La Legge è Uguale per Tutti? No Solo per Silvio
8 ottobre, 2009 di Comandante Nebbia
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Ieri, la Corte Costituzionale ha stabilito che il Lodo Alfano viola la costituzione. L’immunità per gli uomini che ricoprono le quattro più alte cariche dello stato violerebbe il principio di uguaglianza dei cittadini italiani di fronte alla legge (art. 3 della Costituzione) e l’obbligo di ricorrere ad una legge costituzionale per modificare un principio costituzionale (art. 138 della Costituzione). Quest’ultima cosa sembra banale, ma è perché noi siamo tutti ignoranti e non abbiamo studiato.

Io, che so di non sapere, taccio e non esprimo giudizi. Non so se il Lodo Alfano sia o no incostituzionale e non mi piace esprimere opinioni su cose di cui non so nulla. Però posso parlare di quello che sento, per quello che può valere.
Ieri sera quando ho sentito la notizia alla radio sono stato felice. Non a lungo, no. E’ durato al massimo 5-10 secondi. Ultimamente le sensazioni piacevoli sono così: lievi, passeggere e seguite da uno strano senso di colpa.
Sono stato felice perché ero convinto che non fosse vero che il Lodo Alfano non modificasse il corso della giustizia. Sì, sospendeva tutti i tempi di prescrizione, i limiti per i ricorsi ecc., ma il tempo non è soggetto alle leggi della repubblica italiana. In tre o quattro anni di sospensione, i testimoni possono morire, i fatti diventare non più verificabili e l’imputato, che oltretutto è dotato di grande potere, può predisporre le cose a suo favore. La dilazione di un processo conviene solo agli imputati colpevoli perché il tempo distorce inevitabilmente i fatti e le cortine fumogene favoriscono chi vuole fuggire.
Poi, a questa leggera e quasi inconsistente sensazione di felicità, è seguito il senso di colpa. Senso di colpa dovuto alla consapevolezza che, se questa volta l’articolo 3 della Costituzione se l’è cavata, ci sono altre centinaia di occasioni ogni giorno nelle quali la sua santa verginità viene brutalmente violata.
Che tutti i cittadini italiani siano “veramente” uguali di fronte alla legge è una specie di leggenda metropolitana che nulla ha a che fare con una carta costituzionale.
E non mi riferisco necessariamente ai potenti i cui privilegi sono tanto evidenti da non richiedere alcuna esplicazione, ma ai “figli di” che accedono alle università a numero chiuso scavalcando i “figli di nessuno”, a chi ha il privilegio di indossare una divisa e lascia il cappello appoggiato sul sedile della macchina per non farsi fare la multa, a chi in ospedale scavalca la lista di attesa, a chi non paga le tasse e se la cava con gli scudi fiscali, a chi costruisce e poi condona.
Gli italiani non hanno rispetto per se stessi e lasciano che altri siano più uguali di loro di fronte alla legge senza ribellarsi e sperando di entrare, un giorno o l’altro, anche loro nella lista degli eletti.
Alla fine, l’unico ad aver subito il rigore dell’articolo 3 della Costituzione è stato Silvio Berlusconi. A sentirlo parlare in questo video in terza persona, con la voce rotta, dicendosi da solo “meno male che Silvio c’è” e “viva Berlusconi”, mi è sembrato vecchio, stanco e molto vicino alla resa dei conti. Mi ha fatto pena. Non ci credo nemmeno io, ma è stato così.
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In ogni caso Berlusconi non ha niente da temere per i due processi in corso, la prescrizione è praticamente scontata. Sarebbe l’ennesima vittoria di Pirro ma credo che il problema ora sia nella maggioranza, sono molti coloro che attendono di pugnalare alle spalle il Cesare.
Sono d’accordo, si tratta di una vittoria di principio e tu sai come la penso sulle questioni di principio. Comunque, se non si può far l’amore, bisogna contentarsi dei giornaletti zozzi e …
L’unica cosa che mi viene in mente, a parte le tue parole sui figli di e i figli di “nessuno”, che spesso mi sento pure stubida quando ne parlo, sembra che ormai non importa più a nessuno, tanto per diventare famosi ed essere riconosciuti o conosciuti, c’è sempre facebook o il grande fratello per i più fortunati….
E se ne escono con quella frase che non so manco come si scrive… “omo ominis lupus” correggetemela per favore, la odio così tanto per l’uso che ne fanno che non mi sono mai informata su come si scrive davvero!
A parte le tue parole, mi vengono in mente le parole per Silvio, di quella splendida canzone di Niccolò Fabi: “solo un uomo”
“E’ solo un uomo quello di cui parlo
del suo interno come del suo intorno
di quando scivola su se stesso
di quando scrive come adesso
sulle sue guance il vento fresco
della vetta della conquista
sotto le unghie ha la terra
di quando striscia”.
Su Fabi non mi pronuncio. Roba per giovani.
Su “Homo homini lupus” sì
http://it.wikipedia.org/wiki/Homo_homini_lupus
Grazie per il rimando alla voce sull’egoismo umano secondo hobbes….
P. s. Parlavo di fabi, non di d’alessio……..

Cmq è una canzone carina, non ascoltavo fabi, dai tempi di…. vento d’estate ecc. quando anche io mi consideravo giovane….
Analisi condivisibile, questa del Comandante Nebbia.
In questo commento, desidero evidenziare, la dignità “smarrita” dei popoli d’Italia. Forse, per i 14 secoli circa di schiavitù, non riusciamo a camminare con la schiena diritta, per paura, per incultura, per sfiducia, per indolenza,o per convenienza! Se in seguito a questo evento, a quello della frana di Messina,…non ci si scuote, non si prende coscienza di quanto in basso sia caduta l’Italia, le conseguenze del perdurare di questi comportamenti, purtroppo, saranno negative per tutti i sudditi di questo bel Paese del terzo mondo.
http://www.giovannivolpe.it
L’impero romano è caduto da un bel po’. L’Italia non è caduta in basso, semplicemente non è mai salita in alto.
“l’unico ad aver subito il rigore dell’articolo 3 della Costituzione è stato Silvio Berlusconi”
E’ come dire che il codice della strada colpisce solo quello che guida sempre come un pazzo e oggi finalmente, una volta tanto, è stato multato.
Non sono d’accordo comandante. Silvio ha ridotto l’articolo 3 (e non solo) in carta straccia in migliaia di occasioni; questa volta gli è andata male. Una su mille…
Se poi andiamo a vedere bene non gli è andata affatto male. Il cosiddetto lodo Alfano serviva per proteggerlo dal processo Mills; obiettivo perfettamente raggiunto. In pubblico fa fuoco e fiamme ma in privato ci scommetto che ride a crepapelle.
No, non mi fa nessuna pena.
Mi fanno pena gli italiani che non capiscono con chi hanno a che fare. Mi fanno pena gli italiani che lo capiscono e sono impotenti. Mi faccio pena io che ululo ancora alla luna. Ma lui proprio no.
Nemmeno a me fa pena, lo dico per sembrare più umano.
In realtà ho pensieri molto torbidi in merito, ma non si possono dire.
“Che tutti i cittadini italiani siano “veramente” uguali di fronte alla legge è una specie di leggenda metropolitana che nulla ha a che fare con una carta costituzionale”… proprio questo mi è venuto in mente sentendo i toni trionfalistici degli antiberlusconiani, nessuno dei quali si vuole accorgere che sul tavolo della grande festa c’è soltanto qualche fetta biscottata e della gazzosa scaduta.
Lodo Alfano o no, la legge del più furbo e del più impunito, su cui è imperniata di fatto la vita del Paese, è intrinsecamente incompatibile con il principio di uguaglianza.
Infatti. Nessuna nazione rispetta veramente i principi della propria costituzione, sennò ci vorrebbe un paio di alucce per tutti gli angioletti che ne sono cittadini.
Qui, comunque, siamo più lontani che altrove.
Che tutti i cittadini italiani siano uguali davanti alla legge non è solo una leggenda metropolitana. E non è solo italiana. E non occorre nemmeno pescare all’interno della sterminata letteratura universale per scoprirne doviziose testimonianze. In quanto al “cittadino berlusconi” credo che si tratti di una leggenda metropolitana ritenerlo umano. Degli umani se ne fotte da quando ha incominciato a pisciare.
La sua è un’esistenza fatta all’insegna dell’inganno e per questo non merita alcuna lacrima. Neppure sul punto di crepare. Non meriterebbe neppure gli sberleffi che molti vorrebbero tributargli in vita. La sua non è stata la parabola ascendente di un uomo che si è fatto da sé. Semmai è stata la scalata di ratto alla montagna di rifiuti che gli si metteva davanti per effetto del caso e della storia. E sotto c’erano tutti gli umani che, casualmente nati e cresciuti in Italia, non hanno voluto raddrizzare la schiena per oltre un migliaio di anni.
Nulla di eroico esiste sotto il cielo di Arcore e nemmeno altrove purtroppo.