La deficienza dei giapponesi 67


Come era prevedibile, il ritorno di dellefragilicose sul proscenio del web ha avuto esiti scoppiettanti. Imprigionati nella convenzione che intrappola lo sfogo, addestrati come cagnolini a “non criticare senza proporre”, stremati dal “lasciamolo lavorare”, quando ci si ritrova spiattellato nero su bianco quello che è evidente a tutti, ma non si può dire, ci si sente finalmente meno isolati, ingolfati in un’operazione di truffa collettiva che niente ha a che fare con la politica, la democrazia e il diritto.

A parte la prevedibile ampia condivisione, mi agitano quelli che continuano, come i giapponesi, a combattere nella boscaglia quando Hiroshima e Nagasaki sono state già nuclearizzate e l’imperatore si è già arreso venti anni prima agli americani. Pochi, a dire il vero, magari il dieci per cento, forse perché altri che la pensano come loro si sono limitati ad ignorare qualcosa che Repubblica e Corriere non esiterebbero a definire spazzatura (vuoi mettere i loro articoli sulle tette rifatte, le foto delle ministre al mare e gli editoriali scritti con la lingua?)  però i giapponesi ci sono.

img_238766_3969785_1I giapponesi dicono che non si devono usare le parolacce, che chi scrive è un rosicone invidioso, che non si può criticare senza una proposta (come se ogni denuncia per furto presentata ai carabinieri dovesse essere accompagnata da un trattato di sociologia redatto dal denunciante con dotte ipotesi su misure per il contenimento dell’attitudine criminale), che la mazza da baseball ricorda il manganello (l‘inossidabile offesa di fascista pronta ad essere rilasciata come una bomba su chiunque non la pensi come detta l’ortodossia dei benpensanti),che “è roba da movimento cinque stelle” o da “uno che ha sempre votato Berlusconi” riuscendo a dimostrare in un solo colpo non solo di non aver capito una mazza, ma anche di non sapere leggere.

La verità è che mentre i giapponesi giocano questa partita al monopoli in punta di regolamento, gli amichetti che non si possono criticare senza “fare una proposta seria” stanno lì ad utilizzare tre dadi alla volta, mettere gli alberghi senza licenza edilizia, fottersene degli imprevisti, sperare nelle probabilità e, soprattutto, a mettere a carico della banca le loro panze inesauste, mogli, mariti, amanti,figli, amici, amici degli amici e chiunque in questo cazzo di paese abbia avuto il culo di essere stato asteriscato da qualche potentucolo che, magari, ormai è passato alla gloria del Signore, ma la cui influenza ancora è attiva post mortem con tempi di emivita che fanno invidia a quelli del plutonio.

La deficienza generale sta proprio nel non capire che è questo meccanismo di “correttezza ad ogni costo” che tiene prigionieri, che immobilizza l’opinione di un paese che non può votare e non può nemmeno lamentarsi di essere fottuto. Sembra che mentre si viene fottuti, l’unica vera preoccupazione sia quella di aver messo le mutande pulite. Io rivendico il mio diritto a dire che mi sono rotto delle panzane che quotidianamente mi vengono servite come i cinque pasti al giorno della perfida Albione. E lo dico anche senza avere una proposta politica alternativa, con lo stesso impeto di chi grida “al ladro” quando si vede sfilare il portafoglio dalle tasche.

Se, poi, avete proprio bisogno di una proposta perché se no stanotte non riuscite a prendere sonno allora eccovele, perché ve ne faccio più d’una:

Se siete elettori del PD e vi siete risvegliati dall’incantamento del piffero, andate nelle vostre sezioni di riferimento a fare caciara, stracciate le tessere, fatevi valere e chiedete che tutto questo cambi. Se vi riconoscete nel M5S, dite nei meet up che è ora di riprendersi il posto dove è nato veramente il movimento che non è internet, ma le piazze dove Grillo è andato a prendersi uno ad uno i voti. Se non vi riconoscete in nessun partito politico cercate chi la pensa come voi, organizzatevi in comitati civili e fatevi vedere nelle strade, nei posti di lavoro, nei centri commerciali. Se avete votato Forza Italia, cercatevi un altro riferimento politico e impegnatevi in prima persona perché Silvione è andato e la mummia che ha preso il suo posto dura minga.

Fare questo ci salverà? Probabilmente no. Ma se c’è qualcosa di peggio di una dittatura è una dittatura di incompetenti. i renzi, le boschi e compagnia cantante spariranno in qualche esilio dorato perché non hanno il fisico per reggere la storia. Noi possiamo solo preparare il clima per la successione, sperando che questa volta ci vada bene.

Il resto è nelle mani del destino.


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