La bestia 33


Gente che si eccita guardando video di bambini abusati e torturati, altri che questi film li girano, li “interpretano” col pene che gli viene duro mentre fanno una cosa abominevole.
Altri che abbattono un aereo civile e poi spogliano i cadaveri delle vittime della loro incompetenza, ne disperdono i resti aggiungendo alla strage l’orrore della cancellazione della memoria. Altri ancora che lanciano razzi a casaccio contando sull’impatto mediatico della notizia dei propri figli vittima del fuoco di ritorsione del nemico. Il nemico che, dal canto suo, non si tira indietro in questa gara orribile e ribatte colpo su colpo avvitandosi in una competizione di bassezza col suo avversario. Persone che sgozzano i propri figli e la propria moglie per “futili motivi”, come se esistesse un “motivo non futile” per fare una cosa del genere.

Cattura

Nel corso della mia vita senziente ho più volte fronteggiato la bestia. La bestia non è avidità, cupidigia, lussuria, nessuno dei peccati che vi vengono in mente. La bestia è il compiacimento nell’esercizio del male non finalizzato ad uno scopo e la cui ragione di essere si esaurisce esclusivamente nell’esecuzione di un’azione esecrabile. Il guadagno, la conquista, il vantaggio, sono solo la motivazione dietro la quale noi che vogliamo trovare una quadra nell’universo cerchiamo disperatamente di nascondere il fatto che la bestia è nella nostra natura. Latente, silenziosa, pronta ad aggredire alle spalle.

Io mi guardo le palme delle mie mani consumate. Mani che hanno lavorato, che hanno usato armi, che si sono levate in difesa della violenza, che hanno anche impartito duramente la legge del comando. Nonostante la stanchezza, mi sento ancora disperatamente un soldato nella guerra contro la bestia, consapevole che non è possibile sconfiggerla, ma convinto che nessun uomo può dirsi compiuto se ignora questa lotta e pretende di vivere nel buio dell’inconsapevolezza.


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