La Germania sta Ristampando Marchi? 4


Grazie ad una segnalazione del nostro collaboratore Emanuele

L’indiscrezione, piuttosto clamorosa, incomincia a diffondersi in rete sempre più velocemente e nasce da un editoriale del 14 novembre del segretario del Nuovo PSI, on. Lucio Barani.

Una notizia clamorosa e nello stesso tempo molto preoccupante, aleggia nelle ultime ore. Da ieri si è letto, infatti, su fonti aperte, che la Cancelliera tedesca ha avviato uno studio sulle “conseguenze dell’uscita di alcuni Paesi, Germania compresa, dall’Eurozona”. Fonti di intelligence internazionali sembrerebbero invece avere notizia che la Germania, su incarico della Banca tedesca e del ministero dell’Economia, avrebbe avviato alacremente la stampa di nuovi marchi. Ad occuparsi della tiratura del vecchio conio sarebbe una società tedesca di stanza in Svizzera. La mossa potrebbe rappresentare nuove munizioni per condurre la guerra commerciale che è in corso nel mondo senza i problemi e le angosce che provengono dagli squilibri finanziari che caratterizzano i paesi che si affacciano sul mediterraneo. continua su Socialistalab.it

Oggi, AffariItaliani.it, rimbalza ulteriormente la notizia presentandola in termini molto simili a quelli esposti da Barani:

Il piano B sarebbe quello dell’immediato ritorno al marco tanto che Berlino si sarebbe in gran segreto portata avanti, tornando a stampare la vecchia moneta con l’aquila teutonica in Ticino, in due tipografie, una delle quali già stampa anche rubli russi e dong vietnamiti. La scelta della Svizzera sarebbe dettata dal fatto che, stando ai trattati istitutivi dell’Unione Monetaria (Uem), i Paesi che aderiscono all’euro non possono tornare a battere il vecchio conio.

Per ora, si tratta soltanto di un’indiscrezione che se confermata, però, getterebbe i mercati finanziari nel panico più totale. Intanto le voci sono giunte anche a Strasburgo dove Mara Bizzotto, europarlamentare della Lega Nord ha presentato un’interrogazione urgente alla Commissione “affinché sia fatta chiarezza al più presto sull’argomento”.

“Il fallimento dell’euro è ormai sotto gli occhi di tutti, e la cosa che stupisce di più è che un Paese come la Germania, vero pilastro della moneta unica, stia già pensando di scaricare l’Unione Europea. Secondo economisti e addetti ai lavori, infatti, Berlino avrebbe già incaricato due aziende svizzere di stampare marchi in quantità consistenti”, ha aggiunto la Bizzotto. continua su affariitaliani.it

Alle due precedenti “rivelazioni” si aggiunge un’ulteriore notizia proveniente da Mario Borghezio, parlamentare europeo in quota Lega Nord

“So che un ente collegato al ministero della Difesa tedesco, in ordine a un piano ‘B’ sul probabile crollo dell’euro, sta predisponendo la stampigliatura con inchiostro indelebile sulla nuova produzione della moneta unica con la scritta euro-tedesco. In realtà si tratta di un ritorno al vecchio marco. L’euro-tedesco sarebbe l’unico accettato in Germania e servirebbe a garantire la genuinità tedesca”. Lo rivela ad Affaritaliani.it l’eurodeputato della Lega Nord Mario Borghezio

Si tratta di ipotesi plausibili? Volendo sorvolare sulla fumosità delle fonti è evidente che qualsiasi azione di modifica dell’attuale asset monetario europeo non sarà sicuramente preceduta da un lungo preavviso. Probabilmente nemmeno da un preavviso breve. Qualsiasi genere di preavviso avrebbe, infatti, l’effetto di sconvolgere gli attuali equilibri monetari convogliando massicciamente i capitali verso le nazioni ritenute più al sicuro e mettendo praticamente in ginocchio le economie barcollanti dei paesi a rischio come l’Italia e la Grecia. E’ plausibile che se azione ci sarà, sarà un’azione overnight nella quale i cittadini si addormenteranno avendo euro in banca e si risveglieranno avendo delle lire, dei franchi o dei marchi.

A completamento dell’informazione va aggiunto che non è la prima volta che si sente parlare di questa cosa.

Già il il 27 maggio 2010, Stampalibera.net pubblicava un articolo di cui vi forniamo un estratto:

25 maggio 2010 (MoviSol) – Diversi notiziari e bollettini finanziari tedeschi riportano le forti dichiarazioni di Ansgar Belke, direttore di ricerca nell’Istituto tedesco per la Ricerca Economica (DIW – Deutsches Institut für Wirtschaftsforschung): in perfetto accordo con i tempi, l’economista ha valutato che “legalmente, un’uscita volontaria dall’unione monetaria è possibile”. Belke è entrato nei dettagli dicendo che “in primo luogo, il marco tedesco dovrebbe essere reintrodotto come unità di conto, con un cambio fisso [rispetto all’euro] per circa un anno. Durante tale periodo, l’euro rimarrebbe la moneta ufficiale mentre verrebbero stampate e coniate [rispettivamente] nuove banconote e monete, destinate a circolare [legalmente] l’anno successivo. Tutte le monete e le banconote in euro sarebbero quindi abolite e l’euro diventerebbe a sua volta una unità di conto. Nell’ultima fase, il cambio valutario tra le due monete sarebbe sospeso, e il marco tedesco ritornerebbe nuovamente indipendente”.

Benché Belke ci stia spiegando come si potrebbe, a suo avviso, abbandonare l’euro, non è favorevole a queste misure.

Alfonso Tuor, economista e vicedirettore de Il Corriere del Ticino, già in colloquio con MoviSol sulle frequenze di Radio Padania, si è spinto oltre. In un’intervista per l’EIR, ha sostenuto che “l’uscita della Germania dall’euro deve avvenire dalla sera alla mattina. Non si può fare in un anno; deve essere fatto dalla sera alla mattina, o in un fine settimana. L’annuncio deve essere dato a sorpresa, per esempio dicendo: ‘Avete tempo 30 giorni per convertire i vostri euro in marchi tedeschi, e decidere se volete che il vostro debito sia denominato in marchi o in euro’… Deve essere fatto come Nixon fece con l’oro”.

Anche in questo caso, si vede che ad amplificare la notizia, che dopo un anno può essere tranquillamente definita falsa, è stato un organo della Lega Nord quale è Radio Padania.

Ma non è finita. Il 27 giugno 2011 sono gli inglesi dell’Express.co.uk a riportare ancora una notizia di questo tipo:

Rumours are also rife in Germany that Deutsche Mark bank notes are being printed again in preparation for ditching the euro.

It is said Germany’s central bank, the Bundesbank, has been ordered to print marks as part of contingency plans to leave Europe’s single currency.

Il 4 ottobre 2011 è un ex consigliere del presidente Bush a raccontarci che la Germania ha ripreso a stampare marchi:

Germany is printing deutsche marks in preparation to leave the euro common currency, says Philippa Malmgren, a former economics adviser to George W. Bush.

“My view is that it is Germany that will have to pull out of the euro,” Malmgren said at an investors’ conference in London recently, according to the Citywire news website.

Read more: Ex-Bush Adviser: Germany Prints Old Currency in Case Euro Ditched
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In pratica, seguendo la pista tracciata da Google, la Germania avrebbe preso a ristampare marchi già nel 2010 e li starebbe stampando ancora, oltretutto facendone il segreto di Pulcinella.
Rimanendo fermi nella nostra convinzione che difficilmente saremo fortunati di godere di indiscrezioni e preavvisi così lunghi, questa notizia in particolare appare plausibilmente l’ennesima leggenda metropolitana amplificata dalla rete. Un eventuale changeover valutario andrà gestito con maggiore discrezione e in tempi rapidissimi.


4 commenti su “La Germania sta Ristampando Marchi?

  • ilBuonPeppe

    Considerate la situazione attuale e le prospettive, bisognerebbe sperare che fosse vero.
    Il primo che scende dal treno dell’Euro si prende la colpa del deragliamento.
    Inoltre se il crollo fosse causato da qualcun altro diventerebbe sostenibile anche l’ipotesi di ripudiare il debito estero e in generale quello in Euro.

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