La Fede in Pizzeria
2 marzo, 2007 di mc
Archiviato in Border Zone
Io ho il massimo rispetto per la Fede. Quando una persona mi dice che cerca la strada verso qualcosa di spirituale, io ne rimango ammirato e colpito. Non mi interessa se e’ cristiano, musulmano, ebreo, buddista, induista, taoista o se crede ad un mostro spaziale fatto di spaghetti. La religione e’ solo un’organizzazione collettiva. La Fede e’ un percorso individuale carico di aspettative, delusioni ed entusiasmanti scoperte.
Con la stessa spontaneita’ che mi porta ad ammirare chi ha Fede, sono diffidente nei confronti di coloro che, avendo deciso di aderire ad un gruppo organizzato, una qualsiasi delle centomila religioni che esistono al mondo, si sentono in dovere di fare delle proprie regole religiose legge universale, obbligando anche chi non si riconosce in quelle norme, a rispettarle.
Un buon esempio e’ questa notizia. Una signora decide di fare la poliziotta. Alla fine del corso, quando il capo della polizia incontra gli allievi per congratularsi, si rifiuta di stringergli la mano perche’ lei e’ musulmana di stretta osservanza e le e’ consentito toccare un uomo solo se e’ un parente prossimo. In fondo di una stretta di mano se ne puo’ fare a meno, non muore nessuno. Ma se la signora dovesse trovarsi nella necessita’ di portare soccorso ad un ferito? Se fosse necessario praticargli la respirazione bocca a bocca? E come la mettiamo con i malviventi maschi a cui la signora dovra’ mettere le manette e che dovra’ scortare tenendoli per il braccio?
Le cose vanno un po’ meglio con questa notizia. In pratica un pizzaiolo, anche lui di osservanza islamica, ha lasciato il lavoro perche’ dopo la morte del proprietario non intendeva prendere ordini da una donna.
L’idea di fondo e’ questa. Se uno ha dei precetti e intende basare la propria vita su di essi, per me e’ liberissimo di farlo. Il problema e’ quando pretende che i suoi precetti diventino anche i miei. Se una donna per precetto non puo’ toccare gli uomini, non fa la poliziotta. Trova un altro mestiere che non la metta in condizione di dover fare certe cose. Non si puo’ pretendere di mettere a rischio la vita delle persone che si troveranno a contatto con lei in ossequio ai suoi precetti.
La cosa riguarda tutti i club religiosi organizzati, non solo gli islamici. In questo paese e’ possibile divorziare da poco piu’ di trent’anni e ancora oggi una coppia che ha scelto di separarsi di comune accordo, che non ha figli e che non ha conflitti di interesse e’ costretta ad attendere tre anni per ottenere una sentenza di divorzio. A cosa servono questi tre anni se non ci sono minori da tutelare, denaro da spartire ed entrambi sono d’accordo? Non sembra anche questa un’imposizione di precetti? Strano che questo governo non abbia nemmeno messo in programma una norma per sanare questo scempio giuridico.
Ci sono molti altri esempi, non ultimo la legge 40/04 sulla procreazione medicalmente assistita con tanto di 8 per mille alla chiesa cattolica utilizzato per fare propaganda contro la partecipazione ai referendum.
Gli integralismi sono un aspetto degenere della convivenza umana. Chiunque sia convinto di detenere la verita’ e di poterla utilizzare come una spada su chi dissente, e’ un nemico della pace e della fratellanza. E questo vale per ogni integralista.
Alla fine dei conti, il migliore del mazzo e’ proprio il pizzaiolo. Non gli andava di prendere ordini da una donna e si e’ licenziato. Almeno non ha preteso una legge che vietasse alle donne di gestire pizzerie.
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ci sono religioni che possono essere considerate filosofie di vita (si possono seguire precetti buddisti anche senza essere particolarmente devoti al dalailama) e ci sono religioni “invasive” che tendono a monopolizzare l’adepto in tutte le sue sfere di azione (religione cattolico-cristiana, islamica, ebraica, tribale)…
ultimamente va molto di moda la parola “fondamentalismo” come se in realtà si potesse essere cristiani-moderati o islamici-non-osservanti.
bisognerebbe spiegare alla gente la religione invece di demonizzarla subito.
solo così la demonizzazione di una simile organizzazione seguirebbe naturalmente la sua conoscenza.
Club religiosi organizzati?!? Guarda ke la fede non e’ mica come giocare a Bridge al circolo dei pensionati!!
La liberta’ di culto e’ un diritto dell’uomo ke cerca di soddisfare il proprio spirito e di giungere a dare delle risposte alle grandi domande etike ke da sempre ci poniamo.
Al di la’ dei diritti e dei doveri ke una religione impone ai suoi fedeli e ke questi non devono permettersi di voler imporre al prossimo con la violenza o con la guerra, questo articolo mi e’ parso quanto meno irrispettoso nei confronti di tutti coloro siano, a differenza tua, credenti in una qualke religione.
E’ in atto da tempo una guerra contro il cristinesimo del tutto priva di una qualke logica sensata se non quella dell’egoismo e dell’idolatria pura e semplice dell’uomo stesso.
Le religioni, tutte, sono nate per dare all’uomo dei precetti, delle linee guida, al di la del semplice “Non uccidere”o “Rispetta il prossimo”.
Il problema e’ ke ora va troppo di moda l’assenza di una qualunque logica “religiosa” nella propria vita ke sta portando l’uomo ad affermare ke non ha bisogno di niente e ke puo’ benissimo autogestirsi da se’. Non solo, si afferma anke ke tutto cio’ ke e’ possibile sia anke giusto.
E la intelligenza critica dov’e’ in questo?!?
Nel criticare il fatto ke, 50 anni fa, con una cosa kiamata Patti Lateransi, si siano stabiliti accordi con quello ke, all’epoca, era un “mezzo sovrano” (il Papa) affinke’ rinunciasse a delle terre e ad altri privilegi, in cambio del fatto ke in Italia la religione di stato fosse quella cattolica e la gente potesse SCEGLIERE (liberta’ di scelta, sai?!?nessuno ti obbliga!!) di firmare l’otto per mille x la kiesa cattolica (o per l’associazione dei pinco pallino)?!?
Integralismo, caro, e’ una parola molto brutta e se conoscessi davvero cosa ha detto un Signore ke ha vissuto circa 2000 anni fa, capiresti ke il cristianesimo e’ ben altra cosa.
Al di la’, pero, di come tu possa ritenere ke siano stati spesi i soldi della kiesa, la realta’ e’ ke la gente ha dimostrato spirito critico, riflettendo (spero!) prima di astenersi dall’andare a votare per un referendum a cui tu, invece, hai votato si.
Rispetta la loro intelligenza critica e incassa la sconfitta.
Sinceramente convinto ke se la maggior parte degli Italiani l’avesse pensata come te, la legge sarebbe cambiata, ti saluto e ti auguro un po’ di spirito critico + imparziale…
Altrimenti non ci sara’ nessun gusto a leggere cio’ ke scrivi…
ciao ciao.
Raff
Caro Raff
Tu parli di fede e religione indifferentemente. Questo e’ un errore, io ho fede, indipendentemente da quello che dici, ma non mi riconosco in nessuna religione organizzata. Il mio rapporto con Dio e’ individuale e diretto e non prevede mediazioni e rituali. Credo che questo non dia fastidio a nessuno.
Per il resto, se togli qualche kappa da quello che scrivi e organizzi meglio le tue ragioni, mandami un articolo, lo pubblicherò. Non ho capito dove hai letto che io sono imparziale, io sono di parte. Non c’e’ niente di male ad esserlo, basta che lo si sappia prima. Nessuno è veramente imparziale. Alcuni lo dicono per prenderci in giro ma tutti abbiamo un’opinione. Se tu mi mandi la tua, io la pubblichero’ e chi legge potra’ farsi, a sua volta, la sua di opinione. L’importante e’ che tu accetti il dialogo e che non pretenda di avere ragione perche’ agisci in nome di qualche entita’ superiore. Grazie per avermi scritto e spero di rileggerti presto.
MC
il punto è che la vita sociale deve avere delle regole che garantiscano il rispetto dei diritti.
se si trattasse di precetti irragionevoli, come per fare un esempio quello di approvare la libertà di scegliere della vita e della morte di un altro essere umano, o di dogmi indimostrabili da credere obbligatoriamente, come per esempio quello che non esiste la verità, allora sarei d’accordo nel dire che a volerli imporre a tutti sarebbe una visione ideologica e verrebbe meno la laicità
ma quando invece si tratta di principi razionali, cioè del diritto naturale, in questo caso mi pare che la loro imposizione sia obbligatoria, cioè sia un dovere morale, perché se non imponessi il dovere di non uccidere non tutelerei il diritto alla vita, se non imponessi il dovere di pagare le tasse, non tutelerei i diritti dei più bisognosi, per fare qualche esempio
perciò le cose che credo giuste cerco di osservarle, e cerco anche di imporre per legge che tutti rispettino i diritti. quanto poi alla coscienza individuale ciascuno è responsabile delle sue scelte e anche delle sue decisioni politiche. se per esempio tu voti per una legge a favore dell’aborto, sei responsabile di non aver tutelato il diritto alla vita dell’essere umano nelle sue prime fasi, e se aiuti una persona ad uccidersi sei responsabile della tua azione, che va al di là del rispetto della volontà del prossimo (che ritengo necessaria, infatti non penso di imporre con la violenza le mie convinzioni) ma diventa complicità nel delitto, e così via
quanto poi ad avere opinioni, certo ognuno ha le proprie, ma ha anche il dovere di rispettare la verità quando la riconosce e di attenervisi.
così vi sono dei doveri anche nei confronti della vera religione, ma non per una fede cieca come sarebbe quella in un mostro spaziale fatto di spaghetti, che benché sia logicamente accettabile non è però ragionevole (basta pensare al rasoio di occam), bensì perché la fede cristiana è razionalmente dimostrabile. forse non hai chiaro il concetto di fede come quello di fedeltà al dato, cioè è il concetto che è alla base del metodo scientifico, cioè quello che conosco vero ci devo anche credere, devo avere fede, devo essere fedele a ciò che conosco, ascoltare la coscienza
se continui a parlare di fede come di qualcosa campato in aria è chiaro che poi pretendi la sua estromissione dalla vita pubblica, ma il pregiudizio è il tuo
ps. non sono raff
Bart,
dal tuo punto di vista hai ragione. Anche io credo che vietare l’omicidio sia necessario, come vietare il furto e la violenza. Sono imposizioni che è necessario subire in una società civile.
Il problema è stabilire il limite. In questo senso i cattolici sono eccessivamente prevaricatori. Quando due persone che non hanno figli non si amano più, perchè non dovrebbero divorziare?
E’ un problema esclusaivamente cattolico. Gli altri cristiani, ortodossi compresi, non mettono becco in un rapporto di coppia, soprattutto se non ci sono minori da tutelare.
Il problema è che il cattolicesimo ha fatto l’abitudine a detenere un potere temporale che intende esercitare anche nella vita civile.
se dal mio punto di vista ho ragione, allora stai dicendo che la legge sull’aborto è un’ignobile prevaricazione peggio delle leggi razziali, e stai rivedendo la tua posizione sull’eutanasia, che l’ultima volta era a favore(sostenevi infatti che lo stato avesse l’obbligo di uccidere chi ne facesse richiesta, purché questa richiesta fosse meditata e consapevole)
sono contento se è così, ma non ho capito bene
Bart,
quando sento parlare di verità assolute, cui ognuno di noi dovrebbe attenersi, verità dettate poi dalla “fede” cristiana (cattolica), addirittura razionalmente dimostrabile(?), ho l’impressione che si voglia giustificare ogni intromissione delle gerarchie religiose nella politica. L’importante è poter affermare che i principi irrinunciabili per i credenti debbano esserlo anche per i non credenti.Il bello è che ogni religione afferma di essere nella verità assoluta… Purtroppo spesso sono le certezze assolute, piuttosto che il dubbio, a portare guai; (vedere l’intolleranza fondamentalista…le guerre sante…l’Inquisizione…!)