La Memoria di Tutte le Vittime. L’Olocausto Omosessuale
19 febbraio, 2008 - 13:00 di Lameduck
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Mi ha fatto molto piacere che al TG1, finalmente, sia stata presentata la Giornata della Memoria citando, oltre alla Shoah, la persecuzione degli altri gruppi caduti vittime della barbarie nazista, tra i quali: omosessuali, zingari, oppositori politici, testimoni di Geova, asociali, prostitute, disertori e immigrati.
Speriamo sia l’inizio del completo riconoscimento di tutte le sofferenze di quegli anni.
Per troppi anni questi compagni di viaggio in treno piombato avevano rappresentato un tabù ed erano stati rimossi dal ricordo, perché non si era riusciti a superare l’imbarazzo di averne condiviso il destino e perché in fondo il pregiudizio nei loro confronti non era mai morto, come dimostrano il perdurante odio per gli zingari e l’omofobia. Eppure il buio nazista della ragione si comprende solo pensando al ricco banchiere che viene bruciato nello stesso forno assieme al ladruncolo nomade.

La realtà è che fu un movimento igienico, ossessionato dalla purezza, dal bianco che più bianco non si può e dalla sporcizia come una massaia psicotica, che vede scarafaggi e topi ovunque e decide che solo il fuoco purificatore può rendere la sua casa linda. Infatti la massaia impazzita alla fine non trovò di meglio che bruciare la casa, direttamente.
Questa visione terra terra, questa riduzione alla meschinità del nazismo, rende bene il suo vero intimo significato.
Hitler era psicotico molto probabilmente ma riuscì a dominare la Germania solo perché si sintonizzò sulle frequenze di una mentalità collettiva negativa, depressa, paranoide e maniaco-ossessiva il cui scopo ultimo divenne ripulire, eliminare i rifiuti della società.
L’unico problema era non tanto stabilire chi doveva essere eliminato ma chi doveva essere risparmiato. A guardar bene ne rimanevano ben pochi.
Era la risposta patologica ad una logica borghese che sarebbe errato considerare un’anomalia limitata agli anni trenta in Germania.
Oggi non partono più i treni per Treblinka ma nel retrobottega di una certa mentalità fondante la nostra cultura e società, il disgusto per il diverso, chiunque egli sia, è come un reattore nucleare fuso che non è mai stato spento, che ancora brucia e brucerà forse in eterno.

C’è un bellissimo documentario sull’olocausto omosessuale, ““, premiato come miglior documentario al Festival di Berlino 2000 e diretto da Rob Epstein e Jeffrey Friedman, già autori di un documentario sull’omosessualità nel cinema americano, dal titolo “”.
Il era un articolo della legge tedesca, risalente al 1871, che prevedeva l’arresto e la perdita dei diritti civili per i gay.
Durante la repubblica di Weimar negli anni ’20, nonostante la legge repressiva, soprattutto a Berlino vi era una grande tolleranza verso la diversità e gli omosessuali di entrambi i sessi potevano esprimersi molto più liberamente di quanto fosse mai stato loro concesso in Germania.
Con l’avvento del nazismo, non solo il paragrafo 175 fu applicato ancora più duramente ma iniziarono le retate e le verso i campi di concentramento, come Dachau e Mauthausen.
Per le lesbiche l’atteggiamento era in apparenza più tollerante, ma in realtà il non rispettare il dettato di fare figli a dozzine per il Fuehrer poteva essere sufficiente per inviarle nel lager, dove venivano marchiate con il destinato anche alle prostitute o alle donne che usavano contraccettivi, ai Rom e ai vagabondi, mentre il era per i gay .
Si calcola che tra il 1933 e il 1945 circa 100.000 gay furono arrestati in Germania e di questi 10-15.000 furono deportati nei lager.
Non crediate che fosse necessario essere sorpresi in flagrante con qualcuno. Bastava il sospetto, il “si dice”, il chiacchiericcio dei vicini su quel signore “un po’ così”, magari il desiderio di vendetta o la delazione di un debitore per finire all’inferno.
Nella atroce scala gerarchica dei lager i gay erano considerati appena un gradino sopra le bestie. Umiliati, torturati e sottoposti a violenze sessuali dagli aguzzini e dai kapò, erano i più deboli e per loro il tasso di sopravvivenza non superava il 40%. Dopo la guerra risultarono soltanto 4000 sopravvissuti.
Epstein e Friedman in “Paragraph 175” hanno raccolto le testimonianze di cinque protagonisti di quel terribile periodo storico, i pochi che hanno avuto il coraggio di raccontare ciò che era loro accaduto.
Perché bisogna raccontare tutta la storia e dire che, caduto il Nazismo e liberati i prigionieri dei lager, gli omosessuali furono considerati ancora dei criminali a causa del paragrafo 175, e che la legge rimase in vigore fino al 1969 e definitivamente abolita solo nel 1994, dopo la riunificazione tedesca. Nessuno parlò del loro dramma a Norimberga, non fu riconosciuto il loro status di ex-deportati e addirittura gli anni trascorsi nei lager venivano dedotti dalle loro pensioni.

Ecco perché anche i protagonisti del film dichiarano di non aver parlato, di essersi tenuti tutta quella sofferenza dentro.
Fa malissimo vedere, alla fine del film, un vecchio di novant’anni piangere per un dolore che, nato sessant’anni fa, brucia ancora con la stessa intensità di allora.
E fa male anche considerare che l’ipocrisia, il senso di superiorità di chi “non ha vizi” e non si rende conto che essere eterosessuali non è un merito ma è una condizione che ci troviamo addosso per caso sono ancora tra noi in questo nuovo millennio.
Bisogna parlare di queste mostruosità, farle nostre, condividerle, non lasciarle ricordare solo agli amici omosessuali un giorno all’anno con una coroncina di fiori portata al monumento in ricordo delle vittime. E’ una cosa che ci riguarda tutti perché nessuno deve sentirsi al riparo dalla barbarie dell’intolleranza.
La società che partorì il nazismo ha un ventre fertile. Hitler fu solo il suo figlio più deforme.
La Memoria di Tutte le Vittime. L’Olocausto Omosessuale è di Lameduck

Fa malissimo vedere, alla fine del film, un vecchio di novant’anni piangere per un dolore che, nato sessant’anni fa, brucia ancora con la stessa intensità di allora.
Da scolpire
Bellissimo articolo, quoto in pieno.
Vediamo benissimo che anche oggi ci sono vittime che fanno comodo e vittime di cui non ce ne frega nulla.
Lame for president
.
Cambiano i tempi ma poco le situazioni. Vi copio a caso delle risposte di gente su un blog di Libero, dite voi come si deve sentire un gay:
"voi gay volete essere riconosciuti dal governo ? l'unico che vi riconosce sara' AMATO , visto che non e' altro che un finocc–hione come voi… per questo che vuole togliere le prosti…tute dalla strada . tanto a lui non gli tira …. meditate gente meditate"
"gli gay o bull–icci non sono stati creati da dio, anzi la religione e' contro queste schi–fezze, sono figli di sa..tana . perche' mai un uomo si debe travestire da donna??? vi sembra una cosa normale ??? lecco una fi..ca piena di mestruazioni che piuttosto un ca…zzo sporco di mer…da. meditate gente meditate …. "
"sono solo dei vergo..gnosi, non sono persone normali. dio ha creato l'uomo e la donna, maschio e femmina per intenderci. uomini che selo prendono in cu….lo l'uno con l'altro e poi succhiano dei ca…zzi sporchi di mer…da secondo voi sono persone normali ?? in alternativa ci sono sempre le p–uttane , buon sesso a pagamento senza innamorarsi di un'altro uomo , certo bisogna pagare ……….meditate gente meditate ."
Penso sia già sufficiente per far capire come persone che con molta probabilità sono persino di età sufficientemente giovane (visto che vanno su blog) ragionano.
@geoandgeo
fino a circa un anno fa liberoblog selezionava anche articoli provenienti da blog che non si trovano su libero. Quindi …
I commenti si commentano da soli. Dire che queste persone “ragionano” è un’offesa alla Ragione.
Per puro diletto ho sfogliato centinaia di commenti del tutto simili a quelli da te riportati. L’argomento dell’articolo è un mero pretesto. Questa gente legge al massimo il titolo.
Con questo non voglio certo dire che la discriminazione non esista…
geoandgeo: se un gay dev'essere spaventato da questo, apriti cielo!
fatti una risata, non aggiungo altro a quanto detto da dM
però non dite che Hitler era un fanatico della scienza.
Il darwinismo ha fatto da base ideologica all’olocausto: il forte che soppraffà il debole viene visto come fenomeno naturale
CITO: “Il dogma della cristianità si logora di fronte ai progressi della scienza … Tutto ciò che rimane è dimostrare che nella natura non esistono frontiere tra organico e inorganico. Quando la comprensione dell’universo si sarà diffusa, quando la maggior parte degli uomini saprà che le stelle non sono fonti di luce, ma mondi, forse mondi abitati come il nostro, allora la dottrina cristiana sarà relegata al rango di assurdità … L’uomo che vive in comunione con la natura si ritrova necessariamente in opposizione a tutte le Chiese, ed ecco perché queste sono votate al fallimento, perché la scienza è destinata a vincere”