La Letterina di Berlusconi sul Rimborso IMU 32


A me non è arrivata. Sono giorni che aspetto il postino al freddo sotto al portone, ma niente. Quando torno dal lavoro apro lo stesso la bussola delle lettere nella speranza che la mattina si sia dimenticato di consegnarmela e sia ripassato appositamente nel pomeriggio, ma niente. Qualche giorno fa mi ha chiamato la segreteria di Giorgia Meloni. Stavo guidando, un numero sconosciuto, come quelli di quando ti chiamano dalle cabine per strada. Un’emergenza? No, era solo una centralinista che mi voleva parlare di Fratelli d’Italia. Ho chiuso il telefono senza rispondere, non mi va di infierire su chi si guadagna la pagnotta, ma la lettera no, non mi è arrivata, Qualcuno deve aver fatto la spiata a Berlusconi e ora anche lui sa che non conto un cazzo. Merda.

Eppure ci speravo. L’ultima “contatto” con Berlusconi lo ebbi quando mi mandò la calcolatrice Lire/Euro. Quella azzura col tricolore, tipo maglietta della nazionale o logo di Forza Italia, la ricordate? Già allora faceva regali con i soldi degli altri. D’altra parte, se non fai così come diventi miliardario? Non vi sarete mica bevuti la storiella che per diventare miliardari bisogna inventare qualcosa, lavorare giorno e notte, trascurare i piaceri e risparmiare fino all’ultimo centesimo?

Sveglia! Questo è il capitalismo baby, mica la Gran Bretagna del 1700 in piena rivoluzione industriale. I quattrini si fanno copiando l’idea di qualche sfigato idealista che non è capace di sfruttarla, diventando l’amichetto di un potente (come dimenticare il gran Bettino che per viltade non fece il gran rifiuto sul decreto televisioni), iscrivendosi alla massoneria, facendo debiti con le banche, entrando in politica e promettendo alla gente regali che si pagheranno con i loro stessi soldi. Il resto del tempo lo si può tranquillamente passare sparando cazzate, raccontando barzellette,  trombando zoccole e viaggiando da una villa all’altra in elicottero.

E comunque, la lettera non mi è arrivata. Che vuol dire, che se vince Berlusconi la IMU la rimborseranno a tutti e non a me? Se le cose stanno così, allora voto Grillo. Deciso. Almeno mi cavo la voglia di vedere la faccia di cazzo di Berlusconi sciogliersi sotto il sudore. Magari, se proprio le cose si mettono bene, vediamo di metterci d’accordo un po’ di italiani per fargli fare una brutta vecchiaia. Non che ci sia un motivo specifico, siamo tutti colpevoli di qualcosa e lui non è un’eccezione. E’ solo che per il fatto che non mi ha mandato la lettera mi sta severamente sulle palle e mi voglio vendicare. Sì, voto Grillo, così impara. Quel cazzo di calcolatore non l’ho nemmeno mai usato. Che regalo di merda. Sì, voto Grillo.

Preparati Silvio. Dopo aver tanto fottuto, è tempo che tu faccia una nuova esperienza.


32 commenti su “La Letterina di Berlusconi sul Rimborso IMU

  • Vittorio Mori

    Forse la letterina era solo per il Grande Nord – quello popolato dai barbari sognanti. Mi è arrivata oggi l’azzurra missiva (in due copie, pensa come sono importante) col cazzofaccioide, pesantemente photoshoppato, che mi sorride coi denti appena puliti dalla Minetti. Sull’IMU c’è solo un talloncino in alto a sx, cerchiato di rosso, che mi ricorda che Il Santo di Canale 5 mi ridarà (di sicuro) un po’ di euri, così posso fare persino 20€ di benza all’automatico.

    • Comandante Nebbia

      Ma cambiando completamente argomento che tanto il sito è nostro e facciamo che cazzo ci pare, ma tu che sei dell’ambiente che mi dici di questa storia della crisi dell’ippica e dei cavalli da abbattere? E’ veramente in crisi l’ippica? Perché? E perché dei cavalli di razza dovrebbero finire nei tortellini?

      • Vittorio Mori

        Dunque, l’ippica italiana ha fatto CRACK l’anno scorso. E’ sempre stato un sistema paludoso, vecchio, corrotto (del quale faccio parte tramite mio padre, che fu grande appassionato e importante allevatore di trottatori italiani). Il suo crack è stato determinato da molti fattori a cominciare da:

        – l’allora ministro Visco che si inventò SOGEI e fece pappre all’erario il 40% di tutto

        – la liberalizzazione delle scommesse che ha portato l’ippica da settore principale a settore più marginale

        – l’ingordigia smisurata del concessionario delle scommesse sul suolo italiano, una volta unico, ossia SNAI (ente che ha mantenuto un regime di corruzione elevatissimo nel settore)

        In sostanza lo stato pagava il settore ippico coi proventi delle scommesse, al solito modo italiano: un ente a Roma provvedeva a tutto l’ambaradan, con suo strascico di corruttele, posti statali ecc ecc

        La barca è tutto sommato andata finché non è arrivata la peste nera, rappresentata dalla cosiddetta “Alleanza Nazionale” di tale Alemanno, tutt’ora Re di Roma. Ebbene, questi figuri hanno preso tutte le poltrone dell’ippica, sempre in quel di Roma, e vedendo che c’erano un po’ di quattrini che giravano, l’hanno letteralmente SPOLPATA, raddoppiandosi gli stipendi, mantenendo una corruzione se possibile ancora più elevata, lasciando un settore al completo abbandono, da tutti i punti di vista. Hai presente i festini coi maiali di “fiorita” memoria ? Ecco, quella gente lì.

        Un settore che in sostanza, si pagava ancora da solo, nonostante il declino, è stato raso al suolo da una decina di anni di “politiche” Alemannesche, fatte di pura e semplice razzìa di tutti i soldi disponibili.

        A rimetterci sono state le casse statali, ovviamente, ma tutto è stato taciuto, al solito, grazie all’omertà della “Casa Della Libertà”, una cloaca che nemmeno te la immagini. Mettere certa gente a manovrare fondi pubblici (ma anche privati) è stato come mettere pezzi di carne succulenta in una vasca piena di squali.

        Dopo 3-4 anni di deficit assurdi, con finti segretari-fantoccio che nemmeno li firmavano, i bilanci, il giocattolino si rompe, arriva Monti, e si ritrova il BARATRO dei conti pubblici, come dicevamo prima, spolpati all’osso e oltre.

        Ovviamente cosa fa il caro Monti ? Congela tutti i pagamenti, dal mese di Maggio/Giugno 2012. In sostanza fa la politica di Prodi: i fornitori di servizi allo stato, che prima si pagavano a 120gg, adesso non si pagano più per nulla.

        E’ dal mese di Maggio 2012, che noi ippici, con i contratti firmati, non vediamo più un euro, e non vengono pagati i premi al traguardo.

        Tutto il settore è andato ovviamente a picco,perché i cavalli mangiano e costano, Monti o non Monti. I cavalli da corsa poi sono molto costosi da mantenere, è un lavoro duro e manuale, non certo “profumato”. Gli allenatori, gli artieri, i gestori degli ippodromi,e tutta la baracca si sono trovati senza un € da 7 mesi a questa parte.

        50000 persone ci lavoravano, più o meno, e ci tiravano a campare.

        Tutti col deretano per terra. I cavalli da trotto non li vuole nessuno nemmeno per regalo.

        Adesso: per le solite leggi EUROPEE, i cavalli da corsa IN TEORIA non potrebbero essere macellati per il consumo umano. Però basta che li carichi su un bel camion di giggino ‘o furbacchione, e finiscono magari in Romania, o in Ungheria, o persino in qualche macello locale con un po’ di carte false. E’ carne in grande quantità, GRATIS. Ce n’è per fare dei bei soldi, magari in delle partite di semilavorati per la grande industria, che, si sa, non sta a guardare il pelo quando ci sono da produrre 15000 hamburger al giorno: meno costano e meglio è.

        Indi, i nostri cari trottatori (ma anche galoppini) sono finiti negli hamburger inglesi (chissà da quanto tempo poi). Se ne sono accorti perché ovviamente qualcuno ha esagerato: c’era l’80% di carne di cavallo in degli hamburger etichettati come manzo.

        Altre partite sono finite in Francia e ci hanno fatto le lasagne.

        Da noi, secondo me, è da un annetto circa che ce li mangiamo nei tortellini, etc. Ricordo ancora che è carne a costo ZERO e se fatta passare come “preparato di carne” ha un valore di mercato elevato. Inoltre la carne di cavallo, essendo molto proteica e con pochissimi grassi, è ottima per tagliare le partite di carne di bassa qualità (alte in grasso e povere di proteine). Insomma una piccola eldorado per i macellai ed il mercato della carni, altro settore da noi paludosissimo.

        Questi sono i casi in cui se ne sono accorti.

        Indovina un po’ quale è stata la nazione che SI E’ OPPOSTA ai controlli sull’origine delle carni in UE? …l’Italia, perché, sai, se si venisse a sapere QUANTA carne di cavallo è finita in questi ultimi mesi nei macinati misti a prezzo scontatissimo nei supermercati (negli hamburger, nei preparati di carne vari – brodi, paste ripiene, scatolette, patè..hai voglia) – naturalmente etichettata come MANZO – il consumo crollerebbe dopo 1 giorno.

        A Torino faranno ben 200 (200!) controlli sul DNA delle carni scelte nei supermercati (scelte a dovere, intendiamoci), ovviamente è una goccia nel mare. In Francia ne faranno 12000, e sono anche pochi per le quantità, in UK già hanno detto che sono i rumeni e gli italiani i farabutti responsabili – e per me hanno RAGIONE.

        Questo è il belpaese, ragazzi miei. La frode e la corruzione a noi “ci piace”. Fanno tutti i santerellini, ma poi, davanti al guadagno facile, sai com’è…difficile dire no. Poi se uno dice “no” ce ne stanno altri 500 che dicono “si”. E poi anche se li prendi in castagna non va in galera nessuno, anzi si fa il “condono tombale”, anzi, magari qualcuno di quei 500 lo fanno ministro. Da noi il problema principale è la GIUSTIZIA, lo ripeto da anni.

        Questo in estrema sintesi è quel che è successo. Mi scuso per eventuali imprecisioni sono andato a memoria.

        • Vittorio Mori

          P.S. ovviamente le carcasse di carne di cavallo, sempre per l’elevato valore proteico, sono fantastiche per fare le crocchette/scatolette per gatti/cani: altro business mica da ridere.

        • Comandante Nebbia

          Grazie. Avevo immaginato qualcosa del genere, ma il quadro che hai fornito è molto peggiore delle attese.
          Immaginavo che la liberalizzazione delle scommesse fosse uno dei problemi principali, ma credevo che i numeri degli addetti coinvolti fossero minori. Sulla questione della sofisticazione alimentare, credo che sia un problema, purtroppo, secondario. Nel senso che ne immagino di peggiori. A meno che la carne del purosangue non sia contaminata da sostanze dopanti, cosa che sono quasi certo accada diffusamente.

          • Vittorio Mori

            Dunque, per quello che riguarda i dopanti, il problema è meno pericoloso di quello che si possa pensare: le sostanze più pericolose che si possono trovare in quelle carni sono i potentissimi antiinfiammatori, fenilbutazone in primis, più che il doping vero e proprio. Vengono utilizzati soprattutto nei cavalli anziani (sai, gli acciacchi). Il doping attuale è costituito da cocaina, visto che efficace, è tutto sommato economica (grazie alle economie di scala, sai, domanda/offerta), e di facile somministrazione (iniezione subcutanea dietro i padigliono auricolari dell’animale), e dai tamponi di bicarbonato di sodio immessi via sonda gastrica pre gara, indi poco pericolosi (la coca se ne va per le vie urinarie: il bicarbonato non è tossico). Per quel che riguarda gli steroidi anabolizzanti, nei bovini se ne usano quantità doppie, almeno in Francia. Il doping moderno è molto sofisticato, soprattutto nei dosaggi e nelle tabelle di carico/scarico, ed è riservato agli umani. Quelli che vengono “beccati” è perché sbagliano solamente i tempi, sono più che certo che il 100% degli atleti professionisti si fa di qualcosa oggi.

          • Vittorio Mori

            A proposito di doping mi viene in mente quella ragazza ciclista beccata al doping per steroidi, che si giustificò dicendo che la sera prima aveva fatto un p0mpin0 con l’ingoio ad un bodybuilder. Chissà se il gesuitico Monti la candidava: nel PDL era carriera sicura.

        • Vittorio Mori

          A proposito: mio fratello ha 3 splendidi puledrini che finiranno a kitkat se qualcuno non se li prende. Contattatemi, se qualcuno ha a cuore dei cavallini di appena 1 anno.

        • iris mascaro

          e’ terribile quel che racconti. mi sembra che report abbia mandato a suo tempo anche un servizio su questo. perchè non c’è stata una maggiore diffusione di questo problema? 50000 persone coinvolte non sono bruscolini. e gli amanti degli animali? sono coinvolti solo dai cani ? con quali metodi sono stati uccisi questi cavalli?

          • Vittorio Mori

            Allora, della situazione non si parla perché l’ippica è, in Italia, praticamente una specie di “rifugium peccatorum”. Gli addetti ai lavori sono per la maggior parte persone umilissime, se spariscono la società va avanti lo stesso, perché si è importanti per quello che si produce, non per quello che is rappresenta, nel mondo odierno. Indi una volta le corse erano importanti perché facevano girare i soldi delle scommesse (il famoso “datti all’ippica”): oggi le scommesse si sono diversificate in moti altri settori, e, come carognata finale, la nostra cara SNAI, che trasmette, quale concessionario unico, il segnale tv delle corse, compera all’estero i diritti sulle corse straniere, soprattutto inglesi, a prezzo stracciatissimo, indi siamo stati sostituiti dalle corse all’estero (coi soldi nostri). La solita furbata italiota, volere incassare senza pagare una lira,a noi piace così. Se vuoi i brutali dettagli sulla macellazione te li potrei anche dare, ma non sono cose per animalisti. Le macellazioni in Italia sono procedure talmente complesse che credo nessuno segua i protocolli fino alla virgola (tanto a noi piace fare le cose complicate). Da quel poco che so, in linea di massima, l’animale viene ucciso tramite l’infissione di un cuneo nel cervello (si usa un sistema elettromeccanico), ad capo bendato e sedato (nel migliore dei casi) che provoca paralisi, ma non arrresto cardiaco. L’animale viene poi sgozzato per far defluire tutto il sangue (sono parecchi litri, circa 38 per un cavallo di 4 quintali). Il cadavere della bestia, a quel punto, viene scuoiato e si procede all’eviscerazione, alla rimozione delle parti non edibili (testa, zoccoli, coda) e alla separazione in quarti, tramite seghe circolari o a nastro. Dopodiché i quarti vengono o conservati in catena del freddo o surgelati e spediti alle successive lavorazioni (se non fatte in proprio), spesso venduti a prezzo relativamente basso (perché richiedono minuziose lavorazioni di separazione dei tagli di carne). Oggi nell’industria c’è ampio fiorire di preparazioni di con triti carnei perché semplifica le lavorazioni, e permette di barare in molti modi. Difficile trovare un macellaio povero, così come è difficile trovare un macellaio onesto, nel grande come nel piccolo. Questa procedura comunque è quella del “luoghi civili”, in Romania o Ungheria credo che i metodi siano molto più spicci, nel solito stile dell’est (tutto&subito, con la minore fatica possibile, tanto la gente viene pagata due soldi ed è bassa manovalanza nel migliore dei casi). Sono convintissimo che se si osservassero da vicino queste “filiere delle carni” molti diventerebbero vegetariani. Consiglio il film “our daily bread”, interessantissimo documentario che va a mettere la telecamera, senza commento, nei macelli tedeschi, mostrando quanto sia alienante e da film horror tutto questo mondo dello sfruttamento industriale degli animali.

  • Giancarlo

    Io penso che ce li ridà per davvero …
    L’ha già detto dove prenderà i soldi …
    ” li dobbiamo stampare !”
    … e che ci vuole ?

  • Mo. Fi.

    neanche a me è arrivata, e io vivo al nord..
    però quella dei piddini è arrivata…

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