La Lega Nord ha Vinto Perché Interpreta il Sentimento Popolare. E gli Asini Volano (in Parlamento) – seconda parte 30


Questo articolo è la seconda parte di un pezzo pubblicato ieri. Per una maggiore comprensione del punto di vista dell’autore consigliamo, a chi non l’abbia già fatto, di leggere la prima parte prima di proseguire.

Il nuovo simbolo del PD, Partito demoPadano

Il nuovo simbolo del PD – partito demoPaDano


La Lega Nord ha saputo interpretare il sentimento popolare…… anche il Partito Nazista, quello Fascista e (per par condicio) pure i bolscevichi e Fidel Castro hanno saputo interpretare il sentimento popolare. Se i loro oppositori fossero stati arguti quanto i dirigenti del PD probabilmente avrebbero creato una copia speculare degli originali, riuscendo sicuramente nell’intento di raccogliere consensi tra i seguaci di questi partiti; diciamoci la verità, le dittature sono nate perché all’epoca non c’era nessuno in grado di proporre scelte “forti” come un PCAN (Partito Comunista ma Anche Nazista), oppure un PZAC (Partito Zarista ma Anche Comunista).

La Lega Nord ha saputo interpretare il sentimento popolare…… che, come ci ricorda Fully, chiedeva:

un po’ più di sicurezza nelle loro città

Magari si poteva fare una campagna in cui si poneva l’accento sulla certezza della pena? Chi delinque deve finire in carcere ed affinché questo avvenga è importante che i processi diventino più veloci; non si possono aspettare 10 anni per una sentenza. Per fare questo è necessario dotare il Ministero di Giustizia di nuove unità e dei fondi, che ora mancano, nonché snellire e semplificare le leggi raccogliendole in testi unici. Oltre ad una sentenza veloce bisognerebbe accertarsi che il reo sconti la sua pena fino in fondo. Bisognerebbe pensare ad azioni per penalizzare il recidivo, ma anche per favorire un processo di reintegrazione nella società (ma solo dopo che la pena è stata scontata!). In tal senso sarebbe giovato al centro-sinistra ricordare che la ex Cirielli, legge che regola la prescrizione dei reati, è stata introdotta dal Governo Berlusconi ed ha consentito la liberazione di alcuni suoi amici ma anche di molti altri delinquenti di vario stampo, che la legge sul legittimo sospetto, anch’essa prodotto del governo Berlusconiano, è stata invocata dal clan dei Casalesi, che non sono esattamente i “comuni cittadini perseguitati dai giudici” di cui parlavano gli esponenti di Forza Italia quando la legge fu varata. Gioverebbe inoltre ricordare, quando il popolo si scandalizza per provvedimenti come questi, che è proprio la lentezza della giustizia a causare questi disastri e che a qualche imputato del centro-destra, nello specifico anche al “principale esponente della coalizione avversaria”, i tempi di giustizia lenti hanno permesso l’assoluzione per “prescrizione del reato”, e che quindi, a rigor di logica, il centro-destra non è molto credibile quando invoca la “certezza della pena”. Immaginate se il Governo Prodi, invece di fare le stesse cose che faceva e diceva Berlusconi, e di fare le battaglie contro i tassisti, avesse agito diversamente, dimostrando una chiara rottura con il passato, rispettando così il mandato elettorale grazie al quale aveva vinto le elezioni! Immaginate se il Governo di centro-sinistra avesse operato per ridurre drasticamente i tempi dei processi, fornendo ai magistrati ed alle forze dell’ordine gli strumenti per lavorare al meglio, permettendo così alle vittime di essere risarcite velocemente ed impedendo invece ai loro carnefici di uscire dal carcere senza aver scontato tutta la pena. Ora smettete pure di immaginare, tanto tutto questo non è successo e non potrà mai succedere con questa sinistra, anche perché i processi lenti fanno comodo anche a qualche loro esponente.

un maggior rigore nelle politiche di immigrazione: hanno capito benissimo che l’immigrazione è un processo storico ineludibile (anzi, se ne servono) ma pretendono che non debordi in criminalità;

Padanità, il nuovo giornale del Partito DemoPaDano

La nuova testata giornalista del PD (Partito demoPaDano)

Ma qualcuno avrebbe dovuto ricordare che l’attuale legge sull’immigrazione si chiama Bossi-Fini, non Bertinotti-Caruso, che probabilmente è proprio questo tipo di legge ad aver causato un aumento della delinquenza (se poi davvero questo aumento c’è stato, dove sono le statistiche?), perché rende praticamente impossibile l’ingresso a chi vuole immigrare regolarmente per lavorare mentre favorisce la clandestinità ed il traffico di schiavi. Sul tema immigrazione ho già detto la mia, ma anche in questo caso giova ricordare che una giustizia che non funziona, così come non può condannare i politici miliardari, allo stesso modo ha le mani legate quando si tratta di condannare gli extracomunitari per reati di vario genere, né tantomeno può emettere i decreti di espulsione di cui tanto si parla. Bisognerebbe anche ricordare ai cittadini che i giudici applicano le leggi e che queste leggi a loro volta sono scritte dal Parlamento. Prentendere che un Parlamento pieno zeppo di pregiudicati produca leggi che funzionano efficacemente nella lotta al crimine è ridicolo almeno quanto assumere un rapinatore come cassiere di una banca. Il problema dell’integrazione invece è più complesso, nell’articolo che avevo scritto tempo fa, e che ho linkato qualche riga più su, avevo già espresso alcune idee in merito, altre le potrete leggere in un pezzo che sarà pubblicato in seguito; tramite quel “dialogo” forse sarà possibile anche comprendere perché sinistra e destra non possono e non devono dare le stesse risposte al cittadino.

fabrichètte i cui “padroni” sono ex-operai specializzati che si sono messi in proprio; sono piccoli imprenditori che spesso tirano la carretta personalmente insieme a pochi operai ex-colleghi;

Ho provato a raccontare la favola delle “fabbrichette”, in cui operai ed imprenditori lavorano spalla a spalla per l’interesse comune, ai miei tantissimi amici precari, interinali, co.co.pro, lavoratori di call-center, stagisti, ma non hanno voluto sentir ragioni, loro continuano a sentirsi sfruttati, maltrattati ed a vedere davanti a loro un futuro incerto. Il tipo di fabbrichette a cui accenna Fully nel suo articolo, esistono, ma sono solo un piccolo spaccato della realtà. L’altro spaccato della realtà sono i “paron”, che si sentono padreterni solo perché hanno un’attività in proprio, che non investono in ricerca ed innovazione, che cercano di pagare salari sempre più bassi e che vivono d’improvvisazione, rendendo l’Italia un paese lento, arretrato, incapace di adottare strategie di marketing moderne e di realizzare imprese in grado di operare in maniera competitiva nel settore delle nuove tecnologie. L’Italia è ancora un paese in cui prevalentemente operano attività da terziario (arretrato) settore secondario, ovvero industrie manufatturiere, tessili, calzaturiere, ormai diffusissime nei paesi in via di sviluppo e con cui l’industria italiana non può assolutamente competere, manca invece quasi totalmente il terziaro avanzato (che grazie ad un neologismo qualcuno chiama quaternario). Un messaggio politico come questo avrebbe potuto ottenere riscontri su un gran numero di giovani, che non comprendono la parola “proletariato”, che non sono operai, perché spesso sono altro (operatori di call-center, promotori finanziari pagati a cottimo, impiegati co.co.pro), ma che guadagnano addirittura meno degli operai, certo meno di quegli operai che lavorano nella fabrichetta braccio a braccio col “paron”. Noi su Mentecritica l’abbiamo ripetuto molto spesso, il lavoro flessibile deve essere pagato di più rispetto al lavoro a tempo indeterminato. Inoltre dove sono gli ammortizzatori sociali in grado di tutelare i precari dalla perdita del lavoro? In ogni caso se non sarà rilanciata una nuova politica industriale, che faccia investimenti importanti nella ricerca, nell’innovazione, nelle tecnologie, non esisterà governo in grado di tirarci fuori dal pantano. Se il massimo che siamo in grado di fare è competere con i paesi in via di sviluppo diventeremo anche noi un paese sottosviluppato.

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Alcuni operai che lavorano spalla a spalla con il padrone della “fabrichetta”

A proposito di fabbrichette, in una certa sinistra c’è la tendenza a demonizzare qualsiasi forma di iniziativa privata, questo ha prodotto effetti devastanti sull’elettorato. Non si possono mettere sullo stesso piano i grandi industriali e le grandi catene commerciali, con il proprietario di un negozietto che a stento riesce a tirar fuori dalla sua attività i soldi per pagare l’affitto e per vivere. Il salumiere sotto casa per certi versi oggigiorno è più proletario dell’operaio specializzato, che in alcuni casi guadagna cifre più che rispettabili, soprattutto se paragonate a quelle di altri lavoratori specializzati, spesso laureati che ricevono stipendi da bidello. Ma la sinistra, con l’indubbio apporto mediatico della destra, non soltanto è riuscita a far sentire quel salumiere un “imprenditore”, né più né meno di Tronchetti Provera, ma l’ha anche trasformato in un nemico da combattere, facendo si che quest’ultimo si barricasse nelle accoglienti braccia del centro-destra. Volete un esempio? “Il negoziante guadagna un sacco di soldi e sicuramente evade le tasse perché non batte mai lo scontrino!”. L’evasione fiscale in Italia è certamente un problema e va combattuta, a tutti i livelli. Ma nella foga della “battaglia dello scontrino” ci si dimentica che in Italia da qualche anno lo scontrino serve quasi soprattutto per la contabilità dell’IVA, giacché le imposte sui redditi sono calcolate quasi sempre con gli studi di settore. Paradossalmente i piccoli commercianti sono la categoria meno rappresentata e meno tutelata, schiacciati dalle grandi catene commerciali, costretti a pagare affitti spesso altissimi, costretti a lavorare anche il sabato e la domenica per reggere la concorrenza, senza alcun sindacato vero che li tuteli, schiacciati da tasse nazionali, regionali, provinciali e comunali di vario genere, con attività ad altissimo rischio di chiusura. Queste categorie sono abbandonate al loro destino, ma almeno nel centro-destra trovano alcune risposte, anche se sbagliate, come la tolleranza all’evasione, lo snellimento della burocrazia, la promessa di pagare meno tasse. Questo non vuol dire che non esistono commercianti ricchissimi, ma bisogna davvero essere intrisi di ideologia fino al midollo per pensare che lavoratori dipendenti ed operai siano sempre i “buoni” mentre gli imprenditori (includendo in tale categoria un poutpourrì di realtà completamente diverse), sono sempre i cattivi. Considerate l’altissimo numero di persone che apre un’attività come ultima spiaggia alla mancanza di lavoro, considerate gli autonomi che in realtà sono dipendenti costretti ad aprire partita iva, il settore dei “titolari di partita iva” è quantomai variegato e complesso.

La coop sei tu, ignorante

Le Coop Rosse hanno deciso di sostenere la nuova linea del PD (partito demoPaDano). D’ora in poi le loro pubblicità conterranno errori grammaticali per essere più vicine al popolo.

meno tasse………..migliori infrastrutture;

che è una contraddizione in termini. Meno tasse = meno infrastrutture, su questo non ci piove. Quello che in realtà gli italiani vogliono è pagare tasse eque rispetto ai servizi che lo Stato offre loro. Ciò che gli italiani, almeno quelli onesti, vorrebbero è non dover pagare tasse per mantenere persone assunte con raccomandazioni, non dover pagare tasse per consulenti esterni che non si sa su cosa sono consultati, poter essere curati dal medico più bravo e non dal primario insediato grazie alla “segnalazione” del politico di turno, vorrebbero poter avere esami medici immediati, non aspettare 3 mesi per un referto. Se gli italiani iniziassero a non vedere più queste cose sarebbero molto più contenti di pagare le tasse. Ai rimanenti, quelli che vorrebbero tutto per sé, bisognerebbe invece tirare un bel “ceffone” virtuale, giusto per riportarli nella realtà. Ad esempio, un mio amico “imprenditore” qualche tempo fa affermava che lui vorrebbe pagare meno tasse e che non ne può più di farsi mangiare metà dei suoi guadagni dallo stato, io naturalmente gli ho risposto che meno tasse equivarrebbero a meno servizi, che le tasse servono ad esempio per permettere a tutti di curarsi gratuitamente a spese dello Stato e per consentire ai ragazzi di studiare gratuitamente e senza distinzioni di casta e di reddito. Spesso, quando si parla di “servizi”, non di rado l’interlocutore fatica a comprendere di cosa si stia parlando, ed allora in quei casi è necessario essere più chiari e fare esempi basati sulla realtà. Quindi, quando lui mi ha detto che preferirebbe pagare meno tasse, avere una sanità privata e magari farsi un’assicurazione come avviene negli Stati Uniti, io gli ho fatto presente quali conseguenze comporterebbe un sistema siffatto per uno come lui. Questo mio amico infatti ha una malattia le cui cure sono molto, ma molto costose, per fargli cambiare idea mi è bastato ricordargli che quello che paga di tasse non basta nemmeno per ripagare le spese mediche che lo Stato sostiene per lui e che negli Stati Uniti non avrebbe un’attività fiorente, una bella casa ed una bella macchina, perché si sarebbe già bruciato tutto per pagarsi le cure con cui sopravvivere.

Chuck Norris sostituirà Che Guevara

La nuova icona del partito demoPaDano, è già partita le stampa delle magliette

L’esempio pratico e terra terra spesso funziona, purtroppo gli italiani hanno una scarsa percezione delle tasse che pagano. Per moltissimi italiani pagare le tasse equivale a buttare via i soldi, ma d’altronde come biasimarli? Tutti noi sappiamo bene come funzionano le cose nello stivale, questo è il paese dei politici corrotti e dei raccomandati (rivedere la sezione giustizia per comprendere quanto sarebbe importante farla funzionare come si deve). L’italiano quando paga le tasse immagina i suoi soldi che magicamente escono dal suo portafogli per finire direttamente in quelle di qualche politico, che userà i frutti delle sue fatiche per pagare lo stipendio ad un raccomandato fannullone, o per assumere un consulente che sarà pagato a peso d’oro per non fare niente, o per aumentare i suoi già faraonici emolumenti da onorevole. A chi non girerebbero i cosiddetti davanti ad una realtà così schifosa? Gli italiani da tempo sentono che c’è un’enorme sperequazione tra il dare e l’avere, pagano tantissime tasse per avere ospedali che non funzionano, strade divelte, servizi mediocri, burocrazia lentissima, scuole che cadono a pezzi, società di servizi privatizzate che invece di diminuire le tariffe le aumentano e ti rifilano anche piccole e grandi fregature. In fondo se un idraulico si fa pagare un sacco di soldi per lasciare comunque una rubinetto che perde, io mi incazzo come una iena, lo stesso vale per i soldi che il cittadino paga allo Stato. Con la differenza che l’idraulico puoi sempre citarlo per danni, mentre lo Stato no. Per questo motivo il cittadino si lascia affascinare da chi gli promette meno tasse, anche se la gente spesso non comprende che in cambio di meno tasse potrebbe perdere servizi che, anche se non perfetti, sono comunque molto importanti. Vedi ad esempio il mio amico imprenditore. Noi diciamo sempre che gli italiani sono evasori e furbi, lo dico anch’io e probabilmente in parte è vero. Ma lo Stato italiano, a causa di politici magliari, sembra davvero una macchina mangiasoldi che del cittadino se ne fotte.

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Finalmente, messe da parte “Mi Fido di Te” e “L’Inno D’Italia”, il PD (partito demoPaDano), presenta il suo nuovo inno

Federalismo fiscale;

Alle tasse altissime i cittadini del nord Italia hanno pensato di rispondere con il “federalismo fiscale”, il loro ragionamento è che in questo modo almeno le tasse non vanno a Roma per mantenere i “parassiti” ma rimangono sul territorio. Ma questo produrrà davvero i risultati che i cittadini del nord sperano di ottenere?
Molti non lo ricordano, ma in Italia, nel 2001, fu approvata la modifica del titolo V della nostra Carta Costituzionale, con questa modifica l’Italia si è trasformata, almeno formalmente, in una pasticciata Repubblica Federale.
Grazie alla nuova riforma costituzionale, ed anche grazie ad una serie di leggi introdotte a corollario, gli Enti Locali hanno iniziato a godere di una discreta autonomia decisionale e finanziaria. Ricevono in maniera diretta una percentuale delle imposte pagate sul territorio (una ad esempio è l’Addizionale Regionale Irpef), inoltre possono introdurre nuove tasse locali e stabilirne l’importo. Naturalmente in realtà il controllo finanziario di cui possono disporre è veramente poco, ma c’è da chiedersi se questa non sia una fortuna per le tasche dei cittadini.
Raffaele Costa, ex rappresentante del Partito Liberale Italiano ed ora politico nelle file di Forza Italia, nonché attuale Presidente della Provincia di Cuneo, scriveva nel 2002 nel suo libro “L’Italia dei Privilegi” [pag294-295]:

[………]Uno dei famosi “parametri di Maastricht”, quelli che negli ultimi anni hanno inchiodato i governi nazionali al rigore di bilancio (fatte salve alcune oscillazioni, soprattutto in periodi pre-elettorali), obbliga gli Stati membri a puntare con decisione a un rapporto debito pubblico/prodotto interno lordo del 60%: non esattamente una passeggiata per l’Italia, ferma sostanzialmente al doppio di questa soglia limite stabilita dell’UE. Ma, mentre a Roma i ministri economici tirano la carretta per risalire la china del debito pubblico, nei singoli capoluoghi regionali torna di moda l’indebitamento facile: ammontano ad oltre 24 mila miliardi le entrate regionali del 2000 derivanti da mutui (il 12% delle entrate complessive), una tendenza non nuova nelle finanze regionali che, tuttavia, rischia di ripercuotersi nel medio periodo su quelle “federali”, chiamando in causa il bilancio dello Stato, se una volta ancora la capitale dovrà farsi carico degli eccessi della “spesa pubblica regionale“[……….]

Le regioni, le provincie ed i comuni, già adesso che non dispongono di soldi propri, sono delle vere e proprie “idrovore” per le casse dello Stato. Il vero potere ormai si esercita nelle amministrazioni locali, il clientelismo che spesso denunciamo, e che troviamo insopportabile, in larga parte è gestito nelle amministrazioni locali, di qualsiasi colore politico. In fondo, pensateci bene, vivere nelle nostre città costa tantissimo, e non mi riferisco al costo della vita, parlo delle striscie blu, dei photored, degli autovelox piazzati nei posti più assurdi, delle multe facili, delle TOSAP (tasse di occupazione del suolo pubblico), della TARSU (tassa per la raccolta dei rifiuti solidi urbani), e di tutti gli altri balzelli che “devolviamo” agli enti locali, e che incidono pesantamente sui bilanci familiari.
Con Decreto Legislativo N. 267 del 2000 fu rivista la normativa relativa alla gestione degli Enti Locali, anche per quanto riguarda la gestione e la creazione di società miste. Le società miste sono società a compartecipazione mista, metà del capitale è dato dall’ente locale, l’altra metà da imprenditori privati. Tali tipologie di società sono cresciute in maniera dilagante negli ultimi anni ed ora ogni Ente Locale (Comuni, Regioni, Provincie) dispone di almeno una società mista a cui demanda particolari attività: la gestione dei parcheggi, la gestione del trasporto pubblico, la gestione dei rifiuti, la gestione del verde pubblico. Ogni Ente Locale dispone quasi sempre di una o più Società Miste, anche i vostri Comuni/Province/Regioni godono del supporto di queste particolari aziende. Per i politici queste società a partecipazione sono diventate come l’uovo di colombo, finalmente hanno a loro disposizione società gestite con i soldi pubblici ma controllabili come se fossero aziende private. Aziende in cui è quindi possibile assumere personale, precario o a tempo indeterminato, senza dover passare attraverso le fastidiose forche caudine del concorso pubblico, società in cui è possibile infilare precari da tenere sotto scacco come portafoglio elettorale, ed in cui far svernare alcuni politici trombati. In alcune di queste aziende il numero di adetti ha raggiunto cifre notevolmente superiori alle reali necessità, con ovvie ripercussioni sulle casse degli EE.LL, drammaticamente sempre più vuote. I politici locali, grazie alle nuove autonomie di cui dispongono in seguito alle modifiche del Titolo V della Costituzione, possono anche assumere consulenti esterni che vengono pagati a peso d’oro ed ovviamente a spese del cittadino. Badate bene, queste “distorsioni” esistono in tutta Italia, non c’è distinzione tra nord e sud.
Vista l’attuale esperienza con le autonomie locali è lecito supporre che un ulteriore cessione di potere a favore delle Regioni non farebbe altro che spostare il “magna magna” da Roma ad Abbiate Grasso, però senza che ci sia più lo stato centrale a riparare, come evidenziato da Costa, ai disastri prodotti dai Governi Regionali. Non solo, i politici locali, avendo un forte radicamento sul territorio hanno anche una più radicata tendenza alla gestione del potere e delle clientele. Le casse degli EE.LL sono già ridotte malissimo (il Comune di Taranto è già fallito, quello di Catania non se la passa bene, e così tutti gli altri), un ulteriore scossone potrebbe produrre un disastro di proporzioni inaudite.
Per quanto riguarda il meridione d’Italia il federalismo fiscale potrebbe davvero mettere la parola fine sulle speranze di un risanamento. Per inciso, come hanno dimostrato tutti questi anni, un’Italia ancora più marcatamente a due velocità produrrebbe effetti nefasti anche sull’economia del nord, pensare che i problemi dei meridionali non riguardino il resto dell’Italia è un atteggiamento veramente miope.

Concludo qui questa mia lunga analisi, e lo faccio confermando il mio punto di vista. I cittadini hanno bisogno di risposte, ma di risposte adeguate e non di facile propaganda, tantomeno di una propaganda scimiottata da quella di un partito il cui nocciolo duro dell’elettorato rivendica ragioni assolutamente non sovrapponibili rispetto a quelle che dovrebbero essere le idee di un partito che si definisce di centro-sinistra. A volte le risposte non sono facili da dare, è molto difficile far giungere un messaggio scevro da populismo e demogogia, ma fare politica non vuol dire solo cercare il consenso, fare politica vuol dire soprattutto proporre insistentemente una diversa visione del mondo e della società, invitare al ragionamento ed al pensiero critico, ed attendere che si formi una maggioranza disposta a condividere questa visione con noi.


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30 commenti su “La Lega Nord ha Vinto Perché Interpreta il Sentimento Popolare. E gli Asini Volano (in Parlamento) – seconda parte

  • Iniquo

    Piccola precisazione: anche dopo la riforma costituzionale del 2001 restiamo comunque una Repubblica regionale, perchè il Senato non è una camera con compiti di rappresentanza delle realtà locali (è solo eletto su base regionale, niente di più) e non ha competenze legislative specifiche essendo un doppione della Camera dei Deputati; la distinzione ormai va fatta tra stato unitario e decentrato, essendo le differenze tra i vari regionalismi e federalismi molto fluide anche se restano alcune peculiarità distintive.
    Per il resto concordo ed auspico la costituzione di una sinistra che possa fare gli interessi delle persone che lavorano tanto e guadagnano poco a prescindere dalla professione, ma purtroppo tutto propende verso un arroccamento idealista ed autoreferenziale (vedi posizione della corrente rifondarola “l’Ernesto”).

  • Doxaliber

    @Iniquo, non a caso ho scritto “pasticciata repubblica federale”. 🙂 La modifica in senso regionale del Senato era inizialmente prevista dalla riforma, ma si è persa per strada.

    Naturalmente io esprimo parere negativo sul federalismo fiscale, ma anche in questo caso tutto dipende da come tale federalismo verrà applicato.

  • ilBuonPeppe

    fare politica vuol dire soprattutto proporre insistentemente una diversa visione del mondo e della società, invitare al ragionamento ed al pensiero critico

    Infatti i nostri politici si spaccano la schiena a proporci insistentemente la loro visione del mondo e della società: una società in cui pochissime persone hanno tutto e gli altri fanno la fame.
    Una visione che è comune ai due grandi partiti residui: uno di destra composto di speculatori, e uno di speculatori che si dichiarano di destra.
    La cosa incredibile è che i cittadini li trattano come eroi. Sono depresso…

  • Emanuele

    ottimo post ma son cose che quasi tutti quelli che leggono questi tipi di post sanno o immaginano… Ma probabilmente tutti sanno (chi più o chi meno…) Ma nessuno fa nulla. Alle politiche attuali che alternative c’erano? o dare il voto a piccoli partiti (probabilmente onesti ma chi può dirlo…) semisconosciuti dai più (che votavano il bipartitismo all’italiana…) oppure non votare o annullare la scheda… In Italia ci vuole un repulist dei politici in modo radicale e assoluto. Come detto lasciare un massimo di uno o due mandati per persona e poi non dare super pensioni come se nulla fosse… penso basti la gratitudine che darebbero tutti se fanno bene il loro lavoro o la galera se sono corrotti e tutto il resto. Sul federalismo fiscale sarei d’accordo ma solo se le regioni vengono dimezzate. ogni regione “ricca” si accorpa ad una “povera”. In questo modo si potrebbe salvare capra e acvoli ma una regione ricca non vorrebbe mai una situazione del genere perchè non sarebbe più prospera o che e dovrebbe combattere contro situazioni che non conosce… Il togliere l’ICI o abbassarlo o quello che vuole è giusto da un lato ma incide non poco sulle casse comunali che dovrebbero appoggiarsi in modo più pronunciato sulle casse statali. In ambito giuridico sono completamente d’accordo su tutto quello che hai (do del tu anche se è la prima volta che scrivo qui) scritto Doxa ed è anche per questo che serve una depurazione del parlamento. L’unica cosa è che durante il periodo di detenzione si facciano corsi o altro per reintegrare i detenuti aiutandoli magari anche a ottenere titoli scolastici o abilitazioni a certi tipi di lavoro (qualsiasi). Inoltre sui recidivi ci vuole la mano pesante. Un errore è ammissibile anche un secondo può starci ma oltre… Inoltre dovrebbe esserci una proporzione anche in rapporto a quante persone queste azioni deprovevoli facciano danni e in che misura. Bancarotta fraudolenta con centinaia di persone in cassa integrazione secondo me sarebbe quasi paragonabile a reati molto gravi.
    Lascio con una domanda: Perchè a molti Italiani vengono in mente soluzioni per migliorare il paese mentre ai politici vengono solo idee per affossarlo il più possibile? siamo governati da imbecilli o siamo governati da gente che ha interessi a mantenere questa situazione. Direi che in ogni caso siamo governati da persone sbagliate… 🙁
    Ps scusate sgrammaticature e lunghezza del commento…

  • Grandine

    >attività da terziario […], ovvero industrie manufatturiere, tessili, calzaturiere

    chiamansi settore secondario, no?

  • Doxaliber

    @Emanuele, certo che puoi darmi del tu! 😉

    @Grandine, hai ragione. In realtà le industrie che cito sono attività che rientrano nel settore secondario. 🙁 Ora correggo.

  • F.Maria Arouet

    a) Non si può dire che il Partito Fascista sia stata una scelta democraticamente espressa, la marcia su Roma é lì a smentirlo. Mentre, potrà non piacere, ma il Partito Nazista é stato scelto dalla maggioranza dei tedeschi, ed é andata così perché la repubblica di Weimar non ha saputo dare risposte concrete ai problemi concreti della popolazione.

    b) Invocare quel che la sinistra avrebbe potuto fare e non ha fatto non serve a nulla, perché non esiste controprova. Il fatto certo é che la sinistra ha lasciato il tema della sicurezza alla destra, come se non fosse un problema, o non fosse in grado d’affrontarlo.

    c) I provvedimenti per le liberalizzazioni, compreso quello sui tassisti, sono falliti per mancanza di forza, nel senso che ciascuna delle corporazioni minacciate s’é dimostrata più forte dell’esecutivo (non ci voleva molto). Ma non sono stati certo quei provvedimenti che hanno sottratto il consenso, quando la maggioranza della popolazione poteva trarne solo un beneficio.

    d) Immaginare che il governo Prodi, in diciotto mesi e con quella maggioranza potesse operare “una rottura col passato” come ad esempio “ridurre drasticamente il tempo dei processi, fornendo ai magistrati ecc. ecc.” mi sembra francamente un puro esercizio retorico, un po’ come chiedersi perché non prendiamo tutti 10000 euro al mese.

    e) Pure la Lega era al corrente che la legge sull’immigrazione si chiamava Bossi-Fini e difatti ha promesso ai suoi che la prossima si chiamerà Bossi-Bossi.
    E’ verissimo che destra e sinistra devono/dovrebbero dare risposte diverse agli stessi problemi. Ma devono essere risposte concrete, non analisi storico-sociologiche.

    f) E’ evidente che i tuoi amici precari, interinali, co.co.pro, non rappresentano un campione significativo dell’elettorato, oppure che le fabbrichette di Fully non rappresentano uno spaccato così piccolo, altrimenti non si spiegherebbero i risultati della Lega, da una parte, e della Sinistra Arcobaleno dall’altra.

    g) Il discorso del terziario arretrato vale per l’economia di piccolo cabotaggio, su scala locale. Se non sei competitivo non esporti. I dati dell’esportazione delle regioni del Nord parlano di una realtà diversa. E i numeri sono più forti delle opinioni.

    h) Sulla utilità di retribuire meglio il lavoro precario e sulla necessità di una rete di ammortizzatori sociali hai perfettamente ragione, ma tutta la sinistra era su questa posizione, e pure larghi strati della destra. Così come hai ragione sulla necessità degli investimenti per la ricerca. Ma anche qui sfondi una porta aperta… dall’Alpe al Lilibeo!

    i) Meno tasse…migliori infrastrutture. A prima vista sembra una contraddizione, ma può non esserlo affatto. Se consideri le strutture erogatrici di servizi come vere e proprie macchine, che hanno un loro rendimento (che é rappresentato dal rapporto tra il valore dei servizi erogati e l’importo delle tasse pagate dai cittadini, moltiplicato per cento), beh, basterebbe che quel rendimento passasse dal 20% al 40%, cioè si portasse alla media dei paesi europei, perché quel che sembra un ossimoro diventasse realtà. Meno tasse, più servizi.

    l) Federalismo fiscale. Va tutto benissimo. Magnano questi, magnano quelli, forse, come dici tu, sarebbe solo uno spostare il ““magna magna” da Roma ad Abbiate Grasso”. Ma vaglielo a spiegare al cittadino di Abbiategrasso, che é la stessa cosa se i suoi soldi, anzichè lui, se li magna il cittadino di Roma.
    Così come lo devi convincere che gli conviene che una parte delle sue tasse continui ad essere destinata al risanamento del Sud, quand’é dal dopoguerra che lo sta facendo senza alcun risultato.

    m) “fare politica vuol dire soprattutto proporre insistentemente una diversa visione del mondo”
    Mi viene in mente la storiella ebraica del lontano da dove: diversa da cosa?

    n) “ed attendere che si formi una maggioranza disposta a condividere questa visione con noi.”
    L’ho già detto nell’ultimo commento al tuo post precedente: se vogliamo concorrere per vincere non queste elezioni, o le prossime, ma quelle che si terranno quando la popolazione sarà rinsavita, non c’é che da dirlo, godremo persino del plauso e dell’approvazione dell’avversario.

  • F.Maria Arouet

    Il punto n), come nel gioco dell’oca, ci riporta al punto a). Attendere tempi migliori fu quel che fece la repubblica di Weimar.

  • Doxaliber

    @Arouet

    a) Il listone del partito fascista prese oltre il 60% dei voti alle elezioni del, se non erro, 1924. Affermare che il partito fascista non aveva un enorme consenso popolare è un falso storico. La marcia su Roma fu una mezza farsa, infatti il re si piegò subito ai voleri del partito fascista, questo perché i fascisti avevano un grandissimo consenso popolare ed il re voleva pararsi il fondoschiena. La Weimar, quali risposte avrebbe dovuto dare secondo te? Davanti ad un populismo così esacerbato, che faceva leva sull’incredibile disagio della popolazione, non c’era obiezione in grado di tenere. Hitler diede ai tedeschi dei nemici, ed i tedeschi gli credettero.

    b) che la sinistra abbia perso perché ha abbandonato il tema della “sicurezza” alla destra è tutto da dimostrare. La sinistra secondo me ha perso per ben altre ragioni. Vuoi dire che nel 2006 le persone si sentivano più sicure e quindi hanno votato a sinistra perché non temevano il problema della delinquenza? Possiamo dare molte ragioni alla sconfitta della sinistra, non serve, bisogna capire come si deve agire in futuro.

    c) i provvedimenti sulle liberalizzazioni… sono appena accenati nel mio pezzo, 3 parole su qualche migliaio. In ogni caso ai cittadini probabilmente interessavano altri tipi di liberalizzazioni, più serie ed imponenti, oggi, alla fine dei conti, tutti questi benefici derivanti dalla liberalizzazione delle licenze sui taxi non li hanno compresi.

    d) Non poteva fare tutte le cose che ho scritto io, ma poteva certo imporre una direzione diversa al suo operato. Invece abbiamo visto un Ministro della Giustizia che “battagliava” con i magistrati, esattamente come il precedente governo. In ogni caso ciò che ho scritto può valere come lezione per il futuro, come punto di partenza per un rilancio. Ciò che scrivo può essere considerato anche un riprovero al Governo Prodi, ma è soprattutto un’idea di ciò che dovrebbero essere le campagne elettorali del futuro.

    e) Le Lega potrà pure proporre la Bossi-Bossi per giustificare il fatto che la Bossi-Fini non ha funzionato. Ma tra cinque anni, se questo Governo durerà 5 anni, dovrà dare risposte del suo operato. Per questo motivo la sinistra ora deve presentare proposte alternative, non scimmiottare la Lega sui suoi stessi temi.

    f) i giovani sono una minoranza in questo paese. L’Italia è un paese vecchio. Se anche avessero votato in massa per la sinistra probabilmente non sarebbe bastato. In ogni caso molti di loro sono delusi, questo Governo non ha mantenute le promesse e di certo il PD non ha garantito alcuna inversione di tendenza rispetto alla situazione attuale, di conseguenza, perché votare a sinistra se non propone cose alternative alla destra? E ritorniamo sempre al punto chiave del mio discorso.

    g) molte aziende hanno la sede in Italia ma gli stabilimenti di produzione in Albania, Romania, Bulgaria. Non hai letto uno dei link che ho segnalato nell’articolo:

    Nell’ultimo decennio circa 10 mila aziende italiane, tra cui seimila venete e trecento padovane, sono state delocalizzate in Romania e in modo particolare nei distretti di Timisoara, Cluj Napoca e Baia Mare. In genere si tratta di imprese tessile e meccaniche e la fabbrica padovana più nota è la Carmens di Galzignano (1500 addetti) di proprietà dell’ex militante del Pci Sante Bolzonaro.

    Ma l’intero Est europeo è diventato terra promessa della aziende nordestine, insediate in Moldavia, Ucraina, Polonia, Ungheria, Croazia, Bulgaria e Paesi Baltici.

    10.000 aziende…. sono numeri spaventosi. Ah, ma se vuoi credere che l’economia italiana è florida fai pure. 🙂

    Salto il punto “h”, perché mi dai ragione (si, ma bisogna farle le cose, non solo dirle in campagna elettorale) e passo al punto

    i) certo che si possono ottenere meno tasse ed anche migliori infrastrutture migliorando il sistema! Il problema è che prima bisogna snellire la burocrazia, gli uffici pubblici, tagliare salari spropositati, diminuire il numero degli enti inutili…. etc. etc. Si tratta di un cambiamento radicale, che richiede molto tempo, e che dovrebbe procedere qualsiasi proclama di riduzione delle tasse.

    l) Che ti devo dire, certo che il cittadino va convinto, certo che il cittadino non si fida delle promesse, il problema è proprio quello. Il cittadino vede che i soldi delle sue tasse vengono sperperati e che lo Stato non funziona bene, che Napoli è sommersa dalla spazzatura e che nel suo paesino i Camion devono passare dal centro perché nessuno progetta un’autostrada. Poi arriva qualcuno e gli dice: “i soldi a casa nostra” e gli propone un mondo dove le sue tasse rimangono a lui… non ci vuole molto per convincerlo. Se però ci fosse qualcuno che gli fa vedere i milioni sperperati dal suo comune, dalla sua provincia e dalla sua regione, qualcuno che gli propone un’analisi diversa, magari potrebbe ricredersi. Certo, se nessuno lo fa e tutti bene o male parlano di “federalismo” e di “federalismo fiscale”, ovvio che poi lui si convinca che è questa la scelta migliore. Ma trasformare uno Stato da centrale a federale non è mica uno scherzo.

    m) n), non ho ben capito il tuo punto di vista. La sinistra ha perso le elezioni, ora deve stare all’opposizione. L’opposizione è appunto “opposta” rispetto alla maggioranza. Se tu pensi che le soluzioni per l’Italia siano quelle prospettate dal centro-destra allora è molto più semplice votare per il centro-destra che non pretendere che il centro-sinistra agisca allo stesso modo. La sinistra deve proporre scelte alternative perché oggi i cittadini hanno scelto in un modo, ma questo Governo ora è chiamato alla prova dei fatti e se i fatti non ci saranno allora il cittadino cercherà un’alternativa. Se l’alternativa sarà una copia scimmiottata dell’originale allora il cittadino di centro-destra continuerà a votare per il centro-destra, il cittadino più orientato a sinistra di certo non voterà per il leghismo in salsa democratica di cui professano Cofferati e Cacciari.

    Se tu sei convinto che Berlusconi e la Lega faranno bene, soddisferanno le richieste dei cittadini, allora non abbiamo bisogno di un partito alternativo, la prossima volta voteremo di nuovo tutti Berlusconi perché avrà dato agli italiani il benessere, la sicurezza ed il federalismo fiscale che tanto desiderano.

  • Doxaliber

    PS Seguendo la tua filosofia praticamente ogni volta che un partito perde le elezioni dovrebbe rinnegare totalmente la sua visione politica, rinnegare il passato, rivedere totalmente le sue posizioni e salire sul carro dei vincitori, proclamando le stesse cose e facendo finta di essere il più uguale possibile a quello che è il partito di maggioranza.

    Fatto sta che la Lega Nord non è cambiata per niente dal 2001 al 2008, ed anche se nel 2006 ha perso le elezioni nel frattempo non è cambiata di una virgola ed ha continuato a martellare sugli stessi argomenti. Oggi ha raddoppiato il consenso, pur rimanendo coerente con la sua linea politica. La Lega Nord, tanto celebrata in questi giorni, è la dimostrazione certa di una sola cosa: la coerenza paga.

  • Fully

    Appassionante questo dibattito! Non so aggiungerci granché.
    Ovvio che mi senta più vicino alle posizioni di F.M.Arouet che non alle tue, caro Doxa (sorry!)

    Solo mi chiedo perché un cittadino non dovrebbe pretendere:
    a) più sicurezza nella propria vita di tutti i giorni
    b) un migliore rapporto tra le imposte che paga ed i servizi che riceve, soprattutto più infrastrutture e meno burocrazia.
    Non mi paiono pretese assurde. E non ho sentito ancora una parola su come la Sinistra intendesse fornire risposta a queste istanze.

    PS. A proposito di burocrazia.
    Stamattina ho ascoltato a RadioAnch’io un cittadino di Lucca (Lucca, eh? non Treviso!) che lamentava il fatto che ci vogliano 67 documenti da presentare a 20 diversi enti per poter aprire un’officina da carrozziere.
    Inoltre un cittadino di Rovigo (mi pare) denunciava il fatto che per poter ampliare il proprio capannone avrebbe dovuto tombinare un fosso di scolo e che gli era stato chiesto un progetto dall’autorità di bacino che prevedesse la possibilità di transito delle ranocchie; ebbene, l’aveva presentato e sono sei anni che sta aspettando una risposta.
    Ecco.

  • Doxaliber

    Fully, la sicurezza è una percezione che ai giorni d’oggi è fortemente influenzata da fattori esterni ed in questo i media hanno un peso preponderante. Conosco alcune persone, soprattutto nel nord Italia (ma solo perché io del sud conosco pochissimo e la realtà della mia città è forse estremamente tranquilla) che vivono nel perenne terrore di essere aggredite, assalite, derubate. Eppure queste persone vivono in città che ai miei occhi sono tranquillissime, ed in zone ancora più tranquille. Tant’è che quand’ero ospite a casa loro io uscivo serenamente senza preoccuparmi minimamente, mentre loro erano sempre in continua ansia. Oggi la politica spinge moltissimo sulle paure dell’uomo, le utilizza come grimaldello per conquistare l’elettorato. Pensa ad esempio a com’è cambiata la percezione della sicurezza nei cittadini americani dopo l’11/09/2001. Il 10/09/2001 tutti erano tranquilli, si sentivano protetti, forti, invicibili, è bastato però un evento devastante per cambiare totalmente la percezione di sicurezza degli abitanti di quella nazione. Pensa alla paura per l’aviaria, per la mucca pazza, gente che mangiava carne e che dal giorno dopo a smesso di mangiarla, anche se a rigor di logica dopo gli scandali c’erano sicuramente maggiori controlli. Mi ricordo che qui in Regione qualcuno voleva fare fuori le anatre ed i cigni delle zone protette perché li riteneva pericolisi! Mia sorella voleva uccidere le galline di mia madre! La paura, spesso ingiustificata, ispira le peggiori azioni umane, ecco perché bisogna andarci davvero muoversi come se ci si trovasse in un terreno minato quando si trattano certi argomenti.

    La gente ha diritto alla sicurezza, ma non mi sembra di aver negato questo. Il mio articolo, credo, o almeno spero sia così, cerca di proporre soluzioni al problema della sicurezza, di certo non la irride, solo che si tratta di soluzioni reali e non di propaganda.
    Poi qualcun altro può proporre come soluzione le “ronde padane”, il libero commercio di fucili e gli sceriffi, e magari (anzi sicuramente) ottenere il plauso popolare. Ma io, che ambisco ad un mondo diverso, di certo non cercherò di scimmiottare il mio avversario politico solo per recuperare gli elettori che seguono un messaggio così facilone e populista. Sulla paura, l’ho già segnalato, inviterei alla lettura di questo pezzo. Vi lascio anche con un consiglio estemporaneo, se vi capita (o prelevatela attraverso i soliti canali :mrgreen:) guardate questa puntata dei Simpson, è davvero molto istruttiva. :mrgreen: (In italiano credo si intitoli: “tanto apu per nulla”).

    Ma poi, chi l’ha detto che la sicurezza è una cosa di destra? Le televisioni! Ed in qualche modo vi siete convinti anche voi di questo! Le città guidate dal centro-sinistra sono meno sicure di quelle guidate dal centro-destra? Milano è più sicura di Roma? La Puglia, guidata addirittura da un comunista, è meno sicura della Sicilia?
    Provatemelo!

    b) Un maggior equilibrio tra le imposte che paga ed i servizi che riceve sono richieste sicuramente legittime. Ma saresti d’accordo a pagare meno tasse anche in cambio di minori servizi? Meno tasse in cambio di una sanità privata e di una scuola privata? Qui sta il primo punto. Armonizzare il sistema Stato per renderlo meno costoso è un approccio, promettere l’abolizione di ICI e Bollo Auto senza spiegare bene dove saranno recuperati è un altro. Proporre un’aliquota unica del 23% senza distinzione tra i redditi è un’altro ancora. Il problema è che fare promesse è facile, mantenerle è un’altra storia. Io sono della scuola di pensiero secondo la quale preferisco pagare più tasse ma avere una sanità pubblica ed una scuola pubblica piuttosto che pagare il 20% di imposte ma attaccarmi in quel posto se dovessi ammalarmi. Ritengo inoltre che il federalismo fiscale non farà altro che aumentare il clientelismo e le spese, e che per il cittadino sarà un danno. Ma vedremo i fatti.

    La burocrazia, altra storia. Chi non vorrebbe una burocrazia più snella? Ma nella realtà l’unica vera modifica importante in tal senso è stata la Legge 403 del 1998 sull’autocertificazione. Fatta appunto dal Governo di centro-sinistra.

  • Iniquo

    Ognuno si sente più o meno sicuro in base alle proprie esperienze: se in un paesino vengo aggredito da uno squilibrato mi sentirò meno sicuro che nella mia città dove il tasso di criminalità è dieci volte superiore a quello del piccolo centro.
    In questo subentrano i mass media che se parlano solo di vicini che si scannano ci faranno guardare con occhi diversi il tizio del primo piano, se martellano con i crimini degli stranieri ci renderanno xenofobi (e magari nel frattempo un italiano ci sfila il portafogli); non è un caso che nei regimi autoritari la cronaca nera venga usata per fini politici, per esempio attribuendo ad oppositori reati violenti e tacendo su tutti gli altri (fisiologici in vaste comunità).
    L’enorme concentrazione mediatica ed economica nelle mani di un solo uomo politico può portare a ciò che i tiranni dei regimi del passato potevano fare solo una volta conquistato il potere, cioè usarli per il proprio tornaconto.
    E non mi si dica che è un’ossessione, perchè l’Italia è un caso unico al mondo citato come esempio negativo in diversi manuali di diritto pubblico, pubblico comparato e costituzionale; chi vuole ancora minimizzare dicendo che in fondo tale situazione non influisce sul voto faccia pure, sappia solo che tale affermazione sarebbe ritenuta falsa dal resto del mondo.

  • marcoilbuono

    Grazie a doxa, con questo articolo mi sento meno alieno.
    Anche se non rappresentano un campione statisticamente rilevante, i miei amici di schio mi hanno detto che mai e poi mai, gli operai di quella zona che hanno sempre votato SA, avrebbero votato per la lega.

  • Fully

    @Doxa.
    a) sicurezza.
    Nel tuo pezzo ho letto quello che la Sinistra avrebbe potuto proporre (snellimento della Giustizia, rilancio dell’azione delle forze dell’ordine, certezza della pena) ma che non ha proposto. Infatti tu concludi mestamente: “…tutto questo non è successo e non potrà mai succedere con questa sinistra, anche perché i processi lenti fanno comodo anche a qualche loro esponente”. Il problema è che i cittadini si aspettano proposte, meglio ancora se poi si traducono in fatti. La proposta della Lega c’è stata, ed è stata – piaccia o no – premiata dal voto. Se produrrà effetti potremo verificarlo solo dopo.

    b) tasse.
    Formigoni nell’intervista contenuta nel mio pezzo faceva un esempio di federalismo fiscale nel campo della sanità pubblica. Sosteneva che se una TAC costa 100 in Lombardia e la stessa TAC costa 10000 in Calabria, lo Stato centrale deve pretendere dalla Regione Calabria che la TAC in Calabria costi 100 e fino a quel 100 (e non oltre) deve riconoscere alla Calabria. Il sovraccosto dovuto a clientelismo e sprechi deve essere eliminato e l’unico modo per farlo è responsabilizzare gli amministratori delle ASL e di conseguenza le Regioni. Questo non vuol dire peggiorare il servizio perché la prestazione al cittadino (la TAC) è la stessa in Lombardia e in Calabria, questo vuol dire tendere ad eliminare gli sprechi.
    A me pare che non faccia una grinza.

  • F.Maria Arouet

    @Doxa
    Per non riprendere da capo, che sarebbe noioso, ma per cercare tuttavia la sintesi di ciò che ci oppone, a costo di semplificare troppo, torno a ripetere quel che ho già detto, che hai già negato.
    Per te una proposta politica é buona o cattiva in sè, se le contingenze, la popolazione e i tempi, non le sono favorevoli, aspetterà finchè non lo ridiventeranno.
    Secondo me la politica, fermi i fondamentali che distinguono le sue grandi parti, equità (sinistra) e libertà (destra), la distinzione non é mia ma di Bobbio, assolve al suo compito, cioè é buona, se é in grado di elaborare proposte concrete in linea con la realtà del momento.
    Che é anche il senso di ciò che ho detto ai punti m) ed n).
    Che é anche il motivo per cui considero la repubblica di Weimar responsabile, storicamente, dell’avvento di Hitler. Nel senso che non ha saputo elaborare proposte alternative al nazismo, per quel popolo e per quel tempo.

    A proposito di nazismo e di fascismo, per acribia, ma anche per rispetto dei fatti e di quelli che c’erano:
    il fascismo nacque come movimento nel ’19, divenne partito nel ’21. In quello stesso anno il governo Bonomi ottenne la fiducia in parlamento con 251 voti favorevoli (popolari e democratici), 105 contrari (socialisti e comunisti), 66 astenuti (fascisti).
    Dunque il fascismo era una minoranza quando organizzò la marcia su Roma, nel ’22, cioè conquistò il potere con la forza, contro il parlamento esistente, che era l’espressione della volontà del popolo.
    Il listone fascista e le liste collegate, a cui alludi tu, ottennero la maggioranza nel ’24, due anni dopo, a regime consolidato, dopo una vasta e capillare opera di convincimento a base di santo manganello e di salutare olio di ricino.

  • Doxaliber

    Fully, forse vi è sfuggito il martellamento elettorale che c’è stato da quando il governo Prodi si è insediato. Credi che questo non abbia influito sul voto? Ti sbagli. Berlusconi in campagna elettorale ha parlato molto di abolizione dell’ICI, ma pochi cittadini sanno/sapevano che l’ICI sulla prima casa era già stata abolita dal governo Prodi. Berlusconi parla di snellimento della burocrazia ma gli unici atti in tal senso sono stati operati dai governi di sinistra.

    La Lega e Berlusconi hanno vinto facendo delle promesse e prendendo degli impegni, ora però dovrà mantenerli. La questione è: ora la sinitra deve scimmiottare la Lega Nord ed insistere sulle stesse proposte oppure deve fare proposte alternative e poi sfruttare il momento elettorale qualora il governo Berlusconi dovesse deludere le aspettative.

    Il mio punto di vista è che debba fare proposte alternative (ed io ho proposto quelle che secondo me dovrebbero essere queste proposte alternative) e che debba lavorare (molto) per recuperare le credibilità perduta, tu e Arouet sembra che invece vogliate che la sinistra ed il PD si trasformino, come piacerebbe a Cacciari e Cofferati, in una copia sbiadita della Lega Nord e del PDL. Io questo lo chiamo: “salire sul carro dei vincitori”, atteggiamento che tra l’altro è tipicamente italiano e che secondo me non apporterà nessun vantaggio al PD, perché come ho scritto e ripetuto: tra una copia sbiadita e l’originale io scelgo l’originale. Infatti il PD, che un po’ Berlusconi lo ha imitato, non ha preso un solo voto da destra ed ha sfondato a sinistra soltanto perché molti hanno votato per “disperazione” nella speranza che Berlusconi non tornasse al Governo. Se continua su questa strada la prossima volta quei voti di sinistra se li scorda e quelli di destra rimarranno alla destra, sarà un’ulteriore bagno di sangue. Vogliamo fare scommesse?

    b) Mah, Formigoni parla ma mi piacerebbe vedere i dati. I dati che ho in mano io, sempre dal libro di Raffaele Costa, dicono che la Lombardia è insieme alla Campania, al Lazio ed al Veneto, una delle Regioni più indebitate.

    La Regione Lombarida informa bene i lombardi circa la salute e le strutture che possono mantenerla ottima. Invece di procedere a un’informazione diretta, attraverso il numeroso personale dell’assessorato competente, la Giunta ha preferito nn stressare i dipendenti e ha bandito un concorso per trovare una ditta che s’incarichi di diffondere il verbo della Sanità Lombardia, per quattro anni (2002-2006) dietro il modesto compenso di 26.800.000.000 (26 miliardi e 800 milinioni di euro. Chi altri se lo può permettere?

    L’Italia dei privilegi, pag. 296

    TUTTE, ma proprio tutte le Regioni, scelgono i sanitari per appartenenza politica, fanno ciò quel clientelismo di cui Formigoni accusa la Calabria. In particolare hanno fatto vedere come quasi tutti i primari della Lombardia sono vicini a Comunione e Liberazione. La Moratti, come denunciato da Report, ha mandato in prepensionamento personale regolarmente assundo ed ha assegnato ben 49 consuelenze esterne per una cifra spaventosa, assegnazione di consulenze per la quale tra l’altro è anche indagata.
    Taranto, città d’Italia diventata famosa per essere “fallita”, era governata del centro-destra, Catania, salita agli onori delle cronache perché l’ENEL ha staccato la luce alla città per bollette insolute di svariati milioni di euro, era governata dal medico personale di Berlusconi…

    Insomma, a parlare bene sono bravi tutti, il problema è che poi molto spesso chi predica bene razzola peggio degli altri. Naturalmente il bombardamento mediatico distorce molto la visione delle cose per cui, il Governo Prodi che ha comunque risanato un po’ i conti è un governo sprecone e clientelare che aumenta le tasse dei cittadini, il Governo Berlusconi che s’era mangiato tutto l’avanzo primario a disposizione, ed il cui premier prima che il governo cadesse s’è fatto un decreto ad hoc per avere guardie del corpo a spese dei cittadini, è invece il governo dell’efficenza e del risparmio.

    Paradossale.

  • Adetrax

    Concordo in pieno con la maggior parte dei ragionamenti espressi nell’articolo.

    Aggiungo solo qualche considerazione circa la delocalizzazione delle fabbriche italiane e la cosiddetta xenofobia.

    Innanzitutto bisogna capire bene i motivi per cui la delocalizzazione e’ avvenuta cosi’ velocemente, motivi che si possono riassumere nel concetto di convenienza economica ad ampio spettro:

    1) manodopera a costi enormemente piu’ bassi (da 2 a 8 volte) che in Italia;

    2) allontanamento da pericolose zone di influenza e rivendicazioni sindacali di origine politica sospetta e interessata;

    3) vantaggi fiscali (tasse zero per i primi anni di produzione) e burocrazia semplificata concessa dai governi ospiti (cosa che spesso include anche la licenza di inquinare un po’ piu’ del lecito);

    4) vicinanza ai mercati emergenti (giustamente si produce dove prima o poi si assorbira’ sempre piu’ la produzione stessa) e quindi minori costi di “packaging” e trasporto della merce;

    5) maggiore vicinanza alle zone di estrazione delle materie prime o comunque ai grandi flussi di trasporto merci intercontinentali.

    6) Italia “ciao”: basta con gli intrallazzi politici, il pizzo nascosto, le manovre oscure ed incerte, la rete di asfissianti apparentamenti e le indecorose collusioni.

    Il punto 6) non deve essere sottovalutato, perche’ nella storia di altri paesi e’ gia successo e non sempre e’ un indice positivo perche’ significa che in molti casi gli imprenditori non hanno trovato risposte di livello adeguato da parte del governo e delle amministrazioni locali nella gestione delle attivita’ lavorative.

    Riguardo alla xenofobia bisogna essere obiettivi e riconoscere che in realta’ si tratta del rifiuto delle caratteristiche negative dell’altro visto come se stesso. [1]

    Vi posso assicurare che c’e’ un modo di comportarsi che e’ universalmente accettato bene senza distinzione di colore e altre diversita’ e questo, assieme alla capacita’ di imparare e darsi da fare per il bene, spalanca le porte della diffidenza.

    Al contrario tutti sanno benissimo quanto costa e quanto tempo ci vuole (decine di lustri se non addirittura secoli) per gestire e recuperare gente poco incline alla pacifica e civile collaborazione.

    In questo contesto, bisogna quantomeno convenire che l’ingresso semi-clandestino in Italia, senza alcuna selezione o riconoscimento, di chiunque lo voglia fare, rappresenta un rischio quando il fenomeno assume proporzioni vaste e incontrollate.

    Vi sentireste tranquilli se 1.000.000 di hutu, responsabli di eccidio e violenza privata, si trasferissero dal Rwanda all’Italia, assieme al loro machete d’ordinanza ?

    Sareste preoccupati se 1.000.000 di Finlandesi modello si trasferisse in Italia ?

    Pensare che milioni di persone cambino modo di pensare e di agire non appena varcano il confine italiano e’ pura utopia, specialmente se entro breve tempo si aggregano e riformano societa’ chiuse con il loro simili.

    Ricordiamoci infatti che l’Italia stessa e’ stata popolata da invasori violenti e primitivi e che molte di quelle culture deteriori si sono tramandate fino ad oggi avendo subito continue selezioni non verso il miglioramento sociale bensi’ verso il mantenimento della sopraffazione e della degradazione sociale e non mi pare che dei relativi risultati si sia del tutto soddisfatti.

    Non credo ci sia ancora un’emergenza stranieri, ma non escludo che non ci potra’ essere in futuro.

    [1] Attualmente le nazionalita’ in cima alle classifiche delle “attivita’ spicce” sono Romania, Marocco e Albania.

    Dopo 19 secoli i vincitori di Decebalo e i successivi colonizzatori “romani” tornano indietro al grido “a casa, a casa”, assieme ai nomadi discendenti dalle antiche tribu raccoglitrici e saccheggiatrici della preistoria.

    Il Marocco, parte dell’antica Mauretania, terra di conquista prima romana e poi araba, ove il criterio di avanzamento sociale era costituito dalla capacita’ di uccidere prima e piu’ velocemente di altri, ci riconsegna i gioiellini avuti finora in custodia.

    Albania, terra degli antichi Illiri, terra di conquista prima romana e poi turco-ottomana, dopo la lobotomizzazione del periodo comunista ci riconsegna anche lei i piu’ esperti saccheggiatori che il mercato possa offrire al momento.

    Per tutto c’e’ una ragione, d’altronde anche l’Italia e’ in cima ai pensieri di gratitudine di molti paesi, come ad esempio gli USA che ancora ringraziano per aver ricevuto una cosa di cui “sentivano molto la mancanza”: la mafia americana.

    E’ veramente una bella cosa quando due gruppi familiari cosi’ distanti possono organizzare assieme tanti traffici interessanti, tutti ovviamente basati sul consenso politico e sull’enorme disponibilita’ di soldi loro consegnata da milioni di gonzi che pagano il pizzo con la droga e le prostitute.

    Se possibile vorremmo evitare l’importazione di altre onorevoli realta’ dato che ne abbiamo gia’ almeno 3 in continua espansione.

  • Doxaliber

    @Arouet, certo che la Weimar (ed anche il Re d’Italia ed il Governo) avrebbero dovuto dare risposte ai cittadini, evitando così l’ascesa delle dittature. Ma esistono momenti storici particolarissimi in cui è davvero difficile contrastare con la razionalità e la logica il “sentimento popolare”. Ho fatto l’esempio dell’11/09, e secondo me è calzante. La seconda elezione di Bush è sicuramente stata condizionata da quell’evento e da tutto ciò che ne è seguito, gli americani avevano “paura” ed hanno scelto in base a quei parametri. Nessun oppositore avrebbe forse potuto trovare argomenti in grado di contrastare tali paure. Lo stesso avvenne in Italia e Germania (ma anche in Spagna e Russia) negli anni delle dittature. La situazione economica era difficilissima, la seconda guerra mondiale aveva ridotto l’Europa allo stremo, in particolar modo la Germania aveva dovuto firmare una resa incodizionata che l’aveva ridotta sul lastrico, l’Italia invece subiva le enormi spese sostenute durante la guerra. I governi davanti a queste situazioni non possono che imporre sacrifici, tentare di sanare i bilanci, cercare di arginare il disastro economico. Ma la gente nel frattempo muore di fame, la pancia reclama, ed ecco che argomenti populistici, nazionalistici, che individuano in un nemico preciso colpe e responsabilità della “fame”, hanno una presa efficacissima sulla popolazione, che vota in massa per questi movimenti.

    Posto che la sinistra italiana ha fatto errori spaventosi in questi anni (il primo fra tutti è stato concedere a Berlusconi di candidarsi, quando le leggi italiane di fatto non ne consentivano la candidatura, il secondo non aver fatto una legge seria sul conflitto di interessi… gli altri seguono a ruota), posto che adesso la sinistra italiana è all’opposizione, posto che gli argomenti della Lega hanno fatto sicuramente presa sull’elettorato, la questione chiave è e rimane sempre la stessa, ti invito a leggere il commento che ho lasciato a Fully, in particolar modo da questo punto in poi:

    La Lega e Berlusconi hanno vinto facendo delle promesse e prendendo degli impegni, ora però dovrà mantenerli. La questione è: ora la sinistra deve scimmiottare la Lega Nord ed insistere sulle stesse proposte oppure deve fare proposte alternative e poi sfruttare il momento elettorale qualora il governo Berlusconi dovesse deludere le aspettative?

    La questione è tutta qui.

    PS Le similitudini storiche tra l’ascesa del nazismo e quelle del fascismo sono tantissime. Anche Hitler tentò una marcia su Berlino negli stessi anni di Mussolini, solo che la Weimar aveva più palle del nostro RE ed Hitler finì in gattabuia. Per Hitler in realtà fu molto più difficile raggiungere il consenso popolare, in confronto quella di Mussolini fu una vera e propria passeggiata.

  • Adetrax

    Posto che il concetto di sinistra e’ diventato un po’ vago, credo che coloro che aspirano a partecipare alla vita politica, debbano essere i migliori, i piu’ preparati e preoccupati del bene comune, non i piu’ opportunisti e spregiudicati.

    Se non si cerca di applicare questo criterio di selezione e’ perfettamente inutile discutere di tutto il resto.

    La prima cosa da fare comunque e’ di rinnegare / prendere le distanze dalla frase: “I parlamentari sono cosi’ decadenti perche’ il Parlamento rappresenta lo spaccato della societa’ italiana”.

    Se non ci si rende conto che la sopracitata frase e’ una bestemmia allora non si puo’ aspirare a una societa’ migliore.

    Infine i cittadini comuni non chiedono cose diverse alla destra o alla sinistra e non scelgono una parte piuttosto che l’altra in base alla coerenza ideologica della stessa, piuttosto se il meglio non c’e’ scelgono l’alternativa meno problematica, scelta che puo’ anche essere interpretata in chiave di ripicca punitiva nei confronti dell’altra parte.

    Anche se Berl. dice il contrario, la lega di Bossi resta una mina vagante che puo’ esplodere in maniera inaspettata qualora l’astronave Italia prenda una direzione troppo sgradita, in breve e’ una specie di freno d’emergenza su cui molti fanno affidamento, consapevoli dei rischi che si stanno correndo.

    Il PdL rappresenta un coacervo di interessi che per una discreta percentuale non sono del tutto legali e non ho dubbi che Berl. sicuramente deludera’ le aspettative altrui perche’ dara’ 10 e si prendera’ 100.

    Il PD e la sinistra non devono scimmiottare le posizioni del PdL, bensi’ devono proporre dei “valori” non ideologici e far venire a galla quel 60% di persone fondamentalmente ancora oneste che si sono frammentate nei vari partiti.

    Un altro consiglio che posso dare alla sinistra e’ di non insistere troppo su battaglie sospette per minoranze che non hanno bisogno di essere difese, si concentrino invece su come raggiungere gli importanti obiettivi indicati nell’articolo (semplificazione legislativa, certezza della pena, lotta alla criminalita’ organizzata, controllo dei flussi migratori, ecc.), cui aggiungerei rilancio dell’educazione civica.

    Detto questo ci sarebbe qualche altro concetto da espandere per capire la svolta a destra dell’elettorato italiano.

  • Adetrax

    Scusate, ma oggi mi sento particolarmente avvelenato, riguardo al discorso delle prostitute e traffici annessi e connessi, e’ confortante sapere che gli italiani danno tanta fiducia e potere ai gestori di quei traffici.

    Ogni volta che si frequenta una prostituta si rischia di legalizzare la moderna schiavitu’ tribale (senza contare molte altre considerazioni del caso).

  • Adetrax

    E per concludere, fra nuovi e vecchi barbari c’e’ solo l’imbarazzo della scelta.

    Riporto la notizia come esempio di prostituzione giornalistica quando si accenna che cosi’ si e’ decapitato il cartello criminale xxx, certo, a parte il non trascurabile dettaglio che i soggetti arrestati rappresentano solo lo 0.001% dei camorristi e che gli stessi sono stati gia’ completamente sostituiti nelle loro attivita’ dalle innumerevoli nuove leve desiderose di lasciare un ricordo indelebile delle loro esistenze.

  • kermitilrospo

    “L’italiano quando paga le tasse immagina i suoi soldi che magicamente escono dal suo portafogli per finire direttamente in quelle di qualche politico, che userà i frutti delle sue fatiche per pagare lo stipendio ad un raccomandato fannullone, o per assumere un consulente che sarà pagato a peso d’oro per non fare niente, o per aumentare i suoi già faraonici emolumenti da onorevole.”

    Malgrado io viva in un paesotto della bassa bresciana, dove non manca nulla e i servizi funzionano piuttosto bene (c’è addirittura un bell’ospedale!!) mi sento di riportare il pensiero di tanti miei colleghi e concittadini su quello che succede ai soldi delle nostre tasse:
    immagina un treno vuoto che parte da Roma, arriva “quassù” a fare il pieno di “EURI” e quindi torna indietro; superato l’appennino tosco emiliano il suddetto treno “speciale” stracolmo di banconote comincia ad aprire porte e finestrini e iniziano a piovere “EURI” su tutto il centro sud (isole comprese).
    Qui cominciano a pensarla così in tanti (w il federalismo fiscale) ed è anche per questo che ha vinto la lega (e io non voto lega, ultimamente il mio voto è inutile).

    “Vista l’attuale esperienza con le autonomie locali è lecito supporre che un ulteriore cessione di potere a favore delle Regioni non farebbe altro che spostare il “magna magna” da Roma ad Abbiate Grasso, però senza che ci sia più lo stato centrale a riparare, come evidenziato da Costa, ai disastri prodotti dai Governi Regionali. Non solo, i politici locali, avendo un forte radicamento sul territorio hanno anche una più radicata tendenza alla gestione del potere e delle clientele. Le casse degli EE.LL sono già ridotte malissimo (il Comune di Taranto è già fallito, quello di Catania non se la passa bene, e così tutti gli altri), un ulteriore scossone potrebbe produrre un disastro di proporzioni inaudite.”

    Vedo che hai citato Taranto e Catania come comuni al limite della bancarotta e non… Abbiategrasso!!!

    “Per inciso, come hanno dimostrato tutti questi anni, un’Italia ancora più marcatamente a due velocità produrrebbe effetti nefasti anche sull’economia del nord, pensare che i problemi dei meridionali non riguardino il resto dell’Italia è un atteggiamento veramente miope.”

    Per inciso, a chi vota per la lega, del meridione d’Italia, anzi dell’Italia non se ne può fregare di meno. Quassù si paga tutto e tutto molto più caro (Italia a 2 velocità) per vedere le tasse che vanno ad ingrassare un “esercito di netturbini e forestali nullafacenti”….e non solo qualche politico (che “quell’esercito” si ostina a continuare a votare e chissà poi perchè!)

    ciao.

  • Roberto Leggero

    Caro Doxaliber,
    molti nel Pd condividono le tue posizioni (http://pdnovara.blogspot.com/2008/04/r-leggero-il-problema-della-sicurezza.html) e proprio per questo è importante che entrino nel partito molte persone che la pensano così. Io personalmente sono un militante e credo che se fossimo molti di più riusciremmo a influire meglio sulle decisioni prese dal partito stesso anche per ciò che riguarda i temi delle campagne elettorali. Abbiamo bisogno di idee nuove e molte per poter agire (o forse di poche e forti ma perseguite con decisione). Abbiamo bisogno di onestà e di coraggio. Tuttavia DENTRO il partito devono esserci persone che domandano e si interrogano, che spingano all’onestà e al coraggio, altrimenti ci si troverà di nuovo con pochi militanti e alcuni professionisti che, da un lato non sapranno far altro se non seguire le idee dominanti e dall’altro agiranno a favore di se stessi (e perciò contro il partito e contro noi stessi). Solo i partiti, infatti, hanno la possibilità di agire dentro le istituzioni. E non sono indifferenti le decisioni prese dalle istituzioni. Il mondo sarebbe diverso se avesse vinto Al Gore anziché Bush.

  • Doxaliber

    @kermitiltopo, in realtà che nel sud la vita sia meno cara è tutto da dimostrare. In quanto all’evasione, visto che nel sud il lavoro dipendente è più diffuso del lavoro autonomo è anche lecito pensare che la maggior quota di evasione avvenga nel centro-nord. Ho citato Catania e Taranto perché sono città che hanno raggiunto il limite, ma gli altri comuni italiani (quelli del nord inclusi) non sono messi meglio. Campania e Lombardia ad esempio hanno contratto debiti altissimi.

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