La Legge è una Spesa per Tutti
9 dicembre, 2009 di Marechiaro
Archiviato in Storie Italiane, latest
Sto provando a scrivere la mia esperienza in fatto di “giustizia”, il titolo l’ho già scelto: “La legge è una spesa per tutti” .Cominciato come un capitolo, mi rendo conto che viene lungo come un romanzo. Sono incerta sullo stile da usare, gli incipit per ognuno sarebbero questi, invito i lettori ad aiutarmi nell’ardua scelta.
ironico : le giornate perse in tribunale non sono state tempo perso. Sono riuscita a leggere parecchi libri: I Miserabili, Delitto e Castigo, Le mie prigioni….
drammatico: scivolai nella depressione piano piano,
documentario: ecco perché gli italiani detestano sia il processo breve che quello lungo….
sociologico: Effetto domino della giustizia disattesa, i danni fisici, morali, economici, il vero volto delle banche e il rischio usura…
romantico: Caro Cupido, non ho più voglia di emozioni perché sono troppo stressata. Essere una donna che lavora, in più intestardita ad avere un’attività in proprio stimola le voglie di tanti, soprattutto di chi lavora all’Ufficio delle Entrate. In particolare un tipo che si chiama Iciap mi perseguita dal 1993. Amato (di cognome) decise………

fantasy: Nel paese che non c’è i ruoli sono invertiti: il giudice sono io, i colpevoli sono i giudici e gli avvocati, la parte lesa tutti quelli a cui hanno sottratto il mio tempo, i testimoni quelli che mi conoscono, gli avvocati sono gli impuniti che mi hanno fatto dei danni, e questa storia comincia dalla fine, io sommo giudice condanno la giustizia per aver condannato questo povero mio aggressore a diventare un delinquente, quando sarebbe bastato sette anni fa, fargli risarcire un mese di lavoro perso per lesioni, nonché condanno sempre la giustizia e la commissione tributaria e gli enti riscossori ad essere internati per la durata di anni dieci in un istituto per lo studio della contabilità e del diritto.
come un testo scolastico: La fattura non può avere il numero zero. La scadenza di pagamento non può essere antecedente alla data d’emissione. Non si richiedono fatture già pagate. Non si fatturano kwh non consumati, le note di accredito vanno scalate, non aggiunte, non si possono applicare tassi usurari….
come un fumetto: “Giuda ballerino ho avuto un incubo: il giudice ha dato il permesso di pignoramento senza nemmeno darmi la possibilità di mostrare i documenti e tutto perché non ho fatto opposizione entro i termini. Groucho come sono contento di vedere ancora tutti i miei mobili, e di abitare ancora qui, è stato solo un incubo su cui indagherò!” ” Dylan Dog, mentre tu dormivi sono venuti veramente per pignorare tutto, si sono guardati intorno e non hanno trovato nulla di valore, la casa non è nostra e non hai pagato nemmeno l’affitto. Come dice il vecchio detto “Tre sono i potenti, il papa il re e chi non ha niente”, tolte le prime due ipotesi veramente improbabili, rimane solo la terza, e se questa è una disgrazia il Signore ce ne mandi cento di euro, così almeno paghiamo la bolletta del gas.

paranormale: sentivo la voce di mio padre appena morto “Bada ai fatti tuoi” mentre entravo di soppiatto nell’aula. Stranamente c’erano tutti, eppure il giorno prima avevo detto della disgrazia e che quindi sarei stata assente. Avevano chiamato il mio testimone, ed erano appena le nove del mattino, mentre le altre volte mancava sempre qualcuno della controparte, mi facevano aspettare fino al pomeriggio per poi dire che era troppo tardi. Il mio avvocato si girò e mi guardò come se fossi un fantasma, il giudice anche e decise di rimandare l’udienza improvvisamente. Mi riapparve mio padre sul letto dell’ospedale che sollevava il suo braccio magro “Fatti forza” Mi alzai “come sarebbe a dire che si rinvia? Per quale ragione? Ci siamo tutti, stavate già cominciando e adesso volete sospendere? sono venuta apposta nonostante tutto” Il giudice mi guardò male “Stia zitta lei, lasci parlare il suo avvocato” Il fantasma di mio padre gli sputò addosso e quello di suo nonno, cioè il mio trisavolo, morto di crepacuore per un’ingiustizia subita sputò in faccia al mio avvocato, e il nonno di mia mamma assassinato dal vicino senza che nessuno rendesse giustizia con sua moglie costretta dopo la sua morte ad emigrare per la miseria sputavano in faccia all’avvocato del mio aggressore. Questi miei antenati non li avevo mai visti nemmeno in fotografia, ma li riconoscevo….
giallo: Tra la gente l’aveva sorpreso in un attimo di commozione e pensò “che ci fa una persona così nelle fiamme gialle?” L’appuntato M.B. non sembrava proprio fatto per fare il finanziere. Ma poi tutto finì lì. Passò qualche anno, e in una notte deserta lui s’affacciò per fare quattro chiacchiere. Non si capiva bene se aveva paura di stare da solo o se voleva offrire la sua protezione, di certo non voleva fare verbali. Gli avevano rubato la pistola d’ordinanza, e questo era molto grave, sospettava che il ladro era della zona, si sentiva in dovere di mettere in guardia su certi tipi ma del resto già si capiva da un pezzo che per esempio quel Romano, dalle orecchie a sventola e con quel “minchia!” detto fin dai primi vagiti fosse un gran delinquente e girava lì intorno per fare chissà che cosa e fu sorpreso un giorno col cacciavite in mano a scassinare, l’appuntato invece finì morto ammazzato nella gioielleria di famiglia in una tentata rapina . Nella zona continuarono a scorrazzare altre nuove leve della delinquenza, facili da scovare, ma difficile, impossibile, da far condannare, perché?
Come voi cerco pagine non ancora scritte tra queste piccole cronache locali e grandi scandali, tra l’illusione di vivere in un paese civile e la realtà fatta di diversi pesi e misure, e intanto mi diverto a mettere insieme puzzle di ricordi sbiaditi. Qualcuno magari non c’entra, ma come sfondo è perfetto.
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bello, grazie.
sicuramente più interessante dell’esperienza che stai vivendo.
in bocca al lupo ci sei già, quindi speriamo che finisca presto.
ciao
guardiamo il lato positivo della cosa se va male. In galera potrei finalmente riordinare tutti gli scritti. Il problema è che mi hanno messo agli arresti lavorativi
Avere a che fare con i tribunali italiani è un incubo. In bocca al lupo!
ma no, alla fine si vince. La vittoria di Pirro.
Belli tutti.
Personalmente preferisco il paranormale e il giallo.
Con una punta di gradimento in più, ma appena appena, per il paranormale.
Grazie, lo scriverò paragialloanormale
Hai ragione. E’ esattamente così. Per gli altri mi si creda sulla parola. Tuttavia, e senza voler cercare di difendere alcuno occorre anche aggiungere qualche dettaglio che non viene elargito al pubblico dominio perché assai scomodo.
D’altro canto in tema di giustizia se ne sa veramente poco oltre ciò che qualcuno (governo ladro) vuole far sapere.
Ma i fatti stanno in questo modo.
CI sono le leggi. Esse vengono fatte dal Parlamento. Talvolta dal governo anche senza specifica delega. C’è chi deve accertare la violazione della legge. E’ il giudice che altro non fa che convincersi delle prove che il pubblico ministero raccoglie per lui. E il pubblico ministero si serve di operatori (malissimo pagati e molto poco rispettati) per raccogliere le prove che egli poi assembla per farle esaminare al giudice.
In aula di giudizio il giudice ha tanto peso quanta gliene consente la legge sulla base delle prove dimostrabili.
Dunque, per quanto la si voglia rigirare il “libero giudizio” del giudice non esiste. Esiste il libero convincimento del giudice che però non è legittimo in aula. Mentre è legittimo solo il suo giudizio motivato, sentite le parti e visti gli atti. Inoltre in assenza di un accertabile e motivato convincimento egli non può far altro che “leggere” la legge e applicare la sanzione.
Fine. E se ha qualche dubbio ed è onesto assolve. Se disonesto segue l’istinto dettato dalla sua personale sopravvivenza come funzionario dello stato (di diritto?).
Poi ci sono gli avvocati.
Essi sono una classe di parassiti assai speciale. Vivono delle altrui disgrazie e sono come le sanguisughe. Se non hanno clienti se li vanno a cercare e se non ne trovano li creano.
Sono tanti. Sono ovunque e prima del “berlusconismo” erano nelle pieghe del sistema. dopo sono entrati nel sistema stesso condizionandolo in maniera direi irreversibile.
Attenzione alle parole. Non si deve negare la difesa all’accusato. Ma si deve impedire in sommo grado che tale difesa prevarichi la necessità di ottenere una sentenza in tempi ragionevoli.
Nel diritto anglosassone il diritto è amministrato nel nome della legge e la legge tutela prima di tutto l’interesse della collettività, quindi soprattutto rende economicamente sostenibili i costi della giustizia per l’intera comunità e per i singoli coinvolti. E gli avvocati non creano artefatti perché il giudice ha il potere di impedirlo. Il fatto che ci siano errori è fisiologico. Ma nel nostro Paese per non commettere errori si fugge dalle sentenze rinviandole sine die, oltre ogni sopportabile senso logico e umanamente sopportabile.
Vittime di questo sistema sono tutti. Tranne coloro che foraggiano il sistema e gli avvocati che lo regolano. Anzi che oggi lo governano.
Una nota finale che vale come una ciliegina.
Nel diritto anglosassone la bugia detta, in pubblico, davanti al giudice, o alla polizia che indaga o al semplice pubblico funzionario che fa accertamenti è esattamente equivalente ad una ammissione di colpa. La bugia, la menzogna, il falso è perseguito e stroncato ogni volta che è accertato. Nel nostro sistema è non soltanto ammesso ma addirittura incoraggiato dalla legge che lo ammette come legittimo atto di difesa personale. Codice alla mano.
Il nostro sistema giudiziario così non potrà mai funzionare anche se le corti e gli uffici saranno ricchi di personale, efficienti e informatizzati e dotati di persone che non hanno solo la laurea ma anche il cervello.
grazie per le spiegazioni. Cultura o esperienza diretta?
Quello che mi ha fatto più piacere nella mia disavventura, è stata la disponibilità dei testimoni, la confusione e il coinvolgimento in altri reati della controparte e poi le sue continue assenze. Ma proprio per questo è stato bruciante il trascinamento della vicenda
Bellissimo post. Mi dispiace che tanta sapienza letteraria venga dettata da una vicenda personale che, deduco, sta logorando l’autrice. Quella che viene denunciata e’ una vergogna sotto gli occhi di tutti, eppure nessuno sembra intenzionato a rimediare. Interessante e circostanziato l’intervento di Gunnar. Quando si trova una persona che sa quello che dice, e’ un piacere ascoltarla.
giuda ballerino, sono in ridardissimo. Groucho ferma il premio Nobel la letteratura…torno stanotte!
ciao!