La diversità tra uomo e donna 8


Perché la donna viene definita “sessualmente debole”? Non bastava dire “fisicamente debole”? In quell’avverbio “sessista” c’è dell’evidente maschilismo. Ma ci sarebbe stato anche usando l’altro, di cui infatti andrebbe specificato il senso.

La donna può essere debole in certi lavori di fatica, ma sappiamo anche che la fatica, per poterla quantificare, va sempre rapportata a una determinata forza. Mettere insieme, in una stessa gara sportiva, un uomo e una donna, non ha senso, in quanto la massa muscolare è abbastanza diversa, anche se ovviamente le eccezioni sono sempre possibili.

In ogni caso anche se si fossero specificati gli ambiti cui si può riferire l’avverbio “fisicamente”, l’espressione sarebbe stata fuori luogo, proprio perché a una donna può non piacere che venga usata come “espressione verbale”. Al solo sentirla, potrebbe obiettare che in tante cose, ove non occorrono i muscoli, la donna è molto più forte o, quanto meno, più resistente, non foss’altro perché ha una maggiore capacità di sopportazione del disagio, del dolore, della frustrazione, essendo sin da piccola abituata ad avere a che fare con l’autoritarismo degli uomini.

Eppure ci deve essere una spiegazione logica del fatto che la natura abbia creato due esseri così fisicamente diversi. Anzi, dal punto di vista logico sarebbe stato del tutto naturale vedere una donna con una forza fisica superiore a quella dell’uomo, proprio in quanto preposta alla riproduzione, che è certamente un onere di non poco conto. Onde evitare tentazioni maschiliste, la natura avrebbe potuto dotare la donna di una massa muscolare almeno identica a quella dell’uomo: quante donne in meno sarebbero state violentate o uccise?

Eppure se guardiamo tutto il mondo animale, è raro vedere le femmine fisicamente più robuste dei maschi. Se la natura ha voluto rendere il maschio più forte per far sì che possa combattere contro altri maschi e difendere così la propria femmina e la prole, avrebbe fatto prima a rendere la femmina in grado di difendersi da sola. La motivazione che spiega la differenza fisica tra il maschio e la femmina deve dunque essere tutta interna al rapporto di coppia.

Probabilmente la diversità è stata posta perché essa favorisce quel bisogno di “completezza” insito in ogni persona. Ma è difficile attribuire questa caratteristica psicologica al mondo animale. Sarebbe meglio dire che la diversità, sia essa fisica o di altra natura, fa parte dell’esistenza in quanto tale, cioè è una caratteristica dell’essenza di ogni cosa, di cui occorre prendere atto e tutelarla come se fosse la condizione fondamentale per la sopravvivenza di ogni specie e forse di ogni cosa naturale.

Cioè quando si parla di “identità”, si dovrebbe subito precisare che l’identità è fatta di diversità, e chi non è in grado di vivere questa diversità, cioè di sentirla come propria, è necessariamente mancante di qualcosa. O meglio, poiché la diversità è strutturale all’esserci, chi non la recepisce tende inevitabilmente, in qualche modo, a riprodurla, anche quando la nega esplicitamente. Quindi tanto vale darla per scontata e assumerla consapevolmente come propria: noi siamo diversi rispetto ad altri e altri sono diversi rispetto a noi.

L’accettazione della diversità è il presupposto fondamentale per l’affermazione di una qualunque identità. Quindi non c’è un fine estrinseco alla diversità: la donna non può essere vista in funzione dell’uomo, né il contrario. Paradossalmente l’uguaglianza sta proprio nel riconoscere la diversità in qualunque aspetto della vita.

Ecco dunque spiegato perché la donna è così fisicamente diversa dall’uomo. Il motivo è che l’uomo, per potersi definire come tale, ha bisogno di mettersi in relazione alla donna, e viceversa. Una società che non aiuta a compiere questo processo di identificazione è necessariamente innaturale, cioè o è maschilista o è femminista, per quanto il femminismo possa essere considerato, storicamente, una reazione all’imperante maschilismo nato con le società schiavistiche.


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8 commenti su “La diversità tra uomo e donna

  • GirFalk

    io ho sempre pensato che i maschi siano venuti più forti secondo la legge di sopravvivenza darwiniana, per cui il più forte prevale sul debole e riesce ad accoppiarsi difendendo poi la femmina che vista la protezione del maschio e dovendosi preoccupare della prole non ha bisogno di svilupparsi in potenza.
    Comunque, anche io inneggio alla diversità: vedersi tutti uguali e’ banalizzante e anche preoccupante, come dici tu. E non solo nei sessi, ma anche nella cultura e nel colore della pelle e degli occhi e dei capelli e… etc, etc…

    • Enrico Galavotti

      Se fosse come dici te, dovremmo ammettere che uomo e donna siano nati in momenti diversi, il che non può essere. In principio non è l’uno ma il due.

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