La Millimetrica Precisione


C’è un’ora che ti coglie all’improvviso con millimetrica precisione. A volte capita di notte e devi afferrare il cuore e saperlo condurre con decisione, perché è lunga e tortuosa la strada verso la meta del mattino. Altre volte ti prende mentre sei tra la gente, e rimani con gli occhi fissi, mentre tutto ti scorre intorno, le mani nelle tasche e le labbra piegate in una smorfia di dolore e di sorriso insieme.

Questa è l’ora nella quale un rumore improvviso, un nome gridato ad alta voce, più spesso un profumo che ti giunge traditore dalle narici al cervello, ti riportano alla mente le persone con cui hai fatto un pezzo di strada, quelle che hai tenuto per mano e che hai guardato pensando che fosse per sempre. Le persone che hai salutato come se fosse niente, pensando si svegliartici accanto per tanti giorni ancora e dalle quali tempo e vita ti hanno diviso. Le persone che sono partite per una rotta divergente, persa lungo i sentieri alieni di altri mondi. Persone che ora sono altrove o che non sono più di cui all’improvviso senti la mancanza e nel tuo spazio si apre un vuoto, circondato di luce, che silenzioso luccica chiedendo di essere riempito.

E tu sai, che per un motivo o per un altro, non è più possibile. Così riprendi a camminare, come se nulla fosse successo, perché la prima regola della vita, quella che fa di un ragazzo un uomo, quella che ti rende saggio, è sapere fare a meno. Fare a meno di qualsiasi cosa e di qualsiasi persona, sempre che tu ci riesca davvero.

§

Sorgi dalla terra, quella bruna e secca asciugata dal sole.
Tendi la mano verso la luce e scuoti la polvere dal corpo.
Ora che ti sei fatto carne vai per il mondo.
Custodisci la fiamma e appicca incendi.
Siediti a guardare il rogo e bevi un po’ di vino, ma solo un po’.
Poi cerca altre città da distruggere.
E continua a spargere la fiamma, ma ricorda da dove sei venuto.
Anche se ora custodisci la fiamma,
polvere eri e polvere ritornerai.