La Mafia Vista dalla Luna 5


Fra poco sarà un anno e mezzo che io e la mia famiglia ci siamo trasferiti in questa terra così diversa che, per sottolineare la differenza, tante volte ho chiamato Luna.

Sono e rimarrò per sempre un uomo del Sud, certe origini sono così radicate nell’animo che è impossibile sradicarle nemmeno con atto volontario. Mi devo rassegnare per sempre al mio accento, al fatto di essere spesso scambiato per un arabo ed alla totale indifferenza per gli sport che si praticano indossando sci o ciaspole. Eppure, quasi 18 mesi di vita in Trentino,  se non sono riusciti a cambiarmi, hanno fatto il loro sporco lavoro. La percezione di certi fenomeni, per esempio, è cambiata.

Parliamo della malavita organizzata, per esempio. Per una larga parte della mia vita è stata qualcosa di poco dissimile da un evento naturale. In quella zona si spaccia, Tizio sta nel sistema e campa raccogliendo le tangenti, Caio sta cercando di entrare nel business delle sigarette, Sempronio ha voluto strafare e lo hanno trovato con un colpo in testa e il cazzo tagliato e infilato in bocca, l’altro ieri, dietro l’ufficio, c’è stata una sparatoria per strada ci ha lasciato la pelle un suonatore di strada . Il tuo collega, che ne è stato testimone diretto, racconta la storia con fare quasi annoiato, come se si trattasse di un film che hanno visto già tutti dalla trama scontata e banale.

di alesposit

Il sistema non è solo quello che si vede, ma quello che si percepisce entrando in un ospedale dove, per esempio, il disastro a cui ti trovi di fronte non ti fa capire come sia tollerato un primario così incompetente. Oppure lo senti sulla pelle quando vedi case spuntare all’improvviso, magari su un terreno dove qualche mese prima avevi visto la soprintendenza mettere i paletti perché sotto c’erano delle tombe romane. Lo intuisci nell’indifferenza della popolazione, nel complice silenzio delle istituzioni, nei corridoi verminosi della regione Campania dove centinaia di tizi dal ruolo oscuro si strusciano l’un con l’altro rotolandosi nel brago puzzolente che li nutre.

Da qui sentirne parlare è un po’ come quando ti raccontano di Gaza, delle guerre civili in Africa, della Corea del Nord.  Sì, fai la faccia interessata, un po’ partecipi pure, ma ti sembra una cosa così distante che dopo due minuti te ne dimentichi e pensi ad altro. Sono sicuro che mafia e Camorra sono anche qui, ma qui, come dice Ayala, non sono entrate con la dinamite, ma bussando alla porta e, ovviamente, vedendosela aprire visti i doni che portavano con sé in termini di capitali da investire.

Qui la Mafia e la Camorra sono rispettabili investitori come altri. Magari hanno il mio stesso accento, ma non portano la coppola, non si perdono in cazzate come droga e sigarette che lasciano ai negri e a quelle mezze calzette di rumeni. Qui producono, esportano, ricercano, investono il sangue che hanno succhiato al Sud dove, anche grazie a loro, l’ambiente è così degenerato che è impossibile immaginare una ripartenza, una società civile dove i bambini possano crescere credendo che le istituzioni gli siano amiche e non avversarie.

E’ per questo che quando leggo gli articoli a volte rabbiosi, altre volte scoraggiati e sempre più spesso indignati di Gaetano Montalbano, è come se lui mi parlasse di un mondo remoto, abitato da gente strana per la quale provo comprensione e della quale mi dimentico tre minuti dopo.

Cerchiamo di non fare questo maledetto errore perché la vera frontiera tra il Nord ed il Sud di questo paese la stiamo creando noi con questa specie di indifferenza, non Borghezio e Bossi con la loro allucinata predicazione.

Questa volta Montalbano non ci racconta di mafia, ma dei metodi mafiosi che possono insinuarsi nei vertici dell’istituzione più prestigiosa del nostro paese: la magistratura.  Anche se ormai mi sento un uomo di Luna, spero che gli uomini di Terra non si abbandonino definitivamente al loro destino. Bisogna ricordare che è per i propri bambini che si combatte. Loro, quelli che sono restati e non sono scappati come ho fatto io, devono ricordare sempre quello che è stato anche il motto di questo sito e che da Montalbano ho impropriamente copiato: intu culo alla mafia.


5 commenti su “La Mafia Vista dalla Luna

  • Jedan58

    “Qui la Mafia e la Camorra sono rispettabili investitori come altri” … non lo credo affatto, non per il Trentino né per l’Alto Adige. Non sono mafia e camorra (e più in generale criminalità) a creare la cattiva amministrazione ma è quest’ultima ad attrarre, come il miele fa con le mosche, la cattiva amministrazione.
    Ed i primi ad accorgersene ed a reagire sono i cittadini di quelle regioni, troppo ben abituati a ricevere servizi impeccabili. Contrariamente al lassismo ed alla connivenza che da oltre un ventennio fanno da corollario stabile al meridionale atipico che rappresenta ahimé la maggioranza soffocante quella cerchia di persone per bene. Connivenza col malaffare, con la tendenza tutta meridionale a cercare il contatto nella famiglia o nei famigli politici, con la voglia di fregare il prossimo ad ogni piè sospinto. Con la connivenza a naso turato con tutta ‘a munnezza indistruttibile. Questo perché se un disordinato meridionale tipico lo porti a Bolzano è immediatamente individuabile mentre nel disordine continuo ed endemico del meridione si confonde.

    • Jedan58

      Per un errore ho scritto ancora una volta “cattiva amministrazione” alla fine del primo paragrafo quando evidentemente avrei dovuto scrivere “criminalità organizzata”.

      • Comandante Nebbia L'autore dell'articolo

        Qui non c’è mafia di sistema, per questo non intacca i servizi pubblici. Anzi, queste regioni sono più esposte perché non posseggono anticorpi.

        • Jedan58

          Appunto. Non c’è mafia di sistema né mai ci sarà proprio perché le amministrazioni sono impeccabilmente…teutoniche.

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