La Grande Bufala degli Animali Morti per i Botti 5


Non erano 5.000, ma 500 e quest’anno secondo la stessa associazione sono molti di meno. E poi: “Solo nei prossimi giorni comunque – evidenzia l’Aidaa- sarà possibile fare il quadro completo della situazione in relazione anche alle altre specie di animali (specialmente piccoli animali domestici e del bosco) rimasti uccisi o fuggiti“. Ma ovviamente nessuno ha corretto la prima affermazione, che è ancora lì dov’era.

Frase che, insieme alla fretta di cavalcare la notorietà, odora di farsa, visto che è abbastanza inverosimile che nei boschi muoiano gli animali per i botti e che qualcuno possa contarne i cadaveri riconducendone la causa della morte ai botti.

Identica considerazione vale per l’affermazione: “oltre il 90% delle segnalazioni fino ad ora arrivate ad AIDAA provengono da città che non avevano applicato nessuna limitazione ai botti di capodanno.” Visto che i divieti sono stati bellamente ignorati.

Ma è la matematica a fornire indizi più decisi che ci si trovi di fronte a una classica bufala, costruita sul nulla per attirare l’attenzione, perché secondo questo comunicato, tra segnalazioni di animali morti e fuggiti, l’associazione avrebbe ricevuto 1187 telefonate fino alle 16 di oggi (ieri per chi legge N.d.R.). Peccato che da mezzanotte alle 16 siano trascorsi appena 960 minuti, rendendo il numero inverosimile e tutta la faccenda ridicola.

Se poi si considera che sul blog è stato scritto il 31/12: “DOMANI dalle 9 Daremo sul blog sulla pagina fb di AIDAA aggiornamenti continui in merito ad animali uccisi o incidenti con i botti che abbiano in qualche modo coinvolto gli animali, chiunque può chiedere informazioni e dare notizie telefonando dopo le ore 10 al ….”. I minuti a disposizione si riducono a 360.

Incongruenze che mi hanno dato l’impressione  che si trattasse dell’azione di un’associazione di furbetti o di un solo furbetto un po’ malmesso in cerca di pubblicità e che sia riuscita a trovarla sfruttando la “notiziabilità” della trovata e il buon cuore di un sacco di creduloni, oltre alla sciatteria di un gran numero di giornalisti e amministratori pubblici che non si sono posti alcun dubbio e non hanno proceduto alla minima verifica, come spesso accade.

Vero è che nel comunicato di oggi si parla anche di mail, ma altrettanto certo è che sul blog dove appaiono i comunicati, aperto solo a dicembre, c’è solo il numero di un cellulare e nessuna mail di contatto e che anche sul sito dell’associazione omonima (sarà la stessa del blog?) appare solo un numero di un cellulare, non certo un centralino, e nessun invito alle segnalazioni, nemmeno un solo riferimento ai botti.

Si cita oggi anche un “telefono amico” dell’associazione al quale rivolgere le segnalazioni del quale non c’è traccia da nessuna parte.

Esiste un sito di un’associazione omonima, nel quale però non c’è traccia di alcuna  campagna contro i botti e che è di Isernia, al contrario dell’AIDAAA in questione che è milanese, mentre nel blog http://aidaa-animaliambiente.blogspot.com/ non c’è traccia di mail.

C’è però una pagina faceboolk, animata dallo stesso Croce, ma nemmeno qui c’è traccia di “telefono amico” o di mail nelle info. Nella sua pagina personale invece ritroviamo Croce ribadisce il numero di 5000, chissà perché:

I CINQUEMILA MORTI ERANO RIFERITI ALL’ANNO SCORSO, SE I NUMERI SONO MIGLIORATI E’ UN BUON SEGNO, E GUARDA CASO UOMINI ED ANIMALI SONO MORTI E SI SONO FATTI MALE PREVALENTEMENTE NELLE ZONE DOVE NON ERANO IN VIGORE I DIVIETI. FERMIAMO I BOTTI

(il maiuscolo in originale e si scoprirà essere un tratto distintivo del Croce).

Pare quindi che la campagna contro i botti dell’AIDAA  si fondi esclusivamente sulle la fantasie del suo presidente Lorenzo Croce e nessun dato certo o verificabile. Croce che gode della fiducia  cieca quanto malriposta della redazione milanese del Corriere della Sera, che già in passato ha pubblicizzato altre denunce abbastanza strane, con tanto di annunci di taglie sulla testa di uccisori di gatti, senza neppure accorgersi che l’indirizzo del sito www.aidaa.net segnalato nelle sue pagine rimandava a un sito inesistente.

A questo punto la puzza di truffa si è fatta più intensa e mi ha spinto a continuare, così, cercando in rete con pazienza, ho trovato anche altre conferme, oltre al “Tribunale degli animali” e al “Club dei pesci rossi”, altre geniali creazioni del Croce.

Sul forum dei 100% animalisti  (di tendenza estrema destra) ecco spuntare diverse storie curiose e opinioni poco lusinghiere su Lorenzo Croce, che in passato pare si occupasse di un sito che reperiva “amanti virtuali” e nel quale tirano in ballo anche un Pierluigi Tremonti che risulta socio fondatore dell’AIDAA ed è indicato come il fratello del noto ex-ministro delle finanze.

Una colossale sputtanata, ancora online, che prosegue per diversi post e plausibilmente credibile, visto che il forum riporta una minaccia di denuncia da parte dello steso Croce, che evidentemente non ha portato ad alcuna censura giudiziaria.

Sul forum lo presentano come un ballista e un truffatore seriale e gli dedicano anche grafiche salaci come questa accanto, ma ci sono anche prese di posizione analoghe di altre associazioni animaliste, notizie di condanne penali per aver diffamato altre associazioni, tanto che gli hanno dedicato un’intera sezione del forum , impegnata per gran parte da discussioni su Lorenzo Croce, le sue presunte bufale e la sua AIDAA.

Meritano davvero i complimenti i giornalisti del Corriere della Sera che da anni gli danno spago, ma un plauso lo meritano anche  quelli che hanno abboccato a questo giro senza compiere la minima verifica, per non dire di quei sindaci che hanno emesso ordinanze sulla base delle sue fantasia.
Questa è l’italia a cavallo del 2011 e del 2012, un paese nel quale persino un presunto famigerato ballista riesce a conquistare le pagine e la ribalta nazionale con baggianate del genere, riuscendo addirittura ad influenzare l’azione di amministratori pronti a cavalcare qualsiasi bufala non appena vi scorgano un tornaconto d’immagine.
Bella immagine quella dei sindaci che son corsi ad emettere un’ordinanza su questi presupposti, Tutti meritevoli della tessera del “Club dei pesci rossi”

N.d.R

Da ulteriori ricerche effettuate da MenteCritica, risulta questa pagina facebook pubblicata l’11 febbraio 2011, dove la questione dei 5000 morti per i botti risulta già diffusa l’anno scorso, ma senza il rilievo ottenuto quest’anno. La pagina, a firma Giuseppe Mitoli, riporta anche altre considerazioni sulla cui attendibilità non possiamo esprimere opinioni, ma che riportiamo per completezza d’informazione.

L’Aidaa, il ‘Topa day’ e le bufale animaliste
pubblicata da InviatoSpeciale il giorno venerdì 11 febbraio 2011 alle ore 8.00

Avete mai partecipato a una “Festa della topa” o, per dirla in inglese, al “World Topa Day”? Topa nel senso di femmina del ratto, sia chiaro. No? E allora, per la prossima edizione, provate a chiedere un invito all’associazione animalista Aidaa, presieduta da tal Lorenzo Croce, che del “topa day” è l’organizzatrice.

L’Aidaa, da qualche anno, riesce a trovare spazio su agenzie di stampa, giornali e tv, grazie a comunicati stampa i cui contenuti – a conoscere bene il mondo degli animali – sono quasi sempre discutibili. Utilizzando lo stesso stile comunicativo di Croce, quei comunicati potrebbero essere discutibili al 94,7%, apprezzabili al 9,7%, accettabili all’86% e se la somma delle percentuali supera cento, non fa niente: tanto gli animali non sanno contare.

Sul suo sito istituzionale (www.aidaa.net) l’associazione dichiara una sola sede, a Pregnana milanese. Ma a leggere i comunicati stampa, sembra esserci dietro una rete di milioni di volontari e rilevatori che a confronto l’Istat sembra il bar dello sport. Perché nemmeno l’Istat sarebbe in grado di stilare la classifica delle città dove si registra il maggior numero di deiezioni canine sui marciapiedi (“Ogni giorno un milione di cacche cani sui marciapiedi – Roma, Milano, Bologna e Reggio Calabria le città più maleducate”, Apcom del 23 marzo 2010).

E persino il Ministero dell’Interno ad oggi non sarebbe in grado di dare un dato che invece Aidaa ha fornito con precisione il 12 dicembre scorso: “Animali: Aidaa, 239 cani abbandonati nel giorno dell’Immacolata” (Agi). E che dire della diminuzione del 34% delle vendite di cuccioli di cane a Natale? Dato, questo, fornito dall’associazione il 29 dicembre, quattro giorni dopo la festa della Natività. Scrive infatti l’Agi citando l’Aidaa: “In particolare i cani venduti sono scesi a 457 rispetto ai 780 dello scorso anno, circa -42,5%, così come le vendite di cuccioli di gatto, scese dai 540 dello scorso anno ai 321 di quest’anno, circa -40,6. Anche le vendite di tartarughe d’acqua sono scese da 882 esemplari dello scorso anno ai 431 di quest’anno con un decremento di circa 52%”. Ma c’è anche la conta delle vittime dei botti di Capodanno (“Ogni anno almeno 5 mila animali muoiono nella notte di San Silvestro, e tra loro oltre 1500 cani e gatti (oltre a volatili e piccoli animali) per colpa dei ‘botti’ sparati nella notte di Capodanno.”, Ansa del 27 dicembre), c’è la statistica relativa agli animali in vacanza (“Saranno un milione e mezzo gli animali che nei prossimi giorni seguiranno le proprie famiglie umane per le vacanze di Natale”, Agi del 18 dicembre).

Tutto questo impegno tuttavia non è garantito solo nel periodo natalizio, ma nei dodici mesi dell’anno. A gennaio 2010 Aidaa ha spiegato che nei condomini italiani c’è una lite ogni dodici minuti per fatti legati agli animali domestici e che nel 2% dei casi le dispute scoppiano a causa di “altri animali” e cioè “tartarughe e uccelli canterini”. Addirittura in 54 casi le liti “hanno provocato feriti”. Nel 2009, poi, gli animali selvatici sono stati responsabili di circa 30mila incidenti stradali e in pianura “il maggior numero di incidenti ha avuto come protagonisti le faine” (Apcom del 30 gennaio).

L’Aidaa ha promosso anche il Tribunale degli animali e lo Sportello animali. Il primo è raggiungibile scrivendo una mail o componendo il numero di un telefono cellulare. Tuttavia il Tribunale dell’Aidaa nel 2010 ha garantito 46.250 consulenze (Ansa del 23 gennaio 2011). Tra queste non rientra un caso che è stato segnalato dall’associazione ai giornali, ma solo perché fa riferimento all’anno sociale 2011: è il caso del sessantaseienne di Milano che ha chiesto l’intervento del tribunale (il tribunale dell’Aidaa) per costringere la moglie a lasciare il gatto fuori della camera da letto perché, come informa l’Agi il 7 febbraio, moglie e gatto sono “complici e responsabili del fatto che lui non riesce più a fare l’amore”. Il tipico caso di gatto guardone, insomma, complice di una moglie che probabilmente non sa come giustificare il calo del desiderio.

Nella storia del genere umano entrerà anche un altro caso emblematico trattato dal Tribunale degli animali di Aidaa nel 2010: quello relativo a un pappagallo che insultava la vicina di casa escort, ma non riferiamo in che modo, e che per questo è stato giustamente condannato (il pappagallo) a chiedere scusa. E a marzo 2010 gli esperti del Tribunale degli animali di Aidaa hanno addirittura organizzato una seduta spiritica. Ha scritto l’agenzia Dire il 16 marzo 2010: “Una seduta spiritica per contattare Fufi, un cane morto durante la Seconda guerra mondiale e capire, così, se gli ululati misteriosi che turbano il sonno nelle notti invernali di alcune famiglie di Pregnana Milanese sono i suoi: a decidere per questa pratica medianica il Tribunale degli animali di Aidaa”. L’associazione ha precisato che questa è stata una scelta goliardica.

Lo Sportello animali, invece, nel corso del 2009 (Adnkronos del 17 gennaio 2010) tra le tante attività ha “ricevuto oltre 15mila segnalazioni di annunci di richieste di sesso con animali” e “in 179 casi l’Associazione ha provveduto alla denuncia degli autori di tali inserzioni e dei siti web che le pubblicizzavano”. Inoltre lo Sportello nel 2009 ha garantito “oltre 6.000” consulenze gratuite per risolvere altrettanti casi relativi all’affidamento di animali domestici in caso di separazione o divorzio (Ansa del 5 febbraio 2010).

In Abruzzo, nei primi giorni dopo il disastroso sisma, i veterinari presenti, intervenuti per soccorrere le vittime animali del terremoto, hanno vissuto ore di angoscia. Perché le agenzie di stampa avevano battuto una notizia, ripresa anche dai tg nazionali, relativa alla presenza di almeno cinquemila animali domestici liberi, in prevalenza cani, nel solo territorio del Comune dell’Aquila; cani randagi, cani sopravvissuti, cani giunti da chissà dove, gatti. Ora, avete presente un numero così elevato di animali e per giunta potenzialmente affamati in un teatro così delicato in cui i vigili del fuoco stavano ancora scavando tra le macerie? I poveri veterinari, disperati, hanno cercato ovunque questa armata di quattrozampe, anche perché l’aveva detto la tv e quindi qualcosa di vero c’era. Alle tv l’aveva detto l’Aidaa.

Non è finita. Perché Aidaa è anche una specie di associazione dei consumatori (il 20 gennaio 2010 ha annunciato all’agenzia Dire una class action contro Trenitalia per i disagi e le limitazioni subite da chi viaggia con il proprio cane) ed è persino un sindacato degli animali. Chiaramente, come ogni sindacato che si rispetti, organizza scioperi. Quello più clamoroso è lo sciopero nazionale delle galline le quali, come informa un “lancio” dell’agenzia di stampa Dire del 31 marzo scorso, hanno incrociato le zampe e quel giorno non hanno fatto uova “per protestare in maniera eclatante contro l’allevamento in batteria dei polli e contro le false pubblicità che ritraggono le galline felici all’atto di essere trasformate in polli arrosto”. “Sarà una giornata memorabile”, aveva dichiarato alla vigilia il presidente di Aidaa, Lorenzo Croce, a ragione pieno di entusiasmo.

Grazie all’associazione, poi, è stato finalmente denunciato uno scandalo che nessuno prima aveva notato. E’ successo per fortuna il 9 aprile scorso, quando l’agenzia di stampa Asca, riprendendo un felice comunicato stampa di Aidaa, ha finalmente permesso agli italiani di scoprire che nel corso del 2009 ben 2.501 cani “sono rimasti vittime delle rapine in villa e in appartamento e di questi circa un migliaio sono morti avvelenati”. Ladri e rapinatori sono davvero persone senza cuore. E meno male che “in almeno 800 casi, pur sotto sedativo o in preda a dolori da avvelenamento i cani sono riusciti a sventare le rapine e questo è sicuramente un merito che non possiamo disconoscere loro”. Parole sante.

Il mondo è cattivo, come si sa, e per giunta pieno di gente senza scrupoli. Ad esempio, nel febbraio del 2010, ignoti hanno rapito o hanno acquistato gatti da destinare all’immondo “giro” delle trasfusioni di sangue felino. Lo ha denunciato proprio l’Aidaa (agenzia Dire, 1 febbraio) ma quegli invidiosi della Fnovi (la federazione degli ordini dei veterinari) hanno risposto querelando Croce. I cinesi residenti in Italia invece, non sembrano adire facilmente le vie legali, persino quando sono accusati sempre dall’Aidaa (Ansa del 13 aprile 2010) di prelevare dalla strada gatti randagi “che potrebbero essere destinati – ha dichiarato Croce – anche all’uso alimentare”.

Meno male che Marco Wong, presidente onorario di Associna, è persona pacata e si è limitato a smentire l’utilizzo dei gatti a tavola da parte della sua comunità e all’Adnkronos ha ricordato, il 14 aprile, che “l’Aidaa aveva già inviato un altro esposto, a Milano”, in cui l’associazione ipotizzata la circostanza secondo la quale “nei ristoranti cinesi sarebbero stati serviti cuccioli di San Bernardo”. “Ora”, ha concluso Wong, “saltano fuori con i gatti”.

Ci sono tanti altri episodi e a elencarli tutti si diventa noiosi. Chi fosse interessato a sostenere questa associazione può certamente trovare utili informazioni sul sito www.aidaa.net sul quale senza dubbi ci sarà qualche riferimento del presidente di Aidaa, Lorenzo Croce. Il web, si sa, è anche sedimento della memoria.

Così, del tutto casualmente, si può trovare una notizia come quella, risalente al 1992, relativa all’espulsione di un giornalista dall’Ordine della Lombardia perché accusato di essersi del tutto inventato una intervista a Bettino Craxi, pubblicata sulle “Gazzette” di Longarini, in cui Craxi pareva ritrattare le accuse avanzate contro il giudice Di Pietro. Quel giornalista si chiamava Lorenzo Croce. Omonimia?

Commenti
Alice Schiaroli Buongiorno, stavo cercando quest’articolo sul sito, ma non riesco più a trovarlo, potete aiutarmi? Grazie!
18 febbraio 2011 alle ore 10.38 · Mi piace
Jari Pilati
nessuna omonimia. non sapendo niente di questa storia, ma insospettito da una sequenza di probabili bufale nel giro di due settimane (gatto cucinato da ex marito arrabbiato e servito alla moglie / sentenza su gatti da tollerare in condomini…Visualizza altro
21 agosto 2011 alle ore 19.34 · Mi piace · 1
Denise Cecilia Grazie. Direi che ho un quadro assai chiaro ora…
15 ottobre 2011 alle ore 15.43 · Mi piace
Manu Dige In tanti lo abbiamo chiaro… il problema è fermare questo signore!
29 ottobre 2011 alle ore 14.55 · Mi piace


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5 commenti su “La Grande Bufala degli Animali Morti per i Botti

  • Mariarosaria Tartaglia

    Non ho, prevalentemente oggi, una mente abbastanza fluida per leggere dettagliatamente tutto l'articolo, e di questo mi scuso; ma non vorrei che quella fastidiosissima ed anche pericolosa abitudine dei botti, prevalentemente quelli artigianali o quelli fatti esplodere senza considerazione alcuna da chiunque voglia farlo, venga tranquillamente giustificata.
    Personalmente, limiterei (da non leggere vieterei, per favore) anche i fuochi d'artificio nelle notti d'estate… anche per l'effetto negativo che hanno sugli animali, sia domestici che liberi ed indipendenti.
    Un sincero augurio di buon anno a tutti.

  • Marcus Vinci

    Bell'articolo, attenzione a non fare gli stessi errori di croce, additare centopercento all'estrema destra è un'altra bufala colossale, se esiste un movimento equidistante da tutte le ideologie politiche è quello dei centopercento, se il loro presidente ha militato per un periodo in fn, non vuol dire che l'abbiano fatto anche gli altri.Complimenti per il sito, molto interessante.

  • Niki

    Non fate l’errore di Croce,100x100animalisti non sono schierati politicamente da nessuna parte,collocarli a destra o sinistra è una bufala che gira da anni,il vostro sito è interessante come del resto lo è l’articolo,non fomentate pure voi le bufale,ciao.

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