La Guerra Inizia nel Cuore


In questa notte d’estate, nel cielo terso scuro di un blu assoluto, con un leggero vento fresco che dà sollievo alla pelle sudata, nel silenzio delle case addormentate, tutte con le finestre aperte, l’eco di una macchina che attraversa la strada, il miagolio di un gatto che cerca amore, fra l’odore penetrante dei fiori, mentre quasi tutti dormono e solo qualcuno veglia sostenuto da un’antica inquietudine, in questa notte d’estate che sa di giornate leggere, di promesse mancate, di baci di passione, di crema, cioccolato e panna, in questa notte d’estate, dicevo, è iniziata la guerra.

La prima esplosione è giunta come una scintilla. All’improvviso una lama di luce ha traversato il cielo e si aperta silenziosa come un fuoco d’artificio di mille colori. Solo dopo è giunto il suono che ci ha preso allo stomaco prima che alle orecchie. E più che l’immagine del fuoco, è stata la sorda vibrazione della terra a scuoterci dal nostro torpore.
Poi le esplosioni si sono succedute, l’una dietro l’altra, a fare del cielo una tavolozza. E insieme al fuoco, che scottava solo a guardarlo, nel cielo si sono disegnate sagome scure come uccelli dalle larghe ali che volavano delicatamente sospese nel divampare della fiamma.
Poi, uno dietro l’altro, i fiori nei prati si sono chiusi e la terra si aperta come un frutto maturo. Dalle crepe nel suolo è salita una musica leggera e il freddo che veniva dal sottosuolo ci ha gelato le mani. Noi cercavamo di parlare, ma tra il rombo delle esplosioni, la musica e il freddo, le nostre bocche si muovevano mute emettendo solo gelide nuvole di vapore.

Credits
(Addixy) Adriana Rojas
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Qualcuno ha iniziato a scappare, ma la maggior parte di noi è restata ferma perché la guerra non ci era ancora entrata nel cuore. Ma poi, quando la prima casa ha iniziato a bruciare, quando abbiamo visto i bambini scappare via, quando il cielo ha improvvisamente cambiato colore e siamo riusciti a scorgere gli occhi assassini degli uccelli che volteggiavano intorno, qualcosa si è chiuso lì all’altezza del petto, le mani sono corse istintivamente alle spade e, come se ci fossimo dati voce, le abbiamo levate tutti all’unisono.

E così è cominciata la guerra, in questa notte d’estate, mentre quasi tutti dormivano e solo qualcuno vegliava sostenuto da un’antica inquietudine, in questa notte d’estate che sa di giornate leggere, di promesse mancate, di baci di passione, di crema, cioccolato e panna è iniziata la guerra.