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La “Bufala” della Crisi

12 settembre, 2008 - 7:00 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia




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10 letture

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Dalle statistiche diffuse in questi giorni pare che, in Italia, ci sia crisi, e che si consumi molto, molto meno rispetto, non solo agli anni scorsi, ma addirittura rispetto ai mesi scorsi. In agosto (dicono alcune fonti), ben un 1% in meno rispetto a luglio, che su base annua, se il trend continuasse immutato, farebbe un bel 12%.





Di questo passo, a questo ritmo, c’è chi dice che in breve gli italici si dovranno limitare a vivere con lo stretto necessario: mangiare miglio, quello per i piccioni, bere acqua piovana e, ovviamente, a respirare. Almeno fin quando l’aria non sarà tariffata.
Il tutto rigorosamente al buio ed al freddo, dato che l’energia costa e le rate con le quali il “sistema liberista” ha “riempito” l’italico popolo, sono molte e scadono ogni mese.

In realtà le cose non stanno proprio come vengono diffuse dai giornalisti che fanno terrorismo mediatico. In realtà i consumi non sono affatto calati. Sono calati solo quelli relativi ai beni di prima necessita’, quali cibo, vestiario, e cose cosi’, di poco conto, ma in compenso sono di molto aumentati i consumi per i beni di lusso, come le auto fuoriserie, gli yacht, i vestiti superfirmati, i gioielli di griffe, ed addirittura i “vizi” come la cocaina, il gioco d’azzardo… le puttane.
Quindi la verità è che non gli italici non hanno per nulla ridotto i loro consumi, hanno solo spostato il loro target verso atri tipi di necessita’.

Adesso consumano in modo differente. Alla pizza margherita con birra che una volta veniva gustata in piedi al chioschetto sotto casa, preferiscono di gran lunga recarsi da “Chez Maxim” e (magari) gustarsi un bel piatto di tagliolini al tartufo bevendo Sassicaia. Si’, lo so che in Italia non sarebbe stagione di tartufo, ma “Chez Maxim” lo fa giungere appositamente ogni giorno dalla Patagonia. Ovviamente costa un “cicinin” di più, ma cosa volete che sia un piccolo costo aggiuntivo quando si tratta di godersi la vita?

Insomma, sono semplicemente cambiati i gusti e le abitudini. Niente di preoccupante. Anzi c’è solo da essere contenti se non si acquistino più le case di edilizia popolare a Milano e si ripieghi sulle stupende ville ottocentesche situate sul Lago di Como. E’ sintomo di benessere, di accresciuta qualità della vita.

E cosa dire a proposito del prossimo Natale, quando infine si capirà l’obsolescenza del solito, banale panettone e si ripiegherà, come regalo, sui graziosi “ovetti Faberge’” in oro e platino tempestati di pietre preziose?

E’ il segno del cambio dei tempi. Finalmente, dopo poco piu’ di duecento anni dalla famosa frase di Maria Antonietta che, allora, non fu compresa, la gente si sta rendendo conto che le brioches sono assai più buone del pane.

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La “Bufala” della Crisi è di Chiara di Notte

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Comments

90 Risposte a “La “Bufala” della Crisi”
  1. Paolo Marani scrive:

    Che brutto articolo… pieno di mistificanti considerazioni di destra sulla società italiana. Mancava solo qualcuno che dicesse che gli italiani sono ricchi perchè possiedono tanti telefonini!

    Paragonare i rincari dei beni di prima necessità, con gli aumenti del lusso, è come paragonare le pere con le mele. Da una parte c’è una contrazione dei consumi di *BASE* che interessa oltre il 90% della popolazione, dall’altra c’è un aumento dei consumi velleitari che interessa meno del 10% della popolazione (quella che ha tanti soldi da buttare). I primi stanno aumentando di numero, i secondi diminuendo, anche se appaiono spendere sempre di più.

    La ricchezza é come il sale che si concentra facendo evaporare l’acqua, vedi molto sale, ma l’acqua non è certo sparita, se non dalle menti (critiche) limitate che fingono di non vederla.

    • Carmine... scrive:

      Sicuramente questo commento coglie nel segno, ma tuttavia lo trovo molto offensivo e saccente. Cosa che va condannata, a mio avviso.
      Volevo solo farti notare che in qualche modo lautrice (spero di aver interpretato bene) se la prende con il sistema di consumo liberista, ormai entrato a far a parte anche del bagaglio culturale della sinistra, ma che storicamente è stata sempre una prerogativa delle destre moderate. Quindi affermare che l’autrice stia a destra (poi può essere, però cn questo articolo a me pare il contrario) mi sembra ia un po’ fuori luogo.

    • Carlo Fronteddu scrive:

      Caro signor Marani, penso che abbia totalmente frainteso l’ironia dell’articolo, poi non parla di rincari dei beni di prima neccessità ma di diminuzione dei consumi di questi beni in relazione con un aumento di consumo di beni di lusso. In poche parole, l’inflazione che colpisce i redditti fissi, costringendo dei tagli alle spese e dall’altra un aumento spropositato dei dei redditti medio-alti, questi senza nessuna correlazione con l’inflazione. Per i poveri piove e pure per i ricchi, solo che i ricchi tengono l’ombrello.
      Altra cosa: esistono famiglie a medio basso reddito fisso, che preferiscono risparmiare su i beni di prima necessità per poi spendere i soldi in acquisti a rate di beni tecnologici o comunque relativi a bisogni indotti dal marcato stesso.
      Buon giorno.

      • lupoalburnino scrive:

        Si, anch’io ho colto solo ironia, sottile quanto si vuole, ma solo ironia. Dire che sono calate le spese per i beni di consumo di prima necessità, vuol dire proprio che il popolo italiano è in grosse difficoltà, mentre da qualche altra parte c’è chi si permette il lusso di mangiare da “Chez Maxime”.
        Ecco qui è il punto. Chi?
        Sono con te, Chiara di notte!

    • Buon giormo signor Paolo Mariani. Bevuto limone con aceto stamattina? :-)

      Ho apprezzato questo suo gentile commento:

      La ricchezza é come il sale che si concentra facendo evaporare l’acqua, vedi molto sale, ma l’acqua non è certo sparita, se non dalle menti (critiche) limitate che fingono di non vederla.

      Si riferisce forse al sale che mancherebbe dalla zucca della sottoscritta?

      Non si sorprenda signor Mariani. E’ normale che sia cosi’. Sono una donna. :mrgreen:

      Se invece, dal piano personale, vuol scendere su cose piu’ “terra terra”, tipi sui concetti e sul vero senso del mio post, credo che lei debba fare uno Scandisk alla sua “unita’ centrale”, che’ sicuramente trovera’ degli errori nel sistema operativo. Non le si avvia il software “Ironia”. :-)

    • secondo le regole della casa lei ha il diritto di esprimere giudizi sulle opinioni e non sull’ampiezza delle menti di chi le esprime, cosa che attiene al personale e che, quindi, non le compete.

      se dovessi seguire il suo esempio sarei autorizzati ad esprimere giudizi sull’incapacità di cogliere l’ironia in uno scritto così semplice e così breve, cosa che mi guardo bene dal fare.

      mi attendo che lei faccia le sue scuse.

  2. Fully scrive:

    Ho apprezzato l’amara ironia contenuta in questo tuo ottimo esordio su MC

  3. grick scrive:

    Ma ti sembra il modo di mettere la foto della granita alle mandorle con la brioche a quest’ora???

    Sono in piena crisi di astinenza :_(

  4. Carmine... scrive:

    Ho apprezzato molto questo articolo Interessante. A mio modo di vedere induce anche delle rflessioni in merito a quali siano i reali standard di vita degli italiani. Io ad esempio mi chiedo, e chiedo voi commentatori di MC, ma l’aumento di questi beni di lusso è determinato dalla reale possibilità economica oppure è frutto di una pratica orrenda quale l’indebitamento? Secondo me la risposta è quest’ultima, secondo voi?

    • Ho apprezzato molto che lei abbia apprezzato :-)

      Gli italici sono un popolo strano, a mio avviso. Non si rendono conto di quanto sono fortunati: hanno persino Ronaldinho :mrgreen:

    • tritumbani scrive:

      é indubbio che in questi anni ci sono state categorie che si sono arricchite e molto, non fosse altro perchè hanno potuto speculare sugli arrotondamenti dell’euro
      per cui …
      è anche vero che è aumentata la propensione all’indebitamento per l’acquisto di beni (mutui e finanziamenti), ma questo va bene se parliamo di telefonini, auto e televisori, non di cene da chef maxim, yacht e gioielli

      • ma questo va bene se parliamo di telefonini, auto e televisori, non di cene da chef maxim, yacht e gioielli

        Cavolo! Ma lo sai che hai ragione?

        Dovremmmo suggerire alle finanziare di fare dei “pacchetti” piccoli prestiti anche per Chez Maxim e gli ovetti faberge’.

        Magari potrebbero interessare a qualche pensionato che non ce la fa con la sua pensione… :mrgreen:

        • tritumbani scrive:

          Qualcuno potrebbe prenderti in parola

          Pacchetto ULTIMA CENA!
          Offerta eccezionale!
          Corona il sogno della tua vita!
          Concediti una cena da sogno!
          La pagherai a piccole rate mensili di 9,99 euro per 99 anni?
          E non preoccuparti se dovessi morire prima, potranno rimborsarci i tuoi nipoti!
          (attenzione offerta soggetta a verifica dello stato economico dei nipoti)

        • Carmine... scrive:

          Forse avete ragione, però ad esempio penso a tutti coloro che si sono indebitati per fare vacanze, ad esempio. Cioè comunque la propensione all’indebitamento non è più finalizzata all’acquisto di beni di largo consumo come i telefonini e cose del genere. Si sta diffondendo anche per i beni di lusso.

          • comunque la propensione all’indebitamento non è più finalizzata all’acquisto di beni di largo consumo come i telefonini e cose del genere. Si sta diffondendo anche per i beni di lusso.

            Questi dati non li ho. Pero’ posso presumere che siano veri in quanto l’impulso psicologico e’, contrariamente a cio’ che parrebbe ovvio:

            - a) chi piu’ ha piu’ vorrebbe avere
            - b) chi meno ha piu’ si rassegna a non avere.

            Ora, dato che in Italia esiste una distanza sempre piu’ ampia fra a) e b), a causa del meccanismo psicologico di cui sopra la forbice tendera’ ad allargarsi sempre di piu’.

            Ovviamente ci sara’ un punto di rottura oltre il quale questo elastico non potra’ piu’ reggere la tensione, Quindi i casi saranno due:

            1) dopo un’ecatombe economica stile Argentina, il tutto tendera’ a tornare in equilibrio. Ci vorranno (forse) 20 anni e cosi’ almeno per un’intera generazione la vita sara’ fottuta.
            2) la rivoluzione. Che sia cruenta o culturale potrebbe ristabilire gli equilibri piu’ velocemente.

            PS: Per evitare il rischio dell’opzione due i governi si stanno adoperando a “drogare” la gente il piu’ possibile, sia ideologicamente che concretamente.

            • Carmine... scrive:

              Sul ps avrei qualche dubbio. Comunque, non credo la rivoluzione sia praticabile. Nessuno metterebbe a rischio quanto acquisito in secoli di guerre. Nemmeno il popolo.

            • ilBuonPeppe scrive:

              No Chiara, non succederà nessuna delle due cose. Purtroppo ne succederà (anzi, sta già succedendo) una terza ben peggiore: un progressivo inesorabile declino.
              Risollevarsi da un crollo tipo Argentina o da una rivoluzione sarebbe molto più facile, ma noi abbiamo scelto la strada più difficile.

              PS: i governi non si stanno adoperando per evitare la rivoluzione, ma per arraffare tutto quello che possono finchè c’è ancora qualcosa da arraffare.

              • vanda scrive:

                mhh!! Chiara ha ragione e tu anche.
                Ci stanno drogando per arraffare qunto più possibile, prima della disfatta finale.
                Ci ammazzeremo tra noi, poveri cani, il sistema si resetterà con loro in pol position (non so se si scrive così, scusate ma rende bene l’idea). Andate a controllare quali erano le famiglie più ricche e più potenti prima delle due guerre mondiali, la monotonia dei nomi è lampante, anche quelli cosiddetti decaduti hanno da vivere bene anche oggi(Savoia).
                E noi poveri ciucchi partecipiamo con ansia alla loro vita privata, aale loro gioie e ai loro dolori più che dei nostri.
                Noi ci scanniamo, loro si aiutano.
                Da loro, l’unica cosa che dovremmo imparare è proprio questo.

            • lupoalburnino scrive:

              E’ vero, esiste anche questo fenomeno, ma non è devastante, nè è in crescita. Gli italiani ancora sono parsimoniosi.

  5. Carlo Fronteddu scrive:

    Bell’articolo Chiara, Chez Maxime sono andato solo per fare il lavapiatti.
    “Il miglio è cibo da bestie!” da i sette samurai di Akira Kurosawa.
    Buongiorno a tutti :-D

  6. Oris scrive:

    Ma è un’ assurdo!

    Cosa vuole dire che siamo diventati tutti ricchissimi!!!

    Ma che bischerate!!!!

    azz..

    aspetta chiara.


    restart os

    Oris SO vers. 0.7

    Startx

    ironiademon on (ok)

    Ecco ora ho capito!

    Scusa Klara.

  7. Lara scrive:

    Uffa, io mangio meno e non dimagrisco, faccio economia di cibo e non ho nemmeno un macchina di lusso…

    E a Natale nessuno mi regala gli ovetti Fabergé.

    (ovviamente voglio solo fare una battuta idiota, comunque è vero: mangio di meno, ma non mi restano più soldi in tasca. non credo di essere l’unica!)

  8. prefe scrive:

    troll mode on

    comunisti schifosi fate gli spiritosi nei centri sociali bruciando bandiere USA

    troll mode off

    Bell’articolo! Lo provano quelli che non hanno capito l’ironia.
    Comunque Berlusconi fa esattamente così:
    Non è vero che la gente sta male, compra i telefonini!

  9. Paolo Marani scrive:

    Beh, credo che alcune scuse ti siano dovute, in effetti ho frainteso l’ironia delle affermazioni, però potevi dare almeno un indizio che quanto hai scritto non era il reale pensiero ma una parafrasi ribaltata del concetto dominante secondo cui “tutto va meglio, bisogna essere ottimisti a tutti i costi, anche di fronte all’evidenza”.

    Non vorrei passare per saccente solo per aver detto che non è affatto vero che tutto va meglio. Io credo che sia vero semmai che TUTTI cercano di convircesi che va meglio, perchè se così non fosse avremmo ammesso il nostro stesso fallimento.

    Non mi fraintendere, non è un discorso di sinistra a tutti i costi, solo che sentire parlare che siamo nel migliore dei mondi possibili solo perchè abbiamo delle belle ville e ci nutriamo con il cornetto, è classificabile per quanto mi riguarda con un solo concetto: EGOISMO SOCIALE.

    Se paghi una radiolina 5 euro, non sei più ricca, semplicemente qualcuno ha pagato i reali costi della radiolina per te, la fabbrica che l’ha costruita ha esternalizzato i costi e fatto lavorare un sacco di gente sottopagata, inquinando e distruggendo l’ambiente, solo affinchè tu potessi comprare sto cavolo di radiolina ad un prezzo così basso, ed esserne felice.

    Lo stesso vale per il lusso, l’aumento del quale crea solo sfruttamento e devastazione ambientale, senza nemmeno renderci più felici, figuriamoci se più progrediti. E’ per questo che un po mi incazzo quando sento parlare che stiamo meglio perchè abbiamo questo e quello e prima non l’avevamo.. è un vivere illusorio!

    Se calano i consumi, è solo un bene, significa avviarci verso la direzione virtuosa e positiva di un concetto che si chiama “DECRESCITA”, mi auguro che sia volontaria e non forzata, come accadrà se continueremo a crescere i consumi con questo ritmo.

    Ma ste cose, valle a spiegare ai berlusconiani ;o))

  10. F.Maria Arouet scrive:

    D’accordo.
    Paolo Marani s’é preso troppo sul serio e forse gli manca anche un pizzico di sense of humor: ma basta questo, porsi in maniera politically incorrect, perché l’obiezione venga a cadere?
    Perché Paolo sostanzialmente ha detto (mi scuso con l’interessato per l’esegesi non richiesta): ma con chi te la stai a prendere, Chiara?
    Confesso che leggendo il pezzo ho avuto anch’io la sensazione (che può benissimo essere sbagliata) che Chiara abbia messo nel mirino gli “italici” in quanto tali, senza distinzioni di classe, sesso, censo, professione, età… tutti in unico calderone.
    Gli italici, quei fregnoni patentati che si piangono addosso perché sono aumentati pasta e pane, quando sanno benissimo che continueranno a pasteggiare a Sassicaia e tartufo.
    Non mi fa ridere. Né mi sento fortunato per avere Ronaldinho. Anzi, mi sembra vagamente razzista come ironia. Senza offesa.

    • Grazie per il gentile commento.

      Vedo pero’, e sono alquanto preoccupata, che il S.O. del signor Marani (adesso riparato da un buon antivirus) ha ahime’ infettato pero’ altri S.O.
      Consiglio anche a lei di fare un controllo sull’hard disk.

      E’ ovvio che pretendere di essere compresa in uno scritto cosi’ “difficile” sarebbe assai presuntoso, pero’ sono felice di aver raggiunto lo scopo: far discutere e riflettere criticamente su un problema REALE e cioe’ che cio’ che io scrivo puo’ essere ambiguamente interpretato sia di destra che di sinistra, sia in modo ironico che serioso, sia intelligente che idiota.

      Sull’equivoco e l’inganno si basa l’indottrinamento mediatico ed un esempio e’ questo articolo che, se scritto su Repubblica avrebbe un significato, mentre se scritto su Il Giornale ne avrebbe un altro.

      Signor Aroquet, nella mia frase su Ronaldinho non mi pare vi fosse alcunche’ di razzista. Razzista contro chi? Si spieghi meglio.
      Con quella frase ho voluto solo stigmatizzare un fatto: Che comunque vadano le cose, che la gente sia o no indebitata, che ci si chi ha 12 yacht e chi neanche i soldi per la spesa settimanale, per molta gente, quando arriva il momento della partita, tutto si congela.

      Come per i drogati.

      • Fully scrive:

        Eh no… Così non va.
        E’ come spiegare le barzellette… :-(

      • FMaria Arouet scrive:

        Certo che no, che il razzismo non é nella frase su Ronaldinho.
        Se mai nell’assegnare al “popolo italico” (che non esiste) delle qualità specifiche, prima su tutte quella del chiagnieffotti, secondo un metodo che mi ricorda altre generalizzazioni, su altri “popoli”.
        Mi esimo da qualsiasi commento sugli hard disk altrui. Ne ho fin troppo del mio.

        • Il popolo italico non esiste. Allora come lo chiami quel popolo che abita la penisola italica?
          Che poi gli abitanti della penisola italica, per fattori culturali e non genetici (ecco che si dissolve l’ipotesi di razzismo), siano piu’ propensi di altri a valorizzare il futile rispetto all’utile, ad osannare il calciatore beota rispetto allo scienziato che scopre la cura per una malattia, al preferire un mafioso al governo ad un onesto incensurato , cio’ si rileva dai fatti. :-)

          • FMaria Arouet scrive:

            Neppure gli abitanti dell’Albania, o della Romania, e neppure gli Ebrei sono complessi geneticamente omogenei. Ma quando si generalizza che gli albanesi sono ladri, o i romeni stupratori, o gli ebrei strozzini, si fa razzismo, eccome, Chiarina cara!

            • Ci sono statistiche sai che elencano la percentuale in cui in una nazione (ad esempio) si leggono libri. Se viene letto 1 libro pro capite all’anno, mentre la media europea e’ di 2.3 posso dire che in quella nazione si legge poco oppure sono razzista?
              Se in una nazione ci sono 2 telefonini per abitante mentre in Finlandia (Paese che li produce) la percentuale e’ di 0.80, e la media europea e’ di 1, posso dire che in quella nazione la gente da troppa importanza alle futuilita’ telefoniche fornendo anche i cinquenni di I-phone oppure sono razzista?
              Sono d’accordo. Dire che albanesi ladri, romeni stupratori, ebrei strozzini e’ razzista. Dire che gli italici col loro voto hanno mandato al potere dei corrotti e molti mafiosi non lo e’.

              • FMaria Arouet scrive:

                Puoi dire quello che ti pare, devi solo guardarti dal generalizzare e dal tirare conclusioni affrettate, attribuendo ad un “popolo” ciò che è di qualcuno.
                Se non vuoi essere ripagata della stessa moneta.

                • Ma io non generalizzo. Traggo le mie conclusioni informandomi. Ci sono studi che vengono fatti riguardo ai modi di vivere delle varie popolazioni e delle varie culture. Sono un’antropologa, sa? :mrgreen:

                  Se le dico che per i chukcha far scopare la propria moglie all’ospite e’ dimostrazione di buona accoglienza e non rappresenta motivo di problematica morale non sono razzista e non generalizzo. E’ pratica comune fra i chukcha anche se ovviamente ci sara’ qualche chukcha che non si fa scopare la moglie.

                  Se dico che gli zingari hanno un concetto della menzogna che e’ completamente diverso e che per loro mentire non e’ cosi’ aberrante come lo e’ per altre culture non sono razzista, anche se ci sara’ certamente qualche zingaro che non mente mai.

                  Evidenziare i comportamenti generali di una cultura, di un popolo, di un Paese, non e’ razzismo.
                  Essendo per meta’ zingara, non mi offendo se lei mi da’ della bugiarda. Secondo il suo punto di vista lo sono. Secondo il mio no.

                  Certo che se dicessi che gli italici PUZZANO, allora piu’ che razzista sarei scema e maleducata… anche se qualcuno puzza. Come tutti.

                  Io concepisco l’evidenziazione dei comportamenti semplicemente come una cosa “normale”. Gli italici essendo direttamente parte in causa non riescono a scoprire le sfumature grottesche del loro comportamento e tendono a negarlo esattamente come i tifosi tendono a negare i falli commessi dai giocatori della propria squadra.

                  Cosa e’ che le brucia Signor Arouet? Crede forse che gli italici siano diversi dai chukcha e dagli zingari e cioe’ intoccabili dal punto di vista dello studio dei comportamenti?

                  • F.Maria Arouet scrive:

                    Sempre se mi é concesso di avere opinioni diverse dalle tue: perché mi dovrebbe bruciare qualcosa, o dovrei ritenere gli italici diversi dai chukcha, che non so neppure chi siano?
                    Solo per aver detto che hai (oppure ha? meglio il lei o il tu? per me é uguale) indebitamente generalizzato elevando gli italici a paradigma del futile?
                    Dici che non generalizzi e cos’altro fai, fa, fate, quando dite:
                    “Gli italici essendo direttamente parte in causa non riescono a scoprire le sfumature grottesche del loro comportamento”
                    Non é forse una di quelle generalizzazioni che hai appena negato di voler fare, come se gli italici fossero un tutt’uno e non sessanta milioni?
                    Oppure dai tuoi studi é emerso che gli italici sono tutti tifosi di se stessi?

                    • Oppure dai tuoi studi é emerso che gli italici sono tutti tifosi di se stessi?

                      Ecco, in poche parole ha espresso il concetto :mrgreen:

                    • … fra l’altro c’e’ anche qualche italico che la pensa in un modo molto simile al mio:

                      “siamo un popolo che parla molto schiettamente dei propri difetti fra di noi, ma quando uno straniero lo fa noi abbiamo la tendenza a difendere i nostri difetti.”

                      Ecco, almeno la persona che mi ha scritto questo ha ammesso una particolarita’ che io avevo gia’ rilevato, signor Arouet. Questo mi fa capire che pur essendo un’autodidatta, alcune peculiarita’ delle persone con le quali ho convissuto, in linea generale, le ho rilevate.

                      A volte non conoscere i nostri vicini con i quali conviviamo puo’ essere fonte di gravi incomprensioni.

                    • F.Maria Arouet scrive:

                      Sull’ultima affermazione, ancorchè ambigua, forse proprio per questo, sono perfettamente d’accordo con voi.

                    • Adetrax scrive:

                      Infine c’è un’altra sottospecie di italico, quello cui non dispiace per niente se sono altri a evidenziare, senza falsità, le tendenze e i costumi dei propri simili.

                      Non ho mai capito perchè certi si adombrano quando si parla di tendenze generali o fenomeni di una certa rilevanza, forse perchè hanno la coda di paglia e vi si riconoscono immediatamente ?

                      A me certe descrizioni strappano un sorriso e, se sono vere, un ritorno di umiltà.

                    • @ Adetrax: ti rispondo qui perche’ il sistema di MC non mi da’ piu’ opportunita’ di proseguire il Reply nel tuo commento.

                      Se pensi veramente cio’ che dici allora mi sei ancor piu’ simpatico. :-)

                      Ho spesso trovato in Italia un campanilismo eccessivo (non so se il termine campanilismo sia quello giusto). Ho vissuto anche in un altro Paese, certo non erano tutte rose e fiori, ma differentemente dall’Italia, in questi ho visto una propensione della gente a “ridersi addosso” e mai, alle mie piccole provocazioni, hanno risposto che ero razzista oppure dicendomi (come spesso hanno fatto) “che cavolo ci sei venuta a fare qui se sputi nel piatto in cui mangi?”

        • Adetrax scrive:

          Ma come, con centinaia di articoli che sguazzano fra i malcostumi italiani fra cui spicca il titolo sessanta milioni di Berlusconi e non si mette neanche uno emoticon di circostanza come risposta ad un’innocentissima tesi sugli italiani piagnoni e spendaccioni ? ;-)

          E poi basta con questa parola, razzismo di qua, razzismo di la, ecc. è una parola superata ormai :-)

          Usarla equivale a urlare al lupo al lupo per niente (almeno in questo contesto).

  11. Angelika scrive:

    e che diamine, fanno 7! Anche io l’ho capito (quasi) subito! ;)

  12. Paolo Marani scrive:

    Il mio antivirus emette molti falsi positivi :-)
    Meno male che c’è l’update di Mente Critica (che leggo sempre), anche se gli agenti virali, tempo pochi giorni, prenderanno sempre e comunque il sopravvento! Quanto all’ambiguità del messaggio mediatico, credo che l’effetto Repubblica-Libero stia soprattutto nel “pregiudizio” di chi legge. La stessa notizia viene intesa diversamente perchè decidiamo deliberatamente (in tutto quello che facciamo o diciamo) di filtrare le informazioni contrarie ed amplificare le informazioni a favore.

    Se scrivo, Di Pietro è un guistizialista, posso leggere “Di Pietro è un persecutore”, oppure “Di Pietro ha il senso della giustizia”, nessuna delle due estremizzazione è probabilmente veritiera, sintomo che dare un significato univoco ad un termine, estrapolato dal suo contesto, è pressochè impossibile.

    Comunque, per me “giustizialista” non è un dispregiativo, anzi! Per me è chi si occupa dell’uguaglianza e della moralità credendo nel valore della giustizia. “Psiconano” invece, è un termine non ambiguo, non può che essere lui :-)

    IRRECOVERABLE CRASH FAILURE… GURU MEDITATION… Please wait while system is terminating all your brain resources… *OFF*

  13. Perfettamente d’accordo con Chiarina.
    Il classico fenomeno “chiagne e fotte” (piange e fotte per gli amici di Desenzano sul Garda) lo si può apprezzare soprattutto nel periodo di Natale:
    3 – 4 anni fa le salumerie, le macellerie e i panifici erano vuoti, tutti si affannavano a fare le file ai vari supermercati, GS, DixDI, Conad ,,,etc etc…
    2 3 anni fa anche i supermercati erano vuoti, tutti si affannavano a fare le file nei vari megastore di elettrodomestici come expert, euronics, eldo….
    ll’anno scorso nemmeno piu i macellai e i salumieri c’erano piu nelle loro botteguccie andate in fallimento, erano anche loro nei megastore di elettrodomestici…..

    Non sta cambiando la gente, o il valore della moneta…
    la gente se ne fotte che è aumentata la benzina, dal benzinaio si riforniscono sempre dei soliti 5 o 10 euro, se ne fottono che hanno meno benzina….
    Non è nemmeno cambiato il potere d’acquisto, è cambiata la scelta degli acquisti, ha perfettamente ragione Chiara.
    E’ cambiata la concezione del genere di prima necessità: meglio mangiare pane e prosciutto ma avere un IPHONE in tasca, che mangiare ostriche e champagne ed avere il solito mattone della motorola.

    Dalla mattina alla sera la tv ti bombarda di telegiornali e pubblicità.

    I tg ti danno la sensazione della caducità della tua vita, ti fanno sentire il solito puntino insignificante su un pianeta di merda, che giorno dopo giorno sopravvivi facendo slalom tra centinaia di guai, guerre e persecuzioni che ci sono in giro….

    Le pubblicità ti danno la sensazione della caducità del tuo portafoglio…a cosa serve risparmiare…scendi e spendi tutto quello che hai….oggi come oggi puoi scendere da casa e trovare un 11 settembre e un terrorista nella posta o nella banca che ti possono far saltare in aria.

    tg e pubblicità sono un accoppiata vincente per il mercato.

    Non hai un intelletto, non hai una capacità di giudizio, vivi per lavorare, vedere e assimilare tg guai e pubblicità, e soprattutto vivi per spendere.

    Questo è il punto, credi di vivere, ma in realtà già ti hanno programmato tutta la vita, devi solo ubbidire.

    E intanto vomito.

  14. Ovviamente è tralasciato che tutti questi consumi sono opera di molta meno gente di prima immagino :( che però consuma come un reggimento…

  15. Durante una conferenza stampa un giornalista straniero ha fatto notare a Mr. Banana che l’Italia oggi e’ al 68esimo posto per situazione economica, ed il “Presidiente” l’ha zittito dicendo che in Italia ci sono piu’ telefonini che in tutte le altre nazioni… :roll:

    Meno male che non l’ha zittito facendo il gesto del mitra, ma credo che prima o poi si arrivera’ anche a quello. :mrgreen:

  16. mi infastidiscono coloro che attaccano pregiudizialmente la borsa, la finanza, il credito quasi siano attività da affamatori e da usurai, in certi delirii nazisti e, purtroppo, cattolici, attività da “ebrei” assetati di potere. credo che per comandare e depredare il mondo gli strumenti sono ben altri, ovvero il controllo del fisco, dell’emissione di moneta (fasulla), dell’indebitamento pubblico, della spesa pubblica pilotata, del voto di scambio e della socializzazione dei costi del consenso.
    invece mani interessate vogliono spingere il popolo a odiare l’investitore, lo speculatore, il prestatore di denaro, il mercante, esattamente come mani interessate spingevano all’odio per l’ebreo “usuraio” e il templare “simoniaco”.
    sulla stessa linea c’è l’odio keynesiano per il rentier , e le continue richieste di aumentare la tassazione sui rendimenti degli inflazionatissimi risparmi di lavoratori, famiglie e anziani.
    ti linko due miei articoli sull’argomento, confidando che ti possano interessare:
    http://www.finanzaediritto.it/articoli/principi-di-economia-privatista-4096.html
    http://www.ladestranews.it/politica-ed-attualit-/ideologie-e-rendite.html

    dimenticavo, circa l’accanimento fiscale e certe fandonie che vengono propinate in giro , sempre da mani potenti e interessate, contro l’evasione fiscale (che non esiste, e basta ragionare sulle innumerevoli tipologie di tributi per capirlo, ovvero da qualche parte paghi, sempre) :

    GLI ULTRARICCHI, LE FAMIGLIE PADRONE DEGLI STATI, LE TASSE NON LE EVADONO, LE RISCUOTONO.

    ti saluto con simpatia (e se vogliamo approfondire l’argomento sarò felice di farlo…)

    filippo matteucci
    economista

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