La Chiesa, la crisi e l’ultracattolicesimo mascherato da volontariato 9


Fonte notizia: la repubblica.it

Succede che, nel bel mezzo della crisi europea, la Spagna di Zapatero decida di mettere a disposizione della manifestazione cattolica della gioventù capitale pubblico. Succede che le organizzazioni laiche protestino contro tali finanziamenti con manifestazioni e succede che un cattolico pensi di organizzare un attentato alla manifestazione laica.

Ma quello che rappresenta la vera notizia, secondo me, è lo spreco di soldi – non importa se pubblici o vaticani, comunque pubblici, – per sfruttare il momento difficile che il mondo sta attraversando.

Organizzare simili manifestazioni – che peraltro assomigliano sempre più a raduni politici quando non a raduni rock – in momenti di estrema crisi dove i popoli sono chiamati a fare pesanti sacrifici, per molti è sinonimo di arroganza e di provocazione nei confronti di una società che stenta a realizzare quei principi laici di cui la chiesa farebbe volentieri a meno.

Ed è da questo presupposto che è partita la protesta dei laici spagnoli; protesta che ha visto per le strade alcune migliaia di partecipanti che, anche se non uniti da un unico pensiero ideologico, esprimono una vera e onesta volontà di rompere una volta per tutte con il dominio, anche se indiretto, della chiesa cattolica.

Dominio che si manifesta essenzialmente sui grandi problemi etici del nostro tempo come l’omosessualità, i contraccettivi, il testamento biologico, il divorzio, l’aborto; problemi che vedono la chiesa cattolica nettamente contrapposta al mondo laico e libero.

Il solo fatto di organizzare, in momenti come questi, manifestazioni di massa, oltre a indicare una naturale avversione ai problemi pratici dei popoli, indica anche un disinteresse verso la società laica. Come se la religione possa procedere, nei suoi intenti, senza tener conto del mondo e dei suoi problemi.

Ed è da questa tendenza che scaturisce nel mondo cattolico quel che si condanna nella altre religioni: l’estremismo. Estremismo che vede gruppi sempre più agguerriti lottare anche con la violenza contro tutto ciò che è contrario al loro credo. Gruppi che, tra l’altro, fanno capo anche ad ideologie apparentemente condannate dalla chiesa stessa.

Il giovane arrestato a Madrid non va considerato un caso a parte o un disadattato perché, al pari del giovane Breivik, fa parte di un sistema di valori dove la conversione dei popoli e il mantenimento del potere si è sempre basato sulla violenza.

Pertanto, l’uso di soldi pubblici, ma anche privati, per scopi che esulano dal problema e che non porteranno mai risultati positivi nell’ambito economico, non può che essere considerato un ulteriore tentativo di controllare i popoli attraverso metodi che allontanano anziché avvicinarli al dibattito in corso evitando così la partecipazione diretta dei cittadini. Tentativi, dicevo, perché, per fortuna, nella società esistono gruppi capaci di analisi e pertanto non inclini a cadere nell’inganno.

dal nostro lettore francescov


9 commenti su “La Chiesa, la crisi e l’ultracattolicesimo mascherato da volontariato

  • maria

    Condivido a pieno questo articolo…
    Già dalla prima giornata della gioventù in Germania, se non ricordo male, dove sempre questo attuale Papa disse che a tutti i giovani che si sarebbero radunati, avrebbero ottenuto la piena assoluzione dei loro peccati, ho fatto un balzo dalla sedia!
    Non erano tempi neri come questi, ma ebbi da ridire (e sono cattolica) che non si può indurre un giovane così, lasciando che altri giovani, magari con problemi famigliari; di lavolo che non potevano andare anche volendo; economici e di ogni altra sorta, non potessero avere stessa opportunità di assoluzione, solo perchè non presenti a tale raduno.
    Trovo orribile lo sperpero di denaro, quando poi, una sana preghiera, ogni cattolico lo sa o dovrebbe saperlo, arriva quando è fatta col cuore, e non quando è fatta in congregazione in un unico incontro, dove lascia a desiderare anche l’ampiezza e la serietà dei gruppi di preghiera. Gruppi che potrebbero riunirsi anche a gruppi appunto, ma ognuno nei loro luoghi, specialmente in momenti di crisi come questi… Magari scegliere più di un luogo, ma per ognuno un luogo vicino: più economico e di certo più vero!
    Da allora, non m’interesso più di questo genere di manifestazioni di massa, ma l’aver letto questo, mi ha fatto ripiombare a quei pensieri di allora, ed allo sperpero di denaro che per queste manifestazioni si attua.
    Un po’ come parlare dei popoli che muoiono di fame, davanti ad un bel pranzo organizzato a posta per l’occazione, ma non di certo per chi di fame sta morendo…

  • Francesco Filipazzi

    rosicate pure, tanto a Madrid erano due milioni, poveri voi, avrete passato tre giorni d'inferno di fronte alla vittoria del Cristianesimo

    • Paolo Maria Filipazzi

      Tra l'altro: due milioni di persone sono stati una manna per esercenti, albergatori e ristoratori del luogo. In quei tre giorni l'economia di Madrid ha girato a mille. E' il motivo per cui tutti i governi, anche i i più laicisti, fanno i ponti d'oro alla Chiesa cattolica quando organizza eventi come questo in casa loro.

  • Francesco Filipazzi

    rosicate pure, tanto a Madrid erano due milioni, poveri voi, avrete passato tre giorni d'inferno di fronte alla vittoria del Cristianesimo

    • Paolo Maria Filipazzi

      Tra l'altro: due milioni di persone sono stati una manna per esercenti, albergatori e ristoratori del luogo. In quei tre giorni l'economia di Madrid ha girato a mille. E' il motivo per cui tutti i governi, anche i i più laicisti, fanno i ponti d'oro alla Chiesa cattolica quando organizza eventi come questo in casa loro.

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