La grande innovazione: lasciamo tutto come prima. 8


Il TG1…quale sublime esempio di cosa non deve essere un telegiornale! Col passare degli anni è andato sempre peggiorando, accartocciandosi su se stesso, invecchiando, annaspando. Ormai è da tempo attaccato ad un respiratore mentre in molti, me per prima, aspettano con ansia di poter iniziare la veglia funebre perché , in tutta franchezza, non se ne può più. L’intervista fatta a Livia Turco andata in onda durante l’edizione serale  del 15 ottobre scorso mi ha indirettamente ricordato perché provi così tanta repulsione contro la testata video giornalistica del primo canale Rai, ma veniamo al punto.

L’argomento della breve intervista è il “rinnovamento” e quale interlocutore migliore per un discorso del genere della Turco, in Parlamento da ben 25 anni e 96 giorni. Gente giovane insomma, gente che la necessità di innovare di certo la percepisce come primaria quasi quanto quella di rimanere saldamente attaccata alla poltrona, ma sorvoliamo anche su questo e proviamo ad andare avanti.

Innovazione

La Turco si augura che ci sia uno “scambio” tra generazioni, non un vero e proprio ricambio, che la generazione attuale di parlamentari sia disposta a cedere il passo, ma che ci sia “gratitudine” da parte dei giovani, come fu per lei quando, giovanissima, entrò in parlamento con una generazione che la ha “voluta”. Quale visione idilliaca della realtà politica italiana! E pensare che è così attuale, di solo 25 anni fa, l’altro ieri. Come fa a sembrarmi un’ipotesi altamente improbabile, allo stato attuale delle cose, proprio non lo so.
Forse è perché proprio la generazione di parlamentari a cui lei appartiene, entrati in parlamento quando ancora qualche politico vero esisteva, è la stessa che ha contribuito attivamente a costruire la cosiddetta “Italia da bere” e dopo tanta fatica ha intenzione di berla tutta, fino all’ultima goccia, lasciando agli italiani solo il fondo d’un bicchiere sporco e vuoto da contemplare. I grandi della politica a cui ispirarsi e da ringraziare ci sono stati, ma non sono tra chi siede sulle poltrone dei palazzi del potere. A chi dell’attuale classe politica dovrebbero essere rivolti i ringraziamenti di un giovane, qualora mai riuscisse ad entrare in parlamento sgomitando tra Matusalemme dalla pancia troppo piena e senza vendersi a questo o a quello?
Ma, soprattutto, per cosa dovrebbe ringraziare? Per l’aver divorato la poca ricchezza di un paese ed essersi venduto il rimanente oppure per aver dimenticato totalmente le generazioni future nel legiferare?
Con tutta la rabbia che ho dentro, ad ascoltare dichiarazioni stracolme di zelo e “gratitudine” come queste non riesco neppure a indignarmi di più. Alcune cose addirittura mi riescono a far ridere e ridere di gusto vedi, nella fattispecie, l’idea che gente come D’Alema, Marini, Veltroni e Bindi debbano rimanere in parlamento e non per questione di competenza (a cosa servirà mai questa sconosciuta poi) , bensì, udite udite, di immagine e storia del Pd! E che immagine, aggiungo io. Un’immagine che non esiste perché tutt’ora quello che si proclama il maggiore partito di opposizione è totalmente evanescente tanto all’opposizione quanto in campagna elettorale.
Se è questa l’immagine del Pd che deve rimanere, in grado di ancorarlo irrimediabilmente alle sue stesse controverse origini ed alla natura di “partito dell’indecisione”, allora preferisco un partito senza volto, sarebbe quantomeno coerente con la sua insignificanza nel panorama politico.
Sia chiaro, non parlo da rottamatrice. Non credo nell’idea che i politici navigati non abbiano più niente da dire, che la gioventù sia necessariamente portatrice di valori positivi e men che meno che Renzi e compagnia siano una soluzione ai problemi del paese e del Pd. Credo che ad essere rottamate debbano essere le idee prive di ideologia (giacché sono due cose ben distinte) che animano il grosso dei nostri parlamentari. Non ho una sfera di cristallo, non ho ancora visto nessuno in grado di farlo e non ho la presunzione di farlo io, ma che a riuscirci sia un nonno o un ragazzino la differenza è ben poca.
Il vecchio mascherato da nuovo è solo più marcio, un Dorian Gray che cammina sulle gambe di interi partiti tanto più aitante all’apparenza quante più sono le nefandezze che nasconde. Abbiamo bisogno d’un vero rinnovamento, radicale e ben più profondo rispetto all’età media dei nostri rappresentanti, eppure quel che vedo davanti è una tremenda ed angosciante desolazione accentuata dalle opinioni sterili di politici più legati ad abitudini e privilegi che alla propria missione.

Informazioni su Mumon

Secondo alcuni, decisamente troppo giovane per dire cose condivisibili. Una Laurea Magistrale in Biologia Cellulare e Molecolare. Attualmente continua il percorso di studio e ricerca con un Dottorato nel medesimo campo. "Pallinata" per la divulgazione, crede fermamente in un futuro sostenibile e nella necessità di informare e sensibilizzare la gente comune sui problemi della scienza.

8 commenti su “La grande innovazione: lasciamo tutto come prima.

  • fma

    Credo che ad essere rottamate debbano essere le idee prive di ideologia (giacché sono due cose ben distinte) che animano il grosso dei nostri parlamentari

    Io invece rottamerei le ideologie e mi terrei le idee.
    Con quelle buone ci puoi fare qualcosa.
    Le ideologie servono solo a intruppare i gonzi.

    • Mumon L'autore dell'articolo

      Sono chiaramente fatta male ed ho poca esperienza, ma credo che il problema non sia l’ideologia, ma il gonzo. Se non si è gonzi si può trovare qualcosa di buono anche in un’ideologia con la consapevolezza che questa tale rimane, è utile, ma non è una soluzione pratica ai problemi del mondo. Se poi si è gonzi, neanche con le idee ci si fa qualcosa.

      • fma

        L’ideologia è una risposta organica al bisogno ontologico che affligge gli umani, per tutta la vita ma soprattutto in gioventù, quando il bisogno di senso è più pressante.
        La pericolosità dell’ideologia è insita nella sua stessa pretesa di essere organica.
        Perché i gonzi?
        Perché sono quelli che hanno più bisogno di un rifugio dal quale guardare il mondo stando al sicuro, senza accorgersi che quel rifugio è anche una prigione.
        Le idee, quando sopravvivono alla prova dei fatti, godono di luce propria. Nel senso che sono libere di congiungersi con altre idee, che è il modo fecondo di essere delle idee, senza obblighi verso verità precostituite.

  • Vittorio Mori

    Io penso che l’Italia sia la prova inconfutabile che il voto di scambio funziona alla grande, e ti tiene in sella sia che tu vinca le elezioni sia che tu le perda. Il problema è che adesso i politici non hanno più molto da dare in cambio del voto, indi alle prossime elezioni, ammesso che si faranno, ci sarà da ridere. Temo un qualche volo pindarico con supercazzola di Napolitano & un secondo governo tecnico con a capo Monti, ovviamente a fronte di imminente catastrofe.

I commenti sono chiusi.