La Bussola Rotta dell’Occidente
18 ottobre, 2007 - 9:28 di Giovanni Grobo
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Ci sono tre avvenimenti di questi giorni sui quali vorrei focalizzare la mia e la vostra attenzione. Sono tre avvenimenti slegati, ma hanno degli aspetti comuni di cui è utile discutere.
- Alla decisione del Parlamento turco di nel Nord dell’Iraq.
- Alla questione della e la conseguente della Cina Popolare.
- del Presidente russo Vladimir Putin in Iran.
Tutti gli accadimenti che ho citato ci fanno comprendere, prima di tutto, come la visione del mondo da parte degli Stati Uniti e dell’Europa sia fortemente occidentocentrica.
Per noi occidentali è difficile accettare il concetto che ci sia una guerra al terrore parallela a quella che abbiamo condotto in prima persona negli ultimi anni. Per il governo cinese il Dalai Lama rappresenta qualcosa di equivalente al “nostro” Bin Laden. Per la Turchia i Curdi non sono buoni, ma terroristi contro i quali scatenare l’esercito in incursioni . Per la Russia, l’Iran non è uno stato canaglia, ma un partner politico e commerciale di tutto rispetto con il quale e di ampio respiro.
Tutto questo è in aperta violazione con il concetto di realtà che ci siamo formati e in piena contraddizione con la politica estera che Stati Uniti ed Europa conducono.
Ora, se si volesse stabilire quale interpretazione sia valida in forza dei numeri, probabilmente la visione del mondo occidentale risulterebbe perdente. L’Occidente mantiene ancora una leggera prevalenza economica ed industriale, ma il suo margine di vantaggio si assottiglia velocemente e, dal punto di vista della popolazione e delle risorse naturali, è in aperto svantaggio. Quindi potrebbe essere che la nostra bussola sia rotta e sbagliata la visione che abbiamo delle cose.

C’è un’ultima cosa sulla quale vi invito a riflettere. La baldanza e l’improntitudine con la quale gli stati “non allineati” impostano la loro politica estera ci suggeriscono che l’influenza internazionale dell’Occidente è in lento, ma inesorabile, declino.
L’Europa non è stata in grado di fornire un modello culturale e politico alternativo a quello del partner americano. Venuta meno l’esigenza di compattarsi contro il pericolo rosso e a fronte del sostanziale fallimento del tentativo di sostituire la guerra al comunismo con quella al terrorismo, l’Occidente si trova al cospetto di popoli e nazioni che dopo decenni di privazione e sacrificio pretendono di sedersi e partecipare a pieno diritto alla ricca imbandigione di cui abbiamo ampiamente e lungamente approfittato.
L’impero che gli Stati Uniti hanno fondato dopo la vittoria nella seconda guerra mondiale potrebbe essere destinato al tramonto nel giro di pochi decenni. Dopo meno di un secolo di vita, basato su un sistema di sviluppo e consumo senza freni, si avvia a scomparire distrutto dagli appetiti che la sua stessa politica ha indotto.
In questo c’è sicuramente una morale. Se di questo fugace e brevissimo impero rimarrà traccia nella storia, i posteri saranno sicuramente meglio di noi in grado di comprenderla e sfruttarla.
La Bussola Rotta dell’Occidente è di Giovanni Grobo

Grazie Grobo.
Ogni tanto si ha bisogno di guardare le cose con occhi diversi.
Grazie veramente.
Ma Decisamente grazie.
Poche parole le tue che sconvolgono con la forza della loro ovvietà quadri mentali così rosi dalla ruggine che inevitabilmente cadranno a pezzi.
Ora aspettiamo e vediamo.
Questo post è fantastico, è necessario guardare le cose dall’altro punto di vista.