Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "La Democrazia del Cazzo" è stato scritto da dellefragilicose
Molto bene. I greci decidono di riprendersi il pallone e su web e facebook si grida al trionfo della democrazia. Va benissimo. A questo punto, facciamo un referendum in Germania e chiediamo alla “ggente” se vogliono continuare a comprare i nostri btp del cazzo, facciamo un referendum in Francia per vedere se gli va di salvare il culo a Berlusconi, facciamo un referendum a Bergamo per chiedere se vogliono che le loro tasse vadano alle case popolari per i negri. Anzi, quest’ultimo referendum facciamo pure a Palermo, a Napoli, a Roma a Bologna e vediamo che dice la “ggente“.
I problemi sono due e sono entrambi gravi. Da una parte ci sono le classi dirigenti che si sono mangiate il nostro culo negli ultimi 50 anni. Senza rinnovo, sempre gli stessi, come se fossero famiglie di baroni passandosi il potere tra padri e figli, tra amici e amici degli amici, il tutto “democraticamente”. Dall’altra noi, che giorno dopo giorno abbiamo perso identità impegnati come eravamo a consumare le briciole succulente che cadevano dal tavolo del potere e che ora, non capendo un beneamato cazzo, parliamo di democrazia quando evidentemente si tratta di deresponsabilizzazione, del primo atto di fuga della classe dirigente greca che, quando non c’è più niente a cui attaccarsi, quando non esiste più uno stato, cede il potere al popolo. Grazie al cazzo, si dice dalle mie parti.
E smettiamola anche di ravanare i maroni con la storia dell’Islanda, la democrazia internet, la rivolta del popolo contro le banche. Ma che è l’Islanda? E’ una nazione o un quartiere di Milano? Quale è il suo prodotto interno lordo? Che produce? Strumenti di alta tecnologia? Beni di lusso? Armi? No l’Islanda esporta pesce e le protesi di Pistorius. E’ facile fare la rivoluzione silenziosa quando non si conta un cazzo.
Mettetevi in quelle testoline piccole, altrimenti non entrano nell’avatar di facebook, che questa non è l’Islanda, che non è l’Islanda nemmeno la Grecia e ce ne accorgeremo quando usciranno dall’euro e cercheranno di spacciare le loro dracme del cazzo. Ma chi volete che accetti i soldi del monopoli per fornire servizi e beni? I greci se la prenderanno così nel culo che quando torneranno i colonnelli gli leccheranno la suola delle scarpe. Nel futuro della Grecia ci sono lacrime, sangue, sudore, povertà, ignoranza e morte per fame. Il tutto, però, avverrà tramite referendum. Democraticamente. Bene.
Ora, cari miei, se pensate che il nostro fallimento sia una passeggiata di salute sotto la fresca pioggia di primavera, lasciatemi fare una previsione visto che quella dei cento giorni l’ho sbagliata di poco. La metà di chi legge questo post, io compreso, sel’Italia fallisce, tra uno o due anni sarà senza lavoro. Compresi commercianti, notai, artigiani e “quelli che io sto in una botte di ferro”. Pagheremo antibiotici, scuole materne, servizi e trasporti fino all’ultimo centesimo. Lato positivo: la raccolta differenziata funzionerà alla perfezione. Prima, perché la monnezza diminuirà drasticamente e poi perché cartoni, barattoli di vetro e lattine di coca diventeranno improvvisamente interessanti.
Ora, prendete il vostro Iphone del cazzo comprato dopo una fila di una notte davanti a un trony del cazzo e incominciate a chattare su facebook per dire che i greci sono democratici e noi no. Dite che volete una società meno capitalistica, non volete dipendere dal credito, non volete inquinare il pianeta, sfruttare il lavoro dei bambini cinesi, poi prendete l’iphone, mettetelo a vibrazione e ficcatelo nel culo. Quando vi chiameranno, la app massaggio anale vi darà una magnifica sensazione di benessere.

Un po’ duretto, ma sacrosanto, quant’è vero Iddio.
Quando ce vo’, ce vo’. Oh cazzo!
Ho solo un dubbio. Il sistema attuale, senza consumatori nei centri commerciali aperti anche la domenica, non regge, quindi la crisi prima o poi sparirà come per magia (entro Natale?) e torneremo a darci allo shopping taumaturgico. E’ una crisi funzionale ad ottenere qualcosa. Quando quel qualcosa sarà stato ottenuto, magari una bella delega in bianco a poteri sovranazionali, la crisi cesserà di scassare i cabbasisi.
A questo punto io dico: speriamo che hai ragione tu.
Meglio i poteri forti che il caos.
Non ho più il fisico per sparare addosso alla gente e vorrei, con tutta sincerità, invecchiare diventando scemo davanti alla tv e, possibilmente, tenendo una nipotina in braccio.
La democrazia, la libertà, la giustizia sono come la donne. Da giovane ti fanno perdere la ragione, da vecchio se ci stanno è bene, ma se non ci stanno, va bene lo stesso.
Sinceramente io spero invece che non abbia ragione, e mi spiace proprio per quella nipotina che terrai in braccio, perchè sarà spacciata, costretta a vivere in una realtà schiava che il nonno non ha fatto niente per evitare si concretizzasse…
Papandreu vuole il referendum (“vede” il bluff e rilancia con un controbluff).
Luisa Conte si era indebitata per acquistare e restaurare un teatro, a Napoli molto noto. Il suo maggiore creditore era un suo vicino di casa, un dirimpettaio. Una sera, alla vigilia di una scadenza di pagamento, dopo ore di tormenti, la Conte apre una finestra e urla alla casa di fronte: “Non ho una lira e non ti pago”. Chiude la finestra e termina dicendo a se stessa: “almeno, stanotte, non dorme neanche lui!”.
Verissimo.
Comunque, al tavolo da gioco, quando si gioca al raddoppio vince sempre chi ha più soldi. Si chiama legge debole dei grandi numeri.
Insomma, tra il soffrire per dover dare e soffrire per dover avere, io non ho dubbi.
Temo proprio che certe cose scivolino sulla pelle della gente, ma che non incidano sulla capacità di comprensione dela dimensione dei fenomeni. La ricchezza reale del pianeta è appena un settimo o forse un ottavo di quella finanziaria. Per la cronaca (a disdoro del tuo convincimento finale): la ricchezza media di ciascun citadino italiano è di 18o mila USD; quella di ciascun cittadino tedesco di 129 mila USD.
Ho avuto un orgasmo.
Sic est..
Ogni riferimento da qui in poi è relativo a ciò che definisco “classe media”. Ovvero noi che abbiamo anche più dell’essenziale (chi ha quanto o meno non cazzeggia in Internet a leggere MC, ha altro da fare). Ovvero non i poveri o quasi tali, ovvero quella classe a cui togliere ancora non cambia molto, né i ricchi a cui non strafotte una beneamata. Ma ai medi, se gli togli la pizza con gli amici, la gita fuori porta, la vacanza ridotta ma sempre vacanza, il nuovo modello di TV Plasma, il telefonino figo o la macchina sempre luccicante, quelli sì che se ne accorgono…
L’articolo poi? Minchiate. Un mare di minchiate.
Che l’antico adagio di matrice solo greca “una faccia una razza” sia una bufala è cosa nota.
L’Italia non è la Grecia ed i prossimi non saremo noi. E’ vero che per decenni ci hanno rosicchiato giorno dopo giorno quella irrisoria parte di profitti sulla quale noi, classe media, abbiamo campato. E’ vero che noi, classe media siamo quel 99 percento di cittadini che si divide gli utili di quei pochi punti percentuali mentre il restante, come i nobili prerivoluzione francese, si dividono il 99 percento del reddito.
Ma non siamo la Grecia. In Grecia rispetto a noi erano, sono e saranno morti di fame. Perché? Un solo esempio, il turismo: quanto costa affittare un appartamentino o soggiornare in albergo su una delle più belle spiagge del mediterraneo in Grecia? Quanto in Italia, in Sardegna? Quanto in Corsica. Ecco risposto.
L’Italia è un paese “ricco” (relativamente alla Grecia) e può andare benissimo avanti così per anni, forse un decennio. Zoppicando e arrancando a tre cilindri. E nessuno se ne accorge. Le prove? Basta guardarsi intorno.
Il traffico è sempre lo stesso. La domenica di ritorno dal fuori porta in una bella giornata di sole c’è sempre la stessa coda ai caselli. I ristoranti e le pizzerie sono sempre pieni di gente in qualsiasi giorno della settimana, la fila alle casse dei supermercati è sempre la stessa ed i centri commerciali sempre pieni di gente che compra.
A cavallo tra gli anni 20 e 30 non ricordo chi canticchiava un motivetto dal titolo “Ma dov’è questa crisi?”…e gli argomenti erano analoghi agli attuali.
E lo ripeto, così come lo dicevo tre anni fa (http://jedan58.splinder.com/post/19185745/crisi-dove-come-perche).
Salve,
vi seguo da qualche settimana, mostrate lucidità e buonsenso, avanti così.
Cosa fate al di là dell’attività informativa?
Saluti dal Ticino
V
articolo patetico…
1 la Grecia non ha avuto dei soldi in regalo ma pagati a interessi da usura.(gli ultimi bond al 33%)
2 tedeschi e francesi hanno prestatto altri soldi ai Greci (ad interesse usuraio)perche’ se la Gtrecia salta anche le loro banche saltano
3 non si puo’ piu’ parlare di etica del debito da quando le banche prestano soldi che non hanno,guadagnandoci soldi veri e le stesse banche(non greche)ma americane,francesi,tedesche,olandesi…sono state salvate da soldi statali(come direbbe l’articolista E CHE CAZZO!!)
3 Un Italiano che dice che l’Islanda e’ come la provincia di Milano e la Grecia deve leccare le scarpe ai colonnelli e; fantastico!!Un italiano che lecca il culo agli altri fin dai tempi della caduta dell’impero Bizzantino e ha tradito tutto tutti e se stesso quasi sempre!!
In conclusione i Greci stanno mettendo in ginocchio un sistema che li ha strangolati gli italiani si picchiano per andare al Trony…
P.S. ma l’articolista si ricorda di quando siamo andati a spezzare le reni alla Grecia
ECCHECCAZZO ALLORA SI CHE ERAVAMO DURI E PURI
FORZA HELLAS!!
Lavoro da anni con la Cina, cooperando con azienda cinese nel progettare ed importando attualmente illuminazione a LED. La mia base è a Shanghai e nel triangolo della provincia dello Zhejiang che si occupa di automazione. Concordo pienamente su tutto quanto viene scritto su Mente Critica circa quello che è l’Italia attualmente nei rapporti dell’ Europa. Gli italiani sono pronti a scagliarsi ripetutamente contro una Cina che distruggerebbe il lavoro negli altri stati, ma nessuno fa notare che senza i ” jeans ” a 15 Euro, oggi andremmo in giro in mutande.In Italia l’Enel preme per produrre energia con il fotovoltaico ( fornito da loro ) ma non dice di ” risparmiare ” energia. Questo va contro i loro interessi. Noi produciamo qui lampade a LED che, da sole,ridurrebbero il consumo generale del 20%. Ma da noi vengono osteggiate…
Il problema è tutto il sistema. Se ci pensate il capitalismo non è altro che il sistema per “succhiare” liquidità ai molti per concentrarla nelle mani di pochi. E’ la sua funzione di base. Individualista ed auto-lesionista. Cosa succede quando i “molti” finisco o stanno per finire i soldi? Lo stiamo vedendo in questi giorni.
In Italia la ricchezza c’è: basta che mi guardo intorno per vedere quanto è aumentato il numero di ferrari, maserati o lamborghini che girano per la mia provincia (padova), quanta gente è disposta a spendere 6-700 per un’Iphone, quanti spendono 30 euro a serata per andare in discoteca. Il punto è che più della metà della ricchezza italiana è concentrata nelle mani di pochissime famiglie. Come nel ’29, la crisi c’è, ma è riassorbita (in parte) dai consumi di lusso.
La crisi c’è anche perchè i privati chiedono sempre di più una mano allo stato e, non a caso, sono anche entrati in politica: per proteggersi e per guadagnare ancora di più dalla gente normale. In più, non sono state poche le aziende/banche che hanno avuto bisogno di ricapitalizzazioni statali negli ultimi anni, diventando quasi parassitarie nel confronto delle casse statali.
L’unica cosa da fare, a mio modesto parere, è invertire il processo: distinguere nettamente la res publica dal privato e distaccare completamente l’uno dall’altro; ipertassare i più ricchi; ritirare gli utili delle aziende (che non sono di proprietà delle aziende, ma del/dei proprietario/i di quest’ultime), soprattutto le più grosse, e ridistribuirli. Purtroppo rimarrà solo un sogno utopico. Nessuno avrà mai il coraggio e la forza per attuare una radicale ridistribuzione delle ricchezze. Chiunque vada al potere si lascia soggiogare dallo stesso.
Spero di non dire una cazzata ma credo che la cosa sia molto più pratica: noi non contiamo un cazzo.
Questo é il comunicato ufficiale di cosa hanno fatto stasera chi di dovere prima di un G20:
http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/dettaglio.asp?d=65334
Scandaloso? Sembra un incubo. Noi a farci mille pippe mentali su immaginare un consiglio dei ministri che ci deve salvare il culo e invece la realtà é piuttosto molto diversa e peggiore di qualunque scenario.
Vorrei ricordare che quando nacque l’Euro Warren Buffett & Co. comprarono miliardi di euro al cambio di 1:1 e con la caduta dal dollaro si ritrovarono un mucchio di soldi in più a gratis. Dopo dieci anni ora hanno potuto comprare molti altri miliardi di dollari che quando crollerà l’Euro…
Meditate gente, io a sbattermi qui a scrivere magari cazzate ma il mondo lo manovra altra gente, di certo nessun politico europeo, tantomeno noi. NoFuture.
Particolarmente toccante “l’intesa fra la Repubblica italiana e le Assemblee di Dio in Italia (ADI).
I mercati ne saranno estasiati
[...] di salvataggio” con annesse clausole da strozzino. Allora sarebbe stato un atto coraggioso, oggi è solo tattica. Ormai la situazione è talmente compromessa che questo referendum, comunque vada, non cambierà [...]
Sono reduce da una cena con un imprenditore bresciano con azienda ex italiana da poco trasferita in Romania, nella sua villa poco fuori Bucarest, in cui l’argomento principale di una serata in cui ha cercato di propormi il suo prodotto in tutte le salse, oltre alla consueta fica secondo lui mai scopata abbastanza, è stato il raggiro ai danni dello stato perpetrato in plurimi modi dai suoi colleghi. Lui s’è accontentato di trasferire baracca e burattini in uno stato che gli chiede il 16% di tasse che, poverello, è costretto a pagare per intero perchè i controlli fiscali rumeni sembra siano proprio efficaci, ahilui.
Racconterò tutto in un articolo, ve lo prometto, e comincerò a preparare una lista della spesa al contrario, di aziende dalle quali non comprare nemmeno la polvere. Ma prima, sfruttando il vantaggio che digitare sulla tastiera impedisce di ricorrere alla blasfemia quale forma avverbiale grazie alla riflessione opportuna che si deve fare su quanto si sta scrivendo, aggiungo in buona educazione che ci sta bene. Ci sta proprio bene. Ci stiamo prendendo anche poco uccello di fuoco, rispetto a quanto ne meriteremmo.
Perchp il colpo nel cranio di codesti figli di gran mignotta andava piantato anni fa, non ora e non domani. Perchè anni fa sarebbe stata una cura, domani sarà solo un’inutile vendetta.
Come appendere per i piedi uno stronzo a una stazione di benzina quando la nazione è già stata rasa al suolo da una guerra da stronzi. Lo vedi boss, cazzo porco, che facciamo sempre gli stessi errori?
Vero Serpe.
Comunque, la vendetta non è inutile.
Almeno serve per riconciliarsi con se stessi. Il che, alla peggio, è sempre una consolazione.
All’amico italo rumeno i miei più grandi auguri di prendersi una brutta malattia venerea.