La Cretinaggine al Potere


Grazie a uno dei miei contatti facebook, ho letto la storia che racconta il signor Marco Fanti che ringrazio perché mi ha fatto conoscere qualcosa di nuovo. In poche parole, un signore di nome McArthur Wheeler che aveva letto del giochino per bambini di scrivere lettere segrete con il succo di limone, si era convinto che spalmandosi la faccia di succo di limone si diventasse invisibili alle telecamere e alle macchine fotografiche. Allo scopo si era fatto anche un selfie con una polaroid (stiamo parlando degli anni 90) che, per qualche motivo tecnico (pellicola scaduta, problemi nell’auto sviluppo o sovraesposizione) non era riuscito. Forte di questo “doppio cieco” si era precipitato a rapinare due banche a viso scoperto ma rigorosamente spalmato di succo di limone, salvo cadere dalle nuvole quando la polizia, dopo l’arresto, gli ha mostrato i filmati con il viso ripreso in piena inquadratura. Da questo episodio, due psicologi trassero uno studio che si concretizzò nella definizione di un effetto detto “Dunning-Kruger secondo il quale ” individui poco esperti in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità auto valutandosi, a torto, esperti in materia. Come corollario di questa teoria, spesso gli incompetenti si dimostrano estremamente supponenti”. In poche parole, McArthur Wheeler e tutti quelli che si comportano come lui sono dei cretini presuntuosi.
Ho verificato la storia ed è vera. Conosciuto anche l’effetto di cui potete leggere su Wikipedia. Considero la psicologia una scienza perfettibile e ho poca fiducia nelle conclusioni a cui perviene, però questa è un’opinione personale non motivata da alcun fatto per cui non tenetene conto.

La storia è divertente, i fatti sono veri, però il signor Marco Fanti conclude il suo post con un’affermazione maliziosa sulla quale ho qualche considerazione. Cito: “Quello che il professor Dunning non aveva messo in conto è che, solo pochi anni dopo, sarebbero sorti dei movimenti politici che avrebbero dato voce a tutti i McArthur Wheeler di questo mondo, facendone eleggere un buon numero in parlamento.”

Il simpatico post del signor Fanti, che ringrazio nuovamente, si inserisce in una vasta categoria di contenuti informativi che imperversa sui media internazionali in questi giorni. In pratica, dalla Brexit, all’elezione di Trump, passando per l’avvento delle forze nazionaliste in Austria, fino al trionfo di M5S e lega in Italia, la motivazione non starebbe nella mala politica delle amministrazioni precedenti, ma nella applicazione massiva e distorta dell’effetto Dunning-Kruger. Cioè, i cretini presuntuosi non hanno capito i giusti messaggi dei “buoni” e hanno votato “male” eleggendo gente che li ha presi in giro: i populisti.

Su questa cosa io penso che, se siamo tutti d’accordo che la democrazia è “il sistema di governo migliore” (e non necessariamente lo è), dobbiamo anche rassegnarci al fatto che se in un paese i cretini presuntuosi sono la maggioranza allora è giusto che stiano al governo. Non è concepibile, infatti, che la democrazia lavori a geometria variabile per cui va bene se gli “intelligenti e i progressisti” sono maggioranza e va male se i “cretini e i reazionari” sono di più. Quando gli “intelligenti e i progressisti” sono al governo, se proprio sono convinti che ci siano troppi “cretini e reazionari” dovrebbero fare politiche di accrescimento della cultura e capacità critica, non leggi elettorali cucite in maniera sartoriale per cercare di escludere i “cretini e reazionari”. Tanto più che se poi la legge non viene bene, la figura dei cretini la fanno loro.

Infine, secondo me, chi è convinto a prescindere di essere dalla parte del giusto, di detenere la verità assoluta ed incontestabile su questioni come economia, lavoro, gestione dell’immigrazione, appartenenza alla comunità europea e politica estera e non accetta di discutere le istanze che nascono nella vita reale dall’implementazione pratica di questi principi, ricade automaticamente nella categoria dei “cretini e reazionari”. Il che dà a tutto questo discorso una circolarità inferenziale ricorsiva che non era nelle mie intenzioni iniziali e di cui mi scuso.