La Classe Non è Acqua

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Chissà quante volte avrete pronunciato anche voi questa frase: “La classe non è acqua”. Ma allora, se non è “acqua”, vogliamo provare a definirla, questa “classe”?

Quell’alchimia che chiamiamo “classe” mi viene più facile da definire se la rapportiamo ad una particolare attitudine espressa ai suoi massimi. Se pensiamo alla “classe” di un calciatore, ad esempio, ci viene in mente quell’insieme di visione di gioco e di tocco preciso e rapido della palla che distingue un campione da chi magari è un buon giocatore ma nulla di più.

Nell’ambito del comportamento siamo propensi a definire “donna di classe” o “uomo di classe” quei soggetti che si distinguono per una loro dose di fascino innato, per il loro savoir faire, per la loro capacità di essere a proprio agio e mai “fuori posto” in ogni situazione. Un mix perfetto di eleganza nei modi, istinto di seduzione, ironia, capacità di apprezzare la bellezza dei particolari, intelligenza, doti che o ce le hai dentro o nessuno te le può insegnare.

Naturalmente ognuno di noi ha i suoi prototipi.

I miei sono due attori che purtroppo non ci sono più da un bel po’ di anni e che, secondo me, ancora oggi non hanno trovato eredi alla loro altezza. Parlo di Audrey Hepburn (1929-1993) e di Cary Grant (1904-1986).

Naturalmente mi riferisco a quello che apparivano nelle loro interpretazioni, non saprei dire se con altrettanta classe vivessero la propria vita privata. Forse questa continuità valse più per la Hepburn, impeccabile anche fuori dal set (si dice fosse solo un pelino nevrotica) che per Cary Grant, del quale si ricordano divorzi burrascosi ed anche più di un pettegolezzo sulla sua “amicizia” con l’attore Randolph Scott.

Non credo di essere originale, in questa scelta: sono in compagnia di altri milioni di estimatori di questi due grandi dello schermo. Se mi chiedo “perché”, non riesco a dirlo in poche parole.

Loro due sono stati ed in parte sono tuttora modelli di stile, sempre misurati anche nelle loro interpretazioni più fantasiose. Ricordate Cary Grant vestito da donna in “Ero uno sposo di guerra”? E la pesante esclamazione della Hepburn in “My Fair Lady” all’indirizzo di un cavallo da corsa un po’ troppo pigro?.

Eleganti in ogni circostanza e non solo nel vestire (che poi è la cosa più semplice e più difficile al tempo stesso) ma anche nei gesti, nelle espressioni del viso, nel modo di camminare… Fecero insieme un solo film, “Sciarada” (1963) diretto da Stanley Donen (nella foto una copertina dedicata a questo film) e secondo me non sono, in quel film, al loro meglio.

Io preferisco ricordare lei in “Colazione da Tiffany”, “Vacanze romane” e “Sabrina” e lui in “Intrigo internazionale”, “Caccia al ladro” ed “Operazione sottoveste”, tutti vecchi film di quelli che, quando li ridanno in tv, non riesci a scollarti dallo schermo anche se li conosci a memoria.

Mi piacerebbe dilungarmi su di loro, ma non credo direi nulla di interessante od originale. Preferisco lasciarvi alla visione di un paio di video. Nel primo ci sono sequenze montate sulle note di “Moon River”, il celebre struggente brano interpretato dalla stessa Hepburn in “Colazione da Tiffany”.

Immagine anteprima YouTube

Il secondo video è una chicca, un singolare montaggio di spezzoni di film famosi di Cary Grant sulla musica di 007, che vede questo grande attore nei panni di un immaginario (ma credibilissimo) interprete del più famoso agente segreto della storia del cinema.

Immagine anteprima YouTube

Ah, quante volte ho sognato di essere baciato come fa Grace Kelly con Cary Grant nell’ultima sequenza (magari senza chiudermi poi la porta in faccia)!

Ho divagato un po’, me ne scuserete, ma torno subito al tema:
Voi, come definireste la “classe”?
E quali ne sono, secondo voi, gli odierni prototipi?

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