Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "La Manovra di Monti: Non Fatevi Infinocchiare" è stato scritto da dellefragilicose
Luca, commentando il mio pezzo dall’elegante e forbito titolo “Monti, si Prepara la Grandissima Figura di M…“, scrive:
Credo che forse hai anticipato un pò, come del resto tutti i media, i commenti alla manovra. Ieri sera sentire parlare Monti mi ha reso orgoglioso (e non lo ero più da 20 anni) di essere italiano. La serietà, la competenza, la sincerità e soprattutto l’onestà di quelle persone mi ha sbalordito… non ci ero abituato ad essere governato da qualcuno che ha a cuore solo gli interessi del suo paese e delle generazioni future, da persone serie e non da buffoni!!!
Poi dal punto di vista tecnico certe scelte possono certamente essere migliorate, ma penso in generale che sia un’ottima manovra, concordo con la riforma delle pensioni, con lo scudo, con la tassa sul “lusso”, con l’IMU… credo che l’equità ci sia e credo che in 17gg era molto difficile fare meglio!!!
Penso inoltre che non è finita qui… i politici si stanno cagando sotto e questo mi fa godere un casino!!!
Probabile. Sono irruento per natura, anche se le mie amiche del cuore pensano che io sia dolcissimo (baci mamma).
Eugenio, invece, commentando il sobrio editoriale “MenteCritica Dichiara Guerra a Monti” non può fare a meno di affermare:
A questo punto sarebbe stato meglio il default, almeno di ripartiva da zero. Qui viene tolta la speranza.
Ho seguito in diretta la presentazione dei provvedimenti sperando di trovare qualcosa di equo. Vana ed ingenua speranza. Ma quel che e’ peggio e’ che se la “sinistra” vota ‘sta roba, nel 2013 il signor B puo’ passare all’incasso senza neppure fare campagna elettorale. Vergognoso non aumentare l’irpef per i redditi oltre i 70K. Indecorosa la IMU su prima casa.
Bene, bene.
E allora vediamo sta cazzo di manovra polimorfa, che cambia ogni mezz’ora, lurkando alla grandissima la fotina per deficienti messa a disposizione da quei bravi giornalisti del Corriere.

Pensioni: lo prendono in culo quelli che hanno iniziato a versare contributi a 18 anni. Benissimo, non mi riguarda. Chi è stato così coglione di mettersi a lavorare invece di trombare le teen agers si fotte. Io non ho nemmeno trombato le teen agers, a 18 anni ero a sparacchiare addosso ai cattivi, ma non versavo contributi perché non si versano le marchette quando uno si diverte. Però, c’è sempre un però, sono italiano, mi piace cavillare, come la mettiamo con quelli che sono andati in pensione ieri, la settimana scorsa, un mese fa? E come la mettiamo con i famosi vitalizi ottenuti a 48 anni, vedi questa lista meritevole di essere scolpita su una colonna infame? La mettiamo che chi ci capita sotto se la prende nel culo e chi non ci è capitato no. Questa, amici miei, si chiama equità. In fisica si chiamerebbe entropia, ma tanto voi non avete studiato fisica. Chiamatela equità, è più facile.
Fisco: Beh, con l’IVA lo prendono in culo tutti (tranne quelli che la scaricano e sono tanti). Certo, una volta rotto il principio che i capitali scudati non si potevano aggredire di nuovo, invece dell’1,5% si poteva fare il 5%. Comunque, su questo punto ho un paio di domande: se nel frattempo uno il capitale scudato se lo è mangiato in puttane, droga o lo ha versato tutto in beneficenza? Ma vuoi vedere che quando Bersani ha tirato fuori questa cazzata qualche mese fa i furboni dello scudo hanno provveduto a spostare tutto di nuovo su Marte, su conti intestati a venusiani? Ora, se risultano nullatenenti che gli predi l’1,5% del loro sangue? Certe cose si fanno di notte, mentre le persone dormono. Amato insegna. Secondo me Monti raccatterà l’1,5% di un cazzo.
Tassa di lusso: Il 90% delle cose elencate, barche auto, aerei ed elicotteri sono intestate a società di leasing che li dichiarano come “mezzi di produzione”. Non arrivi a comprarti una barca di 15 metri o un elicottero se non sai queste cose. Smoke in the eyes.
Tassa sulla casa: L’ICI è stata abolita. Per fortuna. Ora però, arriva l’IMU che è una cosa tutta diversa. In pratica è una tassa sulla casa di proprietà. Voi direte: ma dov’è la differenza? Beh, l’IMU sarà più o meno il doppio della vecchia ICI, ecco la differenza. In pratica mezzo stipendio all’anno se ne va per pagare l’IMU. L’unica cosa uguale tra ICI e IMU è che, grazie al decretino Bersani-Visco, il vaticano è esentato dal pagarla per gli immobili non esclusivamente commerciali. In pratica se un centro termale con le suore tailandesi in bikini che fanno massaggi ha una cappella, non paga l’ICI, anzi, l’IMU, che è cosa del tutto diversa. Grazie a questa cazzatella, il Santo Padre ci priva di due miliardi di euro all’anno. E chi deve rimborsarli quei due miliardi allora? Equamente tu, carissimo coglione. Almeno aderisci alla cazzo di iniziativa per far capire a Monti che vogliamo che il vaticano cacci i danari dell’IMU. Se vuole farsi i cazzi nostri su matrimoni, divorzi e fecondazione assistita deve pure cacciare i cazzo dei soldi, se no si stesse a fare i cazzi suoi e non rompa le stramaledette palle.
Costi della politica: Qui non lo prende in culo nessuno. Anzi, lo prendono in culo i coglioni che abboccano. Che vuol dire “abolizione delle giunte provinciali“? Mica che mandano a casa quelli che già sono stati eletti? No, certo. Se ne riparla alle prossime elezioni, forse, se se ne ricordano e se nel frattempo i ricorsi alla corte costituzionale non bloccano il provvedimento. Ovviamente questo non vuol dire abolire le province (che costano 19 miliardi all’anno e non certo di stipendi agli assessori e consiglieri) che continueranno ad assumere dipendenti, affittare immobili, pagare consulenze, gestire una polizia provinciale, mettere a disposizione auto di servizio, pagare ticket mensa ecc. Se a questo si accoppia la presa per il culo dello stipendio a presidente del consiglio, ministri e sottosegretari, sospeso, ma solo “se grava sulle casse dello stato“, mi sale la bile agli occhi. Ma con chi credono di avere a che fare con dei coglioni?
Liberalizzazioni: Consiglio all’ordine dei farmacisti di licenziare il lobbista che li rappresenta. Ogni volta che si fa una “liberalizzazione” gli unici a prenderlo nel culo sono loro. I tassisti, stavolta, non li nominano nemmeno, a Bersani ancora brucia il buco del culo. Per i professionisti “bisognerà attendere“. Certo. Certo. Se ne parla a babbo morto.
Crescita: Ritorna l’Istituto per il Commercio Estero. Caroselli di macchine in nottata in tutte le città d’Italia.
No al contante: Qui lo prendono in culo gli spacciatori di droga, i camorristi, i mafiosi e le zoccole alla D’Addario che per le loro torbide transazioni ora dovranno usare il bancomat, gli assegni o la carta di credito. Non conosco altri che usano i contanti per cifre superiori a mille euro. Io non sapevo nemmeno che ci fossero le banconote da 500 euro. Sono certo che la misura avrà impatti devastanti sull’evasione.
Se questo è tutto, io ho una sola conclusione: fottuti a sanguinamento anale per l’ennesima volta. Rimedi: bidè con l’acqua gelata, pomata e niente cibi piccanti. Menopeggisti, quando avrete i coglioni per fare altro, fatevi sentire.



Pazzesco… ieri sera non mi sembrava così male. Adesso non posso che concordare con te. Guarda che è preoccupante! Sarà capitato a molti di pensare, così a caldo, che non era così male. Speriamo che siano andati ad informarsi meglio come ho fatto io, o siamo di nuovo un popolo di gente che dorme pure quando non dorme.
bisogna sempre sfuggire dalla fascinazione dell'annuncio. E' il sistema con il quale si sono vendute milioni di pentole a casalinghe ignare.
Già da ieri sera sembrava una gran presa per il culo, infatti prima di sentire una cifra si è dovuta aspettare un'ora, di annunci, lacrime, rinunce di stipendio e cazzate varie, quando poi si doveva parlare di chi realmente pagare hanno dato la parola a uno che alla fine diceva questo a livello macro, e li si è capito chi lo stava prendendo nel culo.
Terre Di Bosco i reality hanno fatto scuola.
Si, ma l’alternativa qual’era? Nichi Vendola? Beppe Grillo? Matteo Renzi? O il caro vecchio governo mafioso?
Queste sono tutte cose che purtroppo andavano fatte se vogliamo far parte del mondo civile e non metterci a ballare il sirtaki. L’IMU era nel federalismo voluto dai legaioli, le altre cose le volevano sia Bersani che B. l’Innominabile. Solo che i politici non le facevano per non perdere le elezioni.
Le tasse si pagano, chiedere agli americani. Solo noi italiani vorremmo tutto gratis senza cacciare un euro. Nessuna manovra riuscirà mai ad accontentare tutti.
Ve lo dice una che in pensione non ci andrà mai.
L’alternativa era monti con la tracciabilità dei pagamenti per tutte le prestazioni professionali (in germania si paga in banca anche l’idraulico se no è multa per cliente e artigiano, l’IMU imposto anche alla chiesa, la deducibilità per le fatture professionali, la riduzione drastica delle spese militari, un calendario dei ritiri dai teatri di operazione concertato con gli alleati, il carcere per gli evasori, l’abolizione “vera” delle province”, ecc. ecc.
Non è il nome ad essere in questione. Sono le palle. E senza lacrimucce del cacchio per favore, che mi sento preso per il culo 18 volte, non una. 18.
Doveva fare tutto questo in 17 giorni?
Io ho l’impressione che la priorità ora sia salvare la pelle al paziente che sta tra la vita e la morte in rianimazione. Poi penseremo anche a togliergli quella cistifellea ridotta male che prima o poi gli andrà in necrosi.
Per il discorso delle pensioni, io non ci andrò mai, ne sono consapevole, ma il mio compagno, che maturerà 40 anni di contributi l’anno prossimo, a conti fatti ci andrà addirittura con qualche mese d’anticipo rispetto alla finestra mobile del sassofonista di Varese. Con il vantaggio che nel calcolo della pensione varranno tutti i mesi in più fatti oltre il 40°.
La politica premiale sulle aziende che aumentano il capitale e assumono non è una cosa da poco, se sarà ben applicata. L’imposta di bollo sulle rendite finanziarie sarà poco ma è qualcosa che B. non avrebbe mai fatto.
No, forse in 17 giorni non si poteva fare. Sarà che ormai sono così avanti nella mia malattia che non credo più a nulla e a nessuno.
Forse è maledettamente così.
Si’.
Perche’ salvare il paese senza fare le riforme ora ha significato barattare le riforme con la salvezza.
UOra non si faranno piu’, continueremo ad avere il notaio, la polizia locale, i concorsi truccati, gli evasori depenalizzati e avanti.
Meglio fallire e ripartire. T’assicuro che un po’ di dei li avremmo tirati giu’ dal loro cielo di forza.
Ora invece sembriamo la Fiat degli anni ’70. Un’azienda tenuta in piedi a forza, con soldi altrui, un parasita che puo’ trascinarsi ancora per anni ma che grava sulle tasche dei cittadini.
Vero che Fiat ha poi resistito finora, e con essa i suoi lavoratori, ma quale occasione di creare un nuovo tessuto industriale indipendente e solido ci siamo giocati?
E il cadavere, invece, e’ ancora li’ a succhiare sangue a noi…
Pensioni: penso che non sia questione di chi lo prende in culo e di chi no. Penso che una riforma seria e definitiva andava fatta, che il contributivo sia più equo del retributivo e che (a parte certi lavori e casi speciali) sia giusto non andare in pensione prima dei 66 anni. Le pensioni baby vanno eliminate, concordo, ma forse non è così facile farlo. Prima o poi (speriamo prima) moriranno anche loro…
IMU: è giusto pagarla ed è giusto alzare gli estimi che sono a valori ridicoli rispetto al mercato. E’ equa perchè il povero disgraziato o sta in affitto o ha solo la prima casa. Chi ha più soldi ha anche più case e quindi pagherà di più. La CHIESA DEVE PAGARE ANCHE LEI!!! Concordo, ma siamo sempre in Italia, i miracoli non esistono!!!
TASSE: preferivo una modifica delle aliquote a discapito dei redditi molto alti, ma probabilmente non dava la stessa entrata dell’IVA. Concordo che l’1.5% sullo scudo è poco, ma meglio di niente. Sui beni di lusso ok. Per lo meno chi ha il macchinone pagherà di più e magari si disincentiva un pò l’acquisto dei suv (veicoli di un’inutilità totale).
EVASIONE: troppo poco, ma aspetto con fiducia prox mosse…
CRESCITA: certamente non sufficiente, ma è un capitolo difficile che non si risolve in 2 settimane.
COSTI POLITICA: monti ha dato un esempio eccellente, spero lo seguano i suoi ministri… lo so che è un’inezia, ma è un’inizio e per fare le cose per bene ci vuole tempo…
…. insomma dopo anni di merda voglio essere almeno un cicinino ottimista… è ovvio che non si risolvono così i problemi stantii di un paese vecchio e corrotto… ma almeno ho respirato un’aria diversa ieri sera. Sentendoli parlare (escluso Passera, che non mi è piaciuto), mi è sembrato di non essere in Italia e questo mi ha fatto godere un sacco, indipendentemente dalle tasse in più che pagherò, ho la minima speranza che sia per il futuro del mio e dei nostri figli!!! In fondo è solo un pò di denaro, ma sono i principi che contano. E il principio che hanno trasmesso è quello dell’onestà, della serietà e della trasparenza… finchè non si cambiano le menti degli italiani non si cambierà nulla sul serio… B. ha rimbecillito un paese… questi hanno mostrato che esiste un’altra Italia… spero si faccia vedere sempre più!!!
L’ottimismo va bene e rispetto le tue opinioni.
Permettetemi, però, di non unirmi alle Laudi.
A te anni e anni di immondizia ti hanno fatto venire voglia di aria pulita, a me, invece, hanno ammalato di pessimismo.
Comandante sei liberissimo di non unirti alle mie laudi (che comunque non sono in bianco e aspetto altro nel prossimo futuro), e io rispetto le tue opinioni, certamente più esperte e saggie delle mie.
Per me, che per motivi anagrafici, quando ho votato la prima volta al seggio in un simbolo ha trovato scritto FORZA ITALIA (mai barrato ovviamente, perchè giovane si ma cretino no); permettimi, nella mia poca esperienza, di almeno aver respirato per la prima volta qualcosa di diverso (che non penso sia la fregatura delle pentole) e di sperare che qualcosa finalmente cambi… perchè se no l’alternativa per i nostri figli è solo quella di andarsene da questo paese…
Guarda Luca, ti prego di credere che spero di aver detto l’ennesima cazzata. Non è la prima e, purtroppo, nemmeno l’ultima.
Se hai ragione tu, come spero, almeno mi faccio una vecchiaia più tranquilla. E ne ho maledettamente bisogno.
A me sembra che con l’arrivo di Monti si sia spostata l’attenzione dal motivo per il quale il nuovo governo sta dove sta. A quanto pare dall’altra parte della strada rispetto a dov’era Stato fino ad un mese fa.
E’ abbastanza chiaro che qui si sta cercando di salvare uno Stato, e non un popolo. E questo piano piano, sotto i colpi del temibile uccello di fiamma, per l’occasione opportunamente asperso di sabbia e ghiaietto, sta venendo dimenticato.
E probabilmente non è neanche un male.
Ma bisogna anche tenere a mente che la crisi europea non è tutto quello che l’Italia ha d’affrontare. Il 2012 ormai sembra che verrà inaugurato con l’attacco all’Iran (con probabile upgrade all’Afghanistan) e io penso che l’ammiraglio (impegnato in Afghanistan) non sia stato fatto ministro perchè fa figo avere un tizio con la divisa. Probabile che il ruolo italiano nella prossima guera sarà ampio, con i relativi finanziamenti. La cinghià dovrà essere tirata ancora di più. Attorno al collo.
L’ENI ci serve e fa parte dei prossimi interessi dello stato, non di quelli attuali del popolo.
Aggiungo una cosa. L’aumento del 60% del valore catastale non inciderà soltanto sulla nuova ICI ma anche sull’acquisto della casa. Le tasse per compravendite e donazioni sono calcolate proprio sulle rendite catastali. Ciò vuol dire che se acquistare casa prima ti costava 3.000 euro in tasse da domani ti costerà 4.800 euro.
Tanti auguri a tutti
Non sono un esperto, ma non mi pare che sia così:
“Nel dettaglio, se il fabbricato ad uso abitativo viene acquistato senza applicazione dell’Iva, le imposte dovute (invariate dall’ultima modifica della finanziaria 2005) sono: registro in misura percentuale del 7% sul prezzo di vendita (3% se “prima casa”); ipotecarie e catastali nella misura, rispettivamente, del 2% e dell’ 1% (168 euro ciascuna se “prima casa”).
In tutti i casi, invece, in cui l’Iva debba essere applicata, le tre imposte (registro, ipotecaria e catastale), sempre invariate rispetto alla finanziaria 2005, debbono essere pagate nella misura fissa di 168 euro ciascuna.”
http://sosonline.aduc.it/scheda/imposte+sulla+compravendita+immobiliare_10712.php
Ai sensi dell’articolo 52 commi quarto e quinto, del DPR. 131/1986, indipendentemente dal corrispettivo pattuito, le imposte ipotecaria, catastale e di registro possono essere calcolate in base al valore catastale dell’immobile moltiplicato per 126. Naturalmente tutti usufruiscono di questa possibilità.
Sulle compravendite soggette ad IVA in effetti il discorso è diverso, ma lì già si paga l’IVA al 4% (10% se soconda casa). Il paradosso è che costa meno comprare casa da una ditta costruttrice che non da un privato (e costa meno anche rispetto ad una donazione in taluni casi). Chiediti perché
Sono d'accordo che forse si tratta della solita presa per i fondelli (giusto per non essere scurrili, non ci conosciamo abbastanza!!). Comunque penso che quando sei su una pista per toboga hai solo due vie di uscita, partecipare alla corsa accettando le regole, perchè altrimenti vieni investito, oppure buttare all'aria tutto e ridisegnare il percorso, o meglio abolendolo del tutto.
l'importante è che si resti consapevoli che non sono arrivati Babbo Natale e la Befana. Se no oltre al culo si prendono pure il cervello.
Tenuto conto che è riuscito a far lagnare anche le gerarchie cattoliche, credo che Monti abbia centrato perfettamente il suo scopo, dichiarato, che era quello di scontentare tutti.
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-12-05/manovra-doveva-essere-equa-151647.shtml
Salvo i mercati.
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-12-05/borsa-tokyo-chiude-rialzo-083041.shtml?uuid=AaQb3QRE
I mercati sono molto volubili. Oggi ti amano, domani ti ignorano. Staremo a vedere quanto durerà il clima di festa.
Domani lo sapremo. A ogni giorno la sua pena
Lo sapevamo da tempo, lo avevamo detto e ripetuto: saranno lacrime e sangue.
Beh, non ci hanno neanche lasciato scegliere. Ora che le lacrime ce le ha messe la Fornero, a noi resta solo il sangue…
Il signor Rossi, Equitalia e la manovra del governo Monti.
Il signor Mario Rossi, un pensionato che riscuote poco più di 500 euro di pensione, circa tre anni fa viaggiava sulla sua vettura di modesta cilindrata e un po’ vecchiotta per recarsi a fare la spesa. Sorpreso da un autovelox mentre procedeva ad una velocità di 58 km orari in un tratto in cui il limite era di 50, si è visto arrivare a casa una multa di 190 Euro. Trattandosi di una persona onesta e scrupolosa, abituata a pagare prontamente tasse, multe e canone Rai senza battere ciglio, si è subito recato alla posta per pagare il bollettino allegato. Purtroppo, si è dimenticato di leggere e decifrare quanto la missiva richiedeva, ovvero d’indicare il nome del conducente. Dopo quasi tre anni, si è visto recapitare una multa ulteriore per circa 800 Euro. Non disponendo del denaro sufficiente per pagare la multa, alcuni suoi beni sono stati pignorati. Molte persone si sono trovate negli ultimi anni nelle condizioni del signor Rossi, che non si è allarmato più di tanto di fronte al “pacchetto” varato oggi con la legge finanziaria del nuovo governo. I provvedimenti presi oggi sono infatti sembrati a lui e a molti italiani non particolarmente drammatici, o almeno sono parsi nel complesso molto più equi e gestibili rispetto alle tasse indebite che Equitalia fa pagare ai cittadini italiani in maniera arbitraria e senza tener conto in alcun modo del principio di proporzionalità. Le continue vessazioni a cui Equitalia – alla faccia del suo nome – sottopone molti cittadini rei soltanto di non conoscere bene la legge in merito (ma chi e come li avrebbe informati?) o di non riuscire a decifrare i caratteri minuti delle lettere che vengono loro inviate, non pare suscitare lo sdegno di partiti o sindacati, così come non suscitano analogo sdegno i profitti delle sale giochi, che lo Stato italiano autorizza a “intossicare” col vizio del gioco molte persone di varie età, mandando sul lastrico le rispettive famiglie dei malcapitati un po’ sprovveduti. Credo che qualsiasi progetto “Salva Italia” dovrebbe prendere provvedimenti in merito a queste ingiustizie burocratiche e a questi trucchi vili per fare cassa sulla spalle dei più poveri e meno accorti.
Gustavo Micheletti
http://www.gustavomicheletti.it
E il bello è che in pochi se ne rendono conto…
Non solo credono di avere a che fare con dei coglioni: ne hanno la CERTEZZA!
Bossi vuol rovinare l’Italia
Dopo aver cercato in tutti i modi di favorire il ritorno al potere di Gheddafi – consentendogli così di procedere, come da lui annunciato, allo sterminio di alcune migliaia di oppositori – la lega Nord e il suo leader Bossi si cimentano con il tentativo di affondare l’Italia nella speranza di veder sorgere dalle sue ceneri le fauste glorie padane. Cercando – insieme al suo compagno di demagogia grossolana Antonio Di Pietro – di affossare l’unico governo che è realisticamente in grado di salvare l’Italia (e dunque l’Europa e l’Euro), Bossi si accolla la responsabilità di caricare sulle spalle degli italiani non circa 1200 euro a famiglia, come accadrebbe con la manovra di Monti, ma, secondo i calcoli degli economisti più attendibili, qualcosa come 6000 o 7000 euro a famiglia. Dopo aver auspicato lo sterminio degli oppositori di Gheddafi, questo tentativo di rovinare gli italiani non può sorprendere più di tanto. L’unico vero grande rammarico è che tante persone del civilissimo nord lo seguano in una politica becera e priva di qualsiasi senso dello Stato.
Gustavo Micheletti
http://www.gustavomicheletti.it
La posizione del Partito Demagogico Italiano sull’articolo 18.
Perché la posizione della C.G.I.L. è assolutamente demagogica.
La proposta del Governo Monti per riformare l’articolo 18 prevede una maggiore tutela dei lavoratori rispetto ai licenziamenti che possono avvenire per motivi discriminatori e in quest’ambito costituisce senz’altro un passo avanti rispetto alla legislazione attuale, estendendo le tutele anche ai lavoratori delle aziende con meno di 15 dipendenti; opta per affidare al giudice la decisione che dovrebbe stabilire se un licenziamento che sia avvenuto per motivi disciplinari può essere giustificato, oppure se il lavoratore debba essere reintegrato, come è giusto che sia e come avviene già nella maggior parte dei paesi europei; per quanto riguarda invece i licenziamenti per motivi economici introduce il principio che questi possano essere ritenuti legittimi, pur prevedendo un’indennità per i lavoratori che può arrivare sino a 27 mensilità. La presa di posizione di netto rifiuto da parte della C.G.I.L si configura in questo contesto come una decisione assolutamente demagogica. Per rendersene conto basta porsi alcuni interrogativi e cercare di rispondervi in maniera intellettualmente onesta.
Immaginiamo alcuni casi tipici.
Primo caso: un’industria italiana sta andando piuttosto bene, riceve da circa un anno un buon quantitativo di ordinativi e avrebbe buone ragioni per incrementare la propria produzione anche assumendo nuovi operai. Mettiamoci nei panni dell’industriale in questione: in presenza dell’articolo 18 qual è attualmente, dovrebbe assumere questi operai pur non avendo alcuna garanzia che la quantità degli ordinativi continui a procedere sui buoni livelli attuali anche negli anni venturi? E se fra un anno dovessero diminuire e lui non potesse più affrontare i costi che ha potuto sopportare nei momenti migliori, trovandosi nella situazione di non poter licenziare per motivi economici? Cosa faremmo nei suoi panni? Assumeremmo i nuovi operai quanto il mercato tira, o preferiremmo rinunciare ora a qualche ordinativo pur di non correre il rischio di trovarci fra un anno a dover affrontare delle spese insostenibili?
Secondo caso: un’impresa estera ha scelto di fare degli investimenti industriali in un paese europeo. Mettiamoci nei suoi panni: opteremmo per investire in un paese dove è in vigore un articolo 18 come quello che è attualmente in vigore in Italia, sottoponendoci così a tutti i rischi previsti dal caso primo, oppure preferiremmo investire in un paese dove esiste un articolo 18 modificato così come vorrebbe modificarlo il governo Monti?
Terzo caso: un’azienda operante in Italia si trova in un periodo di crisi e poiché non intravede ragioni per poter sperare in un miglioramento della situazione decide di ridurre la produzione in maniera proporzionale alla diminuzione dei suoi ordinativi. Tuttavia, per l’articolo 18 non può farlo. Cosa allora deciderà di fare: di continuare a perdere soldi fino al fallimento completo e a un sovraccarico d’indebitamento, o chiudere in anticipo la fabbrica e reinvestire al più presto in un altro paese, la cui legislazione sul lavoro non esponga gli investitori ad analoghi rischi?
In tutti e tre i casi mi pare che le risposte siano abbastanza chiare e scontate. Il volerne ignorare le motivazioni del tutto ragionevoli significa purtroppo anche che non si vuole tener conto del danno enorme che la legislazione attuale procura ai lavoratori italiani,come il terzo caso illustra con sufficiente chiarezza. Il P. D. I., ovvero il Partito Demagogico Italiano (di cui fanno parte la Lega Nord, l’Italia dei Valori, La Sen e La C.G.I.L.) non si fa scrupoli nel cavalcare motivazioni che in apparenza tengono conto degli interessi dei lavoratori italiani. In realtà, con la loro opposizione alla proposta del Governo Monti, creano le premesse per una disoccupazione crescente in Italia, probabilmente irreversibilmente crescente se la proposta non sarà approvata dal Parlamento. Certo, non è solo con la modifica dell’articolo 18 che si può invertire la tendenza attuale e migliorare le condizioni dei lavoratori in Italia: sono necessarie anche una diminuzione del costo del lavoro, una maggiore celerità dei processi per cause di lavoro (e su questo il governo ha già prodotto iniziative interessanti) e soprattutto sarebbe molto importante che i sindacati capissero che qualsiasi battaglia seria dovrebbe essere portata avanti in un contesto europeo, insieme ai sindacati degli altri lavoratori europei, perché solo in questo modo si possono difendere seriamente e onestamente, cioè non in maniera meramente demagogica e opportunistica, i loro interessi. Un problema interessante che, per esempio, i sindacati europei potrebbero porsi è il seguente: cosa si può fare per evitare che i nostri lavoratori e le nostre imprese subiscano la concorrenza sleale di paesi che non prevedono analoghi diritti per i loro lavoratori consentendo alle imprese di operare in condizioni di sfruttamento che in Europa sarebbero fuori legge?
Gustavo Micheletti
http://www.gustavomicheletti.it
http://www.theparliamentoftheworld.org