La Nuova Mappa del Potere Italiano
16 aprile, 2008 - 8:00 di Giovanni Grobo
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L’esito delle consultazioni elettorali probabilmente non è mai stato così esplicito. Il voto laico e solidale è stato completamente catturato dal calderone senza volto e privo di rotta del PD. Questo non va considerato il riconoscimento ufficiale della nuova formazione politica, ma solo il tentativo disperato quanto inutile di fare barricate antiberlusconi.
Nessuna delle formazioni minori raggiunge il quorum vanificando il voto di coloro che volevano un rinnovamento radicale di volti, metodi e contenuti. La mappa che ci restituiscono le urne è quella di un paese fortemente arroccato a difesa dei propri interessi e terrorizzato dal futuro.
Paura che trova rifugio nelle posizioni localistiche della lega e nella politica populista del PDL le cui tesi generaliste orientate al consenso hanno avuto un effetto consolatorio su un elettorato stremato dalla crisi ed alla ricerca di un sedativo.
Il riformismo italiano che pur deve esistere, se non altro come dato statistico, paga l’errore di aver legittimato una classe dirigente inetta e dai comportamenti torbidi. Ora si vede costretto a riorganizzarsi fuori dal parlamento e lontano dai mezzi di comunicazione di massa. È facile prevedere che stavolta toccherà alla rete il ruolo di costruire il nuovo soggetto e ospitare il dibattito che porterà alla costituzione della nuova dirigenza. La situazione è tale che non sono consentiti errori. Istanze di civiltà, laicità e modernismo resteranno fuori del parlamento, scalzate dalle grandi opere e dal dibattito sul federalismo fiscale. Per cinque lunghissimi anni in Italia non si parlerà di unioni civili, di laicità, di precariato. È compito della rete portare il testimone di queste istanze e consegnarlo al nuovo soggetto che, per forza di cose, dovrà nascere.
E gli altri? Ora non hanno scuse. Dispongono di una maggioranza limpida che potranno gestire senza i compromessi imposti ad una coalizione. La responsabilità del destino dell’Italia dei prossimi cinque anni è completamente nelle loro mani. Si tratta di un compito immane affidato a uomini le cui storie sono narrate dai tribunali della repubblica.
Ieri sera, fra le prime dichiarazioni, abbiamo registrato un intento di “modernizzare la sanità” che suona sinistramente.
In ogni caso, la situazione che viviamo è frutto di una scelta legittima democraticamente espressa nei limiti dell’attuale legge elettorale.
Se questa coalizione dividerà il paese e lo porterà ad una situazione di scontro, non avrete problemi a guardare in viso il responsabile. Basterà alzare gli occhi verso lo specchio.
La Nuova Mappa del Potere Italiano è di Giovanni Grobo

Discorso interessante, come tutto ciò che riguarda il nostro futuro, e che tuttavia ha due difetti.
Il primo di prendere le mosse da un assunto indimostrato. Che il PD sia un calderone privo di volto e senza rotta e dunque che chi lo ha votato lo abbia fatto in quanto ebete, oppure, in assenza di simile prerequisito, soltanto per fare da diga a Berlusconi.
In altri termini che il PD, non possa esprimere, per sua intrinseca natura, valori laici e solidali, i quali dunque, d’ora in avanti, non potranno essere testimoniati che al di fuori dalle aule parlamentari, dai naufraghi del porcellum, o dai non votanti.
Il secondo difetto del discorso è quello di concludersi con un altro assunto, altrettanto indimostrato. Che gli spiaggiati e gi altri che avevano di meglio da fare che andare a votare, sapranno esprimere, maieuta la rete, la dirigenza che traghetterà questo paese alla terra promessa.
Non voglio mettere limiti alla provvidenza, né ho niente contro le ipotesi ardite. Potrebbe essere benissimo.
Ma occorrerebbe dimostrarlo con qualche minimo argomento a supporto.
Obiezione ineccepibile se avessi tentato la dimostrazione del teorema di Shannon.
Ho solo espresso la mia opinione che vale un po’ come quella di tutti qui, almeno credo.
Non credo che sia dimostrabile che il PD sia un “calderone senza volto e privo di rotta” come non credo sia possibile dimostrare il contrario. Rimaniamo sempre nel campo delle opinioni.
Lo stesso vale per il resto del discorso.
Avrei potuto usare qualche “secondo me” in più, ma vista l’impostazione del sito, l’ho considerato superfluo. Chiedo scusa.
Non preoccuparti grobo, s’era capito che queste sono tue opinioni personali.
Evidentemente non ti sei ancora ripreso dalla “mazzata”