La Patrimoniale Generalizzata e l’Effetto Annuncio


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Il governo sta «studiando» una patrimoniale «generalizzata» ma «non sarà introdotta nottetempo, ci sono passi che stiamo verificando». Lo ha affermato il premier Mario Monti intervistato al forum del Financial Times a Milano. «Non vogliamo allontanare gli investitori con una tassa non equa», ha precisato Monti, ricordando che in passato il governo, nello studiare l’ipotesi di una patrimoniale, aveva trovato delle «difficoltà» dal momento che «in Italia non erano disponibili tutte le informazioni sulla proprietà dei beni». «Vorrei anche sdrammatizzare – ha proseguito – la questione della tassa patrimoniale, che esiste in alcuni paesi estremamente capitalisti». Su l’utilizzo di questo tipo di tassazione, Monti ha precisato che «molto dipenderà da come funzionerà e da come sarà usata».
fonte il Sole 24 Ore

Delle volte viene da chiedersi se, per davvero, non ci siano dei fini oscuri nelle dichiarazioni fatte da Mario Monti. L’unica altra spiegazione sarebbe la stupidità, ma non è facile dare dello stupido ad un uomo che ha avuto tanti riconoscimenti. Alla fine, occamisticamente, viene da pensare male e basta.

Che senso può avere parlare di “patrimoniale generalizzata” quando ancora non sono chiari gli ambiti di applicazione e le modalità? E’ come sparare un colpo di fucile in direzione di una tribuna affollata. Magari non si colpisce nessuno, ma si provoca il panico.

in Italia non erano disponibili tutte le informazioni sulla proprietà dei beni

Tentando di decrittare questa frase sembrerebbe di capire che non si tratta del banale prelievo su conto corrente di cui abbiamo già triste memoria. La “patrimoniale generalizzata” colpisce l’intero asset dei beni: i quattrini, le azioni, le case, la macchina e, ipoteticamente, anche la gonna che sto indossando in questo momento. Se così fosse, non ci sarebbe scampo, ma non può essere così e lo sappiamo benissimo.

In un paese largamente allo sfascio come il nostro, nessuno, nemmeno Monti, può venirmi a raccontare che oggi esiste un’anagrafe tributaria in grado di elencare tutti i beni in capo ad una singola persona. Intestazioni societarie, partecipazioni, leasing, concessioni in uso, conti all’estero, gioielli, opere d’arte, affitti simbolici, in anni di attività gli evasori legalizzati italiani hanno individuato una serie di contromisure che nessuno è in grado di districare in un lasso di tempo così breve e con le risorse ridotte di una pubblica amministrazione che non ha nemmeno di che pagare la benzina per la polizia.

Sempre occamisticamente, le vere vittime di un’eventuale “patrimoniale generalizzata” non potranno che essere i soliti conti correnti bancari, quelli postali, i conti deposito, l’investimento in titoli di stato o obbligazioni e le proprietà immobiliari. Il vecchio salvadanaio delle famiglie che conservano i loro soldi alla luce del sole, senza nasconderli sotto le mattonelle virtuali delle scatole cinesi finanziarie. A parte questa ovvia considerazione che è perfettamente in linea con la famosa “equità” del governo tecnico, se si inizia a ragionare intorno a questo concetto alcuni degli effetti immediati (i primi 3 che mi vengono in mente) non possono che essere questi:

  1. Mercato immobiliare: aumento del costo degli affitti in previsione dell’ennesimo salasso sugli immobili. Ulteriore contrazione delle compravendite. I soldi liquidi si possono nascondere sotto la mattonella, le case no (per la gente normale ovviamente). Inoltre, ve lo immaginate che gioia se la patrimoniale viene calcolata proprio nei giorni nei quali vi depositano l’importo del mutuo in banca, importo che voi dovete girare al venditore dell’immobile? E’ già successo che dei poveri disgraziati siano incorsi in questo incidente quando Amato fece il suo furto notturno sui conti correnti.
  2. Depositi bancari: Cosa succede quando la gente incomincia a pensare che tenere i soldi nel materasso conviene di più che tenerli in banca? E quanti incominceranno a pensare ad un’emigrazione all’estero?
  3. Consumi: Quanto si pagherà? Non si sa. Nel frattempo è meglio evitare spese e risparmiare in vista di una tassa che può arrivare da un momento all’altro.

Già in passato avevo avuto dei dubbi sulla dottrina dei professori derivate proprio dalla lettura di un articolo di mentecritica. Nella legge di stabilità si riducono le aliquote di una serie di deduzioni/detrazioni possibili in fase di dichiarazione dei redditi e si aumenta l’IVA. E’ evidente che si recupera subito qualcosa, ma già nel breve tempo il peso dell’IVA sulle fatture e l’impossibilità di dedurre la spesa incoraggeranno le transazioni in nero con evasione sull’IRPEF e sull’IVA. Si tratta di decisioni che comportano un minore introito sistemico per lo stato a fronte di un piccolo incremento immediato.
Se a questo aggiungiamo la goffa vicenda degli esodati, tanti indizi iniziano a fare una prova.

I professori sono asini o ci stanno prendendo in giro?

N.d.R.:

Intorno alle ore 13:00 giunge una smentita dell’ufficio stampa di Palazzo Chigi.

Dopo aver precisato di non essere pregiudizialmente contrario ad una modesta tassazione generalizzata del patrimonio, il presidente ha ricordato il contesto in cui il governo ha operato e i vincoli alle scelte in materia di imposizione fiscale, in particolare la mancanza di una base conoscitiva sufficientemente dettagliata e la necessità di evitare massicce fughe di capitali all’estero. Non essendo perciò realizzabile una tassazione generalizzata del patrimonio, il governo nel dicembre 2011 è intervenuto, con l’approvazione di tutti i partiti della maggioranza, su varie componenti della ricchezza patrimoniale separatamente, con un risultato effettivo in qualche modo paragonabile.



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