle diversità, se ci sforzassimo un pochino di più di capire, di stare con gli altri, capiremmo che in fondo tanta differenza non c’è e forse un po’ più d’amore trionferebbe sull’odio.
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la conoscenza della diversità investe una messa in gioco di risorse, spreco di energia, dunque aumento ingiustificato del grado di entropia dell’universo.
chi manifesta chiusura presenta probabilmente, in termini energetici, una fitness maggiore, dunque maggiori possibilità riproduttive…
..e si torna sempre lì..
bell’articolo, complimenti
dopo aver letto l’articolo ho deciso di postarlo su oknotizie non mi sono accorto del messaggio alla fine del post che vieta di farlo mi spiace……
Bellissimo articolo.
Beh… quel che penso Daniele lo sa, visto che siamo amicissimi. Sono contenta che si sia aggiunto alla già lunga schiera di validissimi collaboratori di MC.
Oi bell’articolo, e non posso che darti ragione..
Per i bambini come persone da cui dovremmo prendere esempio.. bè, ti dico solo che sto studiando per diventare maestra di scuola materna proprio per poter stare a stretto contatto con loro!
La diversità fa paura perché non è sperimentabile. L’impossibilità di sperimentare la condizione del diverso crea quella distanza cognitiva invalicabile che produce ignoranza. E’ l’ignoto che si avverte nel DIVERSO che fa paura. Si attivano meccanismi di sopravvivenza di fronte a ciò che, in quanto sconosciuto e non sperimentabile, può danneggiarci.
A proposito di sperimentare…provate i bar al buio, se ci sono nelle vostre città. La prima volta è sconvolgente, la seconda pure. Tranquilli, sarete accompagnati da un non vedente e la birra è buona
GLI UOMINI HANNO PAURA DELLA DIVERSITA’ PERCHE’ IL CONFRONTO SMONTA IL FRAGILE CASTELLO DELLE LORO CERTEZZE. SCRIVI ANCORA DANIELE, GRAZIE. MAMMA