La Fine della Civiltà
11 settembre, 2008 - 13:00 di Il Gobb
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Della nostra, mica di tutte. Di quella che è nata e si basa sull’ampia disponibilità di energia a basso costo. Perché siamo stupidi e molto, molto avidi.
Perché abbiamo creato le condizioni economiche e geopolitiche in cui ci troviamo senza alcuna reale lungimiranza: pensare a 50 anni non significa essere lungimiranti. Pensare a 500 sì, appena appena, ma pare che non ne siamo in grado.

Il continente antartico non appartiene a nessuno, come la Luna. Nessun Paese al mondo può accampare diritti di proprietà su quelle terre, e nessuno può di conseguenza sfruttarne le risorse naturali. La gestione di questo continente è regolata dal (con relativo ), il quale sancisce che i Paesi firmatari:
- riconoscendo che giova all’interesse di tutta l’umanità che l’Antartide sia riservata per sempre soltanto ad attività pacifiche e non divenga né il teatro né il motivo di vertenze internazionali;
- apprezzando l’ampiezza dei progressi attuati dalla scienza grazie alla cooperazione internazionale in materia di ricerca scientifica nell’Antartico;
- persuasi che sia conforme agli interessi scientifici e al progresso dell’umanità di istituire una solida struttura che consenta di proseguire e di sviluppare tale cooperazione, fondandola sulla libertà della ricerca scientifica nell’Antartide, come essa è stata praticata durante l’Anno Geofisico Internazionale;
- convinti che un Trattato inteso a riservare l’Antartide soltanto per attività pacifiche e a mantenere in questa regione l’armonia internazionale gioverà agli intenti ed ai princìpi della Carta delle Nazioni Unite;
si impegnano a non sfruttare le risorse antartiche e a lasciare il continente incontaminato. almeno fino al 2048. Le basi scientifiche sono costrette a rimandare in patria ogni singola scoria prodotta dall’attività umana. La sola cosa di valore che si esporta dall’Antartide è la conoscenza scientifica.
Questo è stato deciso non solo perché il trattato è stato siglato in piena guerra fredda, (prevede infatti l’impossibilità di installare basi militari), ma anche perché l’Antartide è un luogo estremamente utile alla scienza. È il continente che prima degli altri, e più violentemente, subisce gli effetti dei cambiamenti climatici, i carotaggi del suo ghiaccio ci rivelano la storia del pianeta e ci forniscono dati utili per comprendere le dinamiche attuali.
Ora questo status giuridico è messo in discussione , dalla , dal e dal . Tony Hayward, amministratore delegato di British Petroleum, sostiene che .
41 anni.
Poi blackout.
Dice anche che il picco di produzione non è stato affatto raggiunto e un aumento della produzione è possibile anche al di là dello sfruttamento delle sabbie bituminose (come ho sentito sta iniziando a fare una compagnia italiana in Nigeria, ma è roba a basso rendimento). Secondo lui le difficoltà non sono tecniche, ma meramente geopolitiche. Per Hayward i petrolieri non hanno abbastanza libertà estrattiva: da un lato si è lamentato della difficoltà di operare in paesi come il Venezuela, la Russia o il Medio-Oriente, e dall’altro i sussidi che alcune compagnie petrolifere ricevono nei paesi in via di sviluppo e “che distorcono la competizione”.
Il che è semplicemente stupido, e spiego il perché. Il picco a cui si riferisce Hayward è il ““, una teoria scientifica, un modello, riguardante l’evoluzione temporale della produzione di una qualsiasi risorsa. Nasce col carbone ma funge anche col petrolio.
In soldoni la teoria sostiene, in base ai dati di estrazione raccolti, che per ogni risorsa finita (senza considerare le variabili di mercato) la produzione all’inizio seguirà un ritmo di crescita esponenziale (anche perché si sfruttano prima le fonti facilmente accessibili e quindi estraibili a basso costo) che raggiungerà un picco (il momento in cui le fonti facilmente accessibili si esauriranno) e una inevitabile discesa (quando ci si rivolge a fonti più difficilmente accessibili che comportano maggiori costi e sforzi). Alla fine della discesa c’è l’esaurimento della risorsa o il costo eccessivo della sua estrazione, che rende antieconomico usarla.

Questa teoria ne ha prodotte altre, come per esempio , che lega il concetto di picco di Hubbert con le variabili di crescita demografica ed economica. Questa teoria, nella sua versione più ottimistica, dice che la civiltà industriale durerà per 100 anni, dal 1930 al 2030, in base alle proiezioni del rapporto tra produzione mondiale di energia e popolazione.
La teoria prevedeva che l’anno del “precipizio di Olduvai”, l’inizio cioé della discesa a picco, sarebbe stato il 2008. I segnali ci sono tutti, e se le cose vanno come previsto la popolazione mondiale dovrebbe diminuire dai 6.6 miliardi di persone del 2008 ai 5 miliardi nel 2030.
UN MILIARDO E MEZZO DI MORTI.
Avete cominciato a collegare i fili?
Allora forse già vedete dove voglio arrivare. Se anche ci fosse solo la remota possibilità che le due teorie sopra esposte siano vere (ed è molto probabile che lo siano, visti i dati raccolti finora e le previsioni spesso accurate che è possibile ottenere utilizzandole), che senso ha cercare ancora petrolio e distruggere con l’attività estrattiva il solo continente ancora dignitosamente sano della Terra?
Di più: che senso ha continuare a pensare al petrolio?
Ha senso solo se sei un petroliere e quindi il tuo business si regge su quello: continuerai a estrarlo e venderlo al di là di ogni altra considerazione, perché ne va del tuo profitto.
Ecco un paio dei motivi, a mio vedere, per cui le fonti rinnovabili non hanno mai preso piede fino alla sostituzione del petrolio: le potenti multinazionali petrolifere scatenano addirittura delle guerre per mantenere il controllo delle risorse (), e rinunciare al petrolio significa rinunciare alla vita come la conosciamo.
Convertire l’intera tecnologia in uso sul pianeta, dalle auto alle materie plastiche a TUTTO. Il che, per inciso, fa orrore ai capitalisti odierni perché salvare delle vite, in questo caso, è antieconomico e rischioso per il profitto. Il nucleare che vogliono propinarci a mio parere non è la soluzione per motivi simili (l’esaurimento della risorsa, le scorie “immortali”) e dissimili (costi, manutenzione, sicurezza… il mondo non è pieno di terroristi? Allora perché mettere in giro un sacco di uranio? Chi sostiene la lotta al terrorismo e il nucleare mi pare un buffone
).
Pensare al nucleare significa ricominciare a pensare al profitto a scapito della sopravvivenza.
Trapanare l’Antartide ci priverebbe di una delle ultime possibilità per comprendere realmente cosa accade al pianeta e cosa possiamo fare per fermarlo.
Trapanare l’Antartide significa continuare con la logica del “finché ce n’è ‘fanculo tutti, tanto saranno cavoli dei miei nipoti”.
Trapanare l’Antartide significa mettere in pericolo di estinzione la razza umana.
Il petrolio sta finendo e tutti, istericamente, urlano “ne vogliamo di più” invece di cercare soluzioni razionali. Questo gran casino non è vicino: è già qui.
Ci sono i primi segnali seri, e leggendo i giornali con attenzione si vede benissimo.
Come me ne sono accorto?
.
Fine della libera circolazione delle persone, fine dell’integrazione fra i popoli, fine di ogni possibilità di migliorare questa globalizzazione.
Le low cost sono le prime. Provate a riflettere… a pensarci: niente più aeronautica civile, niente più automobili, fine della corrente elettrica facile, fine dei frigoriferi, fine dei cellulari, della TV, di tutto.
Dobbiamo aspettare un certo numero di morti investiti prima mettere un semaforo all’incrocio?
Io dico di no.
La Fine della Civiltà è di

Sono d’accordo.
Le altre soluzioni sono già qui, manca la volontà politica…
Analisi alquanto pessimistica, e lasciami dire apocalittica. Te la prindi col profitto, col petrolio, con il nucleare. E sinceramente non capisco perchè. La produzione di petrolio è stata aumentata, il che vuol dire che adesso ce n’è. Dunque, gli sforzi da fare altri. Ovvero utilizzare il petrolio che c’è per capire come fare per non utilizzarlo.
Se si verificasse quello che tu vai dicendo, dovremmo fermare la produzione e iniziare a produrre con fonti rinnovabili. E’ facile parlare e scrivere dalle pagine di un blog. Aldilà del profitto, le si stanno diffondendo sempre di più quindi non pervengo ad una concezione pessimistica come la tua. Certo c’è ancora molto da fare, ma per gli sorzi sono tanti.
In secondo luogo, vorrei farti notare una cosa. Il prezzo del petrolio è calato vertiginosamente. Se com dici si fosse già raggiunto il picco di Hubbert, probabilmente il prezzo avrebbe toccato 200, 250$ al barile. Non sarebbe sceso così in fretta. In una logica economica (che in questo articolo, perdonami, non traspare affatto) questo vuol dire che il prezzo della risorsa è stato gettato in su dalle richieste fittizie di chi voleva arrichirsi a scapito dei consumatori: deto in altri termini speculazione. Fidati, l’apocalisse per il momento è rimandata. Non socngiurata, ma rimandata.
P.S: ah…se finisse davero l’epoca industriale adesso, probabilmente fnirebbe il mondo, non solo la civiltà occidentale. Perdonami, ma questo articolo secondo me è pieno di falle.
P.P.S: scusa la durezza…
Dove hai letto che hanno aumentato la produzione ?
Forse hai creduto all’annuncio di un po di mesi fa dove proclamavano di aumentare di 500 mila barili al giorno la produzione. Poi due giorni fa hanno dichiarato che adesso caleranno la produzione di 500 mila barili al giorno. E’ il gioco delle 3 carte sono comparsi da una parte e sono scomparsi dall’altra.
Lo sai quale è il consumo mondiale ? 1 miliardo di barili in 10 giorni. Quindi dicevono di aggiungere una lacrima.
Il prezzo è calato perchè con il petrolio a 150 dollari c’è stata una grande distruzione di domanda, quindi adesso se nessuno se ne è accordo siamo in piena recessione economica. Se per qualche miracolo l’economia tenterà di nuovo di crescere allora il prezzo schizzerà di nuovo per aria.
La teoria di Hubbert è dimostrato dall’andamento della produzione di petrolio degli USA che hanno raggiunto il picco negli anni 70. Questo non vi ricorda nulla ?
Mi dispiace contraddirti, ma ti sbagli. L produzione è stata aumentata dagli Emirati Arabi Uniti (non ricordo se loro o l’Arabia Saudita). QUalche giorno fa, a Vienna, alla riunione dell’OPEC, è statao chiesto un nuovo aumento. La risposta non è stata una riduzione della produzione. Si è semplicemente detto che la produzione va bene così com’è. Se in questi due giorni le cose sono cambiate, non lo so. Ma ci credo poco.
mmm, ma state parlando sempre dei “soliti 500″???
vi linko un rticolo che credo possa spiegare in modo un po’ esauriente che cosa sono questi soliti 500…
credo che siano questi 500!
No no. Io parlo dell’aumento della produzione del singolo stato. Gli Eirati Arabi Uniti hanno aumentato la produzione. A Vienna è stato chiesto un ulteriore aumento, ma hanno detto che tutto va bene così com’è.
I 500 mila barili del Settembre 2007 non rientravano nella mia idea. Ora non so se questi li hanno tolti, ma il mio commento non li prendeva in considerazione
scusa, probabilmente ci sono talmente tanti barili che ho fatto un po’ di confusione!
Forse il problema di valutare l’andamento petrolifero è proprio questo: troppe notizie troppo diverse tra loro.
Una cosa comunque mi è rimasta impressa: il grafico presentato da quel sito per dimostare che il petrolio magicamente scende prima delle presidenziali americane…
(non ho il link sottomano, dopo lo inserisco)
Beh è una cooincidenza davvero molto molto strana, speriamo che dopo il 4 novembre rimanga tutto così com’è!
Mmm… Speriamo!
Speriamo che qualcosa cambi in meglio!
E se non cambi in meglio che almeno non peggiori. Dunque rimanga stabile!!!
speriamo, anche se i presentimenti non sono rosei…
Possibile che sia pieno di falle, ma è un articolo dichiaratamente provocatorio, una cosa voluta: scriverne uno più dettagliato avrebbe voluto dire cominciare un trattato, cosa che non sono qualificato a fare ^___^
Ci tengo poi a sottolineare che è stato scritto e sottoposto a Mentecritica quando il pezzo del petrolio era oltre i 140 dollari al barile!
Comunque la tendenza è palese: basta guardare i dati
Inoltre ho premesso nell’articolo che le considerazioni relative al mercato erano state lasciate fuori per semplicità, anche se ne sono (almeno sommariamente) consapevole.
Chiaramente non pretendo di avere la verità rivelata, voglio soltanto indurre riflessioni.
Come la tua, per esempio ^_______^
Ad ogni modo le speculazioni e il mercato, come sottolinei anche tu, di certo non impediscono che il petrolio finisca: al più rallentano il corso degli eventi.
E’ perfettamente possibile che il picco sia a due passi. O sia già passato, e si campi sulle riserve OPEC, di cui non sappiamo molto… chissà ^^
Condivido pienamente sullo “utilizzare il petrolio che c’è per capire come fare per non utilizzarlo.”, ma non mi sembra che stiamo facendo chissà quali sforzi in questo senso. A mio modo di vedere ne servirebbe uno caratterizzato dal movimento di capitali paragonabili a quelli coinvolti, che so, nel traffico di armi e droga.
Magari le nuove tecnologie sono già pronte per il lancio globale e le grandi compagnie aspettano solo per sfruttare fino in fondo tutto quel che c’è.
Ah, e se finisse l’epoca industriale adesso, ci sarebbe ancora la possibilità per diverse sacche di umanità di sopravvivere e perpetuare la specie ^___^
Ultima cosa: la durezza va benissimo, non mi spaventa il confronto “forte”… anzi!
Ovviamente non mi piacciono i toni insultanti, magari pure privi di argomentazioni, ma non è questo il caso: spesso scrivo così proprio per provocare, cioè “toccare” la suscettibilità di chi mi legge in modo che si appassioni alla discussione.
Nella mia esperienza i lettori disposti al confronto intellettualmente onesto finiscono per formarsi un’opinione più approfondita. Che poi cambino idea o mantengano la loro non mi interessa, basta che ci riflettano ^_____^
Ottimo articolo invece. Posso dirti che si potrebbe farcire di molti dati che dimostrerebbero la tesi. Suggerisco due ottime fonti su questo argomento:
WOW! ci ho passato 2 ore ieri sera, blog notevole vi ringrazio, suggerisco anche crisis.blogosfere.it, la situazione appare peggiore dell’idea pessimistica che già avevo,
dovrò chiedere ai miei genitori di non vendere quel piccolo orticello e rimettere in funzione le biciclette, anche se per ora devo ammettere di non aver intenzione di rinunciare al mio transalp
Non bisogna sperare nelle riserve OPEC, perchè sono truccate, hanno misteriosamente duplicato le loro riserve negli anni 80 ma era solo perchè più riserve avevi maggiore era la quota di produzione che ti veniva asseggnata.
Il più grande giacimento al mondo in Arabia Saudita lo stanno sfruttando da più di 60 anni e infatti adesso sono in declino di produzione. Se si guardano le scoperte negli ultimi 10 anni sono solo piccoli giacimenti. I giacimenti giganti sono decine di anni che non vengono più scoperti.
Precisamente il mio punto, e grazie di aver corretto una mia mancanza: qualche dato in più fa comodo! ^___^
Se l’articolo è stato sottoposto a MC quando il prezzo era 140$, le cose possono essere viste in maiera differente. Io non discuto la teoria del picco di hunbbert, anzi. Dico solo che il fatto che il prezzo sia calato può essere un indicatore che non ci siano a ncora arrivati. Magari è vicino, però a mio modo di vedere non ci siamo ancora. E’ chiaro che le spinte non vengono solo dalla domanda. L’offerta, essendo in una situazione di cartello, tende sempre di più a amplificare i propri propri profitti. E da qui si mette in moto tutto il circolo vizioso della speculazione.
Anche a me piace molto il confronto “forte..”, sempre mantenendo una condotta seria e pacata, però. Ciaoo!!!
Penso che non bisogna focalizzarsi sull’andamento del prezzo di un mese o di due mesi. Non è importante se siamo proprio sul picco o poco prima o poco dopo. Comunque siamo vicino. E quello che ci aspetta è quello che è successo in questi mesi, andamenti molto schizofrenici del prezzo. Molto in alto e subito in basso e cosi via.
Non lo so sinceramente. Io credo che almeno per un bel po le cose rimarranno stabili, sempre se il dollaro continua ad apprezzarsi sull’euro. Se questo processo verrà invertito allora potremmo anche aspettarci una schizofrenia generale. Molto dipenderà anche dal Nuovo Presidente USA secondo me.
Lo penso anche io perché credo che ci vorrà moooooolto tempo prima che l’economia mondiale esca dal coma.
Si questo è senza dubbio vero. Però comunque attuare politiche per liberarsi dal giogo energetico del eptrolio renderebbe amio avviso l’occidente molto più forte. O meglio, toglierebbe importanza all’Opec e ai paesi emergenti, e questi prezzi sarebbero solo un ricordo.
Le risposte dai governi e dalla gente arrivano sempre dopo il dramma. Non ho molta speranza a politiche di prevenzione. Bisogna aspettare che ci sia una vera crisi petrolifera. Quando tutti saranno costretti ad andare a piedi allora capiranno che bisogna fare qualcosa.
però non può essere sempre così. Cioè non possiamo sempre essere costretti ad averi i drammi per attuare politiche ad hoc. Che poi non sono lungimiranti e quindi non riescono ad avere effetti a lungo termini. Forse la rivoluzione culturale, che qualcuno paventava da queste pagine, dovrebbe avvenire in questo senso.
10 +
Grazie!
Tra l’altro: io espongo il mio pensiero al pubblico giudizio, e me ne assumo la responsabilità.
Mi devo aspettare che, se ho scritto qualche cazzata, qualcuno me lo farà notare, o che possano esserci lettori con opinioni diverse dalle mie.
Nel primo caso sono curioso dei dati e di una spiegazione, in modo da poter imparare qualcosa ed evitare errori futuri.
Nel secondo difendo la mia idea con le argomentazioni che ho.
Tutto qui ^_________^
100 e lode…ma senza bacio accedimico!
accademico
Ehehehehe!
Grazie! Speriamo sia anche il voto della mia tesi, la sto scrivendo ora
sono curioso, qual’è l’argomento?
I minori e il loro rapporto con i nuovi media e le nuove tecnologie IT, con focus sul modo in cui questi strumenti stiano cambiando alcune meccaniche del processo di socializzazione.
È un po’ intricato, ma stimolante ^______^
Al di là dell’intento “provocatorio” dell’articolo, credo, al contrario di Carmine, che si sia veramente da essere pessimisti per il futuro a breve-medio termine.
In giro si vede sia da parte delle persone comuni che – e questo è molto più grave – da parte delle persone che ricoprono ruoli di responsabilità (con poche eccezioni) una miopia di fondo rispetto ad una situazione che si sta facendo sempre più insostenibile.
Lo sfruttamento delle risorse non rinnovabili del pianeta è a livelli mai visti.
La tumultuosa crescita delle economie di Cina e India non fa che peggiorare – da questo punto di vista – la situazione, in quanto la domanda mondiale di cibo ed energia continua ad aumentare, a fronte di risorse destinate ad esaurirsi in tempi dell’ordine di poche decine di anni.
Non si vede in giro nessun politico con la lungimiranza necessaria per “prendere il toro per le corna” e adottare le necessarie drastiche misure (e non mi riferisco alla sola situazione italiana, che dal canto suo è più che tragica!).
Vi consiglio, per farvi una idea più concreta dei problemi che molto presto ci troveremo ad affrontare, uno splendido libro che ho letto recentemente, “Collasso” di Jared Diamond, che analizza una serie di casi storici di civiltà che si sono trovate ad affrontare cambiamenti critici nel loro ambiente. In alcuni casi, sono sopravvissute, in altri, quelle che non si sono adattate e non hanno preso le necessarie decisioni, sono miseramente e rapidamente crollate.
Oggi il mondo non è più fatto di civiltà separate: se si collassa, si collassa tutti assieme. Collasso – nella attuale situazione – vuol dire un pianeta devastato e un futuro di guerre tutti contro tutti per il cibo, per l’acqua, per l’energia, per le risorse, dove gli sconfitti moriranno non solo di bombardamenti, ma di fame, di sete, di malattie, mentre i “vincitori” non vivranno certo meglio di come vivono ora.
Il tempo per rimediare ormai è poco e le decisioni da prendere non ammettono più gradualismi.
Il collasso come dice Rifkin è dovuto al fatto che diventa sempre più costoso gestire l’esistente
Per esempio per l’impero romano l’esercito devenne troppo costoso in rapporto agli utili che permetteva ed una parte sempre maggiore del “PIL” se ne andava per mantenere esercito e burocrazia,
estrarre petrolio costerà più dell’energia che può produrre,
e serve a quel punto rifondare la nostra civiltà su nuovi presupposti tecnologici ed energetici finchè siamo in tempo,
la tecnologia c’è speriamo che il tempo ci sia
Il problema è vasto e variamente composto. Volendo semplificare vedo tre cause fondamentali:
.
.
- aumento fisiologico della domanda
- oneri di approvvigionamento crescenti
- speculazione
Curiosamente (ma non tanto) questo riguarda il petrolio, ma anche le altre materie prime, come pure i generi alimentari. In qualunque situazione questi tre aspetti portano ad una accelerazione e ad un aggravamento delle situazioni di crisi. E se le prime due possono essere in qualche misura “normali”, la terza è dettata unicamente dall’avidità cui faceva riferimento il Gobb. Avidità che ci porterà inevitabilmente all’autodistruzione, alla faccia della nostra decantata intelligenza.
Come si risolvono questi problemi? Domanda dalla risposta semplicissima
Si risolvono grazie all’impegno che la classe politica dedica al benessere di tutti i cittadini
Siamo fregati.
Adoro il cinismo ilare
Grande Gobb!(visto? senza l’articolo determinativo) bell’articolo.
Concordo appieno e credo che prenderò un asino in mulesharing assieme ai vicini di casa. Credo che il ribasso del prezzo del petrolio sia solo momentaneo e dalle quotazioni è previsto un innalzamento gia prima dell’anno prossimo.
MuleSharing: il trionfo del P2P “naturale”
Tra l’altro: grande, senza l’articolo! Ora mi sento più a casa ^_________^
Perché scegliere il male minore? Continuiamo ad incentivare la natalità in un mondo sovrappopolato!
Cthulhu ftagn!
Tu, stai solo aspettando la prossima eclissi o sbaglio? Per cuccarti quella bellezza di Slan
Cthulhu ftagn! Ph’nglui mglw’nafh Cthulhu R’lyeh wgah’nagl fhtagn!
Non avevo voglia di incollarlo tutto, sono un miscredente e devo pagare pegno agli Antichi.
Siamo tutti figli di Lovecraft
Curiosità banale: il “tizio” al posto di Berlusconi è Chtulu o il Noodle Monster?
Scusami se ti rispondo io, il tizio è Boid uno dei 5 della mano di Dio del fumetto Berserk, dell’autore nipponico Kentaro Miura.
Io pensavo fosse Cthulhu!
Già, si è confuso con il mio avatar che raffigura un simpatico bontempone.
@ Iniquo
Fan di Miura e Lovecraft?
@ Carlo Fronteddu
Fan di Lovercraft?
Ragazzi, è un piacere parlare con voi
Niente, l’ora tarda e la stanchezza mi intoppano…
In realtà era così, ovviamente
@ Iniquo
Fan di Lovercraft?
@ Carlo Fronteddu
Fan di Miura e Lovecraft?
Eh già ed anche di Dune (ma confesso di non aver ancora letto i libri, mea culpa).
Caro Iniquo, ti consiglio solo i primi due
Dune ed il messia di Dune, gli altri, a parer mio fanno piuttosto pena.
@ Il Gobb E’ meraviglioso avere qualcosa in comune, anche se a Cthulhu preferisco: il colore venuto dallo spazio e la maschera di Innsmouth
No dune no sono effettivamente piuttosto noiosi e te lo dice uno che ne ha letti 4. o erano 5?
Di Frank Herbert mi sa erano 6, poi altri 6 scritti dal figlio di Herbert + un altro tizio. Il libro che ha dato vita a tutta la saga è veramente bello il secondo è in ribasso ma ci sono 2-3 personaggi nuovi molto interessanti, gli altri gli ho abbandonati per tedio eccessivo.
Ciao
si sono io che tanti anni fa non sono riuscito a finire il quinto (noia mortale)
OT
mi sono dato al fantasy umoristico (Pratchett e Colfer)
OT: sembra interessante! ho preso nota
Quasi OT
Dopo aver letto il blog petrolio su citato ho deciso di darmi all’horror, ho ordinato “Piano B” di lester Brown
ERESIAAAAAAAH!!!!
Sono un socio storico di Duneitalia.com, IL portale italiano dedicato a Frank Herbert, e sentire che Dune è “noioso” mi fa star male >__<
Soffre di una brutta traduzione, ma è una delle saghe fantascientifiche più incredibili che abbia mai letto… la più profonda riflessioen sul messianesimo e sul potere che si possa trovare nella fiction!
REDIMETEVI!
@ tritumbani
Pratchett in inglese o in italiano? Lui è MOLTO difficile da tradurre, e di solito affidano il lavoro a gente che se la sbriga senza troppa cura…
Perdono Gobb perdono! Sono un povero apostata, mi solo allontanato dalla retta via, ma solo per un attimo
Ora arriverò senza fallo agli ultimi capitoli della saga. Adoro Frank Herbert, ma non sono riuscito ad arrivare oltre il secondo capitolo della sua saga(il messia di Dune) il terzo libro purtroppo e finito in Biblioteca dopo 30 pagine. Rimedierò, la mia ragazza ha raggiunto il 4° capitolo, ma si è purtroppo arresa. ho avuto paura ma:
“Non devo avere paura. La paura uccide la mente.
La paura è la piccola morte che porta con sé l’annullamento totale.
Guarderò in faccia la mia paura. Permetterò che mi calpesti e mi attraversi.
E quando sarà passata, aprirò il mio occhio interiore e ne scrutero’ il percorso.
Là dove andrà la paura non ci sarà più nulla.
Soltanto io ci sarò”.
riguardo herbert
sono un appassionato di fantascienza dall’età di 14 anni ed ora ho più che invertito le cifre e, sarà colpa della traduzione, ma sì è noiosissimo, però sono arrivato al V libro quando ne avevo 24, il che significa che anche io ho trovato affascinante l’idea alla base della saga ed avevo tempo e modo di calarmi nel suo mondo, ma alla fine è stato troppo, solo il film è stato più noioso.
Forse perchè io sono più il tipo alla guerre stellari
riguardo pratchett
In Italiano purtroppo, anche io so che in inglese è molto più affascinante,ed in italiano ho dovuto leggere più volte alcuni passaggi per capirne il senso, ma il suo vocabolario e la sua sintassi sono piuttosto complesse, ed il mio inglese non è all’altezza.
però la saga della guardia cittadina è una delle cose più divertenti ed affascinanti ed ironiche che abbia mai letto
Innanzitutto, come è stato sottolineato, l’aumento della domanda pro-capite di petrolio è diminuito rispetto alla recente passato.
Poi basta ricordare quello che Bush disse qualche tempo fa in varie riunioni di petrolieri, ovvero che il costo del barile di petrolio “doveva scendere”; mi ricordo ancora di come sobbalzarono alcuni “sauditi”; dopo aver udito la richiesta avevano facce a dir poco costernate, come dire: a quest’uomo non si può dire di no …
E ora il risultato fittizio o reale che sia lo rilancia Mc Cain dando .
In questo caso il calo è stato aiutato anche dall’estate che in occidente provoca sempre un apprezzabile calo dei consumi, fra qualche mese però ci sarà sicuramente un rialzo.
Ora, il titolo dell’articolo è certamente un po’ provocatorio perchè se ci sarà un calo della popolazione mondiale esso non sarà legato solo alla scarsità di petrolio, bensi alla scarsità di cibo e le due cose sono solo parzialmente legate fra loro.
Penso infatti che come la popolazione è aumentata per maggiore disponibilità di risorse e migliori cure mediche, così potrà lentamente diminuire; l’importante è che lo capiscano anche quelli che fanno a gara a chi fa più figli di cui poi in genere si disinteressano.
Se fosse solo per il petrolio, si assisterebbe a un lento e ampiamente gestibile calo di disponibilità di tale risorsa che potrebbe essere facilmente compensato in moltissimi modi, purtroppo temo che potrebbero capitare altri eventi ben più gravi e tali da rendere sensibilmente più realistico il titolo dell’articolo.
Come disse la Thatcher negli anni ’90, il problema non è nei condizionatori ma in quante persone li vogliono usare, per il petrolio (e ogni altra risorsa finita) è lo stesso.
L’analisi è sostanzialmente corretta, il picco è reale e solamente un negazionismo ottuso riesce a malapena a mitigarne l’impatto sul “grande” pubblico, dissento però dall’orizzonte temporale di 50 anni, considerato non lungimirante (mentre 500 si).
Io azzarderei un MAGARI ci fosse un orizzonte temporale di 50 anni in cui pianificare l’inevitabile “transizione”, questo tempo semplicemente non c’è, ed allo stato attuale anche solo programmare a 5 anni sarebbe un atto straordinariamente lungimirante. Invece, stiamo a rincorrere l’opec che un giorno promette l’aumento di produzione, il giorno dopo taglia la produzione dell’esatto quantitativ che aveva promesso.
Credo che l’unica soluzione arriverebbe solo con una drastica diminuzione della popolazione mondiale, ma solo pensarlo fa venire i brividi, stiamo freschi!
la drastica riduzione della popolazione è in re ipsa, viste le tendenze attuali
Sottoscrivo il post e inorridisco quando sento la candidata vice presidente degli Stati Uniti fare causa, come governatore dell’Alaska, all’ente che ha messo gli orsi polari nella lista delle specie a rischio di estinzione. E tutto questo per poter trivellare in liberta’ in Alaska.
Centra poco il capitalismo, qui si parla di egoismo/egocentrismo di pochi che nulla ha a che fare con il capitalismo.
Un bravo capitalista si renderebbe conto subito che una vita in meno e’ uguale ad un consumatore in meno ergo meno guadagno per lui.
Non a caso sistemi alternativi e concorrenziali al petrolio esistono da tempo ma esistono potenti lobby che li bloccano.
Insomma capitalismo e libero mercato nei confronti dell’utente finale, ma protezionismo, assistenzialismo e socialismo puro quando le cose vanno male (vedi caso Fannie Mae e Freddie Mac)
La verità è che tutti quelli che si lamentano per lo sfruttamento del petrolio non toglierebbero mai i loro grassi culoni dalle loro macchinone con cui amano tanto andare a spasso, e i governi non sono che l’espressione dei desideri del popolo.
I cambiamenti si hanno quando cambia la gente e quando cambiano le situazioni. Intanto Internet ha modificato qualcosa, ma manca ancora un’invenzione, un’idea o una spinta che porti a non usare il petrolio non perché questo sia sbagliato, ma perché la novità sarà più interessante per la massa che si muove seguendo solo il proprio comodo.
Simone
Ehhh… più interessante di energia fresca, concentrata, ed apparentemente a buon mercato (fino a l’altroieri) del petrolio, farai fatica a procurarla… come li convinci ad abbandonare la mobilità urbana insostenibile ? Quale fonte energetica opporre al petrolio ? Semplicemente, allo stato attuale non c’è, e solare ed eolico da soli possono garantire certo il sostenimento di una civiltà avanzata, ma assolutamente non ai ritmi di consumo attuali.
Forse, insegneremo alle persone che è meglio viaggiare con il casco della realtà virtuale in testa, dato che risparmieremmo l’energia per compiere un vero viaggio, la fisica è implacabile a volte, però dubito che ciò avrà mai un vero appeal.
Certo però che il contadino dell’800 mai si sarebbe sognato di poter volare in aereo, ora però è diventato un desiderio insopprimibile di tutti, ritornerà ad essere un lusso sfrenato solamente quando sarà possibile solo per pochi, ma veramente pochi, come adesso lo è viaggiare nello spazio.
Lo ammetto, il culone appoggiato nel seggiolone del mio macchinone, MI PIACE, vorrei non farne a meno, anche se vado a gas, ma capisco che forse non sarà più possibile nell’immediato futuro, certamente non per cazzeggiare la domenica attorno alle colline. Vedremo ….